giovedì 23 aprile 2015

Oggi a New York va in vacanza

Oggi a New York va in vacanza, riprendera' a giugno, grazie a tutti coloro che si seguono, a presto

sabato 18 aprile 2015

L'Fbi indaga sul Dean Skelos per un appalto da 12 mln di dollari, i repubblicani rischiano di perdere la maggioranza al Senato

 di Riccardo Chioni

Il senatore statale repubblicano leader della maggioranza Dean Skelos



Se tutto andrà come da copione, il partito repubblicano rischia di perdere la maggioranza al Senato statale, se il suo leader Dean Skelos sarà incriminato per l’ennesimo scandalo per corruzione che sta per investire Albany.
Skelos non è ancora stato formalmente accusato, ma la procura federale sta conducendo un’inchiesta e già da settimane ha iniziato a recapitare ordinanze di sub poena praticamente a quasi tutti i senatori che rappresentano Long Island e ad alti livelli della Nassau County che sono stati chiamati a testimoniare davanti ad un grand jury nel corso della settimana scorsa.
L’inchiesta federale è mirata a stabilire se il senatore leader della maggioranza Dean Skelos e suo figlio poco più che trentenne Adam, descritto da alcuni un po’ come una mina vagante, siano coinvolti in loschi appalti pubblici.
La settimana scorsa sono passati davanti al grand jury, tra gli altri, l’executive repubblicano della Nassau County Ed Mangano a cui sono stati chiesti chiarimenti su certi appalti assegnati dalla contea.
Oltre a Mangano le ordinanze di sbu poena sono pervenute a 8 dei 9 senatori di Long Island, tranne che al senatore Skelos.
Il Gop rischia grosso ad Albany. Con una risicata maggioranza di 32 repubblicani contro 31 democratici dei 63 componenti dell’aula del Palazzo.
L’inchiesta della procura federale in corso mira ad accertare il ruolo del senatore Skelos in relazione ad un appalto da 12 milioni di dollari per il trattamento delle acque che il Department of Public Works della Nassau County ha assegnato nel 2013 ad un’azienda considerata poco trasparente dell’Arizona, nonostante - ha riportato il NY Times - un’altra società avesse presentato un’offerta più economica.
La procura federale sta passando in rassegna testimonianze e documentazione relative al sospettato uso dell’influenza politica da parte di Skelos nell’assegnazione del contratto alla società AbTech Industries dell’Arizona che aveva assunto Adam, il figlio del senatore.
La processione dei senatori repubblicani di fronte al grand jury non è passata inosservata al procuratore distrettuale della Nassau County Madeline Singas che all’inchiesta della procura federale ne ha fatto seguire un’altra imperniata sull’assegnazione degli appalti da parte della contea di Nassau.
Giovedì il senatore Dean Skelos non si è prolungato molto a parlare dell’inchiesta che lo vede al centro dell’attenzione dell’Fbi e con un telegrafico "ho collaborato e continuerò a farlo per qualsiasi inchiesta".
Intanto il senatore Skelos ha fatto sapere che non seguirà il governatore Andrew Cuomo lunedì quando alla guida di una delegazione newyorkese si recherà in visita ufficiale a Cuba, declinando l’invito in un Paese conunista.
Dal suo studio di Albany rispondono soltanto che il senatore Skelos non si recherà a Cuba, che ha deciso di restare nella capitale per sbrigare il lavoro ordinario del Senato.
Se sarà incriminato, Skelos andrà ad aggiungersi alla lunga lista di leader politici incriminati, mentre già dozzine sono stati processati e molti si trovano già dietro le sbarre.

venerdì 17 aprile 2015

Il ministro Pier Carlo Padoan ospite d'onore al gala dei 40 anni del Gei: "Siate fiduciosi, l'economia cresce, scommette sull'Italia"

 di Riccardo Chioni

Il ministro dell'Economia e Finanze Pier Carlo Padoan ospite d'onore al gala del Gei


 

Gran Gala al Plaza Hotel mercoledì sera in occasione della celebrazione dei 40 anni di attività del Gruppo Esponenti Italiani di New York, alla presenza di numerose personalità ed autorità con ospite d’onore il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan.
Tra gli ospiti il console generale Natalia Quintavalle e l’ambasciatore presso le Nazioni Unite Sebastiano Cardi e l’ex first lady di New York Matilda Cuomo e il commissioner del Fdny Daniel Nigro.
Il presidente del Gei Lucio Caputo ha percorso la storia di quattro decenni percorsa dal gruppo a cui aderiscono esponenti italiani con lo scopo di promuovere tutti gli aspetti positivi dell’Italia.
Le 5 personalita' premiate con Lucio Caputo, Sebastiano Cardi,
Natalia Quintavalle e Pier Carlo Padoan 
Nel corso della serata il Gei ha consegnato riconoscimenti a cinque personalità che rappresentano l’eccellenza dei rispettivi settori di attività "dando un grande contributo all’immagine ed al prestigio dell’Italia nel Mondo" ha sottolineato Caputo.
Sul palco della Grand Ballroom del Plaza sono saliti per ricevere il "Gei Award 2015" Claudio Del Vecchio Ceo di Brooks Brothers e direttore esecutivo di Luxotica per il grande successo conseguito in Italia e all’estero nel campo dell’imprenditoria.
Lo stesso premio è andato alla professoressa Amalia Ercoli Finzi, una delle massime esperte internazionali in ingegneria aerospaziale che ha dato un notevole contributo al successo del programma spaziale Rosetta.
Un altro award è stato consegnato al maestro Gualtiero Marchesi, chef padre della moderna cucina italiana e fondatore di Alm per il grandissimo contributo dato all’effermazione della gastronomia italiana nel mondo.
Anche al fondatore e conduttore del programma televisivo "Porta a Porta" Bruno Vespa è stato assegnato il riconoscimento per aver portato il giornalismo italiano a livello di eccellenza internazionale durante una lunghissima carriera costellata da grandi successi.
Lucio Caputo, Matilda Cuomo e Natalia Quintavalle
All’astronauta colonnello Roberto Vittori, il primo italiano che ha aperto la strada ad altri astronauti, il presidente Caputo ha consegnato il "Gei Award" per aver dato grande risalto ad una eccellenza italiana in un settore di altissima tecnologia come quello spaziale che continua con un’altra italiana attualmente in orbita.
Al console generale Natalia Quintavalle è stato affidato il compito di consegnare a Matilda Cuomo lo "Special Gei Award" che il gruppo ha voluto assegnare a Mario Cuomo, il primo governatore di origini italiane dellostato di New York rimasto in carica dodici anni, recentemente scomparso.
Infine è stata la volta dell’ospite d’onore, il ministro Padona che era arrivato in giornata a New York per ricevere il premio e incontrare investitori americani, prima di recarsi a Washington per i lavori del Fondo Monetario Internazionale.
Il ministro Padoan
"L’Italia viene sempre più vista come un Paese dalle opportunità crescenti e l’interesse oggi è più forte di un anno fa",  ha esordito il ministro tracciando un quadro della situazione economica in Italia.
"Quello che ci chiedono sono riforme e stabilità politica. E vogliono vedere che le riforme siano realmente messe in pratica. E questa è' la sfida più grande che l'Italia non può mancare. Le previsioni - ha aggiunto il ministro Padoan - dicono che anche il debito pubblico italiano diminuirà quest’anno e si stabilizzerà dal prossimo. L’economia non solo cresce, ma si sta stabilizzando ed è con la produttività che si può accelerare questa crescita".
Il ministro ha lanciato un invito alla comunità finanziaria e imprenditoriale americana a scommettere sull’Italia dicendo "You are Welcome", spiegando come l'Italia possa crescere di più di quanto non dicano le attuali previsioni.
"Le nostre stime sulla crescita sono simili a quelle del Fondo Monetario Internazionale e della commissione Ue, ma ci aspettiamo possano migliorare verso l’alto" ha insistito il ministro dell’Economia".
In precedenza il "Gei Award" è andato a 31 personalità, tra cui Gianni Agnelli, Carlo Azeglio Ciampi, Edward Kennedy, Emma Marcegaglia, Giorgio Napolitano, Luciano Pavarotti e Sergio Pininfarina, solo per citarne alcuni.
Il Gruppo Esponenti Italiani sorto nel 1974 contava un ristretto numero di aderenti, attualmente annovera i più qualificati rappresentanti delle principali entità italiane che operano negli Stati Uniti.


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giovedì 16 aprile 2015

In 300 mila studenti dal 3o al 8o grado dell'Empire State rifiutano il test statale, i genitori concordano: non mostra l'apprendimento

 di Riccardo Chioni
 

 
 
 
 
 
 
Come un maremoto il movimento anti-esame ieri si e’ propagato da Buffalo a Brooklyn con circa 300 mila studenti che hanno boicottato l’esame obbligatorio statale standardizzato English Language Arts, mostrando un enorme incremento rispetto al migliaio che s’era rifiutato lo scorso anno.
Difficile quantificare esattamente quanti studenti abbiano disertato l’esame perche’ i risultati definitivi si avranno soltanto tra qualche giorno, ma da Boerum Hill a Brooklyn al confine col Canada i dirigenti scolastici hanno confermato la decisione di decine di migliaia di studenti di boicottare l’esame.
Secondo fonti scolastiche alla Public School 261 a Brooklyn almeno il 66 per cento degli studenti, o 817 si sono rifiutati di sottoporsi all’esame, il primo che viene sottoposto ai ragazzi dal terzo all’ottavo grado di scuola questa settimana.
La maggioranza dei genitori concorda con i figli e anche gli insegnanti: questo test fa soltanto perdere tempo agli studenti nell’apprendimento e non determina il grado di apprendimento dei ragazzi e il livello di performance degli insegnanti.
Gli insegnanti da parte loro sono forzati a sottoporre gli studenti all’esame per mantenere il proprio impiego, anche se sono convinti pure loro che il gioco non vale la candela per conoscere veramente il loro grado di apprendimento, almeno con l’attuale esame standard.
La portavoce del Department of Education Devora Kaye ha confermato che occorreranno alcuni giorni per avere i numeri del boicottaggio, “lo sapremo quando si concludera’ la serie di esami” ha detto.
Il test interessa qualcosa come 1.1 milioni di studenti dello Stato Impero e l’esame di matematica dovrebbe essere sottoposto la prossima settimana.
Chris Cerrone del gruppo United Opt Out che ha organizzato la protesta ha detto di non poter ancora quantificare il numero, ma ha sottolineato che l’esame e’ stato boicottato in un gran numero nelle scuole pubbliche.
Anche l’executive repubblicano della Westchester County Rob Astorino e’ tra i genitori che hanno deciso di non far effettuare l’esame ai propri due figli ed ha prospettato che almeno 100 mila genitori abbiano seguito il suo esempio nella contea.
Anche salendo lungo la Lower Hudson Valley  il fenomeno maremoto si e’ fatto sentire con un buon quarto degli studenti che non si sono presentati all’appuntamento dell’esame e nei dintorni di Buffalo la situazione e’ descritta dalla quantita’ di rifiuti.
Nel distretto scolastico di West Seneca che comprende 5 scuole elementari - ad esempio - e’ stato riferito che su 2.976 scolari, 2.074, o il 70 per cento ha rifiutato l’esame, mentre l’anno scorso lo stesso distretto aveva registrato solo un 30 per cento di anti-esame.
Il governatore Andrew Cuomo ha sempre sostenuto caldamente il cosiddetto “standardized exam”, ma ieri alla luce del clamoroso insuccesso, dal suo ufficio non e’ giunto alcun commento.
L’unica localita’ che sembra non sia stata influenzata dal sentimento anti-esame sembra sia Staten Island, dove la convinzione comune dei genitori e’ che boicottare l’esame significa svalutare il lavoro degli insegnanti durante l’anno scolastico.
Non sono previste penalita’ per gli studenti che hanno saltato l’esame di martedi’, ma il gran numero di assenze dovrebbe inviare un distinto segnale ai legislatori che lo hanno voluto, d’accordo con Cuomo per riuscire a valutare il lavoro degli insegnanti e cacciare quelli che non producono istruzione.
Significativa la differenza da un anno all’altro, infatti il numero dei ragazzi che l’anno scorso hanno boicottato l’esame era nell’ordine di 1.925 in tutto, vale a dire l’uno per cento del corpo studenti dal terzo all’ottavo grado e attualmente e’ del 30 per cento.

mercoledì 15 aprile 2015

Troppi detenuti attendono anni l'avvio del processo, il sindaco de Blasio e il giudice Lippman propongono un intervento veloce

 di Riccardo Chioni






Nelle celle di Rikers Island si contano 400 detenuti che attendono il processo da oltre un anno ed altri sono dietro le sbarre da oltre sei anni, perché la macchina della legge si è arenata nelle aule dei tribunali che non riescono a smaltire l’immensa mole di procedimenti giudiziari.
Ieri il sindaco Bill de Blasio e il giudice capo della Corte d’Appello Jonathan Lippman hanno illustrato un piano per ridurre la popolazione carceraria di Rikers Island eliminando i ritardi accumulati negli anni dai tribunali statali che contribuiscono a mantenere gente in carcere per centinaia di giorni.
“Troppe persone si trovano detenute a Rikers, alle volte per anni, mentre sono in attesa del processo. Per la prima volta - ha annunciato il sindaco - la nostra città lavorerà con i tribunali, le forze dell’ordine, i procuratori distrettuali e gli avvocati della difesa per iniziare da subito ad abbattere i ritardi onde ridurre la popolazione di Rikers Island”.
La proposta ha già trovato consensi tra i gruppi a sostegno dei detenuti e tra le stesse guardie carcerarie che recentemente hanno visto aumentare lo scrutinio esterno su ciò che succede dietro le sbarre, mentre il sindaco ha già disposto l’assegnazione di decine di milioni di dollari per eliminare la violenza nelle carceri e l’uso delle celle di isolamento per punire minori, creando piuttosto programmi terapeutici per tutti i detenuti.
L’idea del sindaco è di guardare oltre le mura del carcere per individuare soluzioni idonee a ridurre la popolazione, provvedendo ad apportare cambiamenti al sistema della giustizia criminale, cercando altresì di abbattere quella che è oramai diventata la cultura della carcerazione.
Secondo la proposta di sindaco e giudice la popolazione nei penitenziari della City dovrebbe diminuire del 25 per cento nel giro dei prossimi dieci anni.
Da almeno venti anni il numero dei detenuti a Rikers è rimasto stabile sui 20 mila in media ogni giorno, ma recentemente è stato dimezzato anche grazie alla diminuzione della criminalità e quindi degli arresti, ma anche perché quelli con problemi mentali vengono affidati ad altri programmi riabilitativi.
Elizabeth Glazer coordinatrice della giustizia criminale dell’ufficio di de Blasio è convinta che si può e si debba diminuire la popolazione carceraria per abbattere quella che ha definito la “cultura dei ritardi” nei tribunali che significano tempi troppo lunghi per i processi e tempi troppo lunghi per chi è in attesa dietro le sbarre.
Il problema dei tribunali cittadini si manifesta con la carenza di giudici e agenti nelle aule, ma anche per carenza di locali per interrogazioni e incontri con i legali degli arrestati, anche se in molti casi a provocare i ritardi sono gli stessi avvocati per perseguire loro strategie.
Stando alla proposta di sindaco e giudice, tutti i casi di detenuti che hanno trascorso un anno dietro le sbarre si contano nell’ordine di 1.500 e  dovranno veder celebrato il proprio processo entro 45 giorni.
Questo potrebbe procurare un declino del 50 per cento attraverso casi risolti, accordi extragiudiziari o addirittura perché il caso non costituisce reato.

Il giudice Lippman ha insistito sul fatto che intende rendere operativa la proposta per raggiungere il fine desiderato ed ha portato l’esempio del tribunale penale del Bronx che sta lavorando per riuscire a smistare i casi accumulati negli anni, mentre circa 200 detenuti si trovano in carcere in attesa di giudizio da oltre due anni, facendo del Bronx il quartiere con la  più alta percentuale di ritardi rispetto al resto dei quartieri, anche se è percepibile lo sfrorzo per diminuire le attese.

martedì 14 aprile 2015

Nata per promuovere solidarieta' la Valtarese Foundation ha festeggiato 25 anni di attivita' con 750 mila dollari di donazioni

 di Riccardo Chioni

Dignitari e premiati assieme ai ragazzi che hanno ricevuto le borse di studio



Per la Valtarese Foundation il traguardo di 25 anni di attività è stato un momento di orgoglio che domenica ha condiviso con 420 persone  presso la sala ricevimenti Mestro’s nel Bronx, per ribadire l’impegno di solidarietà e l’attaccamento alla terra d’origine del sodalizio.
Alla festa ha partecipato il console generale Natalia Quintavalle e il Ceo di Gabelli Funds Mario Gabelli, al quale la Fondazione ha assegnato un premio speciale e monsignor Giorgio Corbellini presidente dell’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.
La Val di Taro è situata in provincia di Parma, una delle sue vie più celebrate è la Via Francigena che nel Medio Evo precorrevano i pellegrini che da Santiago de Compostela e Canterburry si incamminavano verso Roma e quindi la Terra Santa.
Per l’occasione è arrivato anche il sindaco di Borgotaro Diego Rossi, il quale ha sostenuto che è una tradizione essere tra i valtaresi a New York.
Mario Gabelli e Gianfranco Capitelli
“Nel vencinquesimo dalla fondazione ancora di più e poi è l’occasione per incontrare i nostri emigrati che sono tanti. Per dare una dimensione della nostra emigrazione, Borgotaro oggi è un paese che ha 7.300 residenti e abbiamo più di 1.500 iscritti all’Aire. È solamente una parte di quel mondo di emigrazione e credo – ha aggiunto Rossi - sia significativo per dare una dimensione. Londra e New York sono le due grandi capitali dove la nostra emigrazione si è concentrata”.
Il sindaco ha assicurato che per lui è un onore e una formalità essere da Maestro’s per poter continuare a stringere il legame con la Fondazione che da sempre sostiene l’ospedale Santa Maria di Borgotaro, sostiene il volontariato e molte iniziative legate alla solidarietà e al futuro con le borse di studio.
“È una comunità che in questi veinticinque anni ha dimostrato radici molto profonde, ma anche con uno sgurado al futuro e verso cui continua ad esserci un’attenzione positiva che cerchiamo di rendere reciproca” ha proseguio il sindaco.
Val di Taro, circondata dai monti dell’Appennino, confinante con Liguria e Toscana, è conosciuta in Italia e nel mondo per l’abbondante risorsa naturale che sono i finghi porcini, tanto che tre si trovano nello stemma della Val di Taro.
“I porcini sono importantissimi per l’economia locale. Prima di tutto – ha sottolineato il sindaco Rossi – perché è il prodotto tipico del nostro territorio e porta anche migliaia di persone in valle, appassionati cercatori di funghi. Diciamo che il fungo è il nostro massimo promoter turistico e funziona”.
“È un piacere per me essere con voi per onorare due importanti persone: Mario Gabelli e mons. Giorgio Corbellini e congratulazioni ai giovani che ricevono le borse di studio. È un momento importante – ha detto Natalia Quintavalle – perché celebriamo il venticinquesimo anniversario”.
Mario Gabelli, fondatore e Ceo di Gabelli Asset Management Company con investimenti per 30 miliardi di dollari affonda profonde radici a Solignano che risalgono a cinque secoli fa.
A Gabelli la Valtarese Foundation ha assegnato uno “Special Tribute” inciso su piatto d’argento.
“Le mie radici nel parmense vanno indietro di almeno cinquecento anni e per me questo riconoscimento è molto significativo” ha detto Gabelli il cui impegno filantropico è orientato ad aiutare studenti meritevoli nel prosieguo degli studi.
Mons. Giorgio Corbellini e Gianfranco Capitelli
“Offre opzioni nella vita, ti concede di avere quante scelte vuoi e poi approfittare di qualsiasi scelta tu faccia, se ti adoperi negli studi dove impari qualcosa e poi hai la passione per ciò che hai imparato. La combinazione di una buona istruzione, focus e passione sono molto importanti nel percorso verso il successo” ha aggiunto tutto d’un fiato Gabelli parlando dell’importanza degli studi ai giovani.
Anche mons. Giorgio Corbellini ha ricevuto il riconoscimento della Valtarese Foundation inciso su un piatto d’argento consegnato dal presidente e fondatore Giangranco Capitelli.
Mons. Corbellini è vescovo, ma preferisce essere chiamato semplicemente don Giorgio, ad America Oggi ha raccontato che l’entusiasmo per la visita papale è palpabile negli Stati Uniti.
“L’altro giorno ho parlato con il nunzio apostolico appena arrivato a Washington che conosco molto bene. Già mesi fa mi aveva detto che era molto impegnato a seguire la preparazione della visita. In Vaticano – ha sottolineato don Giorgio – probabilmente il Pontificio consiglio della Famiglia è quello che certamente è più coinvolto, dal momento che si celebra la giornata delle famiglie”.      
Da quando è stata fondata nel 1991 la Valtarese Foundation non ha mai contato su un gran numero di membri, nonostante ciò ha marcato il primo quarto di secolo lasciando un segno indelebile.
“Siamo sempre stati una trentina di soci, è nata per fare donazioni, non è un club o un’associazione. Credo che nel corso della nostra esistenza abbiamo elargito a scopo benefico qualcosa come 750 mila dollari” ha spiegato il presidente Capitelli.
Le donazioni della Valtarese Foundation vanno all’ospedale, alle case di riposo, all’associazione del sangue Avis, alle parrocchie e anche in borse di studio distribuite nella Val di Taro. 
“Abbiamo iniziato con le borse di studio quindici anni fa, ne assegnamo otto all’anno, due in Italia” ha precisato Capitelli che quest’anno ha fatto del XXV anniversario un evento internazionale con delegazioni arrivate nel Bronx da Parigi e dalla California.

RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA 

sabato 11 aprile 2015

E' chiamata la "sposa seriale" dopo 10 matrimoni, Liana Barrientos e' ancora sposata a 4 mariti, uno arreatato per terrorismo

 di Riccardo Chioni

Liana Barrientos su Facebook





Per la 39enne Liana Barrientos è stato coniato un nuovo termine, “sposa seriale” dopo che le autorità hanno scoperto che la donna dal 1999 si era sposata 10 volte senza neppure divorziare da alcuni dei suoi precedenti mariti.
Ieri la “serial bride” è stata condotta nell’aula della Bronx Supreme Court accusata di due capi d’imputazione per dichiarazioni false nell’ottenimento della licenza matrimoniale a cui la donna originaria della Repoubblica Dominicana ha risposto con la formula “no guilty”.
Di differente opinione la procura distrettuale del Bronx che ha insistito sul fatto che la Barrientos ad un certo punto della sua carriera di “sposa seriale” era maritata a otto uomini simultaneamente, mentre è tuttora sposata a 4 mariti.
L’ultimo sì pronunciato da Barrietos risala al marzo del 2010 con il marito numero dieci, un evento che ha messo in sospetto un detective del Bronx che è andato a spulciare i segreti della donna che non dire no ai mariti.
Al marito numero dieci Salle Keita la futura miglie aveva giurato che quello per lei sarebbe stato il primo matrimonio della sua vita, mentre gli investigatori iniziavano a dipanare la complicata matassa scoprendo che in precedenza era stata sposata a nove mariti e che nel giro di sei mesi era riuscita a portare all’altare sei uomini.
La Barrientos aveva richiesto il rilascio della prima licenza matrimoniale nel Bronx nel novembre 1999 per sposare Mohamed Gerbril, mentre l’ultima nello stesso quartiere è registrata il 3 agosto del 2002 con il furuto sposo Kakhaber Khorbaladze, il sesto marito della serie.
Ma la donna era una sposa itinerante e non si limitava a maritarsi nel Bronx, aveva infatti ottenuto la licenza matrimoniale anche in altre parti dello stato in rapida successione come nella Westchester County, ma anche a Long Island e nella Rockland County.
L’elenco dei mariti parte quindi da Gerbil sposato nel 1999, poi è seguito Ahmed Allam nel novembre del 2001, Habibur Rahman lo stesso mese, David Koridze nel febbraio successivo e a marzo addirittura due unioni: la prima con Duran Goktepe e poi Aliaksandr Paharelau.
Ma non è finita, nel maggio del 2002 la donna dominicana rersidente a Manhattan ha maritato Vakthang Dzneladze e a luglio Rashid Rajput, ad agosto s’era unita con Kakhaber Khorbaladze e nel marzo del 2010 è stata la volta dell’ultimo fortunato, il merito numero dieci, Salle Keita.
Nell’assurda vicenda della fabbrica di matrimoni (beninteso a pagamento) messa in piedi da Barrientos c’è anche un mistero terroristico che ha visto protagonista il merito numero 8, Rashid Rajput originario del Pakistan, rispedito a casa in seguito a minacce nei confronti degli Stati Uniti, cui è seguito l’arresto da parte della Joint Terrorism Task Force nel 2006.
A quel punto è entrato in scena anche il Department of Homeland Security per una revisione dei matrimoni, ma soprattutto per capire chi ha potuto giovare delle false unioni rese possibili attraverso la donna che intascava la sua “parcella” per riuscire a farla in barba all’immigration sposando egiziani, pakistani, turchi, russi e malesi che dopo il matrimonio hanno richiesto la fatidica green card.
La Barrientos non era una che perdeva tempo, difatti si è sposata nel giorno di San Valentino del 2002 a Ramapo ed esattamente un mese dopo, il 14 marzo ad Hantington si è di nuovo presentata all’altare con un nuovo marito.
Secondo la procura la donna per l’otteniumento delle licenze matrimoniali dichiarava la sua vera identità e il suo numero di Social Security e altre informazioni personali, cercando di alterare soltanto quanto bastava per non ripetersi nella richiesta.
La documentazione inoltrata al tribunale dalla procura attesta che nel frattempo, tra un matrimonio e l’altro la “sposa seriale” aveva ottenuto il divorzio da mariti numero due, cinque, sette e nove fra il 2004 e il 2007, ma attualmente risulta ancora sposata con uomini provenienti dal Bangladesh, Georgia, Pakistan e Mali.
A carico della Barrientos vi sono anche precedenti penali, tra cui figura un arresto per droga nel 1997 e nel 2010 era stata fermata dopo non avere pagato la subway e, di nuovo nel 2010, per possesso di stupefacenti. 
Ieri, all’uscita dal tribunale Liana Barrientos è stata di nuovo ammanettata dopo aver saltato l’accesso alla subway senza pagare alla stazione di 149th Street e Grand Concourse poco dopo le due pomeridiane mentre era assieme alla figlia ventenne Tracey.