lunedì 14 luglio 2014

Una fiumana di gente a Williamsburg per la 127.ma edizione della Festa del Giglio tra religione e folklore

 di Riccardo Chioni

La folla che ieri ha partecipato alla Festa del Giglio a Williamsburg



Come vuole la tradizione e nonostante la tentatrice finale dei Mondiali di calcio, Williamsburg ha registrato il pienone per la 127esima edizione della Festa del Giglio a cui ha partecipato anche il sindaco Bill de Blasio che ha contribuito a far danzare la Torre di 3 tonnellate.
Il Giglio con la banda sulla piattaforma
Italoamericani, visitatori d’ogni parte del Paese e dall’estero si sono dato appuntamento a Padre Pio Way e North 8th Street dove c’è la chiesa realizzata dalla collettività italiana di Williamsburg dedicata a Our Lady of Mount Carmel e a Saint Paulinus of Nola dove per undici giorni si svolge la Festa del Giglio.
Il Giglio, del peso di 3 tonnellate e alto 80 piedi, è impressionante solo a guardarlo poggiato sulla robusta impalcatura dove c'è la banda musicale che accompagna la danza, il parroco e sulla sommità la statua di San Paolino.
Tutto l'apparato è portato a spalla e fatto danzare da 125 uomini di ogni età.
Altri 125, dietro l’angolo della chiesa, si apprestavano a fare lo stesso con l’imbarcazione che riporta a Nola il vescovo San Paolino, in un incontro a mezza via scandito dalle direttive del Capo, quest’anno Carl Bonomo, che impartisce i movimenti come un maestro d’orchestra sul podio.
La Festa del Giglio, più antica di quella di San Gennaro di almeno 40 anni, è una consolidata tradizione che fa riunire a Brooklyn per l’occasione componenti di famiglie sparsi in giro per l’America e per il mondo.
Come la coppia proveniente dal Lago di Garda che si è piazzata in prima fila per godersi la tradizionale danza. Ha raccontato di trovarsi in vacanza e che due componenti della famiglia di Brooklyn di cui sono ospiti sono impegnati a portare il Giglio.
Il sindaco de Blasio offre i suoi muscoli
È una cosa seria per la comunità italoamericana, c’è un comitato che durante l’anno allestisce l’architettura del Giglio per ricreare il ritorno di San Paolino vescovo di Nola, acclamato dalla folla che innalzava i gigli per salutare il suo rientro.
La festa liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo fu istituita per commemorare l’apparizione mariana avvenuta il 16 luglio 1251 a san Simon Stock, in cui la Madonna consegnò a Stock uno scapolare e gli rivelò i privilegi connessi alla sua devozione.
Simon Stock all’epoca era priore generale dell’ordine carmelitano, sorto sul monte Carmelo nel XII secolo.
Alfonso, 19 anni d’età, si appresta a unirsi ai suoi compagni che faranno danzare il Giglio. “Sono qui perché questa è una tradizione che si tramanda da 75 anni nella mia famiglia originaria della zona di Napoli dove però io non sono mai stato”.
Ha raccontato che non si prepara fisicamente per lo sforzo che va ad affrontare “soltanto una dose più robusta di spaghetti e meatball”.
Basta chiedere in giro per raccogliere dalla maggior parte dei partecipanti alla tradizionale Danza del Giglio la stessa risposta: lo facciamo per onorare la tradizione religiosa che ci è stata tramandata dai nonni e poi dai genitori.
Rob Astorino e Carl Bonomo
“Sono venuto per il cibo italiano e per celebrare le mie origini italiane” ha detto il candidato repubblicano Rob Astorino che mira a cacciare il governatore Andrew Cuomo.
“La parte materna è pugliese e quella paterna calabrese. Sono stato a visitare Palo del Colle appena fuori Bari ea Taverna in provincia di Catanzaro e le esperienze sono state meravigliose” ha aggiunto Astorino.
Ma questo è un anno di appuntamenti elettorali e il candidato repubblicano che punta allo scranno più alto di Albany è venuto alla Festa del Giglio anche per presentarsi, essendo riconosciuto il fatto che è poco conosciuto fuori dalla “sua” Westchester County.
Cosa conta di fare per farsi conoscere? “La stessa cosa che abbiamo fatto nel Westchester nel 2009 quando andavano dicendo la stessa cosa in un bastione democratico” ha risposto.
"È stata una fatica immane" ha commentato de Blasio
Non ha però mancato l’occasione per lanciare una frecciata al governatore Cuomo, commentando la sua posizione in merito alla vertenza sindacale dei ferrovieri Lirr, “è imbarazzante sentire dire dal governatore che non ha alcun ruolo e che non farà nulla per impedire lo sciopero” minacciato a partire dal 20 prossimo.
Bagno di folla per il sindaco Bill de Blasio che ha posato con dozzine di persone per foto ricordo e che - a sorpresa - al momento del sollevamento del Giglio ha sentito dall’altoparlante: “in precedenza altri due sindaci hanno partecipato alla Danza, la invitiamo ad essere il terzo”.
Così Bill de Blasio con berretto bianco e in maniche di camicia si è unito ad un gruppo di sollevatori ben piazzati e ha danzato durante la prima fase della tradizionale processione. 
Al termine, portandosi la mano alla spalla, ha commentato che è uno srorzo immane sollevare 3 tonnellate di statua con banda musicale compresa.   


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domenica 13 luglio 2014

Padre e figlio Mario e Andrew Cuomo alle prese con lo sciopero dei ferrovieri Lirr, a venti anni di distanza

 di Riccardo Chioni

Il governatore Andrew Cuomo







“Qualis pater, talis filius” scherzavano anticamente i latini per indicare che il figlio è simile a suo padre.
Come Andrew Cuomo che, come suo padre Mario venti anni fa, ora si trova alle prese con la stessa patata bollente tra le mani: la risoluzione del contratto di lavoro dei ferrovieri della Long Island Rail Road, o lo sciopero.
Quando fu costretto ad intervenire l’allora governatore Mario Cuomo nel 1994 per lo sciopero dei ferrovieri Lirr, ebbe a dire ciò che molti sostengono ancora oggi nella vertenza attuale: datevi da fare al tavolo della negoziazione e non sperate sull’intervento del Congresso.
Così che, dopo tre giorni del giugno 1994 di indicibili disagi per i pendolari, la Metropolitan Transportation Authority cedette alle richieste del sindacato in toto, compreso l’aumento salariale del 17 per cento da distribuire nell’arco di 4 anni, che fece rientrare lo sciopero.
Se alla mezzanotte del 20 prossimo non sarà firmato il nuovo contratto per gli oltre 5 mila ferrovieri Lirr, questi incroceranno le braccia e 300 mila pendolari dovranno arrangiarsi per giungere al posto di lavoro e tornare a casa.
Sarebbe il quinto sciopero attuato della più trafficata linea ferroviaria d’America nel giro di 35 anni, in pratica è uno spauracchio che si ripresenta ogni 7 anni e l’attuale non è da meno.
L’incubo del fermo dei treni fa salire l’ansietà di centinaia di migiaia di pendolari che ogni giorno fruiscono del servizio Lirr e l’opinione comune è che se davvero il sindacato ricorrerà allo sciopero, il commuting diventerà una grande tribolazione in particolare nelle ore di punta.
La Mta ha annunciato un piano di emergenza per affrontare il fermo dei treni, anche se un po’ tutti concordano sul fatto che qualsiasi mezzo alternativo venga messo a disposizione non avrà la capacità di smaltimento del volume di utenti che hanno i treni.
Nel piano alternativo la Mta ha preso in considerazione l’istituzione di 350 shuttle bus che saranno attivi soltanto durante le ore di punta verso stazioni della subway, oltre ad un servizio traghetti gratuito che partirà da Glen Cove per raggiungere il molo situato a East 34th Street, oltre a parcheggi in Queens e Long Island.
Tom Prendergrast chairman della Mta venerdì ha partecipato al tavolo dei negoziati con il sindacato a Midtown e in serata, con le trattative ancora sospese, ai media aveva detto “speriamo di non dover mai attuare il piano d’emergenza, per questo continueremo gli incontri lunedì”.
Ma questo è anno di elezioni, in cui il governatore Andrew Cuomo punta alla rielezione e 300 mila residenti di Long Island, oltre ai ricchi vacanzieri degli Hamptons scontenti rappresentano un numero elevato e rischioso alle urne.
Intanto, si è appreso che venerdì il governatore ha avuto un incontro strettamente privato con il sindaco Bill de Blasio, a quattr’occhi in cui - sostengono fonti informate - hanno parlato della situazione cercando di individuare una mossa comune da sottoporre a sindacato e Mta prima della fatidica scadenza del 20 luglio.
La posta in gioco per il governatore Cuomo è alta, accompagnata da conseguenze politiche che potrebbero turbare quella che viene considerata dagli analisti una sua conferma alle prossime elezioni.
Quella di Long Island rappresenta l’area più popolosa dello Stato, fuori da New York City, dove storicamente gli elettori alle politiche votano democratico, ma che hanno pure la reputazione di grandi indecisi a quelle locali.
Andrew Cuomo gode di una stragrande popolarità che si è conquistato mettendo a segno alcuni interventi personali in campo sindacale con la risoluzione del conflitto ConEdison-sindacato di due anni fa e quest’anno un suo altro intervento e un’altra risoluzione nella vertenza Mta e il maggiore sindacato Local 100.
Non c’è due senza tre? Si vedrà nei prossimi giorni decisivi della vertenza sindacale che altrimenti rischia di esplodere il 20. 
Dalla maggioranza degli elettori di New York il governatore è visto come “uno che riesce a fare le cose”, non è detto però che voglia lanciarsi subito nella mischia Mta-sindacato, in attesa che le parti siano prossime ad un’intesa per la risoluzione contrattuale.

sabato 12 luglio 2014

Il sindaco ha firmato la legge: tutti avranno diritto alla carta d'identità, anche i residenti senza documenti

 di Riccardo Chioni

Il sindaco Bill de Blasio firma la legge che istituisce la carta d'identità municipale



Ne aveva fatto una priorità della sua amministrazione e da giovedì la ID Card municipale è una realtà, dopo che il sindaco Bill de Blasio ha posto la firma sulla legge approvata il mese scorso dal consiglio comunale che istituisce il più vasto programma di carta di identità sul terrotorio nazionale.
È una manna per coloro che non sono in possesso di alcun documento di identità, immigrati illegali compresi, che altrimenti sarebbero tagliati fuori da servizi come l’accensione di un semplice conto in banca o affittare un appartamento.
Il sindaco Bill de Blasio ha scelto la Grand Army Plaza, di fronte alla Public Library di Brooklyn per la cerimonia della firma dove ha proninciato la frase che ripete da sempre “non dovrete più vivere nell’ombra”.
La carta di identità emessa dal comune metterà fine alle tribolazioni di molti sprovvisti di documenti di riconoscimento, che a partire dal prossimo gennaio sarà concessa gratuitamente a tutti coloro che ne faranno richiesta.
Inizialmente la proposta di legge aveva incontrato ostacoli da parte della Civil Liberties Union che aveva espresso preoccupazione per la sorte delle informazioni raccolte dalla municipalità che potrebbero finire nelle mani di agenzie federali dell’immigrazione.
Alla questione ha risposto Nisha Agarwal commissioner dell’ufficio Immigrants Affair del sindaco la quale ha assicurato che le informazioni saranno custodite adeguatamente.
“Crediamo di essere in grado di mantenere sicure le informazioni contro ogni tentavito di accedere ai documenti, contro le spedizioni federali. Siamo convinti - ha sottolineato la commissioner - sulla sicurezza e la riservatezza della ID Card”, specificando che le autorità federali dovranno ricorrere al giudice e a sub poena per ottenere informazioni.
De Blasio, facendo suo lo slogan di un commercial televisivo ha detto “What’s in your wallet?”.
Per tanti anni - ha aggiunto de Blasio - molti newyorkesi non hanno avuto alcuna identificazione nel proprio portafogli e questo significa molto per la loro vita quotidiana.
New York è la più grande delle municipalità americane che hanno adottato la ID Card come Los Angeles, New Haven e San Francisco.
De Blasio ha detto che l’emissione della ID Card è importante per New York che ospita un numero di residenti senza documenti, ma anche perché metà della popolazione è sotto i 16 anni e quindi ancora senza la patente di guida che viene comunemente accettata ovunque.
Al contrario, chi non è in grado di esibire altro documento governativo è penalizzato, anche solo per prendere in prestito un libro dalla biblioteca pubblica.
La municipalità inizierà ad emettere le ID Card a titolo gratuito per un anno a partire da gennaio del prossimo anno, mentre a iniziare dal 2016 si dovrà pagare una cifra “ragionevole” per l’emissione.
La New York Civil Liberties Union tuttavia si dice scontenta del fatto che le informazioni raccolte per l’emissione della ID Card saranno custodite per un periodo di due anni, invece di venire distrutte come inizialmente proposto.
Ma a City Hall vogliono tranquillizzare i richiedenti, asserendo che soltanto in determinati casi legali ben circostanziati le autorità federali possono ottenere le informazioni considerate confidenziali e sempre su ordine del giudice. 
Il consiglio comunale ha votato 43-3 il mese scorso il provvedimento e tra coloro che hanno votato contro c’è Mark Treyger che rappresenta Brooklyn, il quale ha praticamente sollevato la questione che preoccupa anche la Civil Liberties Union.

"È uno tra i più violenti assassini", così ha descritto Tyrell Brown il sostituto procuratore di Staten Island

 di Riccardo Chioni

Tyrell Brown mentre viene scortato in tribunale 





Il sostituto procuratore di Staten Island Anthony Catalano ha etichettato il 25enne Tyrell Brown residente nel rione di Clifton un omicida tra i più violenti nella recente storia dell’Isola.
Brown ieri è stato condotto nella Criminal Court in località Stapleton per le formalità, accusato di avere commesso due omicidi durante due rapine diventate violente e di furto d’auto aggravato durante la settimana scorsa in località North Shore.
L’accusa più grave è quella di duplice omicidio di primo grado e dovrà presentarsi di nuovo in aula per l’incriminazione lunedì prossimo, mentre il giudice ha deciso che dovrà rimanere dietro le sbarre.
“Questi sono i più violenti omicidi e rapine commesse a Staten Island nella storia recente” ha detto il sostituto procuratore Catalano al termine dell’udienza preliminare.
Brown è un personaggio noto alle cronache, ma soprattutto alle autorità di polizia, avendo trascorso gli ultimi otto anni tra un penitenziario e l’altro.
Il 25enne Brown è accusato di avere derubato ed ucciso due vittime: Devin Powell di 23 anni e Kuwan Collins di 40 a distanza di un quarto d’ora l’uno dall’altro durante la mattinata di domenica.
La prima vittima è stata uccisa a Mariners Harbor, Collins freddato a colpi di pistola in località Concord.
Durante le 48 ore successive Brown ha rubato con la minaccia d’una pistola un Suv Hammer, ha quasi investito un agente al casello del Verrazzano Bridge ed ha derubato un tassista, mentre è andato a vuoto un altro furto d’auto. 
Alla procura lunedì occorrerà del tempo per snocciolare i reati di cui Brown è accusato, oltre al duplice omicidio si aggiungono i reati di rapina, possesso d’arma da fuoco e possesso di materiale riciclato.

venerdì 11 luglio 2014

Accresce l'ansietà di 300 mila pendolari per il minacciato sciopero dei ferrovieri della Lirr il 20 luglio

 di Riccardo Chioni






Meno nove: è iniziato il conto alla rovescia che tiene in apprensione 300 mila pendolari e 5 mila dipendenti della Long Island Rail Road che minacciano di incrociare le braccia a iniziare dal 20 prossimo, se le parti non raggiungeranno un accordo per il contratto collettivo di lavoro scaduto 4 anni fa.
La Long Island Rail Road, la più trafficata linea ferroviaria d’America ogni giorno trasporta in città 300 mila pendolari, ma rischia di fermarsi per lo sciopero indetto dal sindacato dei ferrovieri per il 20 prossimo, mentre proseguono gli incontri serrati al tavolo delle trattative a Midtown con la Metropolitan Transportation Authority.
Mercoledì, sorprendendo un po’ le parti in causa, il chairman della Mta Thomas Prendergast si era recato nella capitale per sollecitare l’intervento del Congresso nella risoluzione del rinnovo del contratto per oltre 5 mila dipendenti, ricevendo peraltro soltanto incitamenti a proseguire nel cammino al tavolo della negoziazione.
Due parlamentari newyorkesi, il repubblicano Peter King e il democratico Charles Rangel hanno praticamente rispedito la richiesta di intervento al mittente, asserendo che la materia della disputa non è di competenza dei legislatori.
“Se qualcuno ha pensato di trovare la soluzione ai suoi problemi al Congresso, certamente è incorso in un grande errore. Semmai - ha proseguito King - si tratta di una responsabilità dello Stato che deve risolvere la questione nello Stato e non andremo di certo ad interferire nella procedura della negoziazione”.
Gli ha fatto eco il democratico Rangel il quale ha telegraficamente liquidato la questione dicendo “una soluzione congressuale non è una option”.
Il chairman della Mta Prendergast al termine dell’incontro con i leader newyorkesi a Washington ha commentato dicendo che la sua mossa è servita a chiarire al sindacato che non ci sarà un intervento federale per la soluzione del negoziato, sottolineando che l’unica possibilità è quella di tornare al tavolo del negoziato e discutere i punti roventi del contratto in buona fede.
Per evitare - ha detto il chairman - che 300 mila newyorkesi vadano a trovarsi in serie difficoltà per gli spostamenti da Long Island a Manhattan e viceversa, se le migliaia di ferrovieri incroceranno le braccia, ricordando peraltro che una volta iniziato lo sciopero, la ricerca di una soluzione diventa ancora più complicata.
Mentre il numero uno della Mta lanciava ammonizioni dalla capitale, a New York il responsabile del maggiore sindacato dei dipendenti Lirr Anthony Simon andava ponendo lui stesso la domanda ai media,  “perché mai Prendergast è andato lontano 250 miglia a Washington in cerca di una soluzione, mentre qui mancano due manciate di giorni allo sciopero?”.
Anche Christopher Natale del sindacato Brotherwood of Railroad Signalmen Local 56 si è posto la stessa domanda. Non si capisce - ha detto Natale - il motivo che ha spinto il chairman della Mta a chiedere l’aiuto del Congresso quando siamo ancora al tavolo del negoziato”.
Ieri sono arrivati a Midtown tutti abbottonati, frettolosi all’ingresso, ma lenti nelle decisioni che contano, mentre Prendergast si è lasciato sfuggire “le parti sono vicine” all’accordo e fonti sindacali hanno riferito che sostanzialmente resta il nodo della partecipazione del dipendente alla copertura assicurativa sanitaria.
I dipendenti che lavorano senza contratto collettivo di lavoro dal 2010, avrebbero chiesto ed ottenuto un aumento salariale del 17 per cento distribuito nel giro dei prossimi 7 anni, ma l’ostacolo sembra essere la richiesta della Mta sulla partecipazione al 2 per cento del salario del dipendente a copertura della assicurazione malattie da cui attualmente sono esentati.
Mentre sale il livello di ansietà tra le centinaia di migliaia di utenti della Lon Island Rail Road, l’autorità del trasporto pubblico ha iniziato da ieri a far circolare sui media locali la notizia riguardante la possibilità dell’imminente sciopero, senza tuttavia indicare l’esistenza di un piano alternativo.
Al momento è stato detto che un servizio shuttle di bus dalle contee di Nassau e Suffolk sarà estremamente ridotto, da considerare come ultima soluzione di trasporto. 
Edward Mangano, executive della Nassau County ha detto di essere fortemente preoccupato, perché il fermo dei treni causerebbe problemi disastrosi per commuter e abitanti, criticando l’attuale inesistenza di un piano alternativo.

martedì 8 luglio 2014

Il governatore ha firmato la legge che autorizza l'uso di marijuana terapeutica, ma se ne riparla tra 18 mesi

di Riccardo Chioni

Il governatore Andrew Cuomo con la piccola Amanda Houser




All’una di ieri pomeriggio lo stato di New York è divenuto il 23esimo dell’Unione ad autorizzare l’uso di marijuana per trattamenti medici, quando il governatore Andrew Cuomo ha apposto la sua firma su una legge tra le più restrittive del programma negli Stati Uniti.
Quella di ieri è stata una pura formalità a New York City, dal momento che il governatore aveva già trasformato la proposta in legge sabato scorso nella sua residenza, nel giorno in cui sarebbero scaduti i 10 giorni previsti dall’approvazione del parlamento di Albany.
Il governatore democratico Andrew Cuomo del resto aveva assicurato poche settimane addietro - quando la proposta si trovava ancora in discussione al Palazzo - che non avrebbe esitato a porre la sua firma dopo che la stessa era stata rivisitata in alcuni termini come da lui richiesto.
Secondo la nuova legislazione in merito all’uso di marijuana terapeutica, i pazienti affetti da una decina di malattie - per il momento - elencate dallo stato, potranno ottenere una o più versioni della droga, in formato pastiglie, amministrata con un vaporizzatore o a base di olio, ma non sottoforma naturale di pianta.
Andrew Cuomo si è opposto alla distribuzione della marijuana nella sua forma naturale di pianta, sostenendo che potrebbe finire nelle mani sbagliate e l’ammonimento ai pazienti che mettono in vendita la propria carta medica per ottenere marijuana rischiano di dover rispondere di reato penale.
“Abbiamo voluto farlo, ma farlo nella maniera giusta e crediamo di avere individuato il giusto bilanciamento per questa legge. Sono convinto che ce l’abbiamo fatta - ha proseguito il governatore - perché sarà un sistema che procurerà benefici a persone che ne hanno bisogno, che potrebbe essere un aiuto significativo, ma è anche un sistema che ha le sue tutele”.
Andrew Cuomo risponde alle domande della stampa
A fianco del governatore c’era Amanda Houser di 9 anni d’età affetta dalla sindrome di Dravet, una rara forma di epilessia con reazioni incontrollabili, la quale inizierà un nuovo trattamento terapeutico con olio di una particolare qualità di marijuana attualmente coltivata in Colorado.
Non è una legge tuttavia che avrà decorrenza immediata, infatti occorreranno 18 mesi prima che il paziente veda una dose di marijuana terapeutica.
Ora prende il via la procedura per l’assegnazione delle licenze per i coltivatori e per coloro che la metteranno in vendita, oltre a redarre un elenco dei medici autorizzati.
È ancora incerto infatti il concetto che l’amministrazione adopererà sulla scelta dei medici autorizzati a prescrivere la marijuana a scopo terapeutico per persone affette da Aids, Alzheimer, morbo di Lou Gehrig, di Parkinson, di Huntington, oltre alla scherosi multipla, alcune ferite alla spina dorsale, epilessia, neuropatie e infiammazioni all’intestino.
Alla lista delle dieci malattie già elencate, una commissione statale sulla Salute sarà formata per esaminare la possibilità di aggiungere altre 5 condizioni come, ad esempio, lo stress post traumatico.
La nuova legge prevede che siano 5 i coltivatori di marijuana autorizzati, ai quali potrebbe anche essere assegnata la licenza per la vendita dei prodotti ai pazienti in 4 dispensari per ciascun produttore. 
Al termine del procedimento lungo un nno e mezzo, il Department of Health renderà nota l’ubicazione dei cosiddetti dispensari dove il paziente dovrà recarsi e mostrare la propria registrazione al programma per ottenere la marijuana che può essere distribuita in quantità stabilita per un mese di trattamento.


lunedì 7 luglio 2014

Giunti al mare dopo ore di coda, la presenza d'uno squalo ha innervosito i bagnanti sulla Jersey Shore

 di Riccardo Chioni

Una spiaggia affollata di Jersey Shore



Si è concluso con una gloriosa giornata di sole il lungo fine settimana segnato dalla celebrazione del Independence Day, dopo aver messo alla prova la pazienza di coloro che avevano pianifaco l’intera vacanza sulle spiagge di Jersey Shore.
Dopo una settimana lavorativa caratterizzata da bizze metereologiche e una mandata di caldo e umido, le copiose piogge scaricate sul Garden State da un cielo cupo che annunciava temporali codazzo dell’uragano Arthur, ha guastato l’inizio della festa a molti.
Sabato e ieri invece si sono manifestate due giornate quasi perfette per la tintarella sulla spiaggia, anche se le acque dell’oceano erano ancora sconsigliate per colpa delle correnti, con temperature che sono state stazionarie sugli 80 gradi, confortati da un basso livello di umidità.
I metereologi hanno classificato questi ultimi due giorni vacanzieri tra i primi dieci per chi ha scelto di trascorrere l’estate al mare, sulla battigia o lungo i broadwalk letteralmente invasi da visitatori lungo Jersey Shore.
Solo che per arrivare a destinazione sulle spiagge del Garden State migliaia di automobilisti si sono dovuti caricare di pazienza e affrontare lunghe code sulle maggiori arterie statali che portano alle località balneari.
Chi si era avventurato sabato di prima mattina con la famiglia, il salvagente e il cane appresso in auto, si è trovato incolonnato assieme agli altri che avevano avuto la stessa idea per un lungo tratto di almeno 30 miglia a partire da Union County, giù fino a Long Branch.
La coda di auto al ritorno dal mare domenica sera
Quando finalmente i vacanzieri hanno raggiunto la spiaggia desiderata portandosi appresso ombrellone, sedie e picnik, pronti per un tuffo ristoratore, hanno scoperto che non era proprio prudente avventurarsi in mare, non tanto per le correnti, ma piuttosto per la segnalata presenza di squali.
Colpa di un video amatoriale girato il mese scorso lungo la costa di Cape May, di un altro ripreso a Long Branch e infine a Seaside Heights, in cui si riconosce uno squalo bianco, a conferma che è aumentata la loro presenza nella East Coast.
Gli squali, tipica icona della paura in acqua in tutto il mondo, non sono poi del tutto rari lungo le coste del Garden State, anche se l’ultimo fatale incontro si è verificato nell’agosto 1926 con la morte di un giovane, un decennio prima, però nell’estate del 1916 in una manciata di settimane 4 persone furono uccise da squali.
E anche se Peter Benchley nega di aver basato sui fatti del 1916 il suo racconto “Jaws” portato in pellicola dal regista Steven Spielberg nel 1974, molti restano convinti del contrario.
Così, dopo i capricci meteo, le code interminabili, i bambini impazienti e le bevande divenute calde, all’arrivo in spiaggia, pronti per il tuffo refrigeratore, ecco la notizia che non avresti mai pensato di sentire dopo tanta fatica.
I bagnini avvertono così i bagnanti “su decine di milioni di vacanzieri che si sono immersi nelle acque del New Jersey, nell’ultimo secolo soltanto 15 sono stati aggrediti da squali. C’è comunque una seppur minima probabilità di incontrarne uno”.
In una situazione quasi fantozziana, il popolo dei vacanzieri del week end del Independence Day nella serata di ieri, accaldati, timorosi dello squalo malefico, hanno raccolto baracca e burattini, per accingersi a ripercorrere il rito di ore al volante per affrontare il rientro a casa collettivo. 
Oggi, per molti dopo il lungo wwek end si ripresenta l’inizio della settimana lavorativa caratterizzata dal ritorno di umidità associata a  temperature che mirano a toccare 90 gradi sulla colonnina di mercurio e, siccome si è goduto del sole per due giorni, ecco arrivare anche piogge e temporali verso metà settimana.