
di Riccardo Chioni
La polizia si dice frustrata per il ripetersi di quotidiani falsi allarmi che segnalano qualcuno in procinto di lanciarsi nel vuoto, con conseguente spreco di uomini e mezzi per constatare che si tratta di statue suicide, parte dell’installazione Event Horizon.

Ma i newyorkesi - che negli ultimi anni si sono abituati allo slogan “if you see something, say something” - si attengono alle istruzioni e quando vedono una figura in bilico sul tetto di un edificio si precipitano a chiamare il 911.
L’ultima volta che al centralino del numero d’emergenza è giunta la chiamata di soccorso è stato mercoledì alle 2 pomeridiane, quando una persona ha segnalato che qualcuno era pronto al suicidio dall’alto dell’Empire State Biulding.
Si è rivelata un’ulteriore altra falsa chiamata poiché la figura vista in pericolo era una delle 31 statue di ferro che l’artista inglese Anthony Gormley ha installato nell’area del Flatiron Building e dell’Empire.
La presenza delle statue suicide oltre a trarre in inganno i turisti che brulicano nelle zone della mostra all’aperto, riesce a destare l’attenzione anche dei newyorkesi più distratti quando alla vista appare una figura immobile sul ciglio di un precipizio su un canyon di Manhattan.
Le ultime vittime dell’ingannevole flash sono stati 19 scolari di una scuola elementare di Jersey City che giunti sulla sommità hanno iniziato a gridare a squarciagola all’unisono, terrorizzati per l’improvvisa apparizione di una figura sul baratro.
Al comando di One Police Plaza sono tutti abbottonati, ma qualcuno nei corridoi riferisce che le chiamate di soccorso inerenti le statue sono diventate ridicole perché distraggono la polizia da altri compiti e sottolineano che il polverone sul lavoro di Gormley sui tetti è arrivato anche a City Hall.
Infatti, il sindaco Michael Bloomberg durante il quotidiano incontro con la stampa, bombardato in merito, giovedì è sceso in campo a difesa dell’installazione Event Horizon che giudica “una grande esibizione la cui pubblicità fa il giro del mondo portando turisti nella Big Apple” e a chi insisteva se fosse il caso di mettere fine all’esibizione, il sindaco ha seccamente risposto con un deciso “no!”.
Stando a quanto riferito dal portavoce della polizia, Paul Browne il dipartimento ha ricevuto una decina di falsi allarmi suicidi in relazione alle statue, ma c’è invece chi - nel corpo del NYPD - sostiene che gli allarmi si ripetono con frequenza quotidiana.

Sollecitato sui numeri, il sindaco ha risposto bacchettando i media e le bocche larghe della polizia.
“Mi sembra di capire che non esista un numero eccessivo di chiamate di soccorso, si tratta di un paio di manciate. Ma se la stampa piuttosto si occupasse dell’aspetto artistico dell’installazione, allora la gente capirebbe che si tratta di fine arte, incluso il nostro dipartimento di polizia”.
Decisa e negativa anche la riposta del capo management dell’Empire, Anthony Malkin alla rimozione delle statue, nonostante proprio l’Empire State Building sia stato teatro lo scorso mese del suicidio di uno studente universitario lanciatosi nel vuoto dall’Observation Deck, l’ultimo di una serie di 6 gesti disperati nel giro degli ultimi 10 anni.
Dal 26 marzo le sculture di Gormley a grandezza naturale raffiguranti figure umane si trovano piazzate lungo camminamenti del parco, marciapiedi e sui tetti di edifici che circondano Madison Square Park per l’esibizione che rimarrà visibile fino a Ferragosto.
Intanto però la polizia scalpita e qualcuno sostiene che gli agenti in strada stanno impazzendo per la frenesia delle statue suicide.
“Perché non mettiamo delle sculture agli angoli delle strade di notte con in mano una pistola? Sarà divertente vedere anche questo tipo d’effetto che può procurare la fine arte” commenta un graduato della polizia rispondendo sarcasticamente alle dichiarazioni del sindaco Bloomberg.
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