
di Riccardo Chioni
All’idomani del tragico rogo che ha consumato la vita di 5 componenti di un’intera famiglia a Staten Island, le autorità hanno accertato che ad appiccare le fiamme è stato uno dei figli di 14 anni, ossessionato dal fuoco, il quale avrebbe lasciato un biglietto bruciacchiato su cui si legge soltanto “am sorry” e poche altre lettere.
Stando a quanto appurato dagli investigatori il ragazzo C.J. Jones avrebbe sterminato la sua famiglia e dato alle fiamme l’appartamento, prima di togliersi a sua volta la vita con un rasoio da barbiere.
Secondo quanto riferito dalle autorità, alle prime luci dell’alba di giovedì il ragazzo avrebbe dapprima sgozzato due sorelline più piccole presumibilmente nel sonno, prima di dare fuoco all’appartamento.
Sotto il corpo di C.J. rinvenuto nella camera da letto del modesto appartamento situato nel rione Port Richmond a Staten Island, gli investigatori hanno trovato un rasoio da barbiere che il ragazzo deve avere preso dagli utensili del mestiere usati dalla mamma che frequentava un corso di parrucchiera.
I resti dei tre fratellini, Jermaine di 2 anni, Melonie di 7, Brittney di 10 e della mamma, Leisha Jones di 32 anni sono stati rinvenuti a pochi passi di distanza l’uno dall’altro nel salotto di casa.
Gli occupanti di tre ulteriori appartamenti della stessa abitazione si sono salvati, svegliati dalle urla della gente in strada che strillava “fire!”.
“Uno pensa che un mostro possa fare quello che ha fatto, ma è solo un ragazzino” ha detto l’amica di famiglia Chandra Franklin.
Il giovane piromane la sera prima dell’inimmaginabile gesto era stato visto giocare tranquillo con i suoi coetanei e nessuno - riferiscono conoscenti - avrebbe potuto mai immaginare il folle gesto che avrebbe compiuto da lì a qualche ora più tardi.
All’inizio gli investigatori avevano pensato si trattasse di un incendio accidentale, ma quando il medico legale ha iniziato ad esaminare i corpi è apparso subito chiaro che Brittany e Melony erano stati sgozzati.
Avevano rinvenuto i corpicini delle bambine uccise vicino a quello di Jermaine e della mamma. I pompieri avevano tentato invano di salvare la vita del piccolo Jermaine di appena 2 anni che però è spirato all’ospedale.
Gli investigatori hanno trovato i corpi della mamma e di una figlioletta riversi a terra, come se entrambi avessero tentato di raggiungere l’uscita, ma sarebbero state sopraffatte dal fumo.

Il rogo ha distrutto il secondo piano dell’abitazione situata a Nicholas Avenue e gli investigatori dei pompieri sospettano che l’incendio sia stato appiccato all’ingresso per impedire l’accesso ai vigili del fuoco, anche se questa ultima teoria farebbe pensare più ad una mente diabolica.
I detective stanno cercando di capire cosa abbia potuto scatenare la follia del ragazzino che alle 4,30 circa ha sterminato la sua famiglia, ma fino ad ora è emerso soltanto che J.C. aveva un’ossessione con il fuoco.
C.J. infatti era stato cacciato dai corsi estivi presso la Intermediate School 72 dopo che aveva acceso un falò nel bagno ed era stato recentemente redarguito dalla mamma per aver dato alle fiamme un asciugamani nel bagno di casa.
Ancora, nel pomeriggio precedente la tragedia C.J. era stato allontanato dalla piscina pubblica Faber Pool per aver acceso un fuoco.
Inoltre, solo qualche ora prima del folle gesto C.J. era stato sgridato da alcuni vinini che lo avevano visto dare fuoco a un cartoccio, mentre il fratellino trascorreva il tempo pedalando si e giù per la strada in bici.
L’appartamento della morte dove viveva la famiglia Jones da un anno era sprovvisto di segnalatore d’incendi che il padrone di casa Albert Morcos, in vacanza in Egitto, avrebbe dovuto installare.
Familiari e conoscenti ieri hanno continuato il mesto pellegrinaggio all’esterno dell’abitazione ridotta in cenere, cercando di farsi una ragione per quel gesto inconcepibile per mano di un ragazzino.
La mamma Leisha Jones, originaria di Trinidad, lavorava come guardia di sicurezza presso il grande magazzino Macy’s di Staten Island, mentre il padre delle piccole vitime risiede in Jamaica.
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