
di Riccardo Chioni
Botta e risposta tra il presidente dell'organizzazione Unico National, André DiMino e Strauss Zelnick creatore del videogame "Mafia 2", sul contenuto che - sostiene DiMino - "è un ammasso di stupidaggini razziste" che perpetua stereotipi di italoamericani violenti, assassini e mafiosi.
DiMino ha chiesto all'azienda Take Two Interactive di bloccare l'uscita del videogame "Mafia 2" che dovrebbe raggiungere gli scaffali dei negozi il prossimo martedì 24, ma dall'altra parte gli hanno risposto picche.
"Mafia 2" racconta la storia immaginaria di Vito Scaletta, figlio di immigrati siciliani che - mentre il gioco procede - si associa ad un'organizzazione criminale in cui il personaggio si evolve per aggredire la scala gerarchica della famiglia mafiosa.
Il tutto condito con una sfilza di scene sanguinolente, omicidi assurdi, sesso e gorilla caratterizzati con ogni concepibile immagine stereotipata di italoamericani.
Questa la descrizione del video da parte di DiMino, un leader comunitario non nuovo a questo tipo di iniziative ed è sempre sua la campagna contro il reality show "Jersey Shore" in onda su Mtv.
DiMino ha preso carta e penna ed ha scritto al titolare di Take Two Interactive Strauss Zelnick, in cui spiega che il video gioco "è inappropriato, insulta e denigra gli italoamericani, perché indica che il crimine organizzato è appannaggio esclusivamente loro".
"Perché - domanda DiMino - Take Two ha voluto inventare un gioco il cui target è un'audience giovanile? Per indottrinare una nuova generazione nell'associare direttamente italiani e italoamericani a crimini violenti e omicidi, escludendo tutte le altre mafie messe in piedi da altri gruppi etnici e razziali".
DiMino prosegue dichiarando al titolare di take Two il suo disappunto per l'evidente gesto discriminatorio, chiedendo il blocco delle vendite del video gioco e il ripulisti di ogni referenza a italiani e italoamericani.

Il presidente di Unico National ha pure chiesto un incontro chiarificatore con lo staff di Zelnick per spiegare il grado di offesa procurata dal video gioco, senza tuttavia avere successo.
Zelnick ha però fatto pervenire un comunicato al presidente di Unico in cui si legge che "Mafia 2 è una storia avvincente sulla criminalità organizzata in America, un soggetto - sottolinea - che per decenni è stato ripreso da film e televisione, oltre che sulla carta stampata.
E poi Zelnick da l'affondo a DiMino sostenendo che "sia Unico che qualsiasi altra organizzazione che vanta di rappresentare gli italoamericani ha visto o giocato con il videogame. Nell'azienda Take Two cerchiamo di bilanciare il nostro diritto di libera espressione con quello che crediamo è un premuroso e responsabile approccio alla creazione e marketing dei nostri prodotti".
L'ideatore di "Mafia 2" prosegue sottolineando che il gioco è classificato "M", vale a dire destinato ad un'audience matura, spiegando che "i giovani non sono il target dell'azienda, nel rispetto - ha aggiunto Zelnick - degli standard della nostra industria".
Ma DiMino non si lascia persuadere dalle parole di Zelnick. "Non abbiamo bisogno, non meritiamo il lavaggio del cervello di una nuova generazione che associa direttamente italiani e italoamericani con sanguinosi assassini e criminali rampanti nel gioco Mafia 2" chiude il presidente di Unico.
Per la cronaca va riferito che Take Two nutre una controversa reputazione in seno all'industria dei videogame con un passato di giochi violenti, viscidi e razzisti correlati a violenza reale e le aule dei tribunali hanno visto passare sul banco degli imputati persone che si sono ispirate a videogame di Take Two per commettere i loro atti.
Anche altre etnie hanno impugnato l'ascia di guerra contro l'azienda di Zelnick e tra questi figurano haitiani e cubani, sempre per il perpetuare di stereotipi negativi.
Nelle foto, dall'alto: il presidente di Unico, André DiMino e la copertina del videogame "Mafia 2".
VIETATA LA RIPRODUZIONE DELLE FOTO
Nessun commento:
Posta un commento