
di Riccardo Chioni
La prossima scappata di qua dall'Atlantico per il rito dello shopping - sfortunatamente - non si annuncia conveniente rispetto a quanto lo era stata in passato. I dati negativi relativi alle vendite nel secondo trimestre hanno costretto alcune delle più importanti catene di negozi a decretare la chiusura di centinaia di esercizi su tutto il territorio statunitense.
Due di questi: Saks e Abercromble & Fitch hanno già riferito di aver deciso la chiusura di negozi in alcune parti degli States, mentre altri giganti come i video rental Blockbuster oramai parlano solo in termini di svariate centiaia di saracinesche abbassate per l'ultima volta.
I consumatori americani guardano al portafogli che si assottiglia sempre più e non si affannano più nello shopping come era loro consuetudine prima della profonda crisi che interessa 15 milioni di disoccupati nel Paese e oltre un milione nella sola New York.
E anche quei mega magazzini noti per prodotti a bassi costi come Wal-Mart, che in tempi di crisi come questi ne escono solitamente avvantaggiati, adesso cominciano a temere un peggioramento.
"I consumatori sono molto attenti a come spendono i soldi e con il recupero dell'economia rallentato continua l'effetto cautela" ha spiegato agli azionisti il responsabile di Wal-Mart, Mike Duke.
Così, con la prospettiva del lento recupero dell'economia e la spesa dei consumatori a passo di lumaca i negozianti si fanno i conti in tasca e decidono la chiusura di quegli esercizi che non fruttano per cercare di parare il colpo e proteggere quelli che invece producono guadagno.

La lista di coloro che hanno già gettato la spugna annunciando chiusure consiste in 10 dei maggiori "retailers" sulla faccia dell'America.
Il lussuoso grande magazzino Saks Fifth Avenue si accinge a chiudere 5 rivendite dal Texas all'Oregon, a Charleston in South Carolina, mentre il presidente Steve Sadove riferisce che altre chiusure sono in vista prima della fine del 2010.La catena di negozi di abbigliamento French Connection divenuta famosa anche per la pubblicità all'avanguardia del marchio "Fcuk" ha chiuso tutti i suoi esercizi, fatta eccezione di 6.
A molti The Great Atlantic & Pacific Tea Co. non dirà granché, ma in realtà è la società titolare di grandi supermercati come A&P e Pathmark disseminati dappertutto sul territorio, pure questi vittime della crisi profonda.
In 5 stati, prima della fine dell'anno, chiuderanno 25 supermercati della catena che conta anche Waldbaum's, The Food Emporium, Super Fresh e Food Basic.
Un'altra marca famosa a stelle e strisce che esce dalla scena e parla di chiusure in termini di dozzine è American Eagle Outfitters che aveva seguito Abercrombie & Fitch nel mercato per adulti con la sua catena di Martin + Osa.
Ma come la linea Ruehl lanciata da Abercrombie anche quella di Aeo non ha funzionato e la conseguenza è la chiusura di 28 rivendite M + O, oltre all'eliminazione della vendita online.

Da nord al sud della East Coast la depressione colpisce senza discriminazione, anche a tavola evidentemente e la catena A&P non è l'unica a ridurre il numero di supermercati.
Anche Winn-Dixie Stores ha annunciato la chiusura entro settembre di 30 dei suoi più vecchi esercizi dislocati in 5 stati del sud e più della metà sono ubicati in Florida dove ha sede la società.
La scrittura della star televisiva del momento Kim Kardashian per la creazione di una linea di abbigliamento sportivo per PH8 della catena Bebe Stores non è stata di grande aiuto.
Anzi, la società ha reso noto che entro il 2010 chiuderà tutti i 48 negozi PH8.
Anche nel settore dell'abbigliamento maschile i negozianti piangono miseria. Una delle catene più note, Men's Wearhouse di proprietà di George Zimmer che pubblicizza in persona in tivù i negozi, si appresta a chiudere da 50 a 60 rivendite.
Nei negozi Abercrombie & Fitch, dove una maglietta costa 60 dollari e dove i turisti italiani fanno la fila su Fifth Avenue per entrare nel negozio con vetrine oscurate e boys-atleti ad attenderli, si respira pure aria di crisi.
Il responsabile Mike Jeffries ha dichiarato agli analisti del settore che Abercrombie e Fitch prevede di chiudere 60 rivendite non redditizie entro l'anno, che vanno ad aggiungersi alle 11 già chiuse nella prima metà dell'anno.
Ancora, nel settore vestiario figura Charming Shoppers, della sopcietà madre Lane Bryant e Fashion Bug, che entro un anno prevede di abbassare le serrande di 120 negozi per l'ultima volta .
A chiusura della carneficina di catene di negozi e grandi magazzini arriva Blockbuster, la catena di esercizi onnipresenti dove la gente si recava per affittare la videocassetta o il Dvd.
Ma i tempi sono cambiati, le video cassette spariscono e i film possono essere richiesti direttamente sul proprio televisore, senza scomodarsi dal divano di casa.
L'avanzata della tecnologia elettronica ha quindi dichiarato la morte imminente di Blockbuster che si accinge a chiudere 545 esercizi entro l'anno, in aggiunta ai 374 già chiusi l'anno scorso.
Nelle foto: le vetrine di negozi su Fifth Avenue a Manhattan.
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