di Riccardo Chioni
Un cast eccezionale sul tappeto rosso in occasione dell'inaugurazione di Eataly, il nuovo megastore della gastronomia italiana a Manhattan, tale da richiamare al Toy Building la ressa dei media americani e stranieri delle grandi occasioni.
Sul podio, per il taglio inaugurale del nastro fatto di pasta fresca con i colori nazionali, c'erano il sindaco di New York Michael Bloomberg, gli chef e partner Mario Batali, Lidia e Joseph Bastianich, l'industriale Oscar Farinetti e l'arcivescovo di New York Timoty Dolan, oltre al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Antonio D'Alì e quattro sindaci: Sergio Chiamparino di Torino, Maurizio Marello di Alba, Walter Mazzocchi di Barolo e Bruna Sibille di Bra.
Aggiungi al tutto il gotha dell'imprenditoria enogastronomica italiana a partire da Carlo Pedrini, fondatore di Slow Food.
Eataly, un gioco di parole tra Italy e eat (mangiare), è da oggi una realtà. È - come l'ha definita il sindaco di New York - "the new essential Italian food destination".
Si trova nel Toy Building, angolo 23rd Street e Fifth Avenue, a ridosso dello storico Flatiron Building, copre un'area di 6 mila metri quadrati con 7 ristoranti, 600 posti a sedere, botteghe di salumi, formaggi, latticini, pesce e verdure che s'affacciano sulla "Piazza", oltre al settore del vino con mille etichette.
Sulla sommità dell'edificio c'è una birreria di 650 mq con produzione propria e con veduta panoramica sul Flatiron District.Per rivitalizzare l'attività commerciale nella City afflitta dalla profonda crisi dell'occupazione con oltre un milione di persone senza lavoro, il sindaco Bloomberg ha messo assieme una task force di funzionari dell'amministrazione per facilitare gli imprenditori nell'espletamento celere di pratiche burocratiche e ciò ha consentito a Eataly di aprire i battenti al pubblico oggi, con quasi 15 settimane di anticipo sulla tabella di marcia.
Eataly, per dirla con le parole dello chef e partner Mario Batali, "è l'American dream che sposa i sogni italiani".
Nel megastore ideato dall'industriale piemontese Oscar Farinetti si trova di tutto, fatto rigorosamente in casa o proveniente da fattorie locali. C'è la pizza fatta alla maniera napoletana cotta nel forno a legna, la pasta fresca e quella cotta come manuale comanda pronta da mangiare, ostriche e frutti di mare, mozzarella prodotta al momento, carni trattate come sushi, verdure fritte.
L'impresa, costata 25 milioni di dollari, ha prodotto 300 nuovi posti di lavoro, molti dei quali ricoperti da personale di Wall Street riciclatosi in nuove carriere, un'opportunità allettante questa in una Big Apple affamata di lavoro a cui non poteva mancare il primo cittadino a benedire la vetrina tricolore della gastronomia, oltre a quella divina impartita dall'arcivescovo Dolan.
Adesso i newyorkesi hanno una ragione in più per lasciarsi trasportare in un'immersione di autentica cucina italiana dove "cuciniamo ciò che vendiamo e vendiamo ciò che cuciniamo" ha detto Batali.
Nell'ampio department store di lusso trovano posto anche un'agenzia di viaggi dove prenotare il prossimo viaggio in Italia, una libreria dove Rizzoli vende libri di cucina, lo stand dei desing Alessi e Bialetti con gli accessori, oltre ad un Bancomat Unicredit e un angolo con iPad dove leggere "La Stampa" e il primo Lavazza Café al mondo che apre alle 7 e chiude alle 23.
"L'economia di New York - ha detto Bloomberg - sta crescendo più velocemente rispetto al resto della nazione e alcune delle ragioni vanno ricercate nel fatto che gli imprenditori continuano a credere e a investire a New York, dove gente da tutto il mondo continua ad aprire attività generando grande eccitazione. Eataly - ha proseguito il sindaco - è l'ultimo esempio di una nuova impresa che sta aiutando la città a risorgere. Congratulazioni sincere a Mario Batali e ai suoi soci".
E lo chef italoamericano noto sul piccolo schermo ha risposto "siamo estremamente soddisfatti dell'apertura della più importante grocery italiana nel mondo, nella più importante città dell'America. Siamo inoltre contenti di mostrare la bellezza della cultura italiana e il suo cibo alla gente più sofisticata del pianeta".
La regina italoamericana della cucina, Lidia Bastianich dice "i newyorkesi sono sempre avidi di imparare e gustare qualcosa di nuovo e Eataly offre esattamente quello", mentre si prepara per la serie di classi a La Scuola, sempre all'interno del megastore, dove periodicamente terrà lezioni a fianco dei più rinomati chef internazionali.
Il concetto è di insegnare ai principianti ai fornelli col palato italiano a cucinare con prodotti originali, artigianali possibilmente, di qualità e in stagione. E oltre ad apprendere l'arte in cucina, gli amanti della cucina italiana conosceranno i valori nutrizionali e gli aspetti sociologici e scientifici del cibo.
Nelle foto, dall'alto: da sin. Mario Batali, Lidia Bastianich, Michael Bloomberg, Oscar Farinetti e Joe Bastianich; una veduta della vetrina del gelato con il Flatiron Building sul fondo; Oscar Farinetti e Michael Bloomberg; il sindaco di Torino Sergio Chiamparino e Lidia Bastianich; l'ingresso su 23rd Street.
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