lunedì 27 settembre 2010

Lombardia al centro dei mercati nord americani






di Riccardo Chioni



"Fino ad oggi abbiamo vissuto di finanza creativa, da oggi in avanti dovrebbe prevalere la cultura del fare" ha detto oggi Adriana Sartor Cremaschi, vice presidente di Confindustria Lombardia a margine del convegno presso l'Ice su opportunità di sviluppo e di investimento nel mercato statunitense.
Nella sede dell'Istituto per il Commercio Estero a Manhattan si è svolta un'assemblea della missione imprenditoriale lombarda plurisettoriale di 25 aziende che fino al 2 ottobre sarà presente in alcune città americane, organizzata dall'Ice in collaborazione con Regione lombardia e Confindustria Lombardia, .
Con lo slogan "Usa: La sfida lombarda per competere" la missione economico-istituzionale ha tenuto il convegno che ha concluso il progetto "Usa: Approccio integrato all'internazionalizzazione" avviato nel maggio dello scorso anno.
Hanno partecipato Aniello Musella direttore della rete Ice in Usa, Lorenzo Galanti consigliere commerciale presso l'ambasciata di Washington, il console generale Francesco Talò, Francesco Baroni direttore generale Industria, artigianato, edilizia e cooperazione della Regione Lombardia e Adriana Sartor Cremaschi di Confindustria Lombardia.
"Le aziende già esportano in America e sono interessate a poter espandere la loro presenza e poter valutare anche forme diverse di presenza negli Stati Uniti" ha spiegato Francesco Baroni.
"Abbiamo avuto una serie di interventi che hanno lo scopo di informare le aziende e dai primi riscontri ho avuto un gradimento elevato da parte loro. Sono contatti, informazioni che interessano tutti e su cui poi le aziende costruiscono" ha riferito Musella.
La delegazione è composta da un gruppo selezionato di piccole e medie imprese aderenti al sistema confindustriale, nei settori aerospazio, energie rinnovabili, meccanica strumentale e arredo/tessile per la casa.
"Questo è il momento centrale - sottolinea il direttore dell'Ice - in cui le aziende lombarde arrivano sul mercato americano dove hanno un momento informativo, ma in particolare c'è un momento di incontro con i partner potenziali americani a New York come a Los Angeles e Chicago".
È la prima volta che una missione di sistema ha un taglio molto settoriale, al contrario delle precedenti - anche a livello nazionale - che hanno avuto una presenza molto elevata di aziende con una varietà di settori enorme.
"Siamo tutti molto contenti, perché abbiamo avuto dei risultati che sono andati aldilà delle aspettative. Anche perché - ha precisato Adriana Sartor Cremaschi - questa missione nasce un po' come un sistema abbastanza atipico con la collaborazione di Ice, Regione e Confindustria, una formula abbastanza nuova".
L'imperativo adesso per le piccole e medie imprese lombarde è: internazionalizzazione, se vogliono aumentare il fatturato.
"Chi non l'ha ancora capito, capirà. Come si fa altrimenti ad aumentare il fatturato, o quanto meno a tenere? Internazionalizzare l'azienda - ha precisato Adriana Sartor Cremaschi - vuol dire aprirsi al mondo, vuole dire dare un contributo e ricevere stimoli che si traducono poi in progetti futuri".
Dopo tanti anni di mercati low-cost, ora Confindustria e le aziende lombarde guardano con interesse al mercato statunitense, numero uno al mondo, nonostante l'imperversare della crisi economica.
"Quando abbiamo iniziato ad avviare questo progetto non c'erano ancora i germi di quello che poi ci sarebbe stato. Ma anche se ci fossero stati, gli Stati Uniti rimangono il primo mercato al mondo e hanno certamente una forza di crescere e fare progetti. Comunque sia, qui non c'è Cina che tenga, per i prossimi cinquanta anni siamo tranquilli. Se dobbiamo fare degli investimenti, li facciamo sempre in un paese che ha un livello tecnologico tale, che può essere da traino. E l'America lo è senza dubbio".
La parola crisi lascia l'amaro in bocca alla vice presidente di Confindustria Lombardia che preferisce piuttosto parlare di cambiamento.
"Più che una crisi, direi che è un grande cambiamento che stiamo vivendo. Non abbiamo ancora trovato le regole del gioco che ci porterà a lavorare nei prossimi anni. Fino ad oggi - ha concluso la vice presidente di Confindustria Lombardia - abbiamo vissuto di finanza creativa, tutto s'è risolto come si è risolto, da oggi in avanti dovrebbe prevalere la cultura del fare".


Nelle foto, dall'alto: Christopher Clement, specialista di Invest in America durante il convegno, Adriana Sartor Cremaschi vice presidente di Confindustria Lombardia e Kuni Akasaka direttore investimenti stranieri del NY State Economic Development.

VIETATA LA RIPRODUZIONE DELLE FOTO

domenica 26 settembre 2010

Festa per i 104 anni della Società di Mutuo Soccorso Concordia Partanna





di Riccardo Chioni



Lodevole esempio di associazionismo, la Società di Mutuo Soccorso Concordia Partanna, nel corso dei 104 di attività ha scritto un ampio capitolo dell'emigrazione dalla Sicilia a New York, documentata da generazioni di concittadini arrivati nell'area di Ridgewood in Queens per perseguire il "sogno americano".
Per celebrare il significativo traguardo la Società Concordia Partanna sabato ha organizzato una festa di compleanno presso la sala ricevimenti Leonard's a Great Neck, a cui ha partecipato una delegazione comunale di Partanna guidata dal sindaco Giovanni Cuttone assieme a centinaia di ospiti.
Costituita da un gruppo di partannesi nel 1906 quale Società di Mutuo Soccorso, nel corso dei decenni l'organizzazione attualmente presieduta da Tony Mulé si è adeguata alle necessità dettate dal tempo e dall'arrivo di nuove generazioni di trapanesi nell'area metropolitana.
L'appuntamento da Leonard's per il tradizionale dinner-dance condotto da Joe Nastasi ha visto la partecipazione del vice presidente del consiglio comunale di Partanna, Giuseppe Libeccio e dell'assessore alle Finanze, Sebastiano Zinnanti.

"Siamo tutti altamente onorati di avere fra noi il sindaco Cuttone e i componenti della sua amministrazione perché - ha detto Mulé - questo ci fa sentire più vicini e legati alla Sicilia. Preghiamo vivamente il sindaco Cuttone di portare a Partanna il saluto più caloroso e vivido dei suoi figli lontani che non l'hanno mai dimenticata e che la portano sempre nel cuore".
Nell'occasione la Società Concordia Partanna ha consegnato alcuni riconoscimenti assegnati a Gaetano Barone quale "Uomo dell'anno" e a Michele Sciortino "Socio dell'anno", oltre alla targa che il presidente Mulé ha offerto al sindaco Cuttone a ricordo della sua visita.
Nel suo indirizzo di saluto ai partannesi il primo cittadino Cuttone ha detto, tra l'altro, "siete venuti in questa terra che vi ha dato tanto e oggi ci ritroviamo qua grazie ai vostri sacrifici, al vostro lavoro che ha prodotto benessere per voi, per la vostre famiglie, figli e nipoti. Ed è senza non poca emozione - ha proseguito Cuttone - che vi porto il saluto e i sentimenti che la popolazione di Partanna che ho l'onore di rappresentare rivolge a tutti voi, ad uno spaccato di storia, di civiltà, di usi e costumi che voi avete saputo mantenere saldi, intatti e di questo vi do merito. Continuate a tenere nello scrigno del vostro cuore questi nobili e preziosi valori. Io con molta franchezza vi posso dire che i valori di patriottismo, di attaccamento alla nostra terra, sono più forti in voi che nella popolazione che facilmente dimentica i suoi antenati, la sua storia". Il sindaco ad "America Oggi" ha detto che la sua prima esperienza newyorkese in seno alla comunità dei partannesi è indubbiamente destinata a lasciare il segno.
"Questo spaccato di storia rievocato dalla Società Partanna ci dà la possibilità di ripercorrere le tappe dei nostri emigrati, che in un momento di profonda crisi del nostro Paese che risale al dopoguerra, si sono riversati numerosi in questo continente e qui hanno trovato la loro fortuna. Oggi - sottolinea il sindaco - occupano posti di responsabilità non soltanto da un punto di vista economico, ma anche nei ruoli chiave della vita politica e sociale".
Poi, parlando in particolare del forte legame che caratterizza i due paesi divisi dall'Atlantico, Cuttone ha aggiunto "io sono qua come sindaco di Partanna, ma mi piace ricordare che il presidente della Società Concordia Partanna è diventato il nostro punto di riferimento. Io sono il sindaco della mia città - ha precisato -, ma Tony Mulé indubbiamente è il sindaco di tutti gli emigrati da Partanna, è il faro dei partannesi e non solo, che si sono stabiliti in questa terra".
Eletto nel giugno 2006 nella lista di centrodestra, Cuttone è il primo cittadino di circa 12 mila abitanti della cittadina situata nella valle del Belice che attraverso i secoli ha vissuto l'esodo dei suoi cittadini nel mondo. A Cuttone abbiamo chiesto se vi sono più abitanti a Partanna o più partannesi nel mondo.
"Una bella domanda!" ha risposto il sindaco precisando che non esistono statistiche in merito.
"Io ritengo che fuori Partanna c'è un cospicuo numero di nostri concittadini. E quando dico fuori Partanna non mi riferisco solo a coloro che sono andati in questo o altri continenti, ma anche a quelli che per trovare lavoro si sono dovuti recare nel nord Italia e in Europa. Azzardo una cifra: penso - ha detto Cuttone - che sono tanti quanti i cittadini che abitano Partanna".
Il sindaco di centrodestra va anche controcorrente quando, in merito ai valori di unità nazionale, sostiene che i suoi concittadini di New York, con la loro attività ultra centenaria dimostrano l'orgoglio delle origini, della storia e dell'unità del proprio Paese, "anche se c'è qualcuno che tenta di dividerlo".
"L'orgoglio del Tricolore, dell'appartenenza ad una cultura, ecco cosa ha la nostra gente nel mondo. Anche se c'è qualcuno che tenta di dividere e annullare questi valori, talvolta cercando anche di dividerla questa nostra Italia, ma non gli verrà facile, perché l'attaccamento alla patria degli italiani è troppo forte e non lasceranno che sia realizzato questo disegno scellerato di qualche politico. Gli italiani all'estero sono un nostro valore da curare e in cui credere".


Nelle foto, dall'alto, da sinistra: il sindaco Cuttone con Mulé, Joe Nastasi e
Sebastiano Zinnanti, Giuseppe Libeccio e Frank Abbate, Filippo e Gaetano Barone, Michele Sciortino e Vincenzo Barbaro.


VIETATA LA RIPRODUZIONE DELLE FOTO

sabato 25 settembre 2010

SPECIALE: l'Italia all'Onu


Assemblea Generale delle Nazioni Unite






Il ministro degli Esteri Franco Frattini durante il suo intervento oggi a chiusura della 65ma Assemblea Generale.












Il ministro degli Esteri Franco Frattini oggi all'Onu ha incontrato il Segretario Generale Ban Ki-moon nel suo studio al Palazzo di Vetro.






























Il ministro degli Esteri Franco Frattini di fronte al Segretario Generale dell'Onu Ban Ki-moon firma nel suo studio il libro degli ospiti.






FOTO DI RICCARDO CHIONI, VIETATA LA RIPRODUZIONE

venerdì 24 settembre 2010

SPECIALE: l'Italia all'Onu


Assemblea Generale delle Nazioni Unite




Da sinistra il direttore dell'Istituto italiano di Cultura Riccardo Viale, la ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, il console generale Francesco Talò e Emma Bonino, vice presidente del Senato alla conferenza internazionale La protezione dei diritti delle donne all'Istituto di Cultura.















Il ministro degli Esteri Franco Frattini alla conferenza stampa nella Missione italiana all'Onu.









La ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna in conferenza stampa nella sede diplomatica italiana presso le Nazioni Unite.






La protezione dei diritti delle donne, da sin. Suzanne Goldberg, Columbia University, il ministro degli Esteri Franco Frattini, la ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna, l'ambasciatore a Washington Giulio Terzi e il direttore dell'Istituto di Cultura Riccardo Viale.




Il ministro degli Esteri Franco Frattini durante l'incontro con i rappresentanti della comunità italoamericana.






FOTO DI RICCARDO CHIONI, RIPRODUZIONE VIETATA

giovedì 23 settembre 2010

SPECIALE: l'Italia all'Onu


Assemblea Generale delle Nazioni Unite




Il ministro degli Esteri Franco Frattini assieme all'ambasciatore all'Onu Cesare Ragaglini al Palazzo di Vetro.








Il ministro degli Esteri Franco Frattini si avvia alla riunione di Alto Livello sulla Somalia presieduta dal Segretario Generale Ban Ki-moon.








Il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon all'ingresso della sala conferenze dove si è svolta la riunione di Alto Livello sulla Somalia da lui presieduta.







Il ministro degli Esteri Franco Frattini alla riunione di Alto Livello sulla Somalia presieduta dal Segretario Generale.








La sala stampa al Palazzo di Vetro per i giornalisti accreditati.









I media satellitari accampati all'esterno del Palazzo di Vetro a New York.










FOTO DI RICCARDO CHIONI, VIETATA LA RIPRODUZIONE

SPECIALE: l'Italia all'Onu


Apertura della 65ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite

















Il ministro degli Esteri Franco Frattini a fianco dell'ambasciatore presso l'Onu Cesare Ragaglini in occasione della inaugurazione della nuova sede diplomatica italiana presso il Palazzo di Vetro.





La vice presidente del Senato Emma Bonino nella nuova Missione presso le Nazioni Unite.














Il senatore Lamberto Dini, l'onorevole Michaela Biancofiore, l'eurodeputato Iva Zanicchi, il ministro degli Esteri Franco Frattini.







Il ministro degli Esteri Franco Frattini assieme al sottosegretario agli Affari esteri Enzo Scotti.







La ministra per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo durante i lavori della riunione ministeriale al Palazzo di Vetro sulle mutilazioni genitali femminili.





Il ministro degli Esteri Franco Frattini, la ministra per le Pari opportunità Mara Carfagna e l'ambasciatore all'Onu Cesare Ragaglini alla riunione ministeriale sulle mutilazioni genitali femminili.



La vice presidente del Senato Emma Bonino, il ministro degli Esteri Franco Frattini e l'ambasciatore all'Onu Cesare Ragaglini all'esterno del Palazzo di Vetro.






FOTO DI RICCARDO CHIONI - VIETATA LA RIPRODUZIONE

lunedì 20 settembre 2010

Missione imprenditoriale lombarda in Canada e Stati Uniti




di Riccardo Chioni


Con l’intento di creare un rapporto diretto con il mercato statunitense è in arrivo a New York, dopo la tappa in Canada, una missione plurisettoriale imprenditoriale lombarda che vede protagoniste circa due decine di piccole e medie imprese.
La missione economica-istituzionale è organizzata dall’Ice in collaborazione con Regione Lombardia e Confindustria Lombardia con la partecipazione di aziende del territorio lombardo, da mercoledì presente in varie città canadesi fino a venerdì, per giungere nella Big Apple lunedì 26, operativa fino al 2 ottobre prossimo.
L’arrivo di rappresentanti di piccole e medie imprese lombarde di un’associazione e di un distretto industriale rappresenta la fase finale del progetto avviato un paio d’anni fa dal titolo “USA: approccio integrato all’internazionalizzazione”, nell’ambito dell’accordo di programma Ice-Regione Lombardia.
Il progetto è nato dall’esigenza di conoscere meglio il mercato statunitense che, nonostante la congiuntura che ha caratterizzato gli ultimi anni, continua ad essere il grande punto di riferimento dei mercati avanzati, delineato dalla propensione all’innovazione e alla liberalizzazione.
“L’obiettivo - ha spiegato il dierttore della rete Ice, Aniello Musella - ha l’obiettivo di sviluppare la conoscenza del mercato canadese e statunitense, verificarne le potenzialità in termini di sviluppo commerciale e creare nuovi network di relazioni, sia istituzionali che privati”.
Il fine principale delle aziende - ha sottlineato Musella - è quello di incontrare valide controparti attraverso incontri stabiliti dalla rete degli uffici Ice presenti negli Stati Uniti con il coordinamento della sede di New York .
Gli incontri che avrà la missione imprenditoriale serviranno a verificare le reali posisbilità di affari fra le parti, in tutte le differenti articolazioni: commerciali, di collaborazione industriale e di investimenti.
La missione inoltre presenta anche una valenza istituzionale e di contatto politico, come seguito alle relazioni istituzionali avviate da Regione Lombardia con Canada e Stati Uniti.
La delegazione è composta da un gruppo selezionato di circa una ventina di piccole e medie imprese lombarde aderenti al sistema confindustriale.
Le principali tappe canadesi sono Toronto e Montreal, quelle statunitensi prevedono incontri a New York e Los Angeles.
Le città identificate dalla missione sono state individuate con riferimento ai settori merceologici di riferimento, tra cui figurano aerospazio, energie rinnovabili, meccanica strumentale e arredo/tessile per la casa.
Anche a ragione della peculiarità della distribuzione del mercato Usa, caratterizzato da aree industriali a maggiore specializzazione merceologica, la delegazione terrà a New York una riunione plenaria iniziale, collettiva nel corso della quale vari esperti presenteranno un’introduzione al mercato Usa e come operarvi.
Con un’attenzione particolare riservata a tematiche quali la situazione congiunturale, investimenti, incentivi e aspetti legali e fiscali.
L’elenco reso noto oggi delle aziende che partecipano alla missione operativa comprende altresì l’associazione Energy Cluster attiva nel campo delle energie rinnovabili e il Distretto Aerospaziale Lombardo.
Tra quelle del settore energie rinnovabili figura Stemma, di aerospazio: Aerea, All Data, Argo, Assireva, E-Level Communication, Ely-Fly, Gemelli, Logistic Sistemi Avionici, M.A.G. e O.V.S. Per la meccanica strumentale: Elettrotec, Finoz e Kompass Technology Europe, infine nel settore casa, arredo/tessile sono presenti le aziende Besana e G Style.


Nella foto in alto la sede Ice nella Upper East Side di Manhattan e sotto, Aniello Musella direttore rete Ice Nord America.

VIETATA LA RIPRODUZIONE DELLE FOTO

sabato 18 settembre 2010

Dopo la spazzatura Paladino getta fango sulla campagna elettorale




di Riccardo Chioni


Il candidato repubblicano aspirante alla carica di governatore ad Albany Carl Paladino con la campagna elettorale in corso si è laureato maestro nell’orchestrare titoloni sui tabloid newyorkesi provocati da talune sue provocazioni e trovate di cattivo gusto che sfodera a raffica, dopo avere scaricato l’ingombrante avversario Rick Lazio martedì scorso alle primarie.
Lo slogan che accompagna l’ultima trovata al fango di Carl Paladino è “Clean up Albany? Start with Cuomo”, scritta su una e-mail che il candidato italoamericano ha fatto recapitare al suo elettorato in questi giorni e alla stampa, in cui nel fotomontaggio è ritratto un villoso Andrew Cuomo nudo con una catena d’oro al collo, mentre si lava da dosso il fango coi nomi di contributori con interessi speciali.
E mentre Paladino continua a soffiare sul fuoco della sua arroventata campagna elettorale per la conquista del ruolo di governatore dello Stato Impero, è iniziata la processione di repubblicani che hanno preso le distanze da un imbarazzante candidato del proprio partito.
Con l’avvicendarsi degli avvenimenti di questa settimana, Paladino ha sfoderato commenti al vetriolo cercando di conquistare con retorica, populismo e anche minacce un elettorato in parte deluso dalla politica statale e nazionale più in generale.
Attirandosi però addosso le ire di molti.
Tra queste vittime dell’attenzione di Paladino figura l’ex governatore repubblicano George Pataki, da lui definito “un idiota degenerato”, mentre di David Paterson pensa che “dovrebbe essere dietro le sbarre”, dopo aver paragonato il presidente democratico della Camera statale Sheldon Silver a Hitler aggiungendo che andrebbe pestato e incarcerato, promettendo peraltro all’elletorato di “marciare su Albany con una mazza da baseball” per blindare la spesa pubblica.
Giovedì era stata una giornata da botta e risposta tra il governatore Paterson che aveva bacchettato Paladino definendolo “non adatto a fare il governatore”, mettendo in discussione “integrità e carattere” dell’imprenditore di Buffalo reputandolo “pericoloso”.
Immediata la reazione dalla campagna di Paladino.
Il suo portavoce Michael Caputo ha replicato secco “forse Paterson intende pericoloso il suo stretto collaboratore che ha picchiato la compagna?”
Tra le proposte bizzarre avanzate da Paladino brilla quella di convogliare i poveri in welfare di New York nelle prigioni inusate dove lo stato potrà insegnare loro le norme di igiene personale.
In un’altra occasione ha beatamente ammesso di avere inviato ad amici e-mail dai contenuti pornografici e razzisti, tra cui una vignetta in cui è ritratto il presidente Barak Obama e la fisrt lady Michelle con abiti da protettore lui e da prostituta lei.
Non contento di avere prodotto una gaffe dietro l’altra, Paladino ha pensato bene di inviare anche propaganda elettorale su carta trattata alla “eau de garbage”, che più è stantia, più diventa maleodorante con stampato lo slogan “Something stinks in Albany” con le immagini di sei democratici indagati o convolti in scandali.
“Ha il lezzo di una discarica” ha precisato il portavoce dell’imprenditore edile di Buffalo, Michael Caputo.
Intanto, mentre Paladino chiude una settimana all’insegna dell’imbarazzo in crescendo, i pezzi da novanta del suo partito hanno iniziato a prendere le distanze.
Come Mike Long chairman statale del Conservative Party, il quale non ha esitato a descrivere Paladino “una caricatura, piuttosto che un candidato”, oltre all’aspirante all’attuale poltrona di Andrew Cuomo di Attorney General, Daniel Donovan procuratore distrettuale di Staten Island, il quale si è rifiutato di dare il proprio sostegno a Paladino.
Per chiudere infine, il commento del governatore Paterson di ieri “è un’ulteriore prova che Paladino non è adatto a governare”.


Nelle foto, dall'alto: il candidato Carl Paladino con una supporter, il volantino fatto circolare con Cuomo sotto la doccia, il governatore David Paterson (s) e Paladino.


VIETATA LA RIPRODUZIONE DELLE FOTO

Troppo caro, gli abitanti lasciano il New Jersey





di Riccardo Chioni



Fuga dal New Jersey.
Non è il titolo d’un film, ma la realtà demografica dello Stato Giardino che da anni sta vivendo l’esodo dei suoi abitanti verso destinazioni più attraenti e meno costose a sud del Paese.
Secondo i dati resi noti ieri, dal 2000 al 2008 centinaia di migliaia di abitanti del New Jersey hanno traslocato altrove lasciandosi dietro l’impressione che l’attrazione verso lo Stato Giardino è in netto declino.
Nonostante la costante affluenza di nuovi arrivi, il Garden State ha perso 304 mila residenti nel periodo degli otto anni presi in esame, portandosi dietro col trasloco qualcosa come 12.3 miliardi di reddito che sono finiti nelle casse di altri stati.
I dati sono stati resi noti dall’organizzazione Tax Foundation, un gruppo di Washington che si batte per la riduzione del carico fiscale, dove confermano che i residenti del New Jersey stanno lasciando alle spalle il proprio stato per trasferirsi in quelli della Florida, New York, Pennsylvania e nel Nord e Sud Carolina, con una rapidità tale che supera per numero quelli che vi arrivano da fuori per rimpiazzarli.
Un fenomeno questo che gli economisti atttibuiscono a diversi fattori, tra cui figurano clima, tassazione eccessiva e scarsezza di posti di lavoro.
Joseph Seneca, docente di Economia presso la Rutger University, studioso di movimenti migratori, sostiene che "la gente viene attirata altrove e viene spinta fuori dal New Jersey".
Il docente ha precisato che in molti casi gli abitanti sono costretti da motivi come clima e pensionamento e che sono invece "spinti fuori" a causa dell’eccessivo carico fiscale e dal costo della vita, ma anche per la mancanza di opportunità economiche in termini di crescita e lavoro.
Il New Jersey in questo fenomeno dell’esodo segue soltanto New York, California, Illinois e Michigan, secondo quanto reso noto da Tax Foundation che traccia la migrazione interna attraverso le dichiarazioni delle tasse fornite dal Internal Revenue Service.
E dove c’è uno stato perdente, ce ne è un altro che guadagna, mentre il New Jersey resta ancorato tra quelli che figurano tra i perdenti nell’ultimo decennio.
"Non è che il Garden State è improvvisamente diventato meno attraente di altri, è piuttosto perché il mercato della casa ha subito un arresto un po’ dovunque. Stiamo perdendo popolazione nonostante la recessione, la stiamo perdendo ad un ritmo lento" ha precisato Seneca.
Jim Steinruck, da sempre residente dello Stato Giardino, arrivato alla soglia dell'età pensionistica, ha detto "non vedo l’ora che arrivi quel giorno per lasciare il New Jersey dove le tasse sulla casa hanno raggiunto il livello di 12 mila dollari l’anno, senza contare - ha aggiunto - le spese per la nettezza urbana, le fognature, la polizia e il riscaldamento".
"È semplicemente diventato insopportabile il tenore di vita nel New Jersey. Certo, è penoso lasciare la località dove uno è nato e cresciuto, ma dovrò farlo se voglio disporre ancora di qualche soldo da spendere a mio piacimento" ha sottolineato Steinruck.
Secondo altri invece, il Garden State continua ad attrarre abitanti perché offre un egregio sistema scolastico e tante opportunità di lavoro, come sostiene Deborah Howlett presidente del gruppo NJ Policy Perspective, una think tank di Trenton favorevole all’aumento delle tasse per i più abbienti, la quale sostiene che non esiste un esodo dallo Stato Giardino.
"Mi meraviglia il fatto che la gente creda davvero che sia in corso una migrazione verso altri stati quando nel New Jersey c’è più gente di quanta se ne contava cinque anni fa" ha dichiarato la Howlett.
In effetti la popolazione del New Jersey negli ultimi anni è andata crescendo, dagli 8.4 milioni del 2000 agli 8.7 del 2009 secondo il Censimento, ma il motivo della crescita va ricercato nel numero delle nascite che superano le morti 3 a 2 e agli arrivi dal mondo di nuovi migranti che vanno a rimpiazzare coloro che stanno lasciando il New Jersey.
I dati forniti da Tax Foundation tuttavia tracciano la tendenza dei movimenti della popolazione che lascia il nord del Paese per raggiungere gli stati del Sud, in particolare per il clima favorevole.

venerdì 17 settembre 2010

Una tre giorni con le eccellenze italiane in vetrina a Saratoga Springs





di Riccardo Chioni



Spenti quelli sulla stagione ippica, a Saratoga Springs lo scorso fine settimana si sono accesi i riflettori sull’appuntamento più importante di fine estate: la vetrina delle eccellenze italiane in cucina, nella moda e nel design che richiama tradizionalmente un grande pubblico.
Una tre giorni intitolata Wine and Food & Fall Ferrari Festival, carattarizzata da una serie di iniziative mirate a promuovere i prodotti alimentari autentici italiani e i vini di qualità.
Oltre, naturalmente, all’eccellenza del lifestyle italiano, dall’aperitivo alla moda, dalle auto sportive alle imbarcazioni veloci.
L’Italia era rappresentata per il secondo anno a Saratoga Springs con la presenza dell’Ice, principale partner del Wine & Food Festival che ha richiamato circa quattro mila partecipanti, alcini dei quali arrivati per l’occasione anche da altri stati.
Nella splendida cornice del parco annesso al Saratoga Performing Arts Cetner, nel padiglione allestito dall’Ice pubblico e operatori hanno familiarizzato con grandi vini e specialità della nostra cucina, protagonisti e punte dell’eccellenza del Made in Italy.
Il Festival è giunto alla decima edizione diventando un atteso appuntamento nel fitto calendario di eventi di questa città termale immersa in un’oasi verde negli Adirondak, con Lake George a neppure un’ora di distanza.
Il programma della tre giorni dedicata ai gusti e sapori italiani si è articolata in una serie di incontri creati per dimostrare al pubblico la poliedricità vincente del Made in Italy, da quelli commerciali, alle degustazioni con menù di alta cucina, aggiunti ad una rosa di seminari tenuti da titolati esperti americani.
Al centro dell’attenzione, tre nomi che hanno reso elettrizzante la tre giorni per spiegare cosa portano a tavola gli italiani: la regina della cucina Lidia Bastianich, il narratore della storia dei latticini Lou Di Palo e il celebrato autore ed esperto di vini Kevin Zraly.
Per una settimana inoltre ristoranti, negozi di vini e liquori, hanno aderito al Festival colorando di tricolore Saratoga Springs per la celebrazione e promozione dei prodotti alimentari e vitivinicoli italiani.
“Sono particolarmente lieto del ritorno dell’Ice per il secondo anno al Saratoga Festival. È un’occasione - ha spiegato Aniello Musella, direttore della rete Ice in Usa - per valutare ancora una volta la risposta dei consumatori americani alla qualità e varietà dei prodotti autentici italiani, elementi questi che rappresentano da sempre la carta vincente in un mercato altamente competitivo”.
All’edizione 2010 del Festival eram esposta sotto gli occhi di migliaia di partecipanti la Italian Fashion Rooom, una vetrina esclusiva di prodotti di fascia alta dell’abbigliamento italiano con la presenza della sartoria Kiton.
“Kiton è un esempio vincente delle sinergie nella filiera produttiva italiana del settore moda” ha detto Antonio Paone, presidente di Kiton Usa, il quale ha descritto la Fashion Room un veicolo per mostrare al consumatore americano l’ineguagliabile connubio tra la creatività e la più alta tradizione sartoriale.
Al taglio del nastro inaugurale erano presenti, oltre ad Aniello Musella, il vice console onorario dell’Upstate NY Stefano Acunto, il senatore statale Roy McDonald, il deputato statale James Tedisco, Marcia White presidente del Saratoga Performing Arts Center e Bob Bailey del Saratoga Automobile Club a fianco del designer Andrea Zagato.
Marcia White si è detta estremamente compiaciuta per la presenza continuata dell’Istituto per il Commercio Estero.
“La partecipazione dell’Ice quale primario partner conferma l’elevato livello di accreditamento che ha raggiunto il Saratoga Festival, così come l’importante posizione conquistata dall’Italia nel commercio internazionale dei vini e delle specialità alimentari. Siamo grati all’Ice - ha sottolineato - e al ministero per lo Sviluppo economico per lo straordinario impegno profuso nella promozione dell’iniziativa”.
Per la prima volta il Festival ha ospitato l’appuntamento serale After Party Aperitivo: Celebrating Italian Cocktail Culture, finalizzato a presentare ai consumatori il momento sociale dell’aperitivo, tipico della cultura e lifestyle italiano.
Un brindisi all’Italia e ai suoi prodotti è stato ufficializzato dal sindaco di Saratoga Springs, Scott Johnson che ha decretato con una “proclamation” la “Settimana del vino italiano”.