sabato 30 ottobre 2010

Due omicidi precedono la festa di Halloween





di Riccardo Chioni




La giornata festaiola di Halloween è stata preceduta da due tragiche sparatorie che hanno lasciato a terra un uomo ed una donna, mentre altre due persone sono rimaste ferite in due incidenti verificatisi in due luoghi diversi al termine di party in maschera: il primo agli Hamptons e l'altro a Brooklyn.
Assurda la sparatoria agli Hamptons in cui è rimasto ucciso Carlo Petrusa, ex capitano delle guardie della Corte Suprema del Queens ora in pensione, saltuariamente bodyguard di ricchi e famosi in transito ai vacanzieri Hamptons.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, nella notte di venerdì al Dream Night Club in località Hampton Bays, si stava svolgendo una festa mascherata in vista della ricorrenza odierna, quando - verso le 4 - due concorrenti al concorso per il miglior costume avrebbero iniziato a litigare coinvolgendo un folto gruppo di persone in una immane zuffa corpo a corpo che si è poi trasferita all'esterno del locale, in strada.
Sempre secondo gli inquirenti, una donna mascherata da cavernicola avrebbe iniziato la disputa nel club, ma una volta in strada un uomo con addosso il costume tutto nero di uno dei rapinatori di banca del film datato 1995 "Dead Presidents" e la maschera bianca, si sarebbe avviato verso la sua vettura per prelevare un'arma, iniziando a sparare.
Il primo a cadere sotto i proiettili è stato Carlo Petrusa, 64 anni d'età, residente a Riverhead a Long Island, occasionalmente guardaspalle di celebrità, ricchie e famosi in visita agli Hamptons, come la cantante Fergi, la supermodel Niki Taylor e la p.r. person Lizzie Grubman.
Un'altra persona è stata raggiunta da un proiettile, Shawn Badgett di 35 anni, medicato e dimesso dall'ospedale. Badgett aveva orgamizzato il party di Halloween. È una vecchia conoscenza della polizia e attualmente Badgett è in attesa di giudizio perché coinvolto in un vasto giro di spaccio multimilionario di eroina.
Secondo le testimonianze racolte dagli investigatori, due persone si sarebbero allontanate con un'auto sgommando e facendo perdere le tracce, lasciando peraltro la polizia solo con immagini di persone mascherate.
Anche a Brooklyn, Halloween si è macchiato di sangue. Una giovane che vestiva i panni di una strega è stata uccisa da ignoti e il suo fidanzato gravemente ferito nell'ingresso dell'abitazione di lui al 2336 Batchelder Street, nella prima mattinata di ieri.
La coppia stava rincasando da un party mascherato di Halloween verso le 6 quando qualcuno ha aperto il fuoco all'interno del complesso Sheepshead/Nostrand Houses raggiungendo Ciera Glenn di 25 anni allo stomaco e ad una gamba, uccidendola, mentre il suo fidanzato Tyree Shelton di 27 anni è stato colpito al volto.
È ricoverato in condizioni critiche, ma da una prima ricostruzione sembra che Shelton sia giunto al pronto soccorso del Coney Island Hospital guidando la sua vettura.
A fare la macabra scoperta del cadavere della giovane in una pozza di sangue nelle vicinanze delle cassette postali è stato un residente dell'edificio che rincasava, il quale ha provveduto a chiamare le autorità.
La scientifica ha rinvenuto tracce di sangue anche in un ascensore e su muri, mentre sul pavimento dell'androne d'ingresso sono stati contati almeno sei bossoli di proiettili sparati.
Per buona parte della gionrata di ieri gli investigatori hanno mantenuto isolata l'area per il prosieguo delle indagini che al momento non hanno prodotto alcun motivo plausibile per l'omicidio della giovane e il ferimento del suo boyfriend.
Intanto, gli investigatori dovrebbero essere entrati in possesso delle immagini registrate dal circuito di sorveglianza di cui è fornito l'edificio.
Un altro residente al 2336 Batchelder Street ha riferito che i muri del suo appartamento hanno tremato col rimbombo dei colpi sparati.

Dopo l'ennesima rapina col morto nel Bronx bottegai pronti ad armarsi




di Riccardo Chioni



Quanto vale la vita di un addetto ad un distributore di carburante nel Bronx? Un dollaro? Forse neppure tanto, quanto costa un "candy bar".
È accaduto in una stazione di servizio a Baychester, quando un tipo che aveva preso una barretta dallo scaffale è stato confrontato da due addetti alla stazione che sembra volesse derubare.
Non è ancora chiaro come si siano svolti i fatti, ma gli investigatori hanno un'idea di quanto accaduto quando il killer è entrato alla stazione di servizio Shell al 1950 Barstow Avenue, giusto all'uscita della New England Thruway, poco prima della mezzanotte di giovedì.
L'omicida, dopo aver arraffato un un "candy bar" avrebbe ordinato al cassiere di ripulire la macchina del contante e immediatamente sarebbe iniziata una disputa con i due addetti dietro il bancone della stazione di servizio.
In breve il rapinatore avrebbe estratto un'arma - probabilmente un revolver - iniziando a premere il grilletto almeno cinque volte.
Dai primi accertamenti sembra che il malvivente sia riuscito a guadagnarsi l'accesso al settore vendite della stazione per un guasto al sistema di sicurezza che lo impedisce ai clienti durante le ore notturne.
L'omicida avrebbe chiesto di consegnare il contante nella cassa e da lì sarebbe nata una collutazione tra i due addetti e il rapinatore finita in tragedia, mentre - secondo gli investigatori - sembra che la cassa non sia mai stata aperta durante la tentata rapina.
Tre proiettili hanno raggiunto uno dei commessi di 35 anni ad una arteria principale di una gamba, deceduto al suo arrivo al Jacobi Hospital dove è ricoverato il suo collega di 37 anni, raggiunto da due proiettili: uno al torace e l'altro al braccio sinistro.
Stando agli investigatori l'omicida è fuggito a bordo di un non meglio specificato modello di BMW di colore bianco a mani vuote, con una barretta di bottino da pochi spiccioli.
Intanto, sulla scia dei questi episodi di violenza metropolitana diventati di cronaca nera quotidiana, qualcuno suggerisce la soluzione da Far West: meglio che si armi chi può.
Fernando Mateo del gruppo Hispanics Across America ha avviato la campagna tesa ad armare i negozianti, vittime ultimamente di rapinatori che non esitano a sparare per due spiccioli.
L'ultima vittima, non più tardi dello scorso fine settimana, un padre di famiglia nel Queens, l'ennesima dell'assalto a mano armata ai "deli" rionali. Ora l'ex sindacalista Fernando Mateo è in giro per i cinque quartieri della City a distribuire domande di porto d'arma da fuoco e intende allargare il raggio a tutto lo stato che ne conta 14 mila di proprietari di "deli".
Giovedì, Mateo ai giornalisti aveva detto "siamo giunti ad un punto in cui dobbiamo fornire armi a questa gente che lavora sodo", ma non tutti - nella stessa comunità di bottegai - intendono intonare l'inno si armi chi può.
Secondo Albania Torres, nipote del bottegaio Juan Torres ucciso con un proiettile al capo durante una rapina in Queens sabato scorso, è convinta che sia la soluzione ideale quella escogitata da Mateo e spiega: "Non vogliamo che nessun'altra famiglia debba passare quello che sta passando la mia".
Juan Torres, 54 anni d'età, emigrato dalla Repubblica Dominicana, moglie e tre figli di 27, 24 e 21 anni, era uno abituato a lavorare sodo nel suo Lucky Grocery & Deli in passato teatro di un'altra rapina finita col morto e testimone lui stesso di una tragedia simile in famiglia, quando fu ucciso suo fratello Jesus nel 1999.
La sua Luky Grocery dopotutto non sembra così fortunata. Stessa scena del delitto nel 2002, quando l'amico di Juan, Ramon Adams di 34 anni fu ucciso durante una rapina nella stessa bottega in cui pure lui ha trovato la morte.
Mateo in conferenza stampa ha detto che intende sollecitare tutti i bottegai a trarre vantaggio della proposta del sindaco Michael Bloomberg intesa a diminuire il costo del procedimento per ottenere il porto d'arma da fuoco.
Non tutti i proprietari di "deli" però sono d'accordo sulla soluzione del grilletto a portata di mano proposta da Fernando Mateo e alcuni non si raffigurano nella persona disposta a sparare ad un ladro.
Come ha sostenuto il titolare di una "bodega" di Harlem, il quale ha detto che probabilmente farebbe di tutto per difendersi, ma che non riesce ad immedesimarsi nei panni di un killer, definendo peraltro una follia la soluzione di Mateo al problema diffuso della criminalità.

Nelle foto, dall'alto: un detective esce dalla scena del delitto nel Bronx, Fernando Mateo e il titolare del "deli" di Queens ucciso, Juan Torres.

venerdì 29 ottobre 2010

Sal Vitale, collaboratore di giustizia "senza precedenti" ha incastrato centinaia di malavitosi






di Riccardo Chioni



Il giorno del giudizio, per il capomafia della famiglia Bonanno, Salvatore Vitale è un giorno fortunato.
Ieri pomeriggio il giudice del tribunale federale di Brooklyn, Nicholas Garaufis ha deciso di accogliere la richiesta di clemenza della procura che ha indicato "Good Looking Sal" Vitale come il collaboratore di giustizia "senza precedenti" che ha aiutato ad identificare centinaia di malavitosi.
Il giudice in pratica ha sentenziato che Salvatore Vitale ha scontato la sua pena detentiva, dopo aver trascorso 8 anni dietro le sbarre, nonostante sul suo curriculum vi siano ben 11 omicidi.
La procura, in un documento di 120 pagine recapitato al giudice Garaufis, ha chiesto in concerto con i legali della difesa, che a Salvatore Vitale venisse evitata la condanna all'ergastolo, prospettando piuttosto una soluzione all'acqua di rose di "terminata detenzione".
I sostituti procuratori federali di Brooklyn, Greg Andres e John Buretta, hanno scritto sostenendo che da quando il 63enne Vitale è diventato collaboratore di giustizia nel 2003, le autorità federali sono riuscite a decapitare i vertici della mafia a cui lo stesso "Good Looking Sal" aveva giurato fedeltà e omertà, in particolare all'interno della famiglia bonanno.
Stando a quanto descritto dalle autorità federali al giudice, Vitale dal suo arresto ha collaborato ad identificare oltre 500 appartenenti alla mala organizzata tra pesci piccoli e grossi calibri nell'arera metropolitana, nel resto dell'America e oltre.
La sua collaborazione e le sue testimonianze in 6 procedimenti giudiziari hanno portato alla condanna di 4 boss della famiglia Bonanno, compreso il suo amico di fiducia e capo Joseph Massino, suo cognato e dozzine di membri da mano d'opera.
Sempre la procura ha indicato che Vitale ha fornito informazioni in merito a 30 omicidi della mala, precisando che in 3 circostanze la sua conoscenza dei fatti, ha portato gli investigatori a rinvenire i resti delle vittime di mafia sepolte anni addietro.
Figlio di un fornaio e di una lavapiatti, "Good looking Sal" Vitale s'era già fatto notare nel mondo della malavita organizzata subito dopo un breve servizio militare, ritagliandosi addosso nel giro dei successivi trenta anni la fama di uno senza scrupoli pronto a fare di tutto, da mettere a segno omicidi su commissione a trasformarsi piromane e riscossore di pizzi per la mala.
Vitale aveva appena raggiunto il vertice dell'organizzazione Bonanno, quando "Donnie Brasco" (che ha ispirato il film con Al pacino e Johnny Depp), al secolo Joe Pistone agente dell'Fbi infiltrato dal 1976 al 1981, era piombato sulla scena per scrivere i ruoli di ognuno nella famiglia.
Otto anni dietro le sbarre per Vitale tuttavia sono una condanna maggiore a quella inflitta al suo collega in malaffari, Gravano della famiglia Gambino, che aveva scontato 7 anni dopo aver ammesso di avere ucciso 19 persone.
"I termini della sentenza non sono importanti - hanno scirtto i suoi legali al giudice - perché Vitale non avrà mai pace, consapevole che sarà costretto a guardarsi le spalle ad ogni passo".

giovedì 28 ottobre 2010

Agli arresti domiciliari per truffa alla Social Security componente del Comites di NY e Ct.






di Riccardo Chioni



Nero su bianco, il regolamento dei Comites non prevede alcuna sanzione per chi, come nel caso di Antonino Ferrara eletto nel 2004 nella lista di Azzurri nel Mondo, è stato condannato per frode alla Social Security non una, ma due volte.
Stando alla documentazione del tribunale federale di Brooklyn, Antonino (Tony) Ferrara di 62 anni, residente a Dongan Hills a Staten Island, nel corso degli ultimi venti anni ha fruito illegalmente dei benefici di inabilità al lavoro garantiti dalla Social Security, mentre invece lavorava sotto gli occhi di tutti nell'officina meccanica Falconara annessa alla stazione di carburante Exxon Mobil, situata nell'italianissima zona di Bay Ridge a Brooklyn, di cui era co-titolare assieme al fratello Angelo.
È quanto aveva sostenuto il procuratore federale all'udienza dello scorso 17 settembre, quando Antonino Ferrara era stato condannato dal giudice a sei mesi di arresti domiciliari, a rimborsare 300 mila dollari, oltre a cinque anni di "probation", con l'obbligo di effettuare 100 ore di servizio comunitario.
Tony Ferrara, classe 1948, originario di Gela, eletto con 1.553 preferenze alle elezioni del Comites di NY e Ct. nella lista Azzurri nel Mondo, dopotutto se l'è cavata alla grande, evitando di finire dietro le sbarre, perché in precedenza aveva ripagato 362.511 dollari di benefici ottenuti illegalmente.
Secondo la documentazione inoltrata al tribunale federale dalla procura, Ferrara ha beneficiato attraverso la frode - da gennaio 1988 a gennaio 2008 - dei contributi per inabili al lavoro della Social Security.
Antonino e il fratello Angelo Ferrara, co-proprietari della rimessa Falconara Service Station a Brooklyn, avevano entrambi dichiarato alla Social Security di non essere in condizioni di lavorare o di avere riportato ferite tali da non consentire di prendersi cura del business, sempre secondo quanto accertato dalla procura.
Dopo l'inoltro delle rispettive domande, i due fratelli Ferrara avevano ottenuto l'assegno mensile di inabilità al lavoro, provvedendo a trasfererire la proprietà dell'officina Falconara alle rispettive mogli.
La truffa è stata consumata per una ventina d'anni indisturbata. Fino a quando nel 2007 gli investigatori della Social Security Administration hanno iniziato a fare luce su casi in cui il capofamiglia riceveva assegni e le mogli erano impegnate in mansioni che richiedevano robuste braccia.
L'inchiesta s'era conclusa con la certezza che Antonino Ferrara e non la sua metà, lavorava nell'officina di Bay Ridge, corroborata dalla dichiarazione di un testimone che ha giurato di avere visto Tony lavorare da almeno dieci anni.
Non è la prima volta di Tony Ferrara. Lo scorso novembre aveva fatto il mea culpa davabnti al magistrato, sempre per frode e benefici illegalmente ottenuti, così come suo fratello Angelo, dichiaratosi colpevole per lo stesso reato, per cui sta scontando una condanna a due anni di "probation", oltre al pagamento di 10 mila dollari di ammenda e 100 ore di servizio comunitario.
Il sostituto procuratore federale Todd Kaminsky in conclusione di udienza aveva raccomandato al giudice la non carcerazione, sostenendo che la pronta restituzione della somma significava l'esperssione di rimorso dell'imputato.
La notizia dello "scandalo Ferrara" era apparsa sul sito "SIlive.com" lo scvorso 17 settembre e rimasta relegata a Staten Island.
Il presidente del Comites di NY e Ct. Quintino Cianfaglione è caduto dalle nuvole: "lo sento per la prima volta, non ci posso credere".
Da dopo la condanna a metà settembre, Tony Ferrara ha mancato di partecipare all'ultima assemblea del Comites, che si è svolta all'inizio di ottobre e rappresenta la seconda assenza giustificata da motivi di salute.
"Se sarà assente anche alla prossima riunione che sarà convocata tra una settimana o due - ha detto Cianfaglione - è previsto che sia dichiarata decaduta la sua elezione. Non mi sarei mai aspettato che un componente eletto si rivelasse un truffatore dello stato".
Trovandosi agli arresti domiciliari sarà difficile per Antonino Ferrara partecipare alla prossima assemblea del Comites, l'Organismo a cui era stato eletto con 1.553 voti di fiduciosi elettori.
Antonino Ferrara ha tradito la fiducia dei suoi elettori e questo Paese insegna quale è la via da seguire in questi casi. Una lettera di dimissioni dall'incarico per "motivi di salute", come per le sua assenze alle due precedenti riunioni, sarebbe un primo passo nella giusta direzione.
Dopotutto, Tony Ferrara ha evitato la prigione, in buona dose, anche a causa del suo reale stato di salute con problemi al cuore e depressione, come ha sottlineato nella sua requisitoria il sostituto procuratore federale Kaminsky.

Nelle foto, dall'alto: alcuni componenti del Comites sfilano alla Columbus Day Parade e Antonino Ferrara.

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martedì 26 ottobre 2010

Riposto nel cassetto il progetto del nuovo tunnel ferroviario sotto l'Hudson River






di Riccardo Chioni



Questo tunnel non s’ha da fare. È questa la conclusione a cui è giunto oggi il governatore del New Jersey, Chris Christie in merito al tunnel ferroviario destinato a collegare lo Stato Giardino con New York, il più grande progetto infrastrutturale a livello nazionale.
Il governatore Christie ha detto di avere basato la sua decisione sul fatto che il New Jerrsey con le casse in rosso non può permettersi questa spesa, mentre lo stato dovrà restituire al governo federale la somma di 350 milioni anticipata per l’avvio del progetto.
Il governatore repubblicano che sta procurando tagli a destra e a manca ha riferito che il New Jersey non può permettersi di pagare niente di più dei 9 miliardi di dollari per la realizzazione del tunnel sotto l’Hudson River per cui lo Stato Giardino s’era impegnato a contribuire con 2.7 miliardi.
“Alla fine la mia decisione non è cambiata. Non posso caricare sul groppone degli abitanti del New Jersey una lettera di credito aperta, perché questo è ciò che rappresenta questo progetto” ha dichiarato Christie.
Il New Jersey dovrà restituire a Washington 350 milioni che inizialmente aveva ricevuto per l’avvio della costruzione.
Christie ha sostenuto di aver ricevuto quattro opzioni finanziarie per salvare il progetto, ma ha aggiunto che alla fine nessun accordo sarebbe stato in grado di garantire che ulteriori spese, oltre i 2.7 miliardi previsti, non si sarebbero tramutate in un peso fiscale per i contribuenti del Nerw Jersey per il completamento del tunnel. Christie ha pure scartato la proposta di ridurre nei volumi il progetto, sostenendo che si trasformerebbe in un inutile servizio per i pendolari, eliminando peraltro anche la possibilità di una partnership pubblico-privato, mentre altre città hanno adottato tale soluzione per grandi progetti di infrastrutture.
La realizzazione del tunnel - che si trascina da 20 anni - era iniziata nel 2009 e lo scorso settembre Christie aveva sospeso i lavori, ordinando una revisione dei costi.
Due settimana fa il governatore aveva optato per il no, riservandosi di assumere una decisione finale in questi giorni.
Il nuovo tunnel avrebbe dovuto alleviare il traffico dell’attuale centenario budello con due rotaie che da anni oramai ha raggiunto la massima capacità.
Il nuovo avrebbe raddoppiato la capacità dei convogli di pendolari della NJ Transit e Amtrak tra la stazione Pennsylvania di New York e i sobborghi del New Jersey, un’area che annovera i tempi più lunghi di trasporto di pendolari in tutta la nazione.
Oltre 625 mila persone si recano ogni giorno a Manhattan dal New Jersey e circa 185 mila fruiscono del trasporto su rotaia.
E quando avviene un piccolo deragliamento - come lunedì scorso - l’evento si trasforma in interminabili ritardi per recarsi al lavoro o rincasare.
Nel primo pomeriggio di lunedì un convoglio di otto carrozze in uscita dalla Penn Station era deragliato senza provocare danni ai passeggeri, accumulando tuttavia ritardi e cancellazioni di treni che avrebbero dovuto traportare decine di migliaia di passeggeri, con 9 binari su 21 fuori uso. Secondo alcuni esperti del trasporto la costruzione del nuovo tunnel avrebbe prodotto un immediato impatto su 6 mila posti di lavoro nel settore costruzioni, mentre il completamento nel 2018 avrebbe procurato la disponibilità di 40 mila posti.
“Facendo due più due, riscontriamo che anche con eventuali sovracosti non c’è paragone coi benefici che porterebbe il tunnel” ha dichiarato Charles Wowkanech, presidente statale del sindacato Afl-Cio che rappresenta un milione di membri.
Alcuni proponenti del progetto sostengono che il governatore Christie è motivato, in parte, dal fatto di voler stornare quei quattrini per altri progetti.
Intanto, sempre oggi, la Mta ha approvato (12-1) gli aumenti dei pedaggi per 8 tra ponti e tunnel, oltre ai ritocchi a tariffe del trasporto pubblico.
Dovranno mettere mano al portafogli più profondamente coloro che usano contante invece del sistema di pagamento E-ZPass.
Gli automobilisti che pagano in contante il pedaggio del Midtown Tunnel e del Throgs Bridge dovranno sborsare 6.50 dollari, uno in più dell’attuale tariffa, mentre i possessori di E-ZPass andranno a pagare 4.80 dagli attuali 4.57 dollari.
Questi ultimi aumenti arrivano a distanza di due settimane dalla precedente decisione di aumentare anche le tariffe di subway, bus e treni pendolari, compreso il costo dell’abbonamento mensile MetroCard che passa da 89 a 104 dollari.
Altri ponti e tunnel interessati agli aumenti gestiti dalla Mta, riguardano il RFK Bridge e il Bronx-Whitestone, oltre al Brooklyn-Battery Tunnel e il Verrazzano il cui pedaggio aumenta di un dollaro per raggiungere quota 13 dagli attuali 11.
Gli amenti - hanno sostenuto alla Mta - si sono resi necessari per colmare il disazvanzo di 800 milioni nel bilancio dell’agenzia bi-statale del trasporto pubblico ed entreranno in vigore a fine dicembre.

Nelle foto, dall'alto: il governatore del NJ Christie, un dettaglio del progetto, la MetroCard e una veduta del Throgs Bridge.

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domenica 24 ottobre 2010

XXXV convention Niaf a Washington, i giovani protagonisti




di Riccardo Chioni




Il presidente Barak Obama per il secondo anno consecutivo ha rotto la tradizione che vuole l'inquilino della Casa Bianca presente al gala della Niaf nella capitale, ma ha fatto pervenire un messaggio in video in cui ha esaltato i valori degli italoamericani che continuano a contribuire alla crescita dell'America.
Ha fatto da madrina alla serata di gala Giuliana DePandi Rancic, figlia di napoletani stabilitisi a Washington dove il padre ha avviato una sartoria a cui ancora fanno riferimento personaggi famosi.
La emcee è arrivata negli Usa all'età di 6 anni, ha raccontato di avere imparato l'inglese davanti alla tivù e leggendo, perché in casa era di rigore conversare in italiano. Dopo essersi laureata in giornalismo è diventata reporter della rubrica "E! News" che dirige dal 2002.
Numerosa la presenza di stelle dello spettacolo, tra cui Danny De Vito, Michael Badalucco, Dion, Linda Fiorentino, Tony lo Bianco, Joe Pantoliano e Annabella Sciorra e dello sport con Mike Piazza lungamente applaudito.
Tra gli ospiti della serata l'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata, il generale Peter Pace, John Podesta, il giudice Samuel Alito, l'ex presidente del Senato Marcello Pera e la regina della cucina Lidia Bastianich.
Il presidente della Niaf, Joseph Del Raso nel suo intervento si è rivolto alla Mtv e al detestato reality show "Jersey Shore" dicendo: "Guardate bene, questi sono i giovani italiani, questa è la realtà, non il vostro reality".
In effetti la convention del fine settimana passato ha visto la partecipazione di un insolito numero di giovani a cui la Niaf intende - lo ha detto il presidente Del Raso - affidare le redini per portare avanti quello che le generazioni passate hanno seminato, vuoi per la diffusione della cultura e cultura italiana e per rafforzare i già stretti rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Durante la festa sono stati assegnati riconoscimenti a personalità italoamericane che hanno raggiunto il successo in vari campi, che con il loro lavoro hanno contribuito a portare alto lo spirito dell'infaticabile comunità italoamericana.
La Niaf nell'occasione ha voluto premiare il presidente dellla Rai, Paolo Garimberti per i 50 anni di presenza dell'ente televisivo italiano negli Stati Uniti.
Altri premi sono andati a Fulvio Conti amministratore delegato di Enel al quale è andato il "Achievement Award in International Business", a Ton Rizzo allenatore della squadra di basketball Michigan State è stato assegnato il "Niaf Lifetime Achievement Award in Sport", a Christopher Nassetta presidente della catena alberghi Hilton nel mondo è stato consegnato lo "Special Achievement Award in Business", a Thomas Scalea primario del trauma center dell'Università del Maryland è andato il premio "Special Achievement in Science and Medicine" e a Joe Uva presidente del network Univision Communications è stato consegnato il "Niaf One America Award", lo stesso ambito premio che in precedenza era stato assegnato al presidente George W. Bush nel 2006, a Christopher Reeve nel 2001, a Muhammed Alì nel 2000 e al suo allenatore storico Angelo Dundee.
L'intrattenimento lo ha offerto Danny De Vito al momento di consegnare il premio al produttore cinematografico e presidente del Napoli Calcio, Aurelio De Laurentiis per il quale il popolare attore italoamericano ha improvvisato uno spettacolino con cui ha espresso la propria stima per una figura di alto livello del cinema italiano.
De Laurentiis tra l'altro ha fatto una mezza promessa di portare la squadra di calcio prossimamente negli Stati Uniti. È rimasto deluso invece chi si aspettava la consueta sfilata di personaggi politici, in particolare a distanza di pochi giorni dalla mandata elettorale di medio termine, che invece erano impegnati altrove a cercare di raccogliere preferenze tra l'elettorato.
Infine Del raso ha ricordato la figura di Victoria Mastrobuono, già componente della Niaf, che recentemente ha lasciato in eredità alla Fondazione di Washington la più generosa donazione di 2.6 milioni di dollari, una cifra mai ricevuta prima dalla Niaf, che sarà utilizzata per finanziare progetti d'arte e cultura.
Inoltre al centro della sala era presente un gruppo di ebrei provenienti da tutti gli Stati Uniti, scampati all'Olocausto, salvati dagli italiani che non esitarono a mettere in pericolo la propria vita per salvare quella di altri, molti dei quali stranieri e sconosciuti.

Nelle foto, dall'alto: Danny De Vito con Aurelio de Laurentiis, Giuliana DePandi Rancic, l'ambasciatore Giulio Terzi, una veduta della sala all'Hilton e un primo piano di De Vito.


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sabato 23 ottobre 2010

XXXV convention Niaf, il presidente Del Raso "Guardare al futuro con i giovani"





di Riccardo Chioni



I grandi nomi dello sport a stelle e strisce presenti alla tavola rotonda organizzata oggi dalla Niaf durante l'annuale convention italoamericana all'hotel Hilton hanno fatto registrare il tutto esaurito per il tradizionale celebrity luncheon a scopo benefico.
Metti in locandina il 12 volte campione di baseball Mike Piazza, l'allenatore del team di basketball Michigan State e campione Ncaa Tom Izzo, il conduttore della popolare rubrica sportiva "Republica Deportiva" in onda su Univision Fernando Fiore, il conduttore del programma "Around the Horn" su Espn Tony Reali e il corrispondente sportivo della Espn, Sal Paolantonio ed il risultato dell'evento e' garantito.
Star, giornalisti e allenatore hanno partecipato alla tavola rotonda "Talking Point: News, Stories and Topic that shape the World of Sport" parlando a tutto campo col pubblico sui tempi piu' caldi di questi giorni, dalle ultime dal mondo sportivo, alle osservazioni personali e anche previsioni sulla World Series, la stagione del Nfl e per concludere, il Super Bowl.
Il presidente della Niaf, Joseph Del Raso ha tracciato il quadro della 35.ma edizione della piu' importante convention italoamericana.
"A gennaio avremo un meeting strategico e credo che la prossima pietra miliare che la Niaf intende posare riguardi l'investimento nella prossima generazione. Abbiamo ristrutturato la Fondazione e sono convinto che adesso e' il momento di catturare la prossima generazione. E con questo - sottolinea Del Raso - voglio dire che nel XXI secolo, invece di concentrarci sulla nostalgia dell'esperienza degli emigrati che comunque non dimenticheremo mai, vogliamo tuttavia essere certi che la prossima generazione comprenda l'importante ralazione tra l'America e l'Italia, mentre le giovani generazioni potranno avantaggiarsi delle opportunita' che offre l'Italia nei campi della creativita', affari, scienza e diplomazia".
Poi Del Raso e' passato a parlare della lingua italiana che soffre negli Stati Uniti, rispetto ad altre piu' efficacemente promosse.
"Salvando la lingua italiana nei college con il programma Ap, concentrandoci su programmi culturali, credo che la nuova generazione reagira' e si colleghera' all'Italia in modo diverso, in una maniera molto piu' significativa. Questo - ha precisato - e' il futuro".
Tra i tremila invitati alla convention figurano anche alcuni parlamentari italiani venuti a Washington per il tradizionale gala del sabato sera all'Hilton che vede la partecipazione di italoamericani ricchi e famosi provenienti da costa a costa per l'occasione.
L'onorevole Amato Berardi del Pdl eletto nel collegio del Nord America partecipa da anni alla riunione annuale nella capitale perche' - sostiene - "consente di rafforzare i rapporti tra gli italiani d'Italia e le realta' italiane americane". "Soprattutto, si cerca di favorire lo scambio economico, scientifico, ma anche di aiuto che abbiamo sostenuto per la causa dei terremotati abbruzzesi. La Niaf e' stata uno dei primi a portare 800 mila dollari e c'ero anch'io in quell'occasione, a distanza di pochi giorni dal disastro".
A tenere compagnia al deputato di Filadelfia sono venuti il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, la presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle contraffazioni, Catia Polidori (Fli), il senatore Basilio Giordano (Pdl) eletto nella ripartizione Nord e Centro America membro della Commissione esteri e il presidednte della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli (Pdl) presidente anche della Commissione Difesa della Camera.
"Lo ripeto da sempre. Questi incontri - ha stottolineato Berardi - sono fondamentali perche' bisogna creare un ponte a due vie, di ritorno, in modo fa far si' che anche gli italiani che vivono in Italia possano vedere il lavoro che svolge la nostra comunita' italiana in Nord America che offere un esempio, perche' e' molto piu' vicina alla madre patria, e' molto piu' attaccata ed e' quella che realmente promuove il Made in Italy, i veri ambasciatori che sostengono l'economia italiana con i loro acquisti".
In serata si sono accesi i riflettori sull'evento piu' atteso, il gala che vede premiati Fulvio Conti dell'Enel, il produttore e presidente del Napoli Club Aurelio De Lautentis, l'allenatore della squadra maschile di basketball Michigan State University Tom Izzo, il presidente della catena Hilton Worldwide Christopher Nassetta, il primario del trauma center dell'Universita' del Maryland Thomas Scalea e Joe Uva, presidente di Univision Communications.


Nelle foto, dall'alto: i panelisti sportivi, Mike Piazza, Joseph Del Raso e (da sin) Catia Polidori, Amato Berardi e Basilio Giordano.

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Cibo e vini italiani protagonisti alla XXXV convention Niaf a Washington





di Riccardo Chioni



Il titolo e' gia' tutto un programma. "Indulge in the Real Flavor of Italy without a Ticket!", un'immersione nei vini e cibo italiani approntata dall'Istituto per il Commercio Estero in seno a Expo Italia, a latere della 35.ma edizione della convention della National Italian American Foundation.
All'hotel Hilton di Dupont Circle nella capitale, dove solitamente si svolge la convention, era presente il direttore dell'Ice Aniello Musella, il consigliere economico dell'ambasciata, Lorenzo Galanti e il vice presidente esecutivo della Niaf, Salvatore Salibello.
"E' un evento di grande portata nel settore agroalimentare che consente, oltre ad una prsentazione seminariale, anche di fruire direttamentte dei prodotti di altissima gamma. E quindi l'ambasciata non puo' che essere entusiasta di questa iniziativa. Malgrado le difficolta' della crisi - sottolinea Galanti -, il settore alimentare tiene, ci fa piacere rivelvare anche che la crisi ci ha aiutato ad introdurre dei segmenti nel caso dei vini, come il Prosecco, che si e' radicato su questo mercato. Guardiamo in prospettiva con un certo attimismo".
A raccontare a centinaia di italoamericani le specialita' della cucina italiana e' giunto a Washington uno specialista newyorkese del settore, Lou Di Palo titolare dell'omonimo, popolare negozio di alimentari situato nella storica Little Italy di Manhattan.
"Nonostante la crisi - conferma Di Palo -, il consumatoore americano continua a dimostrare un elevato apprezzamento per la qualita' dei prodotti italiani, che continuano a mantenere una posizione leader fra quelli importati in America".
Per accompagnare la degustazione dei vini l'Ice ha invitato Leonardo LoCascio, presidente e fondatore di Winebow, una delle maggiori aziende di importazione di vini negli Stati Uniti.
L'importatore attribuisce il successo del vino italiano a due fattori. "Primo, l'offerta diversificata e poi il rapporto qualita'-prezzo, cosa che ha favorito il successo tra i consumatori americani perche' considerato un lusso a buon prezzo" sostiene LoCascio.
Musella, direttore della rete Ice in Nord, sostiene che Expo Italia e' un'occasione ideale per la promozione delle eccellenze del Made in Italy, con particolare riguardo al settore enogastronomico.
"Il seminario diretto ai consumatori e alla stampa ha visto la partecipazione di un pubblico particolarmente attento al prodotto alimentare italiano, che ha avuto modo di gustare assieme ai vini".
Il direttore dell'Ice fa osservare che i successi registrati sul mercato americano sono dovuti ai nostri produttori, che hanno saputo interpretare i gusti e le preferenze dei consumatori statunitensi, pur restando fedeli ai canoni della tradizione italiana.
"Non va tuttavia dimenticato - aggiunge Musella - il grande lavoro svolto dagli importatori, distributori e dettaglianti americani, che hanno portato il prodotto autentico italiano sulle tavole dei consumatori, nei ristoranti di grande prestigio ed il loro contributo e' indispensabile per il successo italiano".


Nelle foto, dall'alto: Lorenzo Galanti, un momento della degustazione e Lou Di Palo.

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venerdì 22 ottobre 2010

La XXXV convention italoamericana della Niaf a Washington apre con la scienza




di Riccardo Chioni



La 35.ma edizione dell'annuale convention italoamericana organizzata dalla National Italian American Foundation, in svolgimento nella capitale americana, si e' aperta all'insegna della ricerca scientifica e della salute della donna.
Al convegno organizzato presso la Jefferson Room dell'Hilton a Dupont Circle, intitolato "Let's Talk About It: A Spotlight on Women's Health", moderato da Linda Carrozzi della Niaf, hanno preso parte il ricercatore Antonio Giordano, l'oncologa della Nyu Silvia Formenti, il senatore e medicco Ignazio Marino e Jo Anne Zujewski del National Cancer Institute.
Il senatore Marino parlando della diagnosi ha portato ad esempio il funzionamento della prevenzione in Italia: su mille donne a Bologna circa 700 si sottopongono all'esame del seno, mentre in Sicilia soltano uno sparuto gruppo di oltre 50 annualmente effettua l'esame mammografico.
"Evidentemente - sostiene il senatore - ci sono delle organizzazioni dal punto di vista della sanita' nelle diverse regioni italiane che in qualche modo feriscono il principio scritto nella nostra Costituzione e cioe' che la salute deve seesre un bene garantito a tutte le persone che vivono in Italia".
Medico e legislatore, Marino gode di un osservatorio privilegiato in materia.
"Io lo posso fare da un punto di vista privilegiato, come presidente della Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale. Cosa accade ad una signora di 77 anni che si frattura il femore a Bolzano o a Catanzaro. Sono due storie completamente diverse. A Bolzano nel 92 per cento delle situazioni, quella persona entro sei ore sara' in sala operatoria, mentre a Catanzaro nel 91 per cento dei casi deve attendere oltre 72 ore. Questo evidentemente non e' giusto".
Il disinteresse del governo italiano per i finanziamenti alla ricerca e' sottolineato da Marino.
"L'Italia purtroppo con il governo attuale e' arrivata al piu' basso livello della nostra storia del finanziamento per la ricerca. Abbiamo un impegno preso nel 2000 con tutti i paesi dell'Europa di raggiungere il 3 per cento del nostro Pil e, invece eravamo all'1,1 per cento nel 2000, siamo scesi allo 0,9 pr cento. Tutti gli altri paesi europei - precisa - sono sopra al 2 per cento. Insomma e' un problema che riguarda in maniera veramente molto importante il nostro paese e il futuro della nostra economia".
Silvia Formenti, primaria del reparto di radiologia oncologica presso l'Nyu si augura che vi sia meno "pink" e piu' "action" in mezzo a tanta confusione sul cancro al seno.
"La Brest Cancer Coalition fa presente l'emergenza del tumore alla mammella ed ha trovato sistemi mediatici per portare all'attenzione il problema. Ha deciso di fissare una tappa, il 2020 per debellare il tumore alla mammalla, cosi' come avevano fatto per andare sulla luna, deve esserci anche una deadline per risolvere questo problema. C'e' confusione al momento perche' i media in generale quasi tutti i giorni parlano di nuove scoperte sul tumore alla mammella ed e' un messaggio giusto di speranza, pero' che distoglie l'attenzione dalla realta', perche' il progresso e' molto lento e ci sono delle barriere".
In collegamento video con il Centro Tumori di Napoli, sono intervenuti anche personalita' della ricerca e dell'amministrazione locale, con il ricercatore Antonio Giordano che da Washington ha guidato la conferenza.
"C'e' molta sintonia con i colleghi italiani, anche perche' - spiega Giordano - proprio a Napoli e Avellino abbiamo avuto l'opportunita' attraverso il Crom di dare la dimostrazione che ragazzi di grande valore, se lavorano in un ambiente dove ci sono delle risorse e dove c'e' una amministrazione che sia non dico tanto, ma leggermente illuminata, riescono a produrre e a fare un lavoro originalissimo e sono pochi al mondo che possono dire che quel lavoro puo' dare un grande contributo per cambiare i metodi di diagnosi e terapia dei tumori alla mammella".
Al termine della conferenza il presidente della Niaf, Joseph Del Raso ha consegnato ai panelisti maschere disegnate e mosellate dall'artista napoletano Lello Esposito.


Nelle foto, dall'alto: i panelisti al convegno sulla salute della donna con Antonio Giordano al podio, il senatore Ignazio Marino, l'oncologa Silvia Formenti e Joseph Del Raso (s) consegna una medaglia ricordo all'artista campano Lello Esposito.

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giovedì 21 ottobre 2010

In vetrina da Saks Fifth Avenue la moda di nuovi stilisti italiani








di Riccardo Chioni




Le creazioni di moda di quattro nuovi stilisti italiani sono esposte nelle vetrine del prestigioso department store Saks Fifth Avenue sotto gli occhi del mondo, allestite con arredi del Gruppo Poltrona Frau.
Mercoledì sera da Saks Fifth Avenue ha preso il via la settimana dedicata alla moda con un programma di azioni promozionali allestite da Ice e Camera Nazionale della Moda.
Tra le centinaia di invitati che hanno preso parte all'evento per il lancio di stilisti italiani c'era anche il console generale Francersco Talò, il direttore del settore Investimenti internazionali del Department of Economic Development statale, Kunimasa Akasaka, stampa specializzata e operatori del settore, oltre ai primari clienti di Saks.
Sotto i riflettori gli stilisti Albino, Aquilano Rimondi, Chicca Lualdi BeenQueen e Marco De Vincenzo i cui capi sono stati acquistati da Saks Fifth Avenue e mostrati al pubblico con una insolita formula di sfilata statica, con modelle immobili su divani e poltrone.
"È il battesimo con New York per i quattro giovani stilisti che chiamaiamo emergenti perché hanno già sfilato in Italia. Non sono nuovi - spiega il direttore dell'Ice Aniello Musella -, non sono però conosciuti a New York e negli Stati Uniti e questo è il momento per portarli all'interno degli spazi di Saks Fifth Avenue che sicuramente è tra i punti più importanti della moda italiana negli Usa. Tra l'altro Saks ha già incontrato alcuni degli stilisti italiani in occasione di Milano Collezione".
Oltre alla moda Saks ha esposto anche arredamento di grandi firme italiane come il celebrato marchio Poltrona Frau.

"Abbiamo voluto portare anche l'arredamento. Partecipano all'iniziativa il Gruppo Poltrona Frau, Cappellini, Cassina con oggetti, divani e poltrone portati dalle showroom presenti nell'area di SoHo perché - sottolinea Musella - è anche questo un modo di fare promozione integrata di alcuni esempi del Made in Italy nel settore arredamento".
Negli ultimi anni la politica di promozione dell'Ice e del ministrero dello Sviluppo economico ha imboccato la "main road" a stelle e strisce, sviluppando progetti mirati e specifici che da costa a costa hanno portato all'attenzione di operatori e consumatori americani i prodotti di qualità del Made in Italy.
"La nostra programmazione è impostata in una pianificazione che vede una serie di eventi, che sono tanti tasselli, anche su settori diversi, però sono tasselli che fanno riferimento a settori portanti, tradizionali del Made in Italy, quindi l'agroalimentare, il vino, la moda e il design. Sono operazioni che si susseguono una dopo l'altra. Il punto - precisa il direttore dell'Ice - è di dare continuità a tutta questa operazione".
La Quinta parla più italiano del solito da ieri, con le vetrine di Saks dedicata al fashion italiano sotto gli occhi ammirati del mondo. "Devo dire che mi ha fatto un certo effetto vedere l'intero isolato di vetrine sulla Quinta dedicato all'Italia, focalizzate sui nuovi stilisti e credo sia una cosa importante - ha proseguito Musella - perché restare nelle vetrine di questo department store per dieci giorni è una pubblicità continuativa dove l'Italia fa parlare di sé, in un momento in cui dobbiamo spingere sui consumi. E questo è l'obiettivo che abbiamo come Ice e come governo italiano".
Nell'operazione di Saks Fifth Avenue l'Ice ha voluto a fianco la fondazione Save Venice per avere la presenza di tutta una serie di clienti importanti che possano trasferire ad altri il contenuto dell'evento.
Chicca Lualdi non ha dubbi sull'importanza della presenza della sua collezione da Saks.
"Per un giovane è un grande sogno avere le proprie creazioni nelle vetrine sulla Quinta. È successo. Speriamo che sia solo l'inizio di un percorso che ci porti lontano. Il mercato è importantissimo, di riferimento per noi, per quanto riguarda il consumatore moda americano che è molto evoluto e per me - dice la stilista - è un onore ancora doppio perché uno dei miei modelli di riferimento nel crare proprio la donna americana è la newyorkese supercurata e super socialite".
Marco De Vincenzo, alla sua terza sfilata in Italia, descrive "incredibile" la sua esprerienza nella Big Apple.
"Io ho cominciato da pochissimo, sono alla mia terza stagione, è stato incredibile vedere le vetrine ed essere qui per questa occasione. Sono quelle cose che ti aiutano a dire: vado avanti, perché sono quei passi che ti lasciano capire che non devi mollare".

Nelle foto, dall'alto: una vetrina da Saks Fifth Avenue, modelle della "sfilata statica", Kunimasa Akasaka (sin) e Aniello Musella, Chicca Lualdi e Marco De Vincenzo.

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Promettenti risultati della promozione turistica avviata dalla Lombardia







di Riccardo Chioni



In primo piano in questi giorni a Boston e New York la Lombardia con una serie di iniziative tese a promuove il suo territorio alpino, le colline e la ricchezza delle sue città moderne, colme di storia e tesori artistici.
Mercoledì sera, presso il ristorante San Domenico a Manhattan, Riccardo Strano direttore dell'Enit, ad un folto gruppo di giornalisti americani ha presentato gli ospiti lombardi, tra cui Gianni Boselli presidente Federazione Strade dei Vini, Anzo Galbiati dirigente Turismo Regione Lombardia, Fabio Paloschi vice presidente Camera di Commercio di Padova e Patrizio Piombo dell'agenzia Promos.
Strano per parlare della lombardia è partito da Milano, capoluogo di Regione conosciuto per il Duomo, La Scala, l'Ultima cena, ma anche per essere la passerella per eccellenza della moda italiana, oltre a Piazza Affari, la Wall Street Italiana.
Stando ai dati, in Lombardia nel 2008 si sono riversati oltre 300 mila turisti americani e, anche se lo scorso anno il turismo internazionale ha subito un calo del 4 per cento, il 2010 promette bene, all'insegna della crescita del numero delle presenze americane sul territorio della Lombardia.
Inoltre, secondo un sondaggio condotto da Leisure Travel Monitor, il 57 per cento degli americani intervistati conta di fare un viaggio di piacere, con il 60 per cento indirizzato a visitare l'Europa, mentre un promettente 22 per cento intende recarsi in Italia.
I dati sono incoraggianti sia per l'Ente turistico italiano che per i professionisti dei viaggi, "ma è imperativo - ha sottolineato Strano - che l'Italia continui a promuovere il Paese tenendo in mente che dobbiamo esprimerci al meglio per mantenere il nostro Paese tra le destinazioni di maggiore interesse per il pubblico americano".
"Spendiamo circa 12 milioni di euro per fare promozione in Italia e nel mondo. In particolare, questo progetto che si sviluppa a Boston e New York - ha spiegato Galbiati - è stato messo all'interno di un accordo di programma che la Regione Lombardia con il sistema delle camere di commercio con cui abbiamo fatto una serie di attività. Qui in particolare, abbiamo portato iniziative per promuovere sia il turismo che la conoscenza della nostra gastronomia".
Ieri gli operatori lombardi dei settori turistico e gastronomia hanno incontrato i buyer americani.
"In continuità - ha detto Galbiati - con quanto organizzato l'anno scorso, quando abbiamo portato i buyer americani in visita in Lombardia, dove abbiamo fatto loro conoscere i luoghi, il cibo e il vino della regione. Il risultato è l'aumento quest'anno del 6 per cento delle presenze di turisti del Nord America".
Nonostante il cambio sfavorevole dollaro/euro che frena le spese di molti, la Lombardia si è imposta al punto da vivere quest'anno una controtendenza turistica, grazie anche all'ampia gamma di attrazioni offerte.
"In Lombardia - sottolinea il dirigente della Regione - ci sono molte opportunità di turismo, da quello d'affari molto diffuso, dello shopping di qualità che interessa in modo particolare gli americani, ma c'è anche la possibilità di giocare a golf, di visitare i laghi che sono molto apprezzati, a comuinciare da George Clooney. È indiscussa la bellezza dei luoghi, inoltre è in forte sviluppo il cicloturismo, oltre a quello delle città d'arte. Abbiamo - conclude Galbiati - possibilità di turismo per tutti e per tutte le tasche".


Nella foto in alto la villa di Clooney, sotto da sinistra: Gianni Boselli, Riccardo Strano, Enzo Galbiati, Fabio Paloschi e Patrizio Piombo.


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lunedì 18 ottobre 2010

Omicidi in aumento: si armi chi può, in testa ricchi e famosi



di Riccardo Chioni





Con il preoccupante aumento del numero di omicidi, a New York si arma chi può. Comprese personalità di spicco che si sono messe in lista per ottenere il porto d'arma.
Un fenomeno in aumento conseguente forse all'ondata di paura che la violenza sta seminato senza risparmiare quartiere.
Il popolare cantante Marc Anthony è uno di decine e decine di ricchi e famosi autorizzati dalla polizia a portarsi appresso un'arma da fuoco, stando ai dati resi noti, mentre si aggiungono nomi illustri di milionari e atleti alla lista d'attesa per l'ottenimento del porto d'arma.
Lo ha confermato John Skylar Chambers, un avvocato di Manhattan che da una ventina d'anni aiuta i residenti ansioni della Big Apple ad ottenere il porto d'arma, il quale ha sottolineato che il numero è in crescendo.
Il legale, parlando di ricchi e famosi timorosi, sostiene che nonostante abbiano guardie del corpo, al giorno d'oggi internet, volendo, consente di seguire i movimenti di ognuno.
Tra le celebrità che hanno chiesto ed ottenuto il porto d'arma figurano l'attore Robert De Niro, il detestato conduttore radiofonico Howard Stern, il re dei supermercati John Catsimatidis, il miliardario tuttofare Donald Trump e suo figlio Donald Jr, oltre all'inventore del cuore artificiale Robert Jarvik e all'avvocato dei vip David Breibart.
La lista dei ricchi e famosi che portano con sé una bocca da fuoco comprende anche il giocatore David Wright dei Mets che possiede un lussuoso attico a Manhattan e anche la figlia della regina della casa Martha Stewart, Alexis ha ottenuto il permesso.
Non tutti però sono riusciti a passare l'esame al microscopio delle forze dell'ordine. Così è stata respinta la domanda del figlio di Bernie Madoff, Andrew che non è riuscito a persuadere l'Nypd sulla necessità e non può neppure tenerla in casa.
È stato più facile invece per Marco Antonio Muniz, in arte Marc Anthony, che ha ottenuto il permesso dove risiede, nella Nassau County a Long Island, assieme alla moglie superstar Jennifer Lopez e i gemelli Emme e Max nella residenza di Brookville da 2 milioni di dollari.
Non è chiaro perché il 42nne cantante abbia chiesto ed ottenuto il porto d'arma rilasciato dietro presentazione di prove documentate di minacce ricevute dal richiedente, o perché trasporta notevole quantità di contante o valori.
Fino all'inizio di ottobre avevano ottenuto il porto d'arma 2.093 persone che hanno pagato 340 dollari per la procedura al Nypd, oltre ad un centinaio per prendere le impronte digitali, ancor prima che vengano avviati i controlli di polizia.
New York è uno degli stati dell'Unione in cui la procedura non è un semplice atto per ottenere il porto d'arma da fuoco, mentre in altri è relativamente facile, basta firmare un documento, giurare che si è sani di mente e si esce dall'armaiolo con un'arma in tasca.
Nel mondo dello sport c'è anche chi ha già assaporato le conseguenze del porto d'arma illegale, come l'ex giocatore dei Giants, Plaxico Burress condannato a due anni di carcere dopo che s'era sparato ad una gamba due anni fa in un nightclub di Manhattan.
Un brivido percorre la schiena di ricchi e famosi al pensiero che la criminalità nella Big Apple torna in prima pagina con il numero di persone in tutta la città ferite o uccise da proiettili, in sensibile aumento.
Gli omicidi erano in ascesa del 13.2 per cento a fine settembre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Allora, si contavano 341 omicidi, oggi siamo a quota 386, con il 75th Precint di polizia di East New York, una zona calda per criminalità, dove sono stati investigati 23 omicidi, il maggior numero della città.
Anche nel Bronx volano i proiettili dove si è verificato un incremento del 18.3 per cento di omicidi, con il 47th Precint situato nella zona nord del Bronx, dove gli omicidi sono in aumento del 46.2 per cento.
Qui sono state uccise 19 persone quest'anno, mentre lo scorso il numero era di 13.
La media dei crimini è in aumento dovunque: nel Queens ad aesempio, gli omicidi sono aumentati del 25.9 per cento, del 12.2 a Manhattan e del 7.4 a Brooklyn dove si conta la maggior concentrazione di rioni tribolati, come East Flatbush controllato dal 67th Precint con 18 persone uccise.
A rincarare la dose di preoccupazione tra la popolazione c'è il numero delle persone raggiunte da proiettili in tutta la città che ha toccato quota 1.374, il 4.5 per cento in più rispetto al 2009.
Central Park inoltre è insolitamente al centro dell'attenzione per il vertiginoso aumento del 45.1 per cento di violenza sessuale perpetrata nell'oasi verde della Big Apple, dove si sono verificati 7 atti di violenza nei primi nove mesi dell'anno, mentre nel 2009 non si era verificato alcun incidente.


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domenica 17 ottobre 2010

Un mese di arte e cultura con il design italiano nei 50 anni de I Saloni di Milano




di Riccardo Chioni



Il prossimo dicembre I Saloni Milano celebrano nella Big Apple design, arte e cultura italiana con l'allestimento di una serie di mostre ed eventi proposti da FederlegnoArredo, Cosmit e Ice, in occasione del 50.mo anniversario di quella che gli americani chiamano familiarmente Milan Forniture Fair.
Il calendario di mostre e manifestazioni è stato illustrato alla stampa al ristorante Manzo, all'interno del megastore Eataly, alla presenza del console generale Francesco Talò, del direttore Ice Aniello Musella, del presidente di FederlegnoArredo, Rosario Messina, Carlo Giglielmi presidente di Cosmit e Lorenzo Galanti consigliere commerciale presso l'ambasciata di Washington.
La stagione delle festività si annuncia all'insegna di grandi eventi culturali, a partire dalla partecipazione di 20 showroom di arredamento italiano al progetto "Italian Design Street Walking" in scena sulle strade di New York dal 29 novembre, mentre il giorno successivo l'artista di chiara fama internazionale Bob Wilson rende omaggio alla bellezza del design italiano attraverso una mostra dedicata al ballerino Roberto Bolle presso il Center 548.
Il 3 dicembre è attesa l'apertura al pubblico della acclamata installazione video dell'Ultima Cena di Leonardo che fa il debutto negli Stati Uniti alla Armory di Park Avenue.
Il programma prende il via la settimana successiva Thanksgivin, ha la durata di sei settimane e va a concludersi l'8 gennaio prossimo.
È proposto da FederlegnoArredo, Cosmit (che organizza dal 1961 la Milan Furniture Fair), Ice e ministero dello Sviluppo economico, con lo scopo di portare all'attenzione la lunga tradizione artigianale del design italiano, una delle espressioni della nostra cultura e uno dei prodotti italiani più esportati in tutto il mondo.
La serie di mostre ed eventi newyorkesi in onore del design italiano fa da trampolino alle celebrazioni mondiali che si estendono tutto l'anno in anticipazione del 50.mo anniversario de I Saloni, la più vasta rassegna al mondo di design internazionale visitata da oltre 300 mila persone all'anno, che segnerà la ricorrenza durante la prossima fiera milanese dal 12-17 aprile 2011.Presenti alla conferenza stampa anche l'artista Bob Wilson e il direttore dell'Istituto di Cultura, Riccardo Viale, con la visita del popolare chef celebrità della tivù e titolare di Eataly, Mario Batali.
Carlo Guglielmi si è detto entusiasta nel condividere la meravigliosa espressione di creatività e cultura italiane con la città di New York.
"Come capitale creativa del mondo - ha detto Guglielmi -, non potevamo individuare un luogo migliore per dare vita alle celebrazioni dell'anno del design italiano".
La locandina degli eventi prevede un opening night party il 29 novembre con assaggi della gastronomia italiana preparati da Eataly presso 20 showroom di arredamento italiano in varie zone dalla città aperto al pubblico, di cui saranno indati i luoghi.
La settimana inaugurale continua con la opening dell'artista e regista d'avanguardia Bob Wilson con "Perchance to Dream" in collaborazione con il ballerino de La Scala e attualmente del American Ballet Theater, Roberto Bolle.
Il mercato a stelle e strisce resta un punto di riferimento dell'export del design italiano e l'iniziativa newyorkese de I Saloni intende sottolineare l'eccellenza.
"Siamo orgogliosi di essere a New York con un progetto valido, in modo da offrire alle nostre aziende l'opportunità di promuovere il sistema dell'arredamento domestico sul mercato americano, un mercato strategico per l'Italia, che attualmente ammonta a 551 milioni di euro di prodotti" ha detto Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo a cui aderiscono 2.400 aziende, di cui 11 piccole e medie provenienti dalla Lombardia sono state scelte per il progetto.
"Abbiamo realizzato questo programma con FederlegnoArredo e Cosmit per sottolineare l'eccellenza del design italiano sia nell'aredamento che nell'illuminazione di ambienti" ha spiegato Aniello Musella.


Nelle foto, dall'alto, da sinistra: Rosario Messina, Carlo Guglielmi, Aniello Musella, Francesco Talò e Lorenzo Galanti, Bob Wilson e Mario Batali.


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venerdì 15 ottobre 2010

Serviti a tavola i sapori della tradizione culinaria del Veneto






di Riccardo Chioni



"Veneto, tutto dell'Italia in una regione" è lo slogan che accompagna due settimane di campagna promozionale dedicata a specialità alimentari e vini della regione indirizzata a stampa specializzata, operatori e consumatori presso selezionati punti vendita.
Il programma, allestito dall'Ice in partnership con la Regione Veneto, ha visto protagonisti esperti e giornalisti di cibo e vini, ma soprattutto negozianti come Lou Di Palo con un bagaglio di cinque generazioni di storia familiare dell'alimentazione italiana a New York, la cui passione espressa nel raccontare le specialità da tavola rispecchia le sue esperienze personali vissute in Italia.
Così ha fatto anche giovedì sera, nel suo noto alimentari Di Palo's Fine Foods a Grand Street nella storica Little Italy di Manhattan, dove ha spiegato le caratteristiche di alcuni formaggi proposti a giornalisti, consumatori e operatori, tra cui Asiago, Grana Padano, Montasio Sottocenere ed altri ancora.
Per parlare di pasta, Lou Di Palo ha chiesto aiuto allo chef Frank DeCarlo che per gli ospiti ha preparato i famosi Bigoli nella classica versione veneta, condita con ragù d'anatra.
Dal Veneto viene pure la seconda più antica varietà di riso coltivata in Italia, Vialone Nano Veronese e poi l'olio extra vergine d'oliva dell'area del Lago di Garda, oltre al celebrato, versatile Radicchio Rosso, diventato parte della dieta mediterranea adottata da una fetta di americani.
La rassegna dei prodotti di qualità del Veneto a tavola si conclude con una dolce nota.
La Donatella, azienda artigianale a gestione familiare produttrice di dolciumi già presente sul mercato americano continua ad allargare la gamma dei suoi prodotti che vanno ad aggiungersi a marmellate, mostarda e il prelibato Pandoro.
La sera precedente l'azienda D. Coluccio & Sons di Brooklyn aveva offerto una degustazione di specialità alimentari e vini della regione Veneto a stampa e operatori presso il ristorante Locanda Verde a Tribeca.

La storia di pionierismo imprenditoriale durante i primi anni Sessanta e l'educazione del consumatore newyorkese a tavola dei giorni nostri vede come protagonista Domenico Coluccio.
La racconta Louis Coluccio Jr. giovane orgoglioso della fama raggiunta dall'azienda fondata nel 1962 dal nonno Domenico. "Inizialmente importava solo provolone, ma con l'arrivo della nostra grande emigrazione era cresciuta la domanda di prodotti italiani. Oggi rappresentiamo, importiamo e distribuiamo cibo italinao di qualità. Ma - sottolinea Louis Coluccio -, non possiamo limitarci a importarlo e venderlo, dobbiamo educare il consumatore e farlo innamorare di quel prodotto".
Quelli che al tempo erano prodotti riservati alla comunità italoamericana, a distanza di mezzo secolo si trovano sulle tavole degli americani da costa a costa.
"Mio nonno non avrebbe mai immaginato che i nostri prodotti sarebbero diventati di uso comune per tutta l'America. L'arma vincente è la qualità, il prezzo e la marca - sottolinea Coluccio Jr. - non sono così importanti, lo sono invece gli ingredienti".
Durante la degustazione di prodotti alimentari e vini alla Locanda Verde, Michele e Charles Scicolone, giornalista e autrice ed il marito profondo conoscitore di vini, hanno parlato della produzione vinicola, di specialità alimentari e formaggi veneti.
"Sono certo - assicura il direttore dell'Ice, Aniello Musella - che sia commercianti che consumatori apprezzeranno questi prodotti e i loro produttori che onorano antiche tradizioni impiegando con successo tecnologia avanzata".
A guidare la classifica dei vini veronesi è il trio Soave, Valpolicella e Bardolino, mentre la regione che produce più vino in Italia vanta 300 milioni di bottiglie classificate Doc o Docg e il Prosecco è diventato più popolare che mai.
La promozione prosegue il 23 prossimo a Long Island, da Uncle Giuseppe's Marketplace a Port Jefferson, a Manhattan presso Todaro, Enoteca Di Palo e D. Coluccio & Sons fino al 25 ottobre, oltre alla catena di 53 esercizi Giant Eagle a Pittsburg in Pennsylvania e a Columbus in Ohio.


Nelle foto, dall'alto: allestimento alla Locanda Verde, Aniello Musella (sin) con Lou Di Palo nel suo negozio, Charles e Michele Scicolone, Louis Coluccio Jr e la selezione di formaggi proposta da Di Palo.


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mercoledì 13 ottobre 2010

Ottobre vede il Veneto protagonista con i suoi vini e prodotti alimentari






di Riccardo Chioni



Veneto! È la parola d'ordine in questi giorni di promozione delle delicatezze culinarie presentate dall'Ice in partnership con la Regione Veneto, che vede la partecipazione di numerosi punti vendita di selezionati alimentari dell'area di New York, Pittsburg in Pennsylvania e Columbus in Ohio.
Fino al 25 ottobre in numerosi alimentari e supermercati saranno di scena i prodotti del Veneto con eventi che vanno da assaggi a lezioni in cucina e incontri con la stampa americana specializzata sempre attenta a quanto ha da proporre il Made in Italy di alta qualità, arma vincente della produzione italiana negli Stati Uniti.
La promozione sponsorizzata dall'Ice in partnership con la Regione Veneto, col sostegno del ministero dello Sviluppo economico vede protagonisti alcuni dei negozi di generi alimentare e di vini, tra cui Uncle Giuseppe's Marketplace, Di Palo's Fine Foods, Enoteca Di Palo, DiPaloSelects.com, D. Coluccio & Sons e Todaro Bros.
"Siamo lieti di collaborare con la Regione per portare il Veneto sotto i riflettori a New York, una delle più diverse regioni d'Italia in termini di grande varietà di specialità da offrire. Il nostro obiettivo - ha sottolineato Aniello Musella direttore dell'Ice - è di presentare gli autentici sapori di questa notevole regione al mercato americano".
L'azienda D. Coluccio & Sons questa sera ha voluto prendere i giornalisti americani per la gola alla Locanda Verde a Tribeca con una cena, un inno al Veneto a tavola, ospiti gli esperti di cucina e vini Michele e Charles Scicolone.
Domani è la volta di Di Palo's Fine Foods e Enoteca Di Palo ad ospitare testing e seminario (riservati ad operatori) sulle specialità venete condotto da Lou Di Palo, mentre a dirigere la cucina per le ricette tradizionali venete è lo chef ospite dell'evento Frank DeCarlo, titolare dei ristoranti Peasant e Bacaro il quale per l'occasione cucina i celebrati Begoli con sugo d'anatra.
Uncle Giuseppe's Marketplace il prossimo 23 ottobre a Port Jefferson, 1108 Route 112 a Long Island, offrirà cooking class che vedrà ai fornelli Michele Scicolone, autrice di 16 best-selling libri di cucina, tra cui "The Soprano's Family Cookbook".
L'autrice e cuoca dimostrerà come si prepara un classico risotto con Asiago e Grana Padano, due dei più titolati e apprezzati formaggi veneti, guidando i partecipanti all'assaggio di specialità casearie accompagnate da altrettanto rinomati vini della regione.
In Italia si producono 450 differenti tipi di formaggio, alcuni noti, altri meno perché - sovente - costituiscono rarità del patrimonio locale.
La partecipazione dei negozianti alla promozione è intesa ad educare o ad approfondire tra i consumatori americani la conoscenza di Asiago, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave, San Pietro, Trugole, Sottocenere, Ubriacone e Provolone Valpadana.
Il Veneto inoltre è una delle più importanti zone di produzione vinicola del paese, una regione che recentemente si è imposta come maggiore produttrice di vino con oltre 300 milioni di bottiglie l'anno di Doc e Docg.
A guidare la classifica dei produttori è il trio veronese Soave, Valpolicella e Bardolino, mentre altri vini presenti alla promozione comprendono Amarone, l'indiscutibile top dei rossi da invecchiamento e il fenomenale Prosecco che ha fatto dire agli americani "au revoir champagne".
La promozione prosegue a Columbus in Ohio e a Pittsburg in Pennsylvania nei negozi della catena Giant Eagle per il resto di ottobre.


Nelle foto: la sede dell'Ice di New York e Aniello Musella.

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martedì 12 ottobre 2010

La Banda dell'Arma dei Carabinieri in concerto al Palazzo di Vetro







di Riccardo Chioni



Preceduti dalla fama di essere uno dei corpi maggiori contributori di Caschi Blu tra i 192 paesi membri delle Nazioni Unite, questa sera ai diplomatici accreditati all'Onu i Carabinieri si sono presentati nella versione coi pennacchi bianchi e rossi sul cappello di 50 maestri componenti la Banda dell'Arma dei Carabinieri.
Il Palazzo di Vetro è stato teatro del concerto nell'ambito delle celebrazioni del Columbus Day, per rendere omaggio all'impegno dei Carabinieri e delle Forze Armate italiane in generale, impegnate nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.
L'ambasciatore presso le Nazioni Unite, Cesare Ragaglini ha salutato l'arrivo della Banda diretta dal maestro tenente colonnello Massimo Martinelli.
Erano presenti, tra gli altri, il presidente della 65.ma Assemblea Generale Joseph Deiss che al termine del concerto si è congratulato col maestro per l'impeccabile esibizione, il generale dei Carabinieri Leonardo Leso consigliere militare presso la missione all'Onu e il presidente dell'Associazione d'Arma a New York, Tony Ferri.
Un ingresso trionfale quello della Banda in alta uniforme sulle note dell'Aida di Verdi, cui sono seguite colonne sonore, brani di Rossini,Williams, Bizet, per chiudere la carrellata musicale con "Fedelissima", la marcia d'ordinanza dei Carabinieri.
La nascita dell'odierna famosa Banda risale al 1820 con un gruppo di 8 trombetti in seno al Corpo dei Carabinieri Reali, essenziali sia a cavallo che sul terreno per comunicare ordini in battaglia suonando gli strumenti.
Attualmente la Banda è composta da 102 esperti musicisti sotto la direzione del maestro Martinelli dal 2000.
Divenne una vera Banda completa nel 1920, acclamata per qualità e stile nelle piazze d'Italia e nel mondo, dall'Europa al Nord e Sud America, dal Medio Oriente all'Asia, la Banda dei Carabinieri ha riscosso successo ovunque proponendo un ricco repertorio fatto di composizioni conosciute in tutto il mondo che spaziano dalle marce militari tradizionali, alla musica classica e moderna.
Il Corpo dei Carabinieri è stato fondato nel 1814 come forza di plizia e militare e dal 1855 partecipa a missioni militari e di pace per mantenere o riportare la pace e sicurezza internazionale.
Attualmente 850 Carabinieri sono impegnati in operazioni in numerose parti del mondo, comprese alcune tra le aree più pericolose e destabilizzate sotto le bandiere delle Nazioni Unite, Nato e Unione Europea, tra cui Kosovo, Afghanistan, Haiti, Bosnia, Iraq e Libano.
L'Italia, in seno ai 192 paesi membri dell'Organizzazione, ricopre un ruolo chiave per il suo impegno alla pace nel mondo e grazie ai Carabinieri il nostro Paese è il maggiore contributore tra i partners dell'Unione Europea e dei G-8 per numero di Caschi Blu.


Nelle foto alcuni momenti del concerto nella Ecosoc Chamber dell'Onu e il presidente dell'Assemblea Generale Deiss (sin) con l'ambasciatore Ragaglini e il maestro Martinelli.


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