
di Riccardo Chioni
È stata la prima della prima per la Cantina Clavesana, al battesimo della Big Apple, preceduta però dalla fama di maggiore azienda produttrice di Dolcetto, che per l'occasione ha riunito al ristorante Del Posto operatori americani del settore e stampa specializzata.
La Cantina Clavesana raggruppa 350 produttori locali, è ben piazzata nel mercato italiano e recentemente ha deciso di varcare i confini nazionali, puntando dritto su quello a stelle e strisce, partendo da New York.
Anna Bracco, direttrice della cooperativa, ha raccontato la storia dell'azienda e gli obiettivi che si è data in un mercato bombardato da etichette mondiali, quale è quello americano dove tuttavia il consumatore sta affinando il proprio palato.
"È la premiere ufficiale negli Stati Uniti. Abbiamo iniziato a lavorare sui mercati esteri da poco e quello americano è senz'altro importante, ma crediamo anche maturo per i nostri vini. Ci è sembrato giusto far conoscere il Dolcetto. Tra pochi giorni il nostro vino sarà sugli scaffali a Eataly".
Tre milioni di bottiglie vendute all'anno di produzione Clavesana Siamo Dolcetto fatta dalle 350 famiglie che lavorano nella cooperativa fondata nel 1959 da 32 soci viticoltori, che ha superato felicemente la cinquantina lasciandosi alle spalle mezzo secolo di storia di successo.
I vigneti della cooperativa si estendono su una superficie di 500 ettari quadrati dove viene produtto il 90 per cento del Dolcetto. "Siamo la più grande azienda di Dolcetto sulla terra" sottolinea Anna Bracco.
"La nostra produzione - spiega - è venduta quasi tutta in Italia, ma abbiamo deciso di alleggerire il mercato nazionale per poter far conoscere il nostro prodotto all'estero".
Il vasto ed esigente mercato americano non intimidisce l'azienda di Madonna della Neve, in provincia di Cuneo.
"Penso che con i nostri numeri non dovrebbe essere una grande difficoltà, non sono né troppi, né troppo pochi. Il prezzo - aggiunge la direttrice - è buono, è un prezzo democratico. Pensiamo che i nostri prodotti hanno qualità-prezzo molto conveniente e vogliamo sperare che il consumatore rimanga affascinato nello scoprire di aver trovato di più rispetto a quello che avrebbe portato a casa con gli stessi dollari".
Nei programmi dell'azienda piemontese c'è un tour degli States per promuovere i prodotti letteralmente fatti da un esercito di vitivinicoltori formato da centinaia di famiglie.
"È una bella sfida. Sul mercato italiano dove siamo ben piazzati - conclude Anna Bracco - stanno arrivando altri vini e allora abbiamo pensato di rispondere all'importazione con l'esportazione e per farlo valutare meglio abbiamo cercato mercati nuovi come l'America".

Lidia Bastianich, regina dei fornelli, incoronata da decine di milioni di americani appassionati dei sui programmi in tivù, ha allestito il menù con lo chef per combinare piatti e vino.
"Dolcetto è un vino che mi è sempre piaciuto, che trova benissimo il suo psoto a tavola, senza grandi impegni e quindi - spiega Lidia ad America Oggi - lo abbiamo abbinato con la carne cruda razza piemontese che si alleva qui in Montana, con pasta caramelle di gorgonzola e poi la New York strip steak. A tavola tra cibo e vino ci deve essere armonia".
Sul piccolo schermo, sui libri, ai convegni, a Eataly, Upstate o Dontown, dovunque quando si parla di cucina italiana, il nome di Lidia è sulla bocca di tutti. È la cuoca-cantastorie della televisione pubblica americana che racconta la sua terra e le ricette. Come fa a dividersi in tanti ruoli in una giornata?
"È come essere un conduttore d'orchestra che dirige dei professionisti e tutti insieme producono armonia, senza contare mio figlio Giuseppe, poi Mario Batali ed una pattuglia di grandi collaboratori mi rendono i compiti più facili. Mi sto divertendo, sta filando tutto liscio, è una gioia".
Nella foto, a sinistra Lidia Bastianich e Anna Bracco.
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