domenica 27 febbraio 2011

"NY Post", 1.500 insegnanti sindacalisti costano all'erario 9 milioni di dollari






di Riccardo Chioni



Cade come il cacio sui maccheroni di Michael Bloomberg l’inchiesta pubblicata ieri in esclusiva dal tabloid “New York Post” che ha titolato “1.500 insegnanti pagati per svolgere attività sindacale e mancare in classe”.
Il cronista ha scritto che “applicando la allegra matematica della city, si prende soltanto un insegnante al prezzo di due”, a spese dei contribuenti.
Il Department of Education regolarmente retribuisce 1.500 insegnanti per il tempo che trascorrono nello svolgimento delle attività che il sindacato degli insegnanti richiede e, allo stesso tempo, paga altri insegnanti che vanno a sostituire coloro che assenti in aula.
Il “Post” riferisce che l’accordo con la mucnicipalità e il sindacato costa ai contribuenti newyorkesi qualcosa come 9 milioni di dollari l’anno per pagare i sostituti degli insegnanti che invece - a pieno stipendio - sono impegnati altrove ad occuparsi degli affari del sindacato United Federation of Teachers.
Per il sindaco Michael Bloomberg che si trova di fronte alla decisione di un licenziamento in massa di insegnanti per pareggiare il bilancio del 2012 ed altri ancora, è giunto il momento di mettere fine a questi che vengono definiti “stravaganti benefici”.
Ad iniziare da Dick Dadey, direttore esecutivo del gruppo Citizens Union, il quale sostiene che “sono quattrini buttati al vento” e aggiunge “in questi momenti di ristrettezze fiscali, è semplicemente ridicolo pagare due persone per svolgere il lavoro di uno”.
Stando all’articolo del “Post”, con i 9 milioni che escono dalle casse municipali per i sostituti si potrebbero piuttosto retribuire 198 nuovi insegnanti al salario attuale iniziale di 45 mila dollari.
Secondo il contratto collettivo di lavoro stipulato nel 2003, il Department of Education retribuisce un numero di insegnanti “anziani” che sono in classe assai poco con stipendi annui sui 100 mila dollari a cui si aggiungono anche rimborsi spese e 50 mila dollari del sindacato Utf che spetta a dirigenti.
Al restante dei 1.500 insegnanti-sindacalisti il contratto garantisce il lavoro a scuola pagato, mentre il sindacato rimborsa al DoE soltanto 900 mila dollari dei 9 milioni che lo stesso spende per rimpiazzare gli insegnanti assenti con sostituti.
Un anonimo preside si pone la domanda: perché con i 126 milioni di dollari che incamera il sindacato degli insegnanti dalle iscrizioni non copre i costi delle assenze, “visto che - sottolinea - il sindacato Uft ha i quattrini per fare pubblicità in televisione. Non dovrebbero andare invece al Department of Education?”.
Taglia corto sulla polemica il portavoce del sindacato United Federation of Teachers, Dick Riley dicendo: si tratta di accordi che sono comuni con i sindacati del pubblico impiego, istituiti attraverso accordi con la municipalità di New York.
Tutti cuciti a City Hall, anche il poratove del sindaco è abbottonato e assicura che non ci sono commenti da parte del primo cittadino.
Quanto valga in termini pratici nelle mani del sindaco lo scandalo messo in piazza dal “Post” lo sapremo solo quando Bloomberg inizierà a usare il taglione per eliminare migliaia di insegnanti.

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