
di Riccardo Chioni
La bufera lo ha seguito fino a Washington, dove oggi il governatore del New Jersey, Chris Christie ha partecipato al consueto appuntamento invernale della National Governors Association.
Anche lì ha trovato ad attenderlo un’atmosfera pittosto freddina, non a causa della dimostrazione che i sindacati gli avevano inscenato sotto le finestre a Trenton il giorno precedente, ma piuttosto per la sua “pesca concorrenziale” in altri stati, senza comprendere - sostengono - che la sfida del secolo non è la competizione tra stati dell’Unione, ma una realtà globale da affrontare.
A spazientire alcuni governatori dell’Asssociazione è stata la missione economica di Chris Christie effettuata all’inizio del mese nello stato dell’Illinois dove il prelievo fiscale è in salita, mirata a corteggiare un numero di aziende locali, prospettando ad esse vantaggiosi trasferimenti nello Stato Giardino.
La chairwoman della Nga, governatore democratico Chris Gregoire, resta sul diplomatico “non mi metto a criticare uno dei nostri governatori”, ma quello repubblicano del Nebraska esprime differente opinione “credo nella competizione tra stati e tra paesi, noi siamo pronti a competere”.
Venerdì oltre tremila dimostranti a Trenton avevano aderito alla manifestazione indetta dai sindacati che accusano il governatore di “voler fomentare la guerra civile della classe media”, ammassati di fronte alla Statehouse, anche in segno di solidarietà con i dimostranti del pubblico impiego del Wisconsin, sorreggendo cartelli con su scritto “fight the radical right”.
Quando la presidente del sindacato insegnanti Barbara Keshishian ha preso la parola di fronte a 3.100 dimostranti, ha detto “tutti gli abitanti del New Jersey sono colpiti, ma il governatore e i suoi sostenitori della destra stanno tentando di dare il via a una guerra civile della middle-class”.

Non li ha dissuasi neppure la pioggia a tratti torrenziale di venerdì mattina e per ore sono rimasti davanti alla Statehouse, in risposta all’appello del sindacato Afl-Cio contro la richiesta del governatore Christie di concessioni inerenti i benefici acquisiti dai dipendenti del servizio pubblico e per dimostrare solidarietà a quelli di settore del Wisconsin che da parte loro stanno battagliando contro il governatore Scott Walker che, pure, intende colpire lo stesso bersaglio.
All’inizio della settimana il governatore del Garden State aveva fatto osservare durante la presentanzione del bilancio che “i lavoratori del settore privato sostengono i ricchi benefici di quelli del pubblico impiego”, sostenendo altresì la necessità di un serio ridimensionamento degli stessi, sottolineando inoltre che la forza lavoro deve prepararsi a contribuire di più per i servizi sanitari e a ridurre i benefici per i futuri pensionati.
Al raid hanno preso la parola numerosi rappresentanti sindacali per contestare la situazione che si prospetta nel New Jersey, ma anche per consegnare alla tesoriera del sindacato Afl-Cio del Wisconsin, Stephanie Bloomingdale alcuni assegni destinati a sostenere la lotta in quello stato.
“La nostra è la vostra battaglia e la nostra lotta è per la middle class” ha detto la tesoriera del Wisconsin.

Tra la folla dei dimostranti e i gruppetti che si formano attorno ai sindacalisti, sembrava di ascoltare frasi che in questi giorni arrivano da lontano, da oltreoceano, che contengono però lo stesso motivo.
Il presidente nazionale del sindacato Afl-Cio, Richard Trumka non risparmia queste similitudini e sbotta “Christie è come Walker e altri governatori repubblicani, non sono stati eletti per fare i dittatori. Sono stati eletti per risolvere problemi, non per creare conflitti”.
A difesa del governatore era sceso in campo fuori dal Palazzo il senatore repubblicano Michael Dohetry di Warren, uno dei legislatori più conservatori che, sollecitato dai giornalisti, ha detto che la sofferenza per l’attuale situazione deve essere comune.
“Dobbiamo chiedere ai nostri dipendenti pubblici di partecipare ai sacrifi che gli altri contribuenti del New Jersey stanno affrontando” ha detto il senatore.
Una stellina del “tea party” ex candidata alla Camera di Trenton, Anna Little si è associata a sostegno di Christie, così anche Russel Cote del Bayshore Tea Party, il quale ha aggiunto “i sindacati pretendono la continuità di irrealistici benefici”.
Ma il coro degli slogan contro Christie e la destra gridati a poca distanza quasi sopprime le voci del sostegno, mentre per il governatore repubblicano dello Stato Giardino si prospetta una burrascosa primavera di lotta sindacale.
Nelle foto, dall'alto: la dimostrazione di venerdì a Trenton e il gov. Chris Christie.
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