di Riccardo Chioni
La coppa della Champions League troneggiava al centro, sopra, coi colori rosso nero sovrastava la sala lo stemma della squadra del cuore al ristorante Macaluso’s di Hawthorne, nel New Jersey, dove si è svolto il terzo appuntamento annuale del Milan Club, che ha consegnato a Charlie Stillitano il riconoscimento di “uomo dell’anno”. “Il Milan Club del New Jersey - ha detto il presidente Frank Giuliano - è una grande organizzazione che quest’anno ha superato le aspettative per numero di partecipanti al nostro dinner dance. Oggi, onoriamo Charlie Stillitano, un influente leader del mondo del calcio in cui ha lasciato la sua impronta con la sua presenza nella Fifa ai Mondiali del 1994 e con i MetroStars”. Alla cerimonia, oltre a 250 milanisti e amici, ha preso parte anche il congressman William Pascrel, il quale ha detto di apprezzare l’attività agonistica promossa dal Milan Club sotto la guida di Giuliano.

“Sono proprio onorato, perché queste persone sono veramente appassionate di calcio” ha detto Stillitano ad America Oggi. Oggi ha ricevuto gli onori dei tifosi del Milan, ma il cuore di Stillitano dove sta? “Sempre, prima in Italia e poi, siccome sin da piccolo papà mi portava a vedere la Juve, la sua squadra del cuore, ho seguito la tradizione. Ho iniziato quando avevo 10 anni ad appassionarmi a Gianni Rivera campione del mondo e ricordo che nel portafogli avevo la foto di lui e di Willie Mays del baseball”. Nel corso della sua brillante carriera ha però lavorato con il Milan nelle sette trasferte americane, la Juventus una volta e adesso, non si sbilancia, la rosa di squadre italiane che potrebbero arrivare in estate prevede Juve, Inter e Napoli. Non è una promessa che vale per tutte, sottolinea l’uomo dell’anno del calcio, ma dice di poter prevedere l’arrivo della Juve, il cui calendario sarebbe in via di definizione. “Adesso stiamo parlando con l’Inter e con il Napoli. Vedremo, in questo momento non posso avanzare altro, ma potrebbe anche esserci una grande opportunità” ha spiegato Stillitano. Forse non c’è persona più qualificata per rispondere alla domanda sulla salute del calcio a stelle e strisce. “È un momento delicato, perché penso che la Nazionale fa il pienone, soltanto qualche anno fa non andava nessuno allo stadio a vedere gli Usa. Adesso che la Nazionale ha una buona composizione, credo che il futuro sia roseo per il pallone, ma si deve ancora creare l’entusiasmo da stadio”. Nel mondo dei media, vuoi della carta stampata o di radio e tivù, secondo Stillitano nelle redazioni d’America si conta una parte infinitesimale di giornalisti specializzati nel gioco del pallone, rispetto alla stragrande maggioranza di loro, cresciuta imbevendo gli sport tradizionali americani. “Pensare che quando era ragazzo in America si contavano tre major sport: ippica, baseball e boxe. Ora la boxe è morta, l’ippica pure, è rimasto il baseball dopo basket e hockey. Poi è arrivato il soccer che, ne sono certo, supererà hockey per numero di spettatori”.

I Mondiali sono ancora lontani, ma Stillitano ha le idee chiare sulle due nazionali di qua e di là dall’Atlantico. “È un periodo molto, molto difficile per l’Italia. Sono stato molto contento quando ho visto l’incontro contro la Germania e l’altro ieri contro la Slovenia. Certo non siamo alle squadrone degli anni Settanta con Rivera, Mazzola e Facchetti” Poi ha raccontato che qualche giorno prima ha incontrato Pelé che ha parlato molto bene dell’Italia, che agli altri commensali ha fatto osservare che soltanto l’Italia può paragonarsi al Brasile. E a tale proposito, Stillitano sul mercato calcistico italiano ha detto “invece di crescere i giocatori italiani comprano i brasiliani e questo è un problema secondo me”. Per quanto riguarda il team nazionale americano, l’ex general manager dei MetroStars vede un momento strano. “I giocatori vogliono fare bene e per imparare vogliono andare in Europa per crescere, come Michael Bradley e Giuseppe Rossi: due ragazzi che hanno fatto un passo importante. Quindi, se vogliamo far crescere il calcio americano è necessario che invogliamo i giocatori a restare qua”.
Nelle foto: in alto la coppa di Champions League, l'on. Pascrell, a sin. Giuliano e Stillitano.
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minchia aoh
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