mercoledì 9 marzo 2011

Anziano aggredisce agente penitenziario fuori servizio dal barbiere e viene ucciso





di Riccardo Chioni




All’indomani della tragica fine del 77enne Carlo Calabro, freddato dal 25enne agente penitenziario fuori servizio Michael Mannini nel barbershop Naciones nel rione Bath Beach a Brooklyn in una scena degna di Martin Scorsese, i vicini raccontano di antiche dispute tra le rispettive famiglie e del collerico carattere dell’anziano.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Michael Minnini era seduto sulla sedia del barbiere Naciones Barbershop al 1706 Bath Avenue nelle vicinanze di 17th Avenue, quando verso le 2 pomeridiane di martedì nel mezzo del trattamento, è piombato all’interno come un forsennato Carlo Calabro brandendo una pistola calibro .25 semiautomatica, inveendo contro l’agente fuori servizio.
Il giovane agente è balzato dalla sedia, ha estratto la sua Glock calibro 9mm d’ordinanza mentre i due iniziavano il confronto fisico, cui dopo pochi istanti è seguita la successione di colpi d’arma da fuoco, 5 secondo alcuni testimoni.
L’anziano è stato raggiunto da 4 proiettili, uno dei quali lo ha raggiunto alla fronte, ma al momento la polizia non ha ancora riferito se Calabro abbia o no sparato e quanti proiettili in totale ha sparato l’agente penitenziario.
“Era riverso sul pavimento ricoperto di sangue” hanno raccontato testimoni all’interno e all’esterno del barbershop, richiamati dagli spari.
L’agente Minnini, in servizio da oltre due anni al George Motchan Detection Center a Rikers Island, tornato il silenzio ha chiamato il 911, è stato medicato al Lutheran Medical Center per ferite riportate durante la collutazione con Calabro e dimesso.
Enrique Perez, che abita al piano superiore, ha detto di avere udito gli spari e di essersi precipitato in strada dove ha incontrato Minnini che gli ha detto “quest’uomo stava per uccidere qualcuno. Era sul piede di guerra”.
Non si capisce ancora cosa abbia fatto scattare la follia di Carlo Calabro, anche se il vicinato mormora che l’anziano da sempre era un attaccabrighe notoriamente irascibile, mentre sul conto del suo vicino di casa Minnini si raccolgono solo apprezzamenti.
Chi lo conosceva bene racconta che Carlo Calabro non era più lo stesso da quando aveva perso il figlio Salvatore vigile del fuoco, negli attacchi al World Trade Center nel 2001.
Calabro, ex pugile ed ex pompiere, era temuto a Bay 13th Street dove abitava e dove era solito alle volte usare deprecabili misure per esprimere la sua rabbia, in particolare nei confronti della famiglia Minnini sua viciuna di casa da oltre tre decenni.
Gli investigatori sospettano che si sia trattato di una disputa tra famiglie in crescendo, terminata in tragedia dopo che l’antica ruggine si trascinava da due generazioni.
A fare saltare i nervi all’anziano Calabro sarebbe stata la costruzione di un muro divisorio di cemento alto 6 piedi tra il giardino di sua proprietà e quello della famiglia Minnini, dopo che a dividere la tensione non era più sufficiente la precedente recinzione di ferro.
Tra le famiglie Minnini e Calabro - riferiscono i vicini - c’era una guerra ad oltranza che proseguiva da decenni, per le ragioni quotidiane sovente futili e infantili, con una storia di esposti alla polizia che negli anni ammontano al numero di 14 e comprendono dalla contestata posizione dei contenitori della spazzatura ai mozziconi di sigaretta e anche in merito a dove il cane dei Minnini fa i suoi bisogni fisiologici.
Dal 1993 Calabro ha fatto 8 esposti alla polizia contro Minnini, mentre il padre dell’agente di 56 anni Stephen ne ha accumulati 6, tutti inerenti le “buone relazioni” tra due vicini di casa.
Carlo Calabro viveva da solo, ha due figli: uno è pompiere e l’altro detective. La mattina precedente la furiosa entrata dal barbiere, Carlo Calabro si era recato al 62nd Precint in cerca del figlio detective che tuttavia era fuori servizio e chi l’ha visto ha detto che era deluso, ma non mostrava alcun segno di follia imminente.
I vicini di Calabro riferiscono di momenti di impeti di collera, come quando anni fa minacciò con un’arma un vicino che stava lavando l’auto ostruendo l’accesso al suo driveway e, in un’altra occasione, aveva piegato i tergivetri dell’auto ad un automobilista che aveva parcheggiato troppo vicino al suo passaggio.
Quando invece i vicini sono chiamati a esprimersi sulla famiglia Minnini non trovano altro che complimenti. La famiglia che comprende Michael include il padre Stephen, ex agente di tribunale ora in pensione, il fratello di Michael, Jason in servizio come court officer, la mamma e la nonna.
Norman Seabrook, presidente della Correction Officers’ Benevolent Association, ha detto di sostenere la reazione dell’agente Minnini.
“Quanto accaduto a Brooklyn è un’orribile tragedia per entrambe le famiglie coinvolte. Tuttavia - ha proseguito Seabrook - l’Association crede fermamente che l’agente Minnini abbia agito per autodifesa quando improvvisamente ha visto messa in pericolo la sua vita dall’aggressore”.


Nelle foto, dall'alto: detective al lavoro fuori dal barbershop a Brooklyn, Michael Minnini e il luogo dove è avvenuta la tragedia.

RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA

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