
di Riccardo Chioni
Si è spenta all’età di 75 anni l’ex congresswoman di Queens Geraldine Ferraro, una delle figure italoemricane più significative, impresse nella storia politica degli Stati Uniti dal 1984, anno in cui salì sul podio per la nomination alla vice presidenza, prima donna aspirante alla seconda carica più importante del paese.
Geraldine Ferraro è spirata al Massachusetts General Hospital di Boston dove era sottoposta a trattamento per il cancro al sangue che stava combattendo da una dozzina di anni.
È deceduta in seguito a sopraggiunte complicazioni legate al mielopa multiplo che la stava consumando.
L’arrivo alla convention democratica di Geraldine Ferraro, con in dosso un candido vestito comprato a Orchard Street nella Lower East side di Manhattan e collana di perle, dicendo “ognuno può realizzare il sogno in America”, aveva elettrizzato l’elettorato femminile dormiente da cui aveva ricevuto un fervido sostegno.

E mentre lei guadagnava popolarità nazionale, la sua campagna elettorale a fianco del candidato alla presidenza Walter Mondale, tuttavia si presentava tutta ad ostacoli per Geraldine Ferraro, inseguita dai fantasmi di loschi affari di famiglia, soprattutto riguardanti certe frequentazioni del marito John Zaccaro e sospetti legami al crimine organizzato.
Il tutto contribuiva a dirottare l’attenzione dei media altrove, tranne che sulla campagna elettorale dove aveva espresso più familiarmente le proprie esperienze urbane e le impressioni personali, mostrando invece inesperienza in materia di diplomazia internazionale.

Rappresentava, comunque, una nuova razza della politica in gonnella, la prima candidata alla vice presidenza, a distanza di 64 anni dalla conquista del diritto di voto, precedendo di 24 anni l’exploit di Sarah Pelin.
Geraldine Anne Ferraro, nata il 26 agosto 1935 nella cittadina di Newburgh lungo l’Hudson River, unica femmina di 4 figli di Dominick Ferraro, titolare di un ristorante e Antonetta Corrieri.
È stata cresciuta dalla mamma ricamatrice dopo che il padre era morto per infarto quando Geraldine aveva 8 anni.
Uno dei fratelli morì poco dopo la nascita e un altro trovò la morte in un incidente stradale prima che nascesse Geraldine per la quale la mamma aveva già pianificato una vita migliore della propria.
Alla morte del marito, la mamma decise di vendere casa e ristorante per trasferirsi col figlio rimasto Carl e Geraldine nel Soth Bronx.
Le aveva fatto frequentare la scuola cattolica Marymount College prima a Terrytown e poi al college di Manhattan dove uscì col diploma in Legge nel 1960, iniziando ad insegnare in una scuola pubblica di Queens.
Sposò il marito John Zaccaro due giorni dopo aver superato l’esame “Bar” per l’ammissione all’albo degli avvocati, il 16 luglio 1960, decidendo di mantenere il suo cognome da nubile nella vita professionale e politica.
Geraldine Ferraro ha trascorso la prima dozzina di anni di matrimonio dedicandosi quasi interamente alla famiglia, dopo che erano nati Donna l’anno dopo il matrimonio, John nel 1964 e Laura di anni più tardi.
Solo quando nel 1973 un cugino di Geraldine Ferraro, Nicholas Ferraro era diventato procuratore distrettuale di Queens, aveva fatto domanda per diventare assistente procuratore, assegnata all’ufficio “special victims” ad indagare violenze sessuali, delitti contro anziani, bambini e donne vittime di abusi.
Quando la Ferraro in auto all’allora vice governatore Mario Cuomo confidò l’interesse per una sua candidatura ad un incarico pubblico, il saggio Mario le rispose “perché non al Congresso?”
E per la Ferraro l’opportunità giunse quando nel 1978 il deputato democratico James Delaney di Queens annunciò che non si sarebbe ri-candidato.
Alla Camera, durante i tre mandati ricoperti, la Ferraro aveva dimostrato qualità di leader tenace, senza peli sulla lingua e, anche se inizialmente relegata a commissioni minori, la sua forza la portò alla guida nel 1983 dell’influente Commissione bilancio.
Gli annali della politica americana la ricordano come la prima candidata alla vice presidenza che quando parlava di aborto diceva apertamente “se fossi incinta” e tra le sue osservazioni personali di politica internazionale aveva detto “come madre di un giovane in età di chiamata alle armi mi preoccupo non poco” trasferendo più volte il problema nazionale nell’ottica delle mura di famiglia.
Anche in campagna elettorale, nella sfida contro Ronald Reagan alla Casa Bianca, la Ferraro disse che il presidente “non è un buon cristiano, perché la sua politica colpisce gli svantaggiati”.
Dopo la sconfitta nel 1984 in casa Ferraro-Zaccaro continuavano però le trobolazioni, quando nel 1988 il figlio della coppia fu pizzicato a spacciare cocaina ad agenti in borghese mentre era studente al Middleburg College.
La battagliera democratica italoamericana divenne ambasciatrice delle Nazioni Unite in seno alla Commissione per i diritti umani durante l’amministrazione Clinton e per due anni, dal 1996 al ’98, era stata conduttrice del programma “Crossfire” in onda su Cnn.
Alla fine del 1998 le era stata diagnosticata la terribile malattia che sopprime il sistema immunitario ed era stata una delle prime pazienti ad essere sottoposta al trattamento medicinale “thalidomide”.
Anche il presidente Barack Obama ha voluto esprimere il proprio cordoglio scrivendo "ha rotto molte barriere per le donne e per tutti gli americani. Sasha e Malia cresceranno - ha aggiunto parlando anche a nome di Michele -in un mondo più giusto grazie a Geraldine Ferraro".
La Lady italoamericana della politica lascia il marito John Zaccaro, i tre figli Donna, John Jr. e Laura, oltre a 8 nipoti.
Nelle foto, dall'alto: Geraldine Ferraro, pubblicità elettorale e assieme al candidato Walter Mondale, Ferraro assieme a Matilda Cuomo, consorte dell'ex governatore Mario e mamma di Andrew attuale governatore dello stato di New York.
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