di Riccardo Chioni
Anche lei, come la Divina, è stata una ragazza prodigio e ora seguendo lo stesso percorso di Maria Callas, il soprano Felicia Bongiovanni punta dritto al Metropolitan.
Felicia Bongiovanni, a New York in occasione della mostra in corso all’Istituto di Cultura dedicata a Maria Callas, sua musa ispiratrice, di cui interpreta il repertorio, segue l’itinerario dell’esposizione che la porterà in Russia, Brasile e in Italia.
Della cantante siciliana si è letto e sentito, in Italia come negli Stati Uniti, da pubblico e critica, che ci si trova di fronte ad un fenomeno di somiglianza alla Divina in quanto a vocalità e presenza scenica.
“Molte volte si è sentito dire: ah la voce della Callas unica. In questo caso - risponde il soprano Felicia Bongiovanni - l’affinità è di repertorio, perché è difficilissimo unire questi due tipi di repertorio: di soprano d’agilità e drammatico. Avere questo talento è proprio un dono, si deve nascere così. E questo mi accomuna alla Callas che è stata la prima a rivoluzionare il teatro dell’opera per queste caratteristiche, perché si veniva classificati per l’uno o per l’altro”.
Per la Bongiovanni è stato naturale l’avvicinamento alla musica, la sua culla è stato il teatro Massimo di Palermo dove già da piccola la portavano periodicamente i genitori, prima di trasferirsi a Bologna per proseguire gli studi al conservatorio.
“Sono contentissima della scelta che ha fatto Bruno Tosi di portarmi con sé per la mostra dedicata a Maria Callas, per la divulgazione di questa grande artista dell’opera. Con la Divina condivido un’altra caratteristica. Oltre al repertorio, abbiamo in comune l’amore e dedizione e senso sociale. È un dono anche questo”.
“Il mentore della Callas, Tullio Serafin le diceva salendo sul palco: adesso non pensare più a nulla, in scena dedicati solo ad interpretare. Lo si può fare solo quando si è raggiunto uno studio musicale e tecnico tale che quando arrivi all’interpretazione, lì avviene la magia. La Callas, per questo è ricordata come la Divina”.
La terza caratteristica che accomuna le due cantanti liriche è la divulgazione: la Divina ha avuto la sua parte nel secolo scorso, il soprano Bongiovanni vive al suono del XXI secolo.
“Rapportata alla nostra epoca, dove la lirica di riferimento non è più come una volta, si fa fatica a veicolare il melodramma come cultura. Ho voluto superare i confini che ci venivano imposti di restare vincolati al mondo della lirica, comunicando l’opera in modi diversi e ho sempre avuto un responso ottimo dal pubblico. Questo - precisa - mi ha dato un po’ la forza di superare questa ritrosia che mi aveva lasciato il conservatorio”.
Ribelle al rigore imposto, Felicia ha scelto di cantare l’opera anche in luoghi non deputati e con artisti di generi diversi, dal jazz al pop, dal soul alle arie sacre, sperimentando ogni aspetto musicale
“Per questo impegno di portare, sempre come cantante lirica, ho cantato il mio repertorio anche in luoghi non comuni, in diverse trasmissioni radio e in televisione, andando controcorrente a trovare il pubblico, così come andava controcorrente Maria Callas e gliene dicevano, gliene hanno fatte passare di tutti i colori”.
Il soprano siciliano ha anche rotto un solido baluardo che - da quando storia ricorda - è sempre stato appannaggio dei tenori, la celeberrima aria “Nessun dorma” da “Turandot”.
“Sono stata la prima donna a fare ‘Vincerò’, così la chiamo io, perché quando l’aria la canta il tenore dell’opera è ‘Nessun dorma’. È piaciuta, si sono alzati in piedi. L’Italia si sta aprendo a questa contaminazione più legittimata dalle autorità, mettiamola così, anche in tivù. Anche Pavarotti diciamolo, aveva molto sofferto di emarginazione”.
Immaginabile quindi l’aspirazione sentimentale di Felicia che, oltre al Met, punta a cantare al Teatro Massimo di Palermo.
“È chiaro, perché il Massimo è come La Scala, sono teatri dove c’è tutta la storia, la culla un po’ dell’opera lirica. Mi auguro solo che il desiderio si avveri il più presto possibile, con una ‘Tosca’ o una ‘Traviata’, è quello a cui miro”.
Intanto, per celebrare martedì grasso, Licia sarà a Venezia la settimana prossima per ripetere il seccesso dello scorso anno con 70 mila persone in piazza San Marco.
Nelle foto: Felicia Bongiovanni.
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