mercoledì 2 marzo 2011

Lezione di "nonna" Lidia in una scuola elementare di Harlem a 200 alunni che studiano italiano






di Riccardo Chioni




Harlem, ore dieci, lezione di italiano fuori dal comune stamani per duecento alunni nell’auditorium della scuola elementare Our Lady of Lourdes dove, per accogliere la celebre ospite, avevano praparato un cartello con scritto “Welcome Ms. Lidia”.
In questa scuola cattolica che serve la comunità di Hamilton Heights attorno a West 143rd Street, la maggioranza dei ragazzini - da pre-kidergarten alla IV elementare - è di origine afroamericana o ispanica.
Quella della Our Lady of Lourdes è una di quelle storie di successo che si perde nel tempo. Anno di fondazione 1912, quasi un secolo di insegnamento, di quelli che ogni genitore sogna per i propri figli a scuola.
Vanta una solida reputazione accademica abbondantemente riconosciuta, nessuno studente paga per la colazione e il pasto caldo, la maggior parte degli alunni proviene da famiglie che vivono a livello di povertà.
La sua eccellenza accademica è stata segnalata dall’istituto Middle States Accreditation che ha posto sulla pagella di Our Lady 4 stelle su un massimo di 5 nel suo ranking www.ourladyoflourdesschool.net.
Lidia Bastianich è entrata presentata da celebrità che è nella vita, accolta con un caloroso coro di benvenuta e applausi e al termine della “lezione” la famosa chef è uscita che era diventata la nonna di tutti.
Dopotutto, da dove iniziare a parlare italiano se non in cucina dove termini come spaghetti e mozzarella sono entrati di prepotenza nelle case e nel linguaggio comune mondiale.
E Lidia, che è regina in cucina, è partita rispondendo alle domande dei ragazzini che in italiano le chiedevano quale è la regione che le piace di più, quale il piatto di pasta preferito, se si reca in Italia e altro ancora, in una gara a porre domande per soddisfare la curiosità sul Paese che hanno scoperto e di cui si sono immediatamente innamorati, così come della sua lingua.
Our Lady of Lourdes è una di un centinaio di scuole disseminate nell’area metropolitana (NY, NJ e CT) dove oltre 28 mila studenti seguono corsi di lingua italiana, grazie ai finanziamenti e al sostegno didattico del Italian American Committee on Education.
Lo Iace è un ente non profit che opera con fondi del governo italiano e sotto la supervisione del console generale Francesco Talò - rappresentato dalla consorte Ornella - con l’obiettivo di promuovere lo studio della lingua e della cultura italiana www.iacelanguage.org.
Luciana Curti insegna italiano da settembre, da quando la scuola ha ottenuto un grant dallo Iace, i suoi allievi hanno da 4 a 9 anni e si contano nell’ordine di 200.
“Abbiamo diverse classi per il bel numero di studenti. Non si contano italoamericani tra loro. Questa è una bellissima esperienza perché a questi bambini si dà l’opportunità di entrare in contatto con un’altra cultura, nello specifico quella italiana a cui tengo particolarmente. Lo Iace - precisa Luciana Curti - ha premiato questa scuola che altrimenti non avrebbe avuto l’opportunità di offrire corsi di italiano. Sono bambini di famiglie ispaniche, afroamericane e c’è una percentuale anche di atre etnie”.
Braccia sollevate per fare domande, occhi puntati su Lidia che legge il suo ultimo libro per ragazzi “Nonna, raccontami una storia” e, anche quando sembrerebbero disattenti, basta un sollecito e scattano come molle dimostrando che non avevano perso una parola.
“È molto interessante per i bambini vedere e fare il confronto con diverse culture e diverse lingue. E soprattutto - sottolinea l’insegnante - i bambini che vengono da un background con lingua spagnola sono, in un certo senso facilitati, ma dall’altro tendo a specificare le differenze tra le due lingue e dare loro l’opportunità di capire che ci sono diversi modi di esprimersi e di entrare in contatto con il mondo”.
Lidia Bastianich, autrice di bestseller, protagonista di programmi televisivi, titolare di una catena di ristoranti di successo e co-fondatrice del maxi-emporio Eataly, è subito di casa: Miss Lidia, Miss Lidia, è tutto un chiamare il suo nome per sentire una nonna che si esprime come se stesse con i suoi nipotini.
“Sono molto coinvolta con i bambini - racconta Lidia -, non solo perché ho nipotini, ma perché mi dedico ai bambini autistici, cucino con loro e ho letto anche ai bambini di una scuola cattolica di Long Island. Ho la necessità di essere a contatto con la gente, comunico molto bene con i bambini. Ho visto che erano tutti attenti e mi sembrava di essere con tanti nipotini ad ascoltarmi. Mi è piaciuto, è stato bellissimo”.
Il presidente dello Iace Berardo Paradiso, accompagnato dal console aggiunto Lucia Pasqualini, ha salutato gli studenti ed ha poi spiegato il duplice compito dello Iace.
“Dobbiamo instaurare programmi di italiano presso le scuole pubbliche e cattoliche per 3 anni. Il numero di studenti nella Tri-State-Area che fruiscono dei fondi Iace è di 28.500, ma se contiamo quelli che hanno già fruito e continuano a studiare italiano raggiungiamo 42 mila bambini”.
La scelta della scuola elementare di Hamilton Heights non è casuale spiega Paradiso.
“Noi cerchiamo di aiutare le scuole che hanno più bisogno e altre che hanno studenti figli di italoamericani, perché questo è lo spirito nel preservare la lingua dei nonni. Siamo qua - aggiunge Paradiso - perché una delle nostre visioni è di estendere la lingua italiana presso altre etnie, spiegando che l’Italiano non è più una lingua legata all’emigrazione, ma è una lingua di cultura”.
La “lezione” di Lidia è una delle numerose iniziative promosse dallo Iace, tra cui “Tutti all’opera” a cui partecipano ogni anno migliaia di studenti che assistono a spettacoli messi in scena da Dicapo Opera Theatre a Manhattan.
La lingua italiana è una delle più richieste dagli studenti delle scuole medie superiori di New York - secondo le ultime statistiche dell’American Council on the Teaching of Foreign Languages - dopo cinese e prima del francese.


Nelle foto, dall'alto: Lidia Bastianich risponde ad una studentessa, gruppi di allievi, l'insegnante Luciana Curti, Lidia legge "Nonna, raccontami una storia". Nel gruppo, da sinistra: Ornella Talò, Lucia Pasqualini, Berardo Paradiso e Lidia con alcuni studenti.


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