domenica 6 marzo 2011

Nella classifica delle città più rudi, Staten Island si piazza al 17.mo posto






di Riccardo Chioni




Alla perenne tribolata e ridicolizzata Staten Island, più conosciuta fino a qualche anno fa per l’immensa discarica a cielo aperto che si vedeva dal satellite e più recentemente balzata alle cronache per atti di intolleranza razziale e anti-gay, si aggiunge ora un altro “appellativo” che gli abitanti dell’isola non apprezzano.
Secondo una statistica redatta dal social network regionale FourSquare, Staten Island risulta trovarsi alla 17.ma posizione della triste classifica delle città più rudi del mondo.
E pensare che per alcuni minuti l’isola nella baia di New York domenica scorsa era riuscita a mettersi in vista in mondovisione, in occasione dell’assegnazione degli Oscar a Los Angeles, quando il coro di una trentina di ragazzini della scuola PS 22 di Staten Island aveva chiuso tra gli applausi la diretta tivù.
Ma quella buona impressione durata il tempo di una canzoncina che aveva portato alla ribalta Staten Island si è annebbiata quando gli abitanti si sono svegliati in questo fine settimana trovandosi appiccicato addosso l’ingiurioso appellativo di gente rude.
FourSquare è un app-mobile che consente di seguire i movimenti delle persone 24 ore al giorno quando si recano al ristorante o al bar, al parco e in altri luoghi, per far sapere ad amici e a FourSquare dove l’interessato si trova e da dove esprire il giudizio sulla propria esperienza.
Secondo il blog di FourSquare, la lista delle località più rudi è stata compilata in gran parte dal calcolo di quante volte gli utenti usano parolacce nelle proprie comunicazioni.
Un esempio è la guida lungo le strade di Staten Island dove gli automobilisti non esitano a maledire in malomodo chi si pone sulla loro via o chi viene apostrofato perché prudentemente obbedisce al limite di velocità.
Il gesto del dito della mano alzato pare sia il saluto preferito nell’isola e quando si arriva al mall sono i più giovani ad usare il linguaggio formato da un’interminabile raffica di parolacce all’indirizzo di amici e trasmesso attraverso i messaggi dal telefonino.
Certo questa brutale classificazione che pone Staten Island tra le 20 più rudi città del mondo punge più delle altre “qualità” che in passato l’avevano caratterizzata.
La discarica l’aveva realizzata la municipalità, il lezzo che emanava proveniva dalla spazzatura di altri e per questo non si poteva biasimare gli abitanti di Staten Island.
Ma l’aggiudicarsi tale nomea è invece frutto della gente che la abita.


In giallo Staten Island e la discarica.

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