giovedì 7 aprile 2011

In mostra al Museo italoamericano a Little Italy la Madonna di Pietranico restaurata








di Riccardo Chioni



Mentre il presidente Napolitano visitava l’Aquila a due anni dal terremoto, all’Istituto Italiano di Cultura di Park Avenue veniva presentato mercoledì il restauro della Madonna di Pietranico, una statua di terracotta quasi completamente distrutta dal sisma, in mostra da ieri al Italian American Museum, promotore della raccolta fondi per salvare questo capolavoro.
All’Istituto di Cultura, presenti il direttore Riccardo Viale, il console generale Francesco Talò e Mario Resca direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero, gli esperti di restauro e conservazione hanno spiegato nei dettagli le delicate operazioni di recupero e restauro portati a termine sotto la guida di Elisabetta Sonnino.
“L’impresa è iniziata poco più di un anno fa a seguito del terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo e questa è un’opera molto fragile che era conservata al Museo Nazionale di Abruzzo al Castello. A seguito del terremoto - ha spiegato la restauratrice Sonnino - si è frantumata e il danno è stato gravissimo. Parliamo di 24pezzi più grandi e tantissime schegge. L’intervento è durato un anno e due mesi. Ho avuto molti valenti collaboratori, tra cui il Cnr di Pisa che ha preso parte alla restituzione virtuale”. La restauratrice ha sottolineato l’importanza delle tecniche tridimensionali per restituire all’opera la posizione originale.
“È stato determinante durante il lavoro fare delle prove di ricostruzione in 3D, senza dover maneggiare e manipolare troppo i pezzi per un problema conservativo. Secondo me - ha aggiunto - è molto importante sottolineare che questa è un’occasione di intervento in cui si rivela l’eccellenza nel settore della conservazione. Si tratta di aver ricostruito un’opera, ma la cosa più importante è stata l’idea che ho sempre caldeggiato, di ricostruire la memoria storica di questo oggetto di culto, devozionale. Tant’è che siamo andati ad intervistare gli antichi abitanti di Pietranico per farci raccontare le storie, per capire il valore di quest’opera, ancora più importante adesso a seguito di un evento così disastroso”. L’idea è stata non solo di rimettere assieme i pezzi, ma piuttosto di ricostruire un segno anche simbolico per la collettività.
“Sono stati fatti tutti i percorsi conoscitivi possibili di questa terracotta policroma che era già stata restaurata più volte precedentemente, però da queste piccolissime scaglie ho potuto rilevare che era molto preziosa. Infatti - ha proseguito Sonnino - sono state scoperte tracce di foglia d’oro e di argento per la veste. Quindi, un’alternanza di decori molto raffinata”.
La statua misura 4 piedi in altezza, pesa circa 400 libbre ed è esposta al pubblico fino al 2 giugno al Italian American Museum al 155 Mulberry angolo Grand Street, per saperne di più: www.italianamericanmuseum.org.
“È una Madonna adorante con le mani giunte, che un tempo aveva in grembo il bambino, sottratto dagli anni Trenta, a seguito di un precedente restauro” ha osservato la restauratrice.
Non è stato possibile trasferire la terracotta all’Istituto di Cultura per la presentazione - è stato spiegato - per impedimenti relativi alla copertura assicurativa. La statua è infatti assicurata per 500 mila dollari e non può essere rimossa dall’istallazione museale.
Resca, da diversi giorni in America per incontri con musei e istituzioni, ha definito l’opera “il nuovo ambasciatore dell’Abruzzo negli Stati Uniti”.
Lucia Arbace, soprintendente per i beni storici dell’Abruzzo e direttrice dei lavori di restauro, visibilmente emozionata, ha spiegato perché è caduta la scelta proprio quest’opera da restaurare con i fondi raccolti raccolti dalla collettività italoamericana.
“È stata scelta - ha detto - anche perché era stata esposta al G8 a l’Aquila. L’avevano vista tutti e tutto il mondo. Così, quando è venuto Scelsa abbiamo discusso su quale opera restaurare e quasi spontaneamente si è arrivati a questa scultura, perché ormai era carica di molti simboli. Se l’è persa il presidente Napolitano nella sua visita perché rimarrà a New York fino a giugno”. Si è trattato di un’opera di restauro che ha richiesto anche la ricostruzione di una mano della Madonna sfruttando uno dei pochi forni per terracotte del Cinquecento ancora in attività in Abruzzo.
Entusiasta Joseph Scelsa, presidente e fondatore del costruendo Italian American Museum nel cuore storico di Little Italy, per l’inaspettato affidamento della preziosa statua per quasi due mesi.
“Il terremoto aveva suscitato grande dolore e quando la gente ha cominciato a chiamarci per chiedere cosa poteva fare per aiutare, abbiamo deciso di accendere un conto sul quale sarebbero stati versati i contributi e immediatamente sono iniziate a piovere donazioni. A partire da alcuni componenti italoamericani del consiglio comunale di New York - ha precisato Scelsa - e il giorno successivo eravamo sommersi di corrispondenza da ogni parte d’America. Abbiamo raccolto 110 mila dollari che abbiamo consegnato personalmente alle autorità abruzzesi”.
Scelsa ha spiegato di non aver fatto alcuna richiesta particolare sulla destinazione dei fondi, ma l’idea era di restaurare un’opera d’arte “e immediatamente abbiamo compreso l’importanza del gesto”.
“Abbiamo contribuito a preservare un tesoro culturale che appartiene a tutta la gente. Quest’opera era stata distrutta ed ora è restituita in tutta la sua bellezza al mondo intero, grazie al contributo di tanti negli Stati Uniti, la Madonna di Pietranico è ambasciatrice culturale dell’Abruzzo nel nostro Museo dove aspettiamo un grande afflusso di visitatori” ha detto il presidente Scelsa.
È possibile visionare il video del restauro su YouTube: www.youtube.com/watch?v=hzJiLv7eyi4.


Nelle foto, dall'alto: Joseph Scelsa mostra la Madonna al Museo restaurata, Riccardo Viale, Francesco Talò e Mario Resca, Lucia Arbace e Elisabetta Sonnino.


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