di Riccardo Chioni
“È davvero un venerdì santo” ha commentato ieri il console generale Francesco Talò durante la cerimonia della donazione da parte di Settimo Guttilla di un assegno di oltre 42 mila dollari al Memorial Sloan Cancer Center di Manhattan.
L’imprenditore di Elmwood Park nel New Jersey lo scorso anno aveva promesso di donare 80 mila dollari per la ricerca contro il cancro a due istituzioni altamente qualificate, impegnate nella ricerca, attraverso la “Antonina Guttilla Foundation” intitolata alla moglie Nina recentemente scomparsa, stroncata da tumore diffuso.
A novembre la famiglia Guttilla al completo aveva partecipato alla cerimonia di consegna di 40 mila dollari al Hackensack University Medical Center for Cancer e ieri si è presentata con un assegno da 42.377 dollari.
Settimo, a nome di tutti i partecipanti alla raccolta fondi, ha consegnato la cifra nelle mani della dottoressa Caterina Pietanza dirigente del reparto, accompagnata dal dottor Vincent Miller e Julia Schwartz delle pubbliche relazioni del centro di Manhattan.
“La Nina adulta ci ha lasciati anzitempo, ma ora ne abbiamo una che ha solo 9 mesi, la piccola Nina figlia di uno dei miei tre figli” ha detto Settimo Guttila che indossa la cravatta nera in segno di lutto per la perdita della sua compagna di vita.
Assieme a lui c’era anche il consultore della Regione Calabria, Peter Caruso e i figli di Settimo e Nina, Giuseppe sposato a Lisa, Girolamo marito di Michele, Sandro con Tercia e le tre nipotine, la nuova generazione che ha tutto da imparare da una famiglia che nel tempo ha sicuramente lasciato una genuina impronta positiva in seno alla collettività italoamericana dell’area metropolitana.
Forse vale la pena ricordare che Settimo con la pala in mano aveva lavorato alla realizzazione delle Torri Gemelle, appena arrivato a New York e, a distanza di quattro decenni l’uomo che allora s’era rimboccato le maniche in cerca di lavoro, oggi è il più stimato distributore della pasta Barilla e questo è solo uno dei tanti marchi che la sua azienda E&S Foods rappresenta. È divenuto un personaggio tale che lo stesso Guido Barilla lo porta come esempio di vita e affari dovunque si rechi nel mondo.
Lo scorso novembre il figlio Joseph, 37 anni d’età, si era cimentato nella NYC Marathon per raccogliere fondi da destinare ai due centri di ricerca di Hackensack e di Manhattan, riuscendo a superare se stesso, sia nel compimento delle 26 miglia di percorso, che nella corsa verso il traguardo di 80 mila dollari.
Nella foto, da sinistra: Peter Caruso, Francesco Talò, Settimo Guttilla, i figli con le rispettive mogli e bambine e, al centro Vincent Miller e Caterina Pietanza con l’assegno.
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