di Riccardo Chioni
In molte case dell'area metropolitana tra oggi e domani entra una fresca boccata di italiano in più, letteralmente.
Protagonisti del movimento un centinaio di studenti dei corsi di lingua italiana sponsorizzati dallo Iace, che si divertono imparando a cucinare parlando italiano in tema di cibo, presso la Italian Culinary Academy sotto la guida della chef Hayley Stevens.
Oggi è stata la giornata del New Jersey, domani partecipano alla lezione di italiano in cucina altri studenti di New York e Connecticut in età tra 13 e 15 anni.
Nel teatro della prestigiosa accademia gli occhi dei giovanissimi sono puntati sulla chef che illustra gli ingredienti freschi per la preparazione dalla classica e semplice pasta al pomodoro, parlando anche delle qualità nutrizionali della ricetta, riuscendo a calamitare l’attenzione della platea.
Molto giovane anche l’insegnante chef Hayley laureatasi presso la titolata scuola culinaria di Alma in provincia di Parma, con esperienze professionali in ristoranti italiani, tra cui Don Alfonso 1890 sulla Costiera Amalfitana.
E c’è da scommettere che alcuni di questi ragazzi vorranno mostrare tra le mura di casa ciò che hanno imparato, altri faranno sfoggio dei termini appropriati a tavola e forse, per altri ancora, questa iniziativa funzionerà come stimolo per innamorarsi dei fornelli.
Ad organizzare la due giorni di lezioni è l’Italian American Committee on Education, meglio conosciuto come Iace, l’organizzazione non-profit che promuove lo studio della lingua e cultura italiana sostenendo corsi in un centinaio di scuole dell’area metropolitana di New York, New Jersey e Connecticut con oltre 28 mila studenti iscritti.
Lo Iace opera con finanziamenti del governo italiano, è sotto la supervisione del Consolato Generale e non è nuovo ad iniziative originali per avvicinare gli studenti all’apprendimento della lingua italiana, come ad esempio “Tutti all’opera”, un programma che ha già visto partecipi migliaia di studenti.
L’idea dell’italiano in cucina ha attirato l’attenzione di un inaspettato numero di studenti aspiranti conoscitori della salutare e sempre più apprezzata dieta mediterranea.
Tanto, da costringere lo Iace a inventare una sorta di lotteria per pescare i nomi tra le varie centinaia di richieste di partecipazione.
“Quest’anno, purtroppo - fa osservare Paradiso - possiamo portare soltanto un centinaio di ragazzi, ma ci siamo già attrezzati meglio per l’anno prossimo dove prevediamo di dare lezione di cucina alla Italian Academy a seicento studenti”.
Questa ultima iniziativa segue l’ormai affermato programma “Tutti all’opera” che ha già visto la partecipazione di almeno due mila studenti a rappresentazioni messe in scena dal Dicapo Opera Theatre di Manhattan.
“Un altro modo per invogliare i ragazzi alla conoscenza della nostra lingua e cultura, in un’età in cui gli studenti iniziano a pensare anche all’Advanced Placement Program, che prevede di sostenere nei licei americani esami di lingua italiana validi per il prosieguo degli studi universitari” sottolinea Paradiso.
L’impegno dell’ambasciatore a Washington Giulio Terzi di Sant’Agata, dello Iace e della comunità italoamericana ha portato - a partire dall’anno scolastico 2011-12 - alla re-introduzione dell’AP Program in Italian Language and Culture nelle scuole americane.
Le statistiche parlano chiaro: le classi di italiano nell’area metropolitana stanno aumentando, mentre la lingua francese ha ceduto il passo e, anche se quella cinese è in testa, l’italiana è tra le più richieste nelle scuole medie superiori di New York.
In realtà gli studenti che imparano italiano nelle scuole della Tri-State-Area sono oltre 40 mila, ma lo Iace conta solamente quelli “nuovi” di corsi e non il numero complessivo delle scuole che proseguono l’iniziativa.
L’imperativo è: promuovere il Sistema Italia nel suo insieme. “I ragazzi - prosegue Talò - diventeranno acquirenti di prodotti italiani autentici, diventeranno turisti in Italia e diventeranno persone legate all’Italia per i prossimi decenni”.
La lingua è certamente lo strumento principale e “per noi è una priorità strategica” assicura il ministro.
“Ha bisogno di essere sostenuta da altri stimoli e, in questo caso, gli studenti sono presi per la gola col successo straordinario della cucina italiana” aggiunge il Console Generale spiegando che “la creatività non ha confini, dopo l’opera e la cucina possiamo parlare di cinema e dei temi che possono essere di interesse e stimolo per i ragazzi per avvicinarli alla lingua e cultura italiana”.
Nelle foto, dall'alto: il teatro della Italian Culinary Academy, la chef Hayley Stevens, particolari di studenti e il console generale Francesco Talò.
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