sabato 14 maggio 2011

L'on. Fabrizio Cicchitto "non faccio pronostici sulle amministrative"






di Riccardo Chioni



Scambio di omaggi ieri a Le Cirque tra l’on. Fabrizio Cicchitto e il presidente del Gruppo Esponenti Italiani, Lucio Caputo.
Per il capogruppo dei deputati de Il Popolo della Libertà il tradizionale “GEI Friendship Award”, a Caputo una targa della Camera a ricordo dell’incontro a New York.
Lucio Caputo ha tracciato il profilo dell’on. Cicchitto, dalla nascita a Roma, agli studi in Giurisprudenza alla Sapienza, alla sua attività politica negli anni Sessanta,prima di diventare esponente del Partito Socialista Italiano. Nelle elezioni politiche del 2008 Cicchitto è stato nuovamente eletto alla Camera e attualmente è alla sua sesta legislatura.
Assieme a Le Cirque anche gli on. Amato Berardi e Osvaldo Napoli, il console generale Francesco Talò.
Al podio Cicchitto parla delle difficoltà del Paese, delle sue contraddizioni, del clima velenoso in politica e anche della magistratura “che un tempo non c’era”.
“Questo non è il momento più indicato per una rappresentazione oggettiva quale invece io mi rendo conto uno deve fare della situazione italiana, siamo nel corso di una campagna elettorale che costituisce uno dei paradossi della situazione italiana, nel senso che non siamo ancora riusciti neanche a razionalizzare il nostro sistema in modo tale che le elezioni amminstrative si svolgano tutte in unla medesima tornata. Nella realtà italiana - sottolinea - viviamo questo paradosso: che abbiamo le elezioni politiche massimo momento di verifica, le elezioni europee, anch’esse momento rilevante perché comunque hanno un andamento e carattere nazionale, le amministrative che però non si svolgono in un’unica scadenza, ma sono spezzettate per cui l’Italia vive perennemente in campagna elettorale”. E a proposito delle imminenti amministrative dice di non fare pronostici.
“La verifica fondamentale - spiega Cicchitto - verrà verificata su quattro grandi città: Milano, Napoli, Torino e Bologna, poi province e comuni minori, ma questo non finisce oggi, perché il prossimo anno avremo un’altra tormnata dello stesso tipo e quindi, in una situazione nella quale, come vi è evidente, c’è una polarizzazione forte dello scontro politico, accade che queste elezioni amministrative divengono un grande sondaggio e quindi un momento di verifica che va anche aldilà del loro peso obiettivo”.
Passando a parlare più in generale della situazione dell’Italia, del sistema politico ed economico, inizia proprio da quest’ultimo.
“Stiamo misurando il carattere propagandistico di una interpretazione banalmente ottimistica del termine globalizzazione. Salta uno schema culturale-ideologico su cui si sono per certi aspetti incrociate sia un’analisi liberista, sia una neo-marxista. Per certi aspetti l’Europa è nella globalizzazione è un’area con notevoli difficoltà e in questa difficoltà, c’è certamente anche l’Italia”.
Ai rappresentanti del Sistema Italia, delle istituzioni e ai giornalisti di New York il capogruppo del Pdl spiega cosa ha fatto il governo negli ultimi anni.
“È riuscito a fare una cosa e non è riuscito a farne un’altra, per valutarle oggettivamernte. È riuscito a fare una roba che, viste le premesse, è un’operazione di grandissimo rilievo: ha messo il Paese in una situazione di sicurezza rispetto a possibili derive che ci posso essere dal punto di vista della speculazione finanziaria rtispetto alle crisi che ci sono state del 2008 nei paesi anglosassoni e del 2010 concentrata sull’euro e sull’Europa. L’Italia, allo stato attuale, è in una situazione di sicurezza come non sta il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda, per non parlare della Grecia che è in una situazione assolutamente drammatica. Questo lo abbiamo fatto con tagli linerari di spesa pubblica che vengono contestati, ma rispetto alla necessità e all’esigenza di fare delle operazioni forti e dure, il taglio lineare alla spesa pubblica non ha alternative”. Infine parla degli scontri politici e del duro bipolarismo “italian style” e un settore della magistratura “demonizzante”.
“Tutto questo - sostiene Cicchitto - come traduzione ha uno scontro politico in Italia, durissimo. Il nostro bipolarismo è uno tra i più duri. La lotta politica in Italia rispetto agli altri paesi auropei è quello dove c’è una lotta più dura. Mia valutazione del tutto personale, questo deriva fondamentalmente al netto di altri elementi secondari, dal fatto che da 1994 c’è un intervento di un settore della magistratura che non c’era e questo rende il termine di demonizazazione e di scontro radicalizzato, ne accentua le caratteristiche. Non faccio previsioni sui risultati, mi auguro essendo io di parte per definizione, visto anche il ruolo che svolgo e mi auguro che da queste elezioni il governo ne esca consolidato”.
Conclude dicendo “esprimo la mia invidia per gente come voi che ha la possibilità di vivere in una realtà così interessante e così importante quali sono gli Stati Uniti e specialmente New York”.


Nella foto in alto: Osvaldo Napoli, Amato Berardi, Alma Laias, Fabrizio Cicchitto, Lucio Caputo e Francesco Talò. Nell'altra Caputo consegna il Gei Friendship Award a Cicchitto.


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