martedì 3 maggio 2011

A Nissan il contratto da 1 miliardo di dollari per i "Taxi del futuro" ed è subito polemica







di Riccardo Chioni



Il sindaco Michael Bloomberg stamani a City Hall ha annunciato che il “Taxi del futuro” sarà un comune minivan prodotto da Nissan dipinto di giallo a forma di scatolone che di futuristico non ha nulla, provocando un polverone che si prospetta un’inchiesta sul procedimento di selezione.
Bruciate quindi le candidature di Ford, che a sua volta aveva proposto un box-minivan e del modello avveniristico V1 della turca Karsan che aveva annunciato il trasferimento della catena di montaggio a Brooklyn creando 800 nuovi posti di lavoro.
Bloomberg stesso ha definito il modello di Nissan un “boxy vehicle” che però dipinto del tradizionale giallo taxi diventerà un’icona di New York come lo è stato il Checker di un tempo.
Il “Taxi del futuro” Nissan NV200 sarà dotato di tettuccio panoramico per consentire a turisti e passeggeri di guardare la City col naso all’insù, mentre per coloro che non riescono a staccare la spina neppure durante il percorso, il nuovo cab sarà dotato di connessioni per i gadget elettronici e si trasforma in ufficio viaggiante.
Vi sono parecchie marche di veicoli adibiti a taxi attualmente tra i 13.500 in circolazione e la maggior parte sono Ford, modello Crown Victoria che recentemente è uscito di produzione, mentre secondo le disposizioni municipali l’intera scuderia dovrà essere sostituita entro il 2018.
La casa automobilistica turca Karsan era risultata favorita per l’innovativo design e il comfort interno, oltre all’importante dotazione di cui avrebbe fornito i suoi taxi: l’accesso attraverso una pedana retrattile manovrata dal conducente, delle carrozzelle di portatori di handicap.
Quest’ultima dotazione della Karsan aveva incontrato grandi consensi tra i gruppi a difesa degli handicappati che nella città di New York si contano nell’ordine di 50 mila che abitualmente prendono il taxi per spostarsi.
Delegazioni di handicappati erano infatti presenti domenica alla presentazione a Brooklyn del modello Karsan V1, a sostegno della scelta del veicolo della casa turca che finalmente avrebbe consentito l’accesso, mentre attualmente soltanto poco più di 200 dei taxi in servizio sono accessibili. Il commissioner dell’agenzia Taxi & Limousine David Yassky in conferenza stampa ha detto che il modello Nissan NV200 diventerà un simbolo di New York City come lo sono ancora i vetusti Checker da tempo spariti dalla circolazione.
Ed è subito polemica tra Yassky e il deputato Micah Kellner il quale sbotta “chi l’avrebbe immaginato che il taxi del domani sarebbe stato un minivan delle comnsegne di ieri? Per il solo fatto che viene dipinto di giallo, non lo fa diventare un taxi”.
Con una strana decisione inoltre la Taxi imousine Commission ha annunciato che la Ford, produttrice del modello scartato Transit Connect, in attesa dell’entrata in produzione di quelli Nissan, potrà vendere i suoi minivan destinati a diventare yellow cab, già a partire dal mese prossimo.
Quello della Ford è il modello preferito dalle società di taxi che posseggono una scuderia di numerose vetture, già adottato da Boston e usato invece in Europa per uso commerciale.
Il Brooklyn borough president Marty Markowitz oggi era inavvicinabile, su tutte le furie sussurrano i suoi più stretti collaboratori perché Brooklyn ha visto svanire l’opportunità di realizzare dopo cento anni una catena di montaggio di auto con la creazione di 800 posti di lavoro.
E Markowitz non è il solo uomo politico influente ad essere schizzato sulla sedia nell’apprendere la decisione di assegnare a Nissan il contratto da un miliardo di dollari per la produzione del “Taxi del futuro”.
Oltre al borough president, anche il deputato Kellner e il public advocate Bill DiBlasio si sono rivolti al city comptroller John Liu affinché sia avviata un’inchiesta sul procedimento di scelta, asserendo che è possibile un conflitto di interessi.
Secondo quanto trapelato, un consulente ingaggiato dalla municipalità per valutare le proposte delle case automobilistiche in precedenza ha lavorato per Nissan e Ford.
Il sindaco Michael Bloomberg si è precipitato a rispondere sostenendo che non esiste il conflitto di interessi, ma il bubbone è già scoppiato.


Nelle foto, dall'alto: Michael Bloomberg, il Nissan VN200 esterno ed interno, il modello V1 della Karsan bocciato.


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