sabato 20 agosto 2011

Architettata da marito e complice l'uccisione della mamma sotto gli occhi del figlio di tre anni









di Riccardo Chioni



Era tutto un intrigo pianificato dal marito e da una complice l’esecuzione avvenuta martedì notte della giovane mamma pakistana in una via di Boonton nel New Jersey mentre passeggiava col figlio di tre anni sul passeggino.
Kashif Pervaiz di 26 anni, nato a Brooklyn, trasferitosi a East Boston sei mesi fa con la moglie Nazish Noorani di 27, nata a Karachi in Pakistan, ha vuotato il sacco, dopo una giornata intera di interrogatorio da parte degli investigatori.
Il marito della vittima ieri è stato accusato formalmente di omicidio di primo grado, di complotto e altri capi d’imputazione di fronte al giudice ed assieme a lui è finita denunciata la sua presunta complice che avrebbe premuto il grilletto, Antoniette Stephen di 26 anni, pure lei in incriminata ieri in tribunale a Boston.
Per Pervaiz il giudice ha fissato una cauzione di un milione di dollari, mentre a Boston sono andati più pesanti per la sospetta autrice per la quale la cauzione è scattata a 5 milioni.
Pervaiz, raggiunto da 4 proiettili, aveva riportato soltanto lievi ferite, mentre la moglie era stata freddata con un proiettile dritto al cuore, il piccolo illeso sul passeggino aveva assistito alla tragica scena.
Alla polizia giunta a Cedar Street, Pervaiz aveva raccontato di essere stato affrontato da un uomo di carnagione bianca e tre neri che dopo aver gridato epiteti e insulti a sfondo razziale avevano aperto il fuoco all’impazzata.
Un resoconto dei fatti che da sunito non quadrava alla polizia. Nessuno dei vicini svegliati dai colpi aveva notato qualcuno fuggire a piedi o in auto, in questa tranquilla località dove l’ultimo delitto si è verificato 10 anni fa.
Nella Morris County risiede una discreta comunità musulmana da oltre mezzo secolo, non vi è mai stata tensione in città e anche per questo motivo in breve veniva abbandonata dagli investigatori la pista a sfondo razziale nell’inchiesta sul delitto della donna, definito da subito mirato da partre della autorità.
Mirato si è infatti rivelato il delitto, ma da parte del marito che ha cercato di coprire le sue azioni gettando colpe su inesistenti responsabili e dalla sua complice di Boston sospettata di avere sparato e ucciso la giovane mamma.
E mentre il procuratore della contera di Morris, Robert Bianchi annunciava l’arresto per omicidio di Pervaiz, sul conto di questi venivano alla luce episodi inquietanti sulle sue relazioni durante i suoi 6 mesi a Boston.
Secondo il rapporto della polizia lo scorso 25 febbraio Pervaiz avrebbe malmenato una sua girlfriend di 20 anni d’età perché non gli sarebbe stata fedele, rifiutandosi altresì di consentirle di lasciare il suo appartamento.
La giovane viveva a Brooklyn nello stesso edificio dove Pervaiz abitava con la famiglia. Non è dato sapere tuttavia il motivo per cui si trovasse pure lei a Boston.
Pervaiz era stato denunciato per aggressione, ma se l’era cavata alla grande quando la giovane non s’era presentata per l’udienza in tribunale, facendo decadere l’azione legale.
Un alone di mistero aleggia sul capo di questo uxoricida, inspiegabile è infatti la storia che andava raccontando sul dottorato presso la Harvard University dove invece non lo conoscono, così come le due fantomatiche lauree che diceva di avere in tasca, oltre ad un business in cui hanno iniziato ad indagare gli inquirenti.
Intanto, nel pomeriggio di ieri si è svolta allo Islamic Center di Boonton la funzione funebre per la giovane mamma uccisa.


Nelle foto, in alto: Kashif Parvaiz e la complice Antoinette Stephen, la coppia sposata.

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