di Riccardo Chioni
Il sindaco Michael Bloomberg ama ripetere che New York City è la metropoli più sicura d’America, ma le statistiche lo contraddicono e per la prima volta nel giro di alcuni decenni di relativa tranquillità in alcuni quartieri si registra un allarmante picco di omicidi, stupri e rapine.
Nel solitamente pacifico rione di Williamsburg ad esempio gli omicidi sono aumentati del 400 per cento, così come a Sheepshead Bay sono cresciute del 400 per cento le violenze sessuali, mentre a Washington Heghts è incrementato del 250 il numero dei morti ammazzati.
Sono le amare statistiche che stanno tormentando lo spezzone finale della terza amministrazione Bloomberg che durante gli anni passati aveva visto invece calare la criminalità del 35 per cento.
Nell’ultimo anno si è registrata infatti una escalation dei crimini in 34 dei 76 distretti di polizia della città, come a Rockaway dove si registra un aumento del 37 per cento, a Washington Heighjts del 24, a Crown Heights del 21, in Queens del 17 e a Carroll Gardens a Brooklyn dell’11 per cento.
Ma il sindaco sostiene di non preoccuparsi più di tanto per l’ondata di criminalità.
“Ai livelli bassi di criminalità in cui siamo, è possibile che vi siano dei picchi, ma il commissioner della polizia sta lavorando al problema” ha dichiarato Bloomberg.
Ma nel rione di Crown Heights dove sono aumentate rapine, stupri, furti e raggiri, il problema è sulla bocca di tutti e sono in molti a temere che il peggio deve ancora arrivare.
“Siamo parecchio preoccupati. Speriamo che il sindaco si adoperi per smorzare la violenza” ha detto un uomo che risiede da parecchi anni nel rione.
Un gruppetto di persone a Crown Heights si è detto convinto che il problema sia in aumento a causa della crisi economica che attanaglia la City, perché - sostengono - troppa gente è rimasta senza lavoro, in particolare i giovani.
Ma il sindaco, ancora, si è detto convinto che il problema economico è fuori discussione. “La gente che commette i crimini - ha sostenuto Bloomberg - non legge il Wall Street Journal”.
Indubbiamente una delle ragioni che ha portato al picco di violenza va ricercata nel fatto che la polizia di New York in questo momento conta il numero più basso di agenti da quando Bloomberg si è insediato a City Hall con 6 mila divise in meno a pattugliare le strade.
Perticolarmente preoccupante il fenomeno dei morti a causa di violenza domestica in aumento nella City del 10 per cento rispetto all’anno passato con un numero crescente di minori coinvolti.
Secondo il rapporto reso noto dal Criminal Justice Services statale lo scorso anno 37 minori sono stati uccisi in atti di violenza tra le mura di casa nell’Empire State, più del doppio rispetto ai 17 del 2009 e soltanto nella City 25 bambini sono stati uccisi nel 2010, 18 in più rispetto al 2009.
“Questi dati sono allarmanti” ha commentato Michele McKeon della NY State Coalition Against Domestic Violence.
In particolare nei 5 quartieri di New York City i dati indicano per l’anno scorso un aumento di violenza tra le mura familiari del 12 per cento.
Secondo gruppi contro la violenza domestica le aggressioni sulle donne commese da “intimate partner”, aumentate del 17 per cento, sarebbero da attribuire a diversi fattori, non ultimi la crisi economica e il taglio dei contributi ai programmi di sensibilizzazione.
“Mentre le richieste di servizi sono in aumento, gli stessi vengono tagliati dall’amministrazione. Fino a quando non iniziamo a parlare seriamente di prevenzione, non facciamo altro che mettere un cerotto” ha detto McKeon spiegando che 3 milioni di dollari destinati 3 anni fa alla prevezione, oggi sono diventati 510 mila dollari.
Il rapporto statale mostra che nel 44 per cento dei casi di omicidio di donne gli autori sono sposi, boyfriend o girfriend. “Ciò significa che per una donna nello stato di New York le mura di casa sono il luogo meno sicuro” ha commentato il commissioner Sean Byrne della Criminal Justice Services.
Nelle foto, in alto: la polizia in azione, il capo del NYPD Raymond Kelly.
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