di Riccardo Chioni
Prima di far pagare di più alla gente, l’agenzia Port Authority dovrebbe tagliare i milioni di dollari di lavoro straordinario pagati, che lo scorso anno hanno totalizzato 86 milioni, secondo il rapporto dei revisori dei conti dello Stato.
Ironico il commento del Comptroller statale Thomas DiNapoli che ieri in merito al rapporto ha detto “lo straordinario scorre come l’acqua” in seno all’agenzia bistatale.
Il Port Authority è responsabile degli aeroporti regionali, dei porti, del sistema su rotaia Trans Hudson, tunnel e ponti che collegano New York col New Jersey, oltre alla gestione del PA Bus Terminal e il costruendo World Trade Center.
Mercoledì e ieri sono stati due giorni di quiete dopo le otto tempestose udienze pubbliche di martedì sugli aumenti dei pedaggi, caratterizzate da una parte dai pendolari arrivati per protestare e, dall’altra centinaia di operai sindacalizzati impegnati in progetti a sostegno dei rincari, pena la perdita del lavoro assieme ad altri 3 mila circa.
Oggi è il giorno del giudizio. Il consiglio di amministrazione del Port Authority renderà infatti nota la decisione sugli aumenti del 50 per cento dei pedaggi che passeranno a partire da settembre a 12 dollari dagli attuali 8, oltre all’aumento di un dollaro del costo di una corsa sui Path Train che passa a 2.75 dollari.
Il rapporto dei revisori snocciola le cifre dell’esagerato costo dei dipendenti in lavoro straordinario. Quasi 86 milioni di “overtime” sono stati retribuiti a 5.360 dei 6.977 dipendenti dell’agenzia, in maggior parte per il servizio Path e per gli addetti alla pubblica sicurezza.
In realtà la cifra indica un taglio del 3 per cento rispetto alla cifra pagata l’anno precedente, nonostante il bilancio dell’autorità specifichi invece un taglio del 20 per cento.
Su questo punto si è soffermato il Comptroller statale, sottolineando che “l’amministrazione non ha una chiara strategia per raggiungere il traguardo che la stessa aveva fissato per sforbiciare i costi”.
DiNapoli ha quindi proseguito sollecitando il Port Authority a seguire l’esempio di altre agenzie e stringere la cinghia, oltre a rivedere e coreggere il proprio modello di business.
“Tutte le agenzie dello stato - ha osservato DiNapoli - stanno stringendo la cinghia. Il Port Authority prima di chiedere più soldi alla gente per la sua gestione, dovrebbe farsi un profondo esame di identità come modello di business”.
Immediata la reazione dei responsabili dell’agenzia che promettono ulteriori passi per migliorare la situazione, mentre fanno osservare che i revisori avrebbero dovuto tenere conto di esigenze inerenti la sicurezza di personale sindacalizzato regolato come un orologio svizzero, mentre la forza lavoro ha raggiunto il livello minimo da 40 anni a questa parte.
“Applichiamo un modello di business di overtime designato per ottimizzare l’uso di risorse permanenti” ha precisato Michael Fabiano capo dell’ufficio finanze dell’agenzia bi-statale.
Le entrate extra provenienti dagli aumenti di pedaggi e treni, il Port Authority intende adoperarle per il completamento del mastodontico progetto del World Trade Center il cui costo al momento è fissato 11 miliardi di dollari.
I revisori dello Stato hanno constatato che nel giro degli ultimi 5 anni, fino alla fine del 2010, il Public Safety Department dei treni Path ha pagato 217.5 milioni, oltre a 85.4 di costo in “overtime”.
Un paio di dozzine di “casi” segnalati nel rapporto relativi al 2009 rasentano il ridicolo.
Per 24 dipendenti del Port Authority quanto portato a casa in busta paga per lavoro straordinario superava la regolare retribuzione ed uno in particolare era riuscito a produrre 34 ore settimanali in regime di lavoro straordinario mettendosi in tasca 153.530 dollari di “overtime”, oltre al salario base di 107 mila.
Nelle foto, in alto: Thomas DiNapoli e il PA Bus Terminal a 42nd Street.
RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA (c)
Nessun commento:
Posta un commento