di Riccardo Chioni
In alcune località del New Jersey sommerse dall’acqua rovesciata al suo passaggio dalla tempesta Irene, forse il peggio deve ancora venire, prima di poter parlare di ritorno alla normalità.
“Se non dovete recarvi al lavoro, state a casa, muoversi sarà molto difficoltoso” aveva detto domenica sera il governatore Chris Christie che ieri ha sorvolato in elicottero l’area più colpita e dove è previsto lo straripamento di fiumi anche oggi.
La Main Street a Lodi ieri era un fiume in piena che inondava tutto ciò che trovava sul percorso tra scantinati e seminterrati, così come è accaduto ai residenti di Little Falls, mentre nella capitale Trenton la fiumana ha investito i binari della stazione ferroviaria.
“Le inondazioni interne sono state le mie preoccupazioni, tanto quanto la minaccia sulla costa” ha dichiarato il governatore Christie.
Ieri ancora 700 mila utenti erano senza energia elettrica e le notizie sul ripristino non sono affatto incoraggianti: le società erogatrici hanno riferito che occorrerà almeno una settimana prima che il servizio sia riattivato al colpleto.
Jersey Central Power & Light ha 420 mila utenti al buio, Public Service Electric and gas ne conta 462 mila e Atlantic Electric 67 mila.
Alcune località del Garden State sono anche senza acqua. I residenti di Summit, West Orange, Millburn, Maplewood, Irvington e Sprinfield sono senz’acqua o con poca pressione per alcuni giorni, mentre le autorità sanitarie hanno ordinato che quella erogata sia bollita prima dell’uso, anche a Short Hills.
A Pompton Lake un’abitazione è esplosa nel mezzo di una zona evacuata, forse a causa del gas e i pompieri hanno dovuto usare l’acqua in strada per riuscire a spengere l’incendio dopo 6 ore di lavoro.
Irene, terza tempesta tropicale abbattutasi sul New Jersey negli ultimi due secoli, si è lasciata dietro una scia di morte.
Secondo quanto riferito dalle autorità, il numero delle vittime del passaggio di Irene sono aumentate a 6.
Ronald Dawkins di di 47 anni residente a Orange, conducente di un camion delle Poste domenica mattina è stato travolto a Kearny dalla piena dell’inondazione che lo ha trascinato via.
Il suo corpo è stato rinvenuto 2 ore più tardi a 100 iarde di distanza dal mezzo.
A Salem come in un horror. Celena Sylvestri di 20 anni d’età, residente a Quinton ha chiamato disperatamente il 911 dicendo di essere intrappolata nella sua vettura che si stava riempiendo d’acqua lungo Route 40 e quando 8 ore più tardi una squadra della State Police Swat è riuscita a rintracciarla, la vettura era stata trascinata 150 piedi fuori strada e la giovane era all’interno dell’abitacolo annegata.
Anche in località Wanaque si è registrata una vittima: Scott Palecek di 39 anni trascinato dalla corrente di un ruscello in piena e un uomo di Edison stroncato da un attacco cardiaco nel suo seminterrato alluvionato.
È morto ieri in ospedale l’agente Michael Kenwood di 39 anni rimasto ferito gravemente domenica mattina durante un’operazione di soccorso a Princeton Township.
Si era recato alle prime ore di domenica nelle vicinanze di Johnson Park per controllare un’auto in difficoltà quando è stato travolto dalla piena.
Ancora, ieri mattina le squadre di soccorso hanno recuperato il corpo di un uomo non ancora identificato a Point Pleasant Beach, ma non è ancora dato sapere se sia stato vittima di Irene.
Poi ci sono anche gli squinternati, come il giovane di 25 anni di Hoboken che domenica di prima mattina è stato salvato dagli uomini della sicurezza della Hudson County dalle acque agitate dell’Hudson River dove s’era buttato perché ha detto “voleva provare il brivido”.
Sul piano dei trasporti il New Jersey deve fare i conti con una frana abbattutasi a Summit, uno dei problemi che ha dovuto affrontare ieri l’agenzia NJ Transit che non ha ancora determinato quando riprenderà il servizio.
Di qua dall’Hudson il problema maggiore è il black out che interessa 100 mila utenti tra la City e Westchester, mentre a Long Island esercici e abitazioni senza corrente sono ancora 400 mila e forse per molti sarà ripristinata nella giornata odierna.
Più difficile invece la situazione nella zona di Westchester dove allagamenti e alberi abbattuti impediscono alle squadre di iniziare a operare sui guasti e non si prevede nulla di positivo almeno fino a giovedì.
Dei 5 quartieri della Big Apple, i più colpiti - stando alla Con Edison - sono stati Queens e Staten Island.
Dopo lo storico blocco dei trasporti pubblici a causa di Irene, il servizio di bus e metro sta tornando lentamente alla normalità, la Lirr è funzionante lungo 6 tratte, mentre altre 5 restano fuori uso. Il servizio Metro-North Railroad verso Westchester County e Connecticut resta sospeso per allagamenti, frane e alberi su rotaie.
Gli aeroporti metropolitani ieri hanno ripreso l’attività, ma centinaia di migliaia di passeggeri rimasti a terra per i voli cancellati devono fare i conti con lunghe attese.
È tornata la luce anche a Broadway dove normalmente l’attività teatrale è sospesa il lunedì, ma i riflettori si riaccendono tutti a partire da stasera.
A City Island si conta l’unica vittima di Irene nel Bronx. Jose Sierra di 68 anni domenica mattina si era recato alla Sunset Marina a City Island Avenue per controllare la barca, quando è stato inghiottito dalla forza del mare. Il suo corpo è stato rinvenuto dal titolare del porticciolo che galleggiava tra due imbarcazioni.
C'è chi nel dramma mostra il peggio di sé
In genere nei momenti di calamità la gente mostra il meglio di sé, ma c’è invece chi fa eccezione, come Daniel DiGianni e Linda Fleshner di Staten Island e il trendy hotel di Park Slope Le Bleu, profittatori ciascuno di sprovvedute vittime di Irene.
Nel mezzo del caos per l’arrivo dell’uragano, Daniel DiGianni di 42 anni e la sua complice Linda Fleshner di 28 andavano bussando porta-a-porta nell’area di South Beach sabato pomeriggio dicendo che avrebbero dovuto abbandonare l’abitazione per timore di allagamenti.
Lui mostrava un falso distintivo della polizia e lei brandiva un coltello minacciosamente. Fino a quando nel pomeriggio qualcuno ha chiamato la polizia che ha fatto scattare le manette a DiGianni, ex agente già licenziato in precedenza dal Department of Correction e alla sua complice. I due avevano premeditato di far sloggiare le persone per derubare le abitazioni e miravano soprattutto agli anziani.
Da Staten Island il peggio si sposta a Brooklyn, all’hotel Le Blue dove hanno pensato bene di trarre vantaggio dal passaggio di Irene, a scapito di chi cercava di sfuggirle, quadruplicando le tariffe per notte.
Normalmente una camera al Le Bleu lungo 4th Avenue in località Park Slope costa sui 250 dollari, ma vista la richiesta da parte degli sfollati, la direzione ha creduto opportuno approfittare dell’occasione portando la tariffa a 999 dollari.
Alla reception hanno sostenuto che il rincaro è dovuto alla forte richiesta, precisando beatamente che chi aveva i soldi non ha battuto ciglio, come una signora scappata da Coney Island che ha pagato in anticipo 2 mila dollari per due notti in albergo.
A neppure 10 isolati di distanza lungo Third Avenue più onestamente il Fairfield Inn & Suites ha mantenuto il prezzo invariato a 240 dollari a notte e il 30 per cento degli occupanti sabato notte era gente di Brooklyn in cerca di riparo da Irene.
Nelle foto, in alto: come si presentava ieri Pompton Lakes in New Jersey, l'uscita della subway a Wall Street, i tecnici delle ferrovie esaminano l'inondamento dei binari nella stazione di Trenton, i primi a salire sui ferry sono stati i turisti ieri mattina e una strada allagata di Long Island. Sopra: Le Blue Hotel di Brooklyn.
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