di Riccardo Chioni
“I detective tengono informata la famiglia sull’inchiesta attraverso email, al momento però non c’è nulla di nuovo, se non che è stato individuato l’ultimo giovane che visto con Rita la sera in cui è stata uccisa” ha raccontato il giornalista e cugino della vittima Giorgio Morelli attualmente a Spoltore in provincia di Pescara per assistere i parenti.
Al 25.mo distretto di polizia a East Harlem, ad un isolato di distanza dal luogo del delitto a 119th St. e Park Ave. gli investigatori sono tutti abbottonati e indirizzano il cronista a One Police Plaza dove sostengono di non poter divulgare notizie per non compromettere l’indagine in corso.
La persona identificata dalla polizia sarebbe l’ultima vista in compagnia di Rita Morelli la sera della vigilia di Thanksgiving che conversava sull’uscio di casa, prima di salire - è da accertare se da sola - al piano superiore dove è stato rinvenuto il corpo in una pozza di sangue dal fidanzato Alfred alle 10,15 al suo rientro dopo il turno di lavoro.
Fino a poco prima tra Alfred e Rita c’era stato uno scambio di messaggi col cellulare, sms di amicizia tra due innamorati, lui di origine messicana, Rita di Spoltore, arrivata a New York cinque anni fa con in mente il “sogno americano” per frequentare l’Hunter College e fare tutoring a bambini di una famiglia italiana.
“Gli investigatori - ha precisato il giornalista al telefono - sanno nome e cognome della persona che ha parlato con Rita l’ultima volta, stanno verificando se sia un amico o cosa, perché Lee Stefans, un ospite di un coinquilino di Rita ha detto che li ha visti mentre usciva di casa e sembravano entrambi tranquilli, ma ha pure riferito che non era il boyfriend di Rita o qualcuno di conoscenza”.
Alfred e Rita al vicinato sembravano una coppia affiatata, si erano trasferiti al 205 E 120th Street un anno fa e avevano fatto in breve amicizia con gran parte dei vicini, compreso il B&N Condition Beauty Salon dove Rita era solita recarsi per praticare anche lo spagnolo che stava perfezionando.
Anche di domenica il salone della parrucchiera ha tutte le poltrone occupate. Non sono stupite le dipendenti dell’interesse dei media per la giovane italiana “dal sorriso dolce” uccisa.

Raquel Sancez ha raccontato che la vedeva almeno due volte al mese, che quando arrivava le preparava un caffé, ricordandola come una che faceva amicizia con tutti “col suo sorriso dolce”.
Nel rione spesso vedevano Alfred e Rita camminare mano nella mano come una coppia felice, una visione che ha confermato anche il cugino Giorgio Morelli da Spoltore.
“Era contenta perché poteva anche perfezionare lo spagnolo che aveva imparato a scuola. Era proprio felice, sembrava che la vita le sorridesse, invece dobbiamo pensare al funerale. Qui a Spoltore tutti conoscono tutti e la notizia dell’uccisione di Rita è piombata come un macigno su tutti”.
La salma, dopo il benestare del medico legale e gli espletamenti burocratici, dovrebbe far rientro in Italia nei primi giorni della settimana, mentre nell’attesa la famiglia si prepara a ricordarla.
Era anche una giovane che amava la sua privacy al di fuori degli impegni di lavoro al ristorante Buon Gusto nella Upper East Side, al 236 E 77th St. che frequentava da diversi anni.
È qui che Rita aveva conosciuto il boyfriend, il cuoco del Caffé, Alfred con cui condivideva lo studio a East Harlem, una relazione che entrambi erano riusciti a mantenere segreta anche ai colleghi di lavoro.
L’autopsia ha accertato che Rita ha lottato con tutte le sue forze contro l’aggressore quando ha cercato di strangolarla, prima di infierire - presumibilmente - con un coltello da cucina con due fendenti al torace ad uno alla gola.
Le domande che si pongono gli investigatori sono: primo, chi è la persona che Rita ha fatto entrare nel suo studio appartamento, visto che non ci sono segni di scasso sulla serratura della porta d’ingresso dove c’è ancora il sigillo della polizia. Secondo, se invece si è trattato di un furto, di cosa si è impossessato l’assassino?
Ad un’attenta osservazione del luogo all’angolo con Third Avenue non si è rilevata la presenza di obiettivi di telecamere di sicurezza che potessero consentire agli investigatori di visualizzare i movimenti.
“Si tratta di appurare - ha aggiunto Giorgio Morelli - se dopo il colloquio sul portone Rita e l’altro si sono lasciati ed ognuno è andato per la sua strada, oppure se l’ha seguita all’interno. Al momento però non c’è nessun fermo. Comunque sia, il colpevole ha le ore contate perché c’è al lavoro una nutrita squadra di detective con cui sto collaborando”.
Sollecitato sugli sviluppi dell’inchiesta, il collega ha concluso dicendo “mi trovo in questa doppia veste di giornalista e cugino della vittima. Non posso più aggiungere altro per non compromettere le indagini. Mi piacerebbe annunciare l’arresto dell’assassino di mia cugina”.
Nelle foto, dall'alto: il 25th Police Precint, il salone della parrucchiera, Rita Morelli accanto ad una figura di Halloween (concessa dalla famiglia), il ristorante Buon Gusto dove la vittima lavorava.
RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA (c)
Buongiorno Dott.Chioni,mi chiamo Leonardo Caponetti e sono di Firenze, utilizzo questo spazio per mettermi in contatto con lei anche se non c'entra nulla sull'argomento dell'articolo. In realtà l'argomento di cui le vorrei parlare è la Chiesa ortodossa di St.Nikolaos a NY a cui sono legato molto e per la quale ho letto che è stato risolto il tema della sua ricostruzione e so che lei se ne è occupato in passato (ho trovato qualcosa su internet). Ho cercato di trovare la sua e-mail sul suo blogger, ma non ci sono riuscito. Le invio la mia e-mail per vedere se riesco a contattarla direttamente: abc.consul@libero.it oppure il mio numero telefonico 0039-340-8792737.
RispondiEliminale spiegherei tutto meglio di persona, ma siamo molto lontani. Grazie tantissime in anticipo del suo interessamento e la prego di non cestinare la mia richiesta.
Grazie ancora,
Leonardo Caponetti
Firenze-Italia