
di Riccardo Chioni
Ottanta anni e li dimostra. Il celebrato George Washington Bridge, pietra miliare dell’ingegneria civile, sfondo di film famosi, ma anche il più trafficato ponte veicolare al mondo, per la prima volta riceve un completo rifacimento che durerà 8 anni al costo di un miliardo di dollari.
Intanto il consiglio di amministrazione dell’agenzia Port Authority of New York and New Jersey ha disposto l’avvio delle riparazioni con una prima tranche di 15.5 milioni destinati alla sostituzione dei quattro cavi portanti del ponte, oltre a rimpiazzare i 592 cavi di sospensione che sostengono il manto stradale, operazione quest’ultima che viene effettuata per la prima volta in 80 anni.
Gli ingegneri civili generalmente prospettano una vita attorno ai 70 anni per i cavi dei ponti simili al GWB e ora che il limite è passato da un decennio, l’agenzia bi-statale ha deciso che è arrivato il momento di provvedere, prima di essere costretta a farlo in regime di emergenza.
Certo, essendo il ponte più trafficato al mondo, l’operazione di sostituzione dei cavi presenta notevoli difficoltà, a partire dal fatto che dovrà essere effettuata nell’ordine di non più di 3 dei 592 cavi alla volta, per non rischiare di pregiudicarne la stabilità, senza parlare dell’immenso traffico che con cadenza quotidiana lo attraversa in entrambe le direzioni giorno e notte.

Erano due anni che il GWB era sotto osservazione e i responsabili del rapporto hanno concluso suggerendo di mettere mano al progetto delle riparazioni per rimettere a nuovo il famoso intreccio di traverse e cavi d’acciaio sull’Hudson River visibile dalla Statua della Libertà, prima che si possa verificare un’emergenza.
È stato deciso solo per prudenza, sostengono al Port Authority, il GWB non è assolutamente in pericolo a causa dei cavi deteriorati precisano, abbiamo deciso che è meglio prevenire.
Lo studio costato 4.5 milioni di dollari è servito insomma ad evitare che l’urgenza per la pericolosità imminente costringesse l’agenzia ad avviare giganteschi lavori in stato di emergenza con conseguenze disastrose sul già imbottigliato traffico veicolare.
La sostituzione dei cavi verticali molto probabilmente sarà eseguita con la stessa tecnica adoperata per ammodernare quelli del celebrato Golden Gate a San Francisco, anche perché al momento - non avendoli mai sostituiti - non esiste una tecnica particolare per il GWB.
A seconda della loro lunghezza, il peso di ognuno dei cavi verticali varia da 1.500 a 10 mila libbre e se estesi raggiungono la lunghezza di 32 miglia, mentre nel complesso dei cavi l’estensione sarebbe di 9.100 miglia.
I lavori, che l’agenzia stima creeranno 3.600 nuovi posti di lavoro durante la durata di 8 anni di cantiere, avranno inizio nel 2013 quando sarà restaurato l’immane complesso di ancoraggio dei sostegni del ponte sulle due sponde dell’Hudson.
Prima che nel 1927 iniziassero i lavori di costruzione del GWB la discussione sui materiali da utilizzare era divisa sulla possibilità di adoperare solidi travi di acciaio oppure cavi di sospensione, con il governatore del New Jersey, Arthur Moore che scalpitava sostenendo che i cavi avrebbero favorito la creazione di posti di lavoro nello stato.
E così era avvenuto, aveva prevalso la logica del lavoro prospettata dal governatore e i cavi erano stati commissionati alla Roebling Co. che apparteneva a discendenti del progettista del Brooklyn Bridge.
Quando è stato inaugurato nel 1931 il GWB era il ponte più lungo del mondo, quasi un miglio di asfalto che unisce il New Jersey con Manhattan.
La stesura dei cavi, in particolare quella dei 4 portanti, aveva richiesto una quantità di tempo e di forza lavoro per l’assemblaggio dei 26.474 che compongono ciascuno dei 4 cavi portanti.
Il Port Authority nell’annunciare la decisione di mettere mano ai lavori di rifacimento del GWB ha sottolineato che il costo dei lavori che dureranno 8 anni, sarà coperto con le entrate provenienti dai pedaggi.
Due immagini del George Washington Bridge.
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