
di Riccardo Chioni
La polizia di Suffolk County a Long Island ieri ha reso noto che i resti rinvenuti nella palude prospicente Oak Beach appartengono a Shannan Gilbert, la prostituta di 24 anni di Jersey City che era stata vista l’ultima volta nella zona nel maggio dello scorso anno.
Il medico legale della contea ha effettuato l’identificazione in base ad una inconfondibile protesi metallica che Shannan Gilbert aveva nell’osso della mandibola inferiore, ma al momento l’autopsia effettuata sui resti della poveretta non ha ancora portato a stabilire le cause della morte.
Lo scheletro era stato rinvenuto martedì scorso nella zona paludosa nelle vicinanze di Oak Beach a circa un quarto di miglio dal luogo in cui gli investigatori avevano rinvenuto la settimana scorsa il telefono cellulare, la borsetta, i jeans, le scarpe, documenti di identificazione e il rossetto della donna.
Mentre le cause della morte restano ancora da accertare, il capo della polizia della contea di Suffolk, Richard Dormer si è detto convinto che Shannan Gilbert sia accidentalmente affogata la notte in cui è scomparsa, sostenendo che la donna presa dal panico deve essersi inoltrata tra le sterpaglie nel luogo dove sono stati ritrovati i resti, senza più trovare una via d’uscita e che la sua morte non sia quindi da collegare alla strage del killer seriale.

La donna era stata vista correre disperatamente chiedendo a squarcia gola aiuto a Oak Beach nel maggio del 2010 dopo un incontro sessuale con un cliente prima dell’alba.
Erano state le ricerche avviate per individuare la Gilbert a condurre gli investigatori nel dicembre dell’anno scorso lungo Ocean Parkway dove invece sono stati ritrovati i primi resti umani della serie di dieci vittime.
Da dicembre del 2010 ad aprile di quest’anno, dopo lunghe ricerche in una zona difficilmente raggiungibile per la folta, bassa boscaglia, gruppi di agenti a cavallo, assieme ai pompieri con le autoscale e persino con un elicottero dell’Fbi erano riusciti a rintracciare a Gilgo Beach dieci set di resti umani, tutti rinvenuti lungo la zona desolata che costeggia Ocean Parkway a sette miglia di distanza l’uno dall’altro.
Nei giorni scorsi, mentre erano state intensificate le ricerche in seguito al ritrovamento degli oggetti personali della Gilbert, i familiari della Gilbert e di altre vittime ogni giorno avevano effettuato un mesto pellegrinaggio nella zona, nella speranza che le ricerche portassero a dei risultati concreti.
Il commissioner della polizia Dormer continua a sostenere che a suo avviso un solo killer seriale sia responsabile degli omicidi delle dieci vittime e che invece la morte della Gilbert non sarebbe da collegare con le altre.
Non tutti tuttavia concordano. Amici e familiari di Shannan Gilbert al contrario sostengono di non credere alla morte accidentale e insistono sul fatto che il ritrovamento degli oggetti personali lontano dal corpo della vittima lasciano interpretare la morte diversamente.

Non è dato sapere al momento quando il medico legale, assistito da specialisti antropologi del medical examiner di New York, sarà in grado di pronunciarsi sulle cause della morte.
Le vittime comprendono otto donne, un uomo ed un bambino. La polizia è convinta che le donne fossero prostitute e sospettano che l’uomo rinvenuto fosse legato alla prostituzione, in quanto vestiva abiti femminili, mentre il piccolo potrebbe essere figlio di una delle prostitute.
Soltanto cinque delle dieci vittime sono state identificate e la polizia al momento brancola nel buio senza una pista da seguire e alcun sospetto.
Ieri sera il canale televisivo Cbs per la serie “48 Hours Mystery” ha mandato in onda la prima intervista concessa del commissioner Dormer sul mistero che avvolge l’intera vicenda di Gilgo Beach, parlando più approfonditamente degli ultimi sviluppi sulle ricerche da quando sono stati rinvenuti i resti della Gilbert.
Sempre ieri sera presso la Lutheran Church a Manhattan si è svolta una veglia alla memoria di Shannan Gilbert
Nelle foto, in alto: Shannan Gilbert e alcune immagini delle ricerche.
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