
di Riccardo Chioni
Dopo California e New York, sul piedistallo dei tre stati più indebitati della nazione figura il New Jersey che a giugno ha visto crescere il suo debito di 7 miliardi di dollari.
A Trenton però gioiscono e commentano che è un buon segnale, perché il debito è sì cresciuto, ma ad un’andatura che risulta essere la più bassa degli ultimi 4 anni.
Frutti della strategia del taglione studiata e adottata dal governatore Chris Christie per uscire dal vortice, con la cancellazione di grandi progetti come il tunnel sotto l’Hudson e i tagli ottenuti dai dipendenti statali su benefici e sanità.
Alla data del 30 giugno scorso lo stato del New Jersey ha visto lievitare il suo debito del 3.1 per cento, portando il totale a 38 miliardi dai 36.9 dell’anno precedente.
Lo rivela il rapporto annuale (1 luglio 2010-30 giugno 2011) del dipartimento del Tesoro statale che ha fatto rilevare la notevole differenza tra i dati attuali e il debito in titoli di stato rilevato nel 2008, anno in cui era cresciuto del 6.7 per cento.
La maggior parte della somma delle obbligazioni di stato emesse è stata adoperata per miglioramenti alle infrastrutture e manutenzione di arterie stradali, ferroviarie e ponti.

Lo scorso anno, come si ricorderà, tra polemiche e controversie il governatore Christie aveva deciso di ribellarsi alla realizzazione del megaprogetto del tunnel sotto l’Hudson River, prefendo usare parte della somma dei bonds destinati a quel progetto per pagare piuttosto riparazioni alle infrastrutture, consentendo allo stato di prendere in prestito una minore quantità di dollari per la corrente amministrazione.
Il debito dello stato, alla fine sarà pagato dai contribuenti che in parte hanno autorizzato l’emissione di obbligazioni comprese nel totale di 38 miliardi di dollari.
Il portavoce del dipartimento del Tesoro, Andrew Pratt che ha reso noto il rapporto annuale, ha spiegato che la percentuale di indebitamento è notevolmente diminuita, osservando “non stiamo così sommersi come lo eravamo”.
E l’attuale amministrazione prontamente critica i numeri riguardanti le obbligazioni che lo scorso anno sono lievitate del 4 per cento e addita la precedente amministrazione che ha approvato il prestito prima che Christie si insediasse nel gennaio 2010.
Negli anni precedenti - come ha dimostrato il rapporto del Tesoro - la percentuale di crescita era risultata superiore, del 5 per cento nel 2009 e quasi del 7 nel 2008.
L’amministrazione di Trenton gioisce dei risultati e non risparmia elogi al governatore dal pugno di ferro che è riuscito ad ottenere tutto ciò che chiedeva al pubblico impiego per riuscire a far quadrare i conti.
I tagli sui benefici, ad esempio, comprendono l’elevazione dell’età pensionistica per i nuovi assunti, mentre gli attuali dovranno provvedere a raccimolare di più di tasca propria per versamenti pensionistici e assicurazione malattie.

Lo stato deve una quantità impressionante di dollari ai fondi pensione a cui sono interessati 720 mila dipendenti pubblici.
Le amministrazioni che si sono susseguite attraverso l’ultimo decennio hanno posposto versamenti pensionistici nell’ordine di 10.9 miliardi di dollari contribuendo a creare una differenza di 25 miliardi tra la somma attualmente disponibile per pagare le pensioni e quella destinata.
Infatti, una delle scappatoie scelte dal governatore Christie per chiudere il bilancio dei suoi primi due anni di guida dell’amministrazione dello Stato Giardino, è stata quella di avvalersi della facoltà di posporre i versamenti pensionistici per diversi miliardi di dollari.
Il governatore con la firma di un’apposita legge quest’anno si è impegnato a chiudere il gap dei fondi pensione in termini precisi e predisposti.
Lo stato sarà obbligato a depositare un settimo dei versamenti annuali previsti, riuscendo così nel giro di 7 anni a ripristinare i versamenti pensionistici nella totalità.
Il pesante fardello del debito del New Jersey ha anche attratto l’attenzione di Wall Street e delle agenzie di rating che dallo scorso anno lo tengono sotto osservazione.
Mentre Moody’s Investors Service in aprile aveva declassato il “credit rating” dello stato e Fitch Ratings ha seguito l’andamento rivalutando da “stable” a “negative” il giudizio.
In conclusione, in rapporto annuale riferisce che dei 38 miliardi di debito del New Jersey in obbligazioni, 2.5 miliardi sono stati autorizzati dal consenso dei votanti, mentre la maggior parte del restante, circa 31 miliardi sono stati emessi dall’apparato statale.
Nella foto il gov. Christie Christie.
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