sabato 17 dicembre 2011

In mostra all'Istituto di Cultura "150 anni di genio italiano, innovazioni che cambiano il mondo"










di Riccardo Chioni





È stata inaugurata giovedì all’Istituto di Cultura a Park Avenue la mostra “150 anni di genio italiano: innovazioni che cambiano il mondo” imperniata sugli oggetti della vita quotiniana che hanno cambiato il nostro modo di vivere ed alla cui base vi è la capacità scientifica e tecnologica del nostro paese.
Il direttore dell’Istituto, Riccardo Viale ha spiegato come è nata l’idea della mostra organizzata dalla Fondazione Rosselli in collaborazione con l’Accademia dei Lincei e dal Festival della Scienza di Genova che il pubblico potrà visitare fino al 27 gennaio prossimo.
“Agli inizi del 2010, nella mia nuova veste di direttore dell’Istituto, mi sono reso conto da subito della grande simpatia e popolarità dell’Italia e degli italiani in America. Tutto ciò che è italiano negli oggetti della vita di tutti i giorni, nel design, nella moda, nel cibo, nel tempo libero - ha sottolineato Viale - viene associato all’eccellenza e qualità. L’Italia è percepita come la regina assoluta della dimensione estetica della vita quotidiana”.
Il percorso espositivo della mostra “150 anni del genio italiano” si articola in cinque isole che raccontano l’impatto dell’innovazione sulla vita delle persone nell’intimo e nel quotidiano “Vivere il nuovo”, nel tempo libero e nei movimenti “Viaggiare è conoscere”, nell’ambiente di lavoro “Lavorare con efficacia”, nei confronti della medicina e della salute “Curare è vivere” e nel continuo rapporto dell’uomo con il sottile limite tra il noto e l’ignoto “Superare le frontiere”.
“La mostra nasce per mostrare che nei 150 anni della storia d’Italia non è soltanto human science, arte e musica, ma c’è molto della cultura scientifica e tecnologica che ha plasmato il tessuto industriale del mondo. E allora -ha proseguito Viale -, partendo dalla vita quotidiana di oggi, dagli oggetti che la gente usa andando retrospettivamente a vedere quale italiano ha avuto l’idea, ha fatto la scoperta, ha prodotto una invenzione, un brevetto per portare poi in una sorta evoluzione ai prodotti che usiamo oggi giorno”.
La mostra itinerante aperta gratuitamente al pubblico, dopo New York andrà a Los Angeles, Toronto, Città del Messico, San Paolo, Tokio, Camberra, Tunisi per poi tornare in Italia.
Il direttore Viale ha spiegato che a chiusura della mostra si terrà un convegno molto importante su human science a cui parteciperà una serie di esperti per pralare di tutte le aree, tra cui archeologia, filosofia e legge.
“Sarà una giornata chiusa da Giuliano Amato che è presidente delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, aperta da Martha Nussbaum che è autrice di un importante libro su human science” ha aggiunto Viale.
L’Italia regina della dimensione estetica, simbolicamente incardinata nelle famose “3 f”: fashion, food, forniture, pur importante per le ricadute economiche che genera, non può però lasciare soddisfatti ha sostuto Viale.
“È vero che a questi simboli dobbiamo aggiungere quelli importanti della nostra eredità culturale e del paesaggio naturale, anche queste eccellenze che nessuno mette in discussione. L’Italia però non è solo questo. È anche scienza, tecnologia ed industria. All’estero, invece - ha sottolineato -, la percezione di questa parte importante della storia e del presente del nostro paese non viene colta in modo sufficiente”.
Le stesse figure di Leonardo e Galileo vengono relegate più nella nostra eredità culturale, insieme a Raffaello e Michelangelo, invece di considerarli i caostipiti della tradizione scientifica e tecnologica del nostro paese.
“Questa considerazione - ha affermato il direttore derll’Istituto - è confermata anche dagli studi che vanno ad analizzare le componenti semantiche del nation branding, cioé del concetto o modello mentale di nazione. Mentre la rappresentazione psicologica di cosa è la Germania, gli Usa o il Giappone è caratterizzata da attributi come precisione, solidità, durata, innovazione e scoperta, legati alla cultura scientifica e tecnologica, il nostro paese, al conrario, viene identificato con il tempo libero, vacanze, bellezza e simpatia, tipici di una Italia turistica e museale, ma non tecnologica e industriale”.
Ed ecco il significato di questa mostra per i 150 anni, per esporre a New York e in altre città del mondo il prodotto della capacità scientifica e tecnologica italiana capace di generare innovazioni che da una parte hanno cambiato lo stile di vita dei cittadini del mondo e, dall’altra hanno contribuito al valore aggiunto industriale dei principali paesi sviluppati, in primis Stati Uniti e Gran Bretagna.
“Il messaggio che la mostra vuole dare nel mondo - ha concluso Viale - è che dentro gli oggetti che rendono per tutti la vita più sicura, comoda e piena vi è la capacità creativa e innovativa di molte donne e uomini italiani”.


Nelle foto, in alto: Gino Bramieri promuove Moplen, Riccardo Viale e alcune immagini della mostra.


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