sabato 31 dicembre 2011

Inizio d'anno a braccia incrociate per 22 mila addetti alle pulizie degli uffici








di Riccardo Chioni




Per 22 mila addetti alle pulizie di 1.500 torri di cristallo adibite ad uffici, quasi tutte situate a Manhattan, l’anno nuovo potrebbe iniziare incrociando le braccia, se non sarà rinnovato all’ultimo momento il contratto di lavoro collettivo che scade a mezzanotte.
Il sindacato Local 32BJ Service Employees International Union ha già allestito il piano per lo sciopero, designato chi condurrà i picchettaggi e le manifestazioni che si snoderanno nelle strade della City.
I negoziati tra le parti erano stati intensificati negli ultimi due mesi, ma all’ultimo incontro non sono stati superati alcuni scogli importanti come quello degli aumenti di stipendio e dei benefici.
Il nuovo contratto di lavoro avrebbe la durata di quattro anni a partire dal primo gennaio 2012, ma sembrano insormontabili le difficoltà dell’ultima ora che riguardano i benefici dei dipendenti delle aziende di pulizia.
“Su molti punti abbiamo trovato un compromesso e nel caso il sindacato dovesse dichiarare lo sciopero, ci stiamo organizzando con personale non sindacalizzato per rimpiazzare coloro che hanno incrociato le braccia” ha dichiarato Howard Rothschild presidente del Reality Advisor Board on Labor Relation che rappresenta i proprietari dei grattacieli-uffici.
Da parte loro, sia il sindacato che migliaia di dipendenti che hanno già dimostrato nelle settimane scorse downtown Manhattan, sono riusciti a portare dalla loro parte alcune figure politiche di spicco a sostegno della categoria ed a organizzare conferenze stampa per illustrare la situazione che - a detta del presidente del sindacato - non rispecchia la realtà prospettata dai proprietari.
“I proprietari dei palazzi della città si comportano come se fossero a raschiare il fondo in una situazione economica disperata, ma non è proprio la realtà, dal momento che ne escono con un profitto che sfiora i venti miliardi di dollari” ha riferito Matthew Nerzig portavoce del sindacato Local 32BJ.
Giovedì, quando si sono interrotte le trattative, sono rimasti sul tavolo alcuni punti da chiarire nel nuovo contratto.
I proprietari - secondo il sindacato - stanno cercando di emulare ciò che si è verificato in altri stati come Ohio e Wisconsin dove i sindacati hanno dovuto cedere sotto le insistenze di ridimensionamenti e concessioni sui benefici.
Ma a Manhattan la situazione rispetto a quattro anni fa quando fu rinnovato il contratto degli addetti alle pulizie con un abbondante aumento salariale, oggi si presenta in maniera diversa, all’insegna dell’incertezza economica.
Mediamente un operaio delle pulizie a New York riceve un compenso di 49 mila dollari l’anno, ponendosi in testa ai guadagni della categoria nel paese.
Ora i proprietari sostengono che vi sono molti uffici non occupati e che gli affitti si sono ridotti alla metà rispetto al 2007, con una diminuzione di entrate e profitti, chiedendo tra l’altro ai dipendenti di contribuire alle spese della salute che attualmente sono coperte al 100 per cento dalle aziende.
Ma la fotografia dell’economia del settore non è così drammatica come vorrebbero far credere i proprietari, dal momento che l’immobiliare newyorkese è considerato uno dei mercati più in salute rispetto al resto della nazione, tanto che il mese scorso ad un incontro di proprietari di edifici ad uso ufficio avevano commentato l’anno che si chiude come “We Are the Golden Apple”.
Secondo l’agenzia di ricerca immobiliare CoStar la percentuale degli uffici non affittati a Manhattan è del 7 per cento, in aumento rispetto al 5.7 del 2007, mentre gli affitti sono scesi dai 60 dollari a piede quadrato del 2007 agli attuali 46 e spiccioli.
Ma i dipendenti delle pulizia sostengono che non si può pretendere che una famiglia riesca a vivere con 49 mila dollari all’anno quando ci sono anche i figli da mandare al college e non intendono cedere sulla voce aumenti salariali.


Nelle foto: momenti di una recente manifestazione.

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