
di Riccardo Chioni
Immaginate la scena: un’aula della scuola elementare George Miller a Nanuet nella Rockland County, mentre ragazzini e insegnante della seconda classe stanno virtualmente viaggiando sulla mappa mondiale e quando uno indica il Polo Nord dove - dice - abita Santa Claus, si è sentito però smentire dalla maestra, Babbo Natale non esiste.
Nell’aula i ragazzini sono piombati in un silenzio di incredulità, sorpresi dalla novità, mentre la notizia della dichiarata inesistenza di Santa Claus in breve faceva il giro del paesone di Nanuet con le proteste che hanno iniziato a raggiungere i responsabili scolastici facendoli sobbalzare dalla sedia.
La vicenda era iniziata quando un ragazzino di 7 anni alla maestra aveva detto che conosceva il Polo Nord perché ci abita Santa Claus, il vecchio con la barba bianca.
Prontamente l’insegnante avrebbe smontato il sogno infantile di ognuno annunciando alla classe che Babbo Natale non esiste affatto e che i regali sotto l’albero li pongono di nascosto i genitori di ognuno di loro.
La notizia della traumatica cessazione del sogno di ogni bambino e la “morte dichiatata” di Santa ha destato commozione ed ha creato un certo subbuglio in seno al sistema scolastico locale che si è trincerato dietro il silenzio, dicendo soltanto che è in corso un’inchiesta interna.
I genitori sono più afflitti dei propri figli sulla non esistenza di Santa piombata come un macigno sul capo dei piccoli in classe e qualcuno un tantino più critico non ha esitato a definire la maestra la “nuova Scrooge”.
Per fortuna i ragazzini della contea di Rockland continueranno ad avere il proprio Santa Claus di riferimento all’ufficio postale di Congers, dove da due decenni Margaret Burke risponde ad ogni lettera che riceve indirizzata a Babbo Natale, nel suo tempo libero e a proprie spese, utilizzando come indirizzo del mittente il North Pole.
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