di Riccardo Chioni
“Senza neppure chiamarli, si sono presentati i funzionari del Consolato Generale in aeroporto per portarci da mangiare, da bere e un lettino” ha raccontato ieri Ivan Bruschi, uno delle centinaia di connazionali che da 4 giorni sta cercando di rientrare dopo il blocco dei voli a causa del passaggio di Irene.
America Oggi ha raccolto alcune testimonianze di italiani vacanzieri nella Big Apple che hanno espresso il proprio apprezzamento per l’attenzione ricevuta dal Consolato nella situazione di disagio.
“Lunedì mi sono recata al Consolato Generale e i funzionari molto gentilmente mi hanno aiutato a trovare un volo perché avrei dovuto partire domenica. È stato un servizio molto utile e ben gestito” ha raccontato Stefania Aderenti all’aeroporto JFK dove era in attesa di imbarcarsi per far rientro a Brescia dopo tre settimane di vacanza.
Centinaia di connazionali iscrittisi al sito “dovesiamonelmondo” del ministero degli Esteri hanno preso contatto con il Consolato che aveva attivato una Task Force da sabato a lunedì alla guida della quale era il console reggente Laura Aghilarre.
Il Consolato Generale ha coordinato la rete consolare e onoraria relativa agli stati interessati dal passaggio dell’uragano Irene nella East Coast.
“Abbiamo potuto constatare come le autorità americane hanno saputo rispondere a questa emergenza coordinata da gente competente a livello statale, di Fema e di Homeland Security” ha commentato il console Aghilarre che suggerisce a tutti gli italiani residenti e turisti, di registrarsi al sito www.dovesiamonelmondo.it (le informazioni sono riservate), in modo da semplificare l’assistenza in caso di necessità.
Centinaia di connazionali costretti a restare a New York anche al termine del soggiorno hanno trovato grandi difficoltà a raggiungere le compagnie aeree, come un gruppo di 80 persone rimasto bloccato al JFK da sabato.
La Task Force attivata sabato mattina ha ricevuto oltre 400 contatti tra email e telefonate di italiani, oltre alle persone che si sono presentate in sede a Park Avenue. Considerando che i contatti venivano fatti per conto di una famiglia o di un gruppo di turisti, ciò significa che è stato raggiunto un bacino di utenza molto più elevato.
Al Consolato durante i due giorni di bufera sono anche giunte richieste di assistenza per alcuni casi sanitari specifici.
In generale, i commenti raccolti tra i connazionali in partenza sulla prontezza ed efficacia degli interventi della rete consolare sono tutti in positivo.
Dopo la vacanza Giuseppe Cianciotta cercava di rientrare ad Altamura quando si è trovato bloccato all’aeroporto dove si trova da 4 giorni.
“Non sapevamo come fare perché non avevano alcun punto di appoggio, per fortuna si sono presentati 2 funzionari del Consolato che ci hanno registrato, ci hanno portato acqua, viveri e un lettino. Anche quando abbiamo avuto problemi con la compagnia aerea - ha aggiunto Cianciotta - nel mezzo della notte è tornato un funzionario consolare che ci aiutato nell’impresa. Nel mio gruppo siamo in 18 a dover partire”.
In molti, oltre un centinaio di turisti fermi al Terminal 4, sono riusciti a partire nella giornata di ieri, altri finalmente saliranno sulla scaletta dell’aereo oggi, quando le compagnie aeree auspicano di riportare il servizio alla normalità.
In aeroporto da venerdì sera anche Ivan Bruschi di Lodi che avrebbe dovuto rientrare dopo una vacanza negli States e Canada. “Per fortuna sono venuti i funzionari del Consolato che ci hanno fornito numeri e contatti. Personalmente avevo raccolto un certo numero di italiani, per non disperderci e loro ci hanno assistito adeguatamente. Sono venuti anche senza chiamarli, accompagnati da un carabiniere”.
Nelle foto, in alto: la Task Force del Consolato Generale e un gruppo di turisti italiani al JFK in attesa di imbarcarsi.
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