
di Riccardo Chioni
Anche se la Borsa ieri era chiusa, è stata comunque una giornata agitata a Wall Street, teatro di una manifestazione di protesta di massa che - secondo gli organizzatori - mette le tende per restare nel cuore della finanza a stelle e strisce.
Con lo slogan “#OccupyWallStreet” sono scesi a migliaia nella Lower Manhattan, sollecitati dal gruppo di hackers Anonymous e dalla rivista Adbusters a presentarsi a Wall Street dove hanno intenzione di piantare tende, cucine, barricate pacifiche per un campeggio di protesta ideato per restare sul luogo per diverse settimane.

La manifestazione programmata per le 12 di ieri è iniziata con poche centinaia di partecipanti, ma con una massiccia presenza di polizia, mentre col passare delle ore il numero è andato crescendo fino a migliaia di persone.
I dimostranti protestavano per l’influenza delle corporation e dei lobbyisti nel processo democratico del paese, chiedendo al presidente Obama la creazione di una commissione presidenziale mirata ad eliminare l’influenza dei dollari sui rappresentanti in politica a Washington.
I famoso Toro in bronzo di Arturo Di Modica mostrava il posteriore ai dimostranti relegati nel perimetro di Bowling Green dal cordone di polizia che impediva a chiunque di avvicinarsi alla Borsa.

“Siamo stanchi di assistere al porre il profitto prima delle esigenze base degli americani. La protesta a Wall Street è intesa a comunicare il concetto agli alti livelli della politica di Washington” ha dichiarato George, uno degli organizzatori.
Una protesta dalle diverse sfacettature: incontro yoga e meditazione, capannelli di gente impegnata in accese discussioni, giovani che scaricavano zaini e sacchi a pelo pronti ad affrontare il campeggio di protesta in una cornice piuttosto insolita come i canyon del potere economico.
Quasi nulla la presenza di cartelli e slogan di protesta: sull’unico, grande poster c’era scritto “Wall Street Is Our Street” per la manifestazione di occupazione che continuava a crescere di numero.

Tra i gruppi aderenti “We Are the 99 Percent” che ha messo in risalto alcune delle preoccupazioni dei dimostranti, tra cui il problema della salute con i poveri a cui è negato l’accesso alla medicina essenziale, l’aumento della disoccupazione vista come la conseguenza di una recessione causata e perpetuata dalle banche, l’aumento dei senzatetto e la per la perdita della casa da parte di milioni di americani.
“We Are the 99 Percent - hanno spiegato gli organizzatori - si riferisce alla ricchezza che è nelle mani dell’uno per cento di cittadini americani” e la protesta cade proprio nella settimana in cui il Census Bureau ha reso noto i dati che dimostrano come il livello di povertà nel paese sia arrivato a toccare i livelli più alti da 17 anni a questa parte.

C’è chi protesta contro la distruzione dell’ambiente, chi contro la carente istruzione scolastica, chi contro le tasse troppo alte, chi contro l’ingerenza delle autorità nella vita dei cittadini, chi invece lo fa contro la proliferazione delle armi e contro le guerre.
Uno dei gruppi organizzatori sul sitoweb ha scritto “un missile cruise può pagare lo stipendio di un insegnante per un anno” e ancora “abbiamo bisogno di lavoro, assicurazione sanitaria e istruzione! Basta ai contunui tagli al bilancio, basta a penitenziari e guerre”.

Tra le migliaia di dimostranti c’era anche chi si copriva il volto con fazzoletti colorari, chi invece indossava una ridicola maschera e chi, ancora, mostrava le spalle agli obiettivi, per sfuggire forse a schedature della polizia in divisa e in borghese che aveva pronto a fianco della manifestazione un cellulare per chi dovesse finire in manette.

Stando a quanto riferito dagli organizzatori, altre dimostrazioni di protesta ieri si sono svolte nel cuore di quartieri finanziari di Madrid, Milano, Londra e Parigi.
È l’anticamera delle “rivolte” che intravvede all’orizzonte il sindaco Michael Bloomberg? Venerdì mattina, durante il suo consueto appuntamento radiofonico con John Gambling, si è lasciato sfuggire una frase che a City Hall si sono subito precipitati a ridimensionare.
Il sindaco, rispondendo alla domanda di un ascoltatore su debito pubblico e disoccupazione, ha detto che le rivolte scoppiate oltreoceano potrebbero esplodere anche qui se non vengono creati posti di lavoro per disoccupati frustrati.

“Ci sono un sacco di ragazzi diplomati che non trovano lavoro e questo è ciò che è accaduto al Cairo, a Madrid e non vogliamo che si verifichino quelle rivolte anche qui” ha sottolineato Bloomberg.
“È solo un eufemismo” si sono precipitati a precisare a City Hall per quanto aveva appena detto il primo cittadino che da mesi suona il campanello d’allarme ai palazzi di Washington, criticando sonoramente il “partisanship” che regna nella capitale.
Intanto, la criminalità è in preoccupante aumento rispetto all’anno passato con omicidi cresciuti del 6.5 per cento, gli stupri del 32, i furti del 4 e le aggressioni del 5 per cento.
“Questo è l’inevitabile risultato della mancanza di sette mila agenti nell’organico della polizia” ha dichiarato il consigliere comunale Peter Vallone, mentre il numero degli abitanti che riceve “food stamps” è cresciuto del 67 per cento negli ultimi 4 anni.
Nelle foto: alcuni momenti della invasione di Wall Street.
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