venerdì 30 settembre 2011

Rapinatore da record: colpo quotidiano per 3 giorni di fila nella stessa filiale di banca







di Riccardo Chioni



Il giovane Charles Burnett di Teaneck nel New Jersey doveva avere pensato di avere scoperto il facile rimedio alla sua urgente necessità di denaro andando a rapinare la stessa filiale di banca dowtown Manhattan per tre giorni consecutivi, prima di essere pizzicato con il bottino tra le mani dagli agenti di polizia.
Secondo quanto appurato dagli investigatori Charles Burnett di 29 anni d’età in tre giorni era riuscito a raccimolare la somma di 26 mila dollari durante la 3 giorni della sua versione personalizzata del film “Groundhog Day” nella stessa flilale della Sovereign Bank.
La storia che rasenta il ridicolo ha lasciato stupefatti pure gli smaliziati investigatori, avvezzi a scene quasi simili, che in passato si sono verificate ripetutamente, a distanza semmai di settimane, ma mai a giorni consecutivi.
La tre giorni di Burnett era iniziata lunedì alle 9,20, quando è entrato in banca, ha spintonato un cliente da parte e si è diretto verso una cassa mostrando un biglietto con scritto “sono armato, metti i soldi nel sacco”.
Per rendere più seria la rapina aveva mostrato alla cassiera un sacchetto di carta sbattuto sul bancone come ad indicare che dentro c’era l’arma, mentre l’impiegata metteva nel sacco poco più di 2.250 dollari che passava al rapinatore che ha girato i tacchi uscendo con la stessa andatura con cui era entrato.
Il giorno successivo è arrivato allo sportello verso le 11, ma con fare più aggressivo. Danielle Stephens, una giovane cassiera al suo primo giorno di lavoro, si è trovata faccia a faccia col rapinatore che le chiedeva quattrini con lo stesso stratagemma.
Lei però ha spiegato di non avere contante in cassa, costringendo il rapinatore a passare tranquillamente allo sportello accanto dove si è fatto consegnare 14 mila dollari.
Dopo il secondo colpo la polizia evava fatto circolare la prodezza di Burnett su giornali e tivù, ma pare che al rapinatore incallito non importasse più di tanto.
Così mercoledì mattina si è ripresentato alla filiale della Sovereign dove è stato riconosciuto dagli impiegati da cui si è fatto consegnare oltre 10 mila dollari con lo stessa minaccia della pistola dentro il sacchetto.
All’uscita però Burnett - ancora prima che scattasse l’allarme - è stato notato da due agenti in perlustrazione che lo hanno riconosciuto dalla foto segnaletica e arrestato all’istante con il sacco in mano.


Nella foto rilasciata dall polizia: Charles Burnett immortalato durante la seconda rapina.

giovedì 29 settembre 2011

Otto membri della banda dei Crew nel Bronx finiti dietro le sbarre










di Riccardo Chioni





Un centinaio di agenti di diverse agenzie federali e locali mercoledì hanno assediato due complessi di case popolari situati nella zona di Melrose nel Bronx per dare la caccia a pericolosi membri di gang come Crew e God’s Favorite Children facendo scattare le manette a 5 individui, mentre le forze dell’ordine sono sulle tracce di un altro ricercato.
La notizia è stata resa nota dai reparti della polizia di New York e dell’agenzia federale Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives che erano calati a Courtlandt Avenue per rintracciare 8 uomini accusati di omicidio, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti e possesso di armi illegali.
Secondo la documentazione inoltrata al tribunale federale dal procuratore di Manhattan Preet Bharara le gang dei Crew e dei God’s Favorite Children s’erano insediate nella zona attorno a Courtlandt Avenue usando violenza e intimidazioni a mano armata per impiantare il dominio sul territorio di spaccio di crack e marijuana.
Stando alla denuncia della procura federale le due gang non risparmiavano atti violenti e intimidatori nei confronti di chi cercava di interferire con la loro illecita attività, a difesa del perimetro che s’erano conquistati nelle vicinanze dei complessi di case popolari conosciuti come Melrose Houses e Andrew Jackson Houses.
Questa particolare zona di spaccio non è nuova alle cronache e neppure alle forze dell’ordine che due anni fa avevano compiuto un’altra operazione chiamata “Rotten Apple” che aveva portato all’arresto di 37 criminali e al sequestro di 18 mila dollari in contanti, oltre a mille dosi confezionate di eroina.
Gli arresti di allora evavano creato un vuoto di potere nella zona di Melrose per lo spaccio della droga dove s’erano dati battaglia al suono di colpi d’arma da fuoco i membri di due diverse gang.
Il procuratore Bharara, parlando degli ultimi arresti, ha detto che “per troppo tempo violenza e traffico di droga avevano sfinito la comunità del Bronx” precisando peraltro che l’operazione dei giorni scorsi “è un altro significativo passo per pulire il rione di Melrose”.
Ma il reverendo Francis Skelly della chiesa dell’Immacolata Concezione nella parte est di 150th Street non è soddisfatto di questo intervento una tantum delle forze dell’ordine e si augura che sia incrementata la presenza di divise, altrimenti Melrose continuerà a soffrire del fenomeno.
“Dopo il raid (gli agenti) se ne sono tornati a casa, ma qui abbiamo bisogno di più agenti in strada” ha detto il pastore spiegando che i persistenti problemi di droga e violenza sono da attribuire alla mancanza di insegnamenti e lavoro.
“La gente finisce per scegliere cattive vie a causa della povertà” ha sottolineato il parroco.
Due dei ricercati si trovano già dietro le sbarre in un penitenziario federale per altre accuse, mentre prosegue la caccia per mettere al sicuro anche Nolbert (PayDay) Miranda.
Josgua (Killa) Meregildo e Melvin (Melly) Colon sono stati accusati di 2 omicidi commessi per difendere il territorio del giro dello spaccio da due membri di gang rivali.
La procura li ha accusati della morte di Carrel Ogarro avvenuta il 31 luglio dello scorso anno e di Delquan Alsto ucciso il 27 agosto del 2010. Entrambi erano stati freddati stile esecuzione nella zona di East 156th Street, all’esterno delle Jackson Houses.
Meregildo è stato anche accusato di tentato omicidio nei confronti di Earl (Skeet Box) Pierce appartenente ad una gang rivale, sempre per la conquista del territorio, lo scorso 13 settembre.
Ma l’attività criminale a cui erano dediti gli appartenenti alle gang Crew e God’s Favorite Children andava oltre lo spaccio vero e proprio.
Nel mirino dei sanguinari spacciatori c’erano infatti membri sospettati di collaborare con la giustizia che venivano passati per le armi, secondo quanto riferito da Delano Reid, agente speciale dell’agenzia federale Bureau of Alcohol, Tobacco Firearms and Explosives.
Se riconosciuti colpevoli Meregildo e Colon rischiano di vedersi comminare la pena capitale, mentre per Pierce, Miranda, Lebithan Guzman, Aubrey Pemberton, Felipe Blanding e Javon Jones le pene possono variare da 10 anni all’ergastolo. Durante il raid è stato anche arrestato un minore, Dante Barber.
La gente - ha osservato il parroco dell’Immacolata Concezione - teme ritorsioni e quindi tende a non collaborare con gli investigatori, ma soprattutto si sta preparando a subire una possibile escalation di violenza per la conquista della piazza del narcotraffico rimasta al momento sguarnita.


Nella foto fornita dalla polizia: Nolbert Miranda.

martedì 27 settembre 2011

Invitati i presidenti Napolitano e Obama alla 36ma convention italoamericana








di Riccardo Chioni



Se a New York il mese di ottobre è caratterizzato dalla Comubus Parade, a Washington il momento clou è dato dalla grande convention italoamericana organizzata dalla National Italian American Foundation che al gala del 29 ha invitato i presidenti Giorgio Napolitano e Barack Obama.
All’appuntamento con la serata black tie che conclude la 36ma edizione della convention all’hotel Washington Hilton a Dupont Circle hanno già dato la propria adesione celebrità di grande richiamo, personalità della politica, sport, industria, economia e istituzioni italiane e americane.
Nella sala delle feste del Washington Hilton prenderanno posto oltre tremila persone per seguire il gala in cui la giornalista televisiva Maria Bartiromo è chiamata a svolgere il ruolo di maestra di cerimonie.
Tra le celebrità figurano i nomi di Frankie Avalon, Anna Maria Alberghetti, Dana Brunetti, Giuliana DePandi-Ranic, Deana Martin, Joe Pentoliano e Mike Piazza, oltre alla leader della minoranza alla Camera Nency Pelosi.
Nella la rosa di personalità italoamericane premiate alla 36ma edizione sono compresi Capri Cafaro leader della minoranza al Senato dell’Ohio, il mitico Dion DiMucci il cui nome è iscritto nella Hall of Famer del Rock and Roll, l’ex congressman Frank Guarini, Frank Mancuso già chairman della Paramount Pictures e Metro Goldwyn-Mayer, Paolo Scudieri managing director di Adler Plastic, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, il presidente di Gianni Versace S.p.A. e chairman della fondazione Operation Smile Italia, Santo Versace.
A margine della due giorni della convention si svolgono diverse attività tra cui conferenze, seminari e incontri, oltre alla tradizionale Expo Italia, una mostra di prodotti e servizi di aziende italiane e americane nel salone delle esposizioni, sempre al Washington Hilton.
Il premio più ambito assegnato dalla Niaf ogni anno in ambito scolastico è quello di “Insegnante dell’anno” alla cui selezione partecipa un numero infinito di docenti da costa a costa, che durante il tradizionale luncheon con celebrità il 28, sarà consegnato a Kerri Titone da cinque anni insegnante di lingua italiana alla Northport High School in località Northport a Long Island. A consegnare a Kerri Titone il “Teacher of the Year Award” saranno Matthew DiDomenico responsabile del settore scholarship e grant della Niaf e Stacy Harrison vice chairman della Fondazione di Washington.
Il premio viene assegnato come riconoscimento al docente di scuole elementari, medie e superiori che ha dimostrato dedizione nell’insegnamento dell’italiano e che sia dotato dell’abilità di ispirare gli studenti di qualsiasi livello ad amare il soggetto di sua competenza.
Irene McLaughlin, preside della high school dove insegna Titone ha espresso grande stima per la geniale insegnante che ha saputo incoraggiare i suoi studenti ad immergersi in alcuni argomenti di interesse globale visti sotto una prospettiva italiana, di un’Italia contemporanea che affronta temi come energia nucleare, riciclaggio e altri punti concernenti l’ambiente.
“La storia - ha sottolineato la preside - è un altro piatto forte di Titone, come del resto la musica presentata in forma classica e operistica, ma anche i generi pop e rap dell’Italia attuale”.
Titone riceverà un compenso per “continuing education” che gli consentirà di partecipare a corsi specializzati studiati appositamente per insegnanti di stranieri della lingua italiana che si svolgerà in partnership con la Niaf e l’Università per Stranieri di Perugia.
Intanto, guardando al futuro della collettività italoamericana, la Niaf ha annunciato una partnership con la Commissione Giovani-Usa per offrire opportinità nei campi dell’istruzione e cultura alle nuove generazioni.
“Alla Niaf siamo veramente lieti per la possibilità dataci di collaborare con la Commissione Giovani-Usa per incentivare programmi di istruzione e culturali che sono gli obiettivi primari di entrambe le organizzazioni” ha dichiarato Matthew DiDomenico chair della commissione grant della Fondazione.
Attraverso l’unione delle forze, Niaf e CG-Usa intendono promuovere eventi a carattere regionale e nazionale, agevolare scambi di informazioni tra giovani italoamericani attraverso un networking e per incoraggiare altri ad aderire alle iniziative.
La National Italian American Foundation ha sede nella capitale, è la maggiore organizzazione che rappresenta oltre 20 milioni di cittadini di origine italiana che vivono negli Stati Uniti.
In passato, durante la serata di gala della convention, avevano ricevuto premi alla carriera il primo giudice italoamericano della Corte Suprema Antonin Scalia e poi Frank Sinatra, Joe Di Maggio, Lee Iacocca, Liza Minnelli, Luciano Pavarotti e Sofia Loren, ma l’elenco di nomi potrebbe proseguire ancora fino a raggiungere il 1975, anno di nascita della Niaf.


Nelle foto, dall'alto: il gala dell'anno scorso, Nancy Pelosi, Dion DiMucci, Maria Bartiromo, Emma Marcegaglia e Santo Versace.



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Elodea trionfa alla IV edizione del Festival della Canzone Italiana col brano "L'anima dei sogni"








di Riccardo Chioni




Con il brano inedito “L’anima dei sogni” la cantante emergente Elodea ha incassato il gradimento della giuria presieduta da Tony Dallara aggiudicandosi la IV edizione del Festival della Canzone Italiana presentato domenica da Benedetta Rinaldi nel teatro del Christ the King Center nel Queens.
Se Elodea al Festival di Sanremo l’anno scorso si era piazzata tra i finalisti con un brano per la categoria giovani, al Festival di Queens ha conquistato giuria e il pubblico che gremiva il teatro, è stata la prima dei dieci concorrenti a salire sul palco dando il via alla manifestazione canora e la prima nel raccogliere il massimo dei voti dei giurati.
Elodea canta da quando era bambina e recentemente è uscito il suo primo disco intitolato “La regola”.
Il formato del Festival prevede la partecipazione di dieci cantanti che presentano canzoni inedite: 5 provenienti dall’Italia e altrettanti selezionati tra le centinaia di aspiranti al concorso negli Stati Uniti.
Al secondo posto si sono classificati tre cugini che si sono presentati con il nome di Recover South: Giuseppe, Salvo e Giovanni sono nati a Palermo, risiedono negli Stati Uniti, interpretano e suonano brani di loro creazione.
Terza classificata la cantante Jessica Trevisan, milanese, figlia d’arte, immersa nel mondo dell’arte espressiva e della musica da quando era bambina, ha chiuso la serie di esibizioni.
Gli altri sette interpreti sono stati Aldo Bianchi, Massimo Poggioni, Angelo Venuto, Joe Nastasi, Patrizio Dettori, Sandra Digangi e Maria Rosa Trapani.
Ospiti della serata, tra gli altri, l’attore Riccardo Polizzy Carbonelli che sul piccolo schermo veste i panni dello scaltro imprenditore d’acciaio Roberto Ferri nella soap “Un posto al sole” in onda sulla Rai, oltre al tenore-pop e produttore discografico Michael Castaldo in veste di giurato.
L’angolo del cabaret è stato riservato ad Antonio Pandolfo, siciliano di Alcamo che si trascina dietro la passione per il palcoscenico da quando evava sedici anni e punta a proporre scenette e personaggi prettamente siciliani da lui posti in chiave comica.
Con i colori, costumi e suoni della Sicilia hanno invaso il palcoscenico i componenti del gruppo folk Val D’Akragas attualmente in tour sul territorio americano per far conoscere musica popolare e tradizioni della Sicilia antica, che in sessanta anni di attività hanno portato in giro per il mondo nei cinque continenti.
Ad assistere allo spettacolo ripreso da Rai Internazionale che lo manderà prossimamente in onda c’era il console generale Natalia Quintavalle, l’onorevole Amato Berardi del Pdl eletto nella ripartizione Nord e Centro America, l’ex senatore Serphin Maltese, il presidente del Comites di NY & Ct. Quintino Cianfaglione e consiglieri comunali di New York.
Durante lo spettacolo è stato proiettato un breve documentario dedicato alla memoria di coloro che hanno perso la vita durante gli attentati al World Trade Center dieci anni fa.
Reginetta della serata canora è stata la conduttrice Benedetta Rinaldi, volto noto del programma “Italia chiama Italia” su Rai Internazionale e di “Gap, generazioni alla prova” in onda su Rai Tre.
Dulcis in fundo, il cantante ospite che non ha bisogno di grandi presentazioni, Tony Dallara vincitore con Renato Rascel del Festival di Sanremo del 1960 con la canzone “Romantica”.
Sono tantissimi i successi di Dallara e non solo in Italia. Ha vinto premi in ogni parte del mondo dove ha cantato anche in giapponese, spagnolo, tedesco, greco e francese.
Tony Dallara con tutta l’esperienza di pubblico raccolta nel corso dei decenni che si porta appresso riesce a coinvolgere spontaneamente gli spettatori durante le sue esibizioni, anche perché propone brani passati alla storia, sempreverdi che si canticchiano facilmente.
Sul palco sono saliti quindi presidente e chairman della Associazione Culturale Italiana che tradizionalmente organizza il Festival, Tony Mulé e Tony Di Piazza e assieme all’ex senatore Maltese hanno consegnato all’attore Riccardo Polizzy Carbonelli una targa a ricordo della sua partecipazione al Festival.


Nelle foto, dall'alto: i tre vincitori, da sinistra Recover, Elodea e Trevisan, Antonio Pandolfo, la giuria con dallara al centro, Benedetta Ronaldi, il gruppo folk di Agrigento e Tony dallara.



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mercoledì 21 settembre 2011

Omaggio di 4 mitici gondolieri veneziani alle vittime degli attentati dell'11 settembre












di Riccardo Chioni






I celebrati gondolieri di Venezia ad ottobre sbarcano a Staten Island per una regata commemorativa delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2011.
L’evento è organizzato dalla International Columbia Association che ha sponsorizzato l’arrivo della gondola e quattro gondolieri nei giorni 6 e 7 ottobre per una remata collettiva di 40 miglia attorno all’isola di Staten Island sotto lo slogan “Remembrance of the Victims of 9-11”.
I quattro gondolieri veneziani rappresentano il meglio della professione lagunare, famosi e acclamati, detentori di titoli e record, autori tra l’altro della traversata dell’English Channel.
Non sono nuovi nella Big Apple che li ha ospitati già nel 2007 per una cinque giorni di remi da Albany a Groud Zero in memoria delle vittime degli attentati al World Trade Center.
La International Columbia Association ha definito i quattro gondolieri sinceri fautori del motto “Never Forget”, che puntualmente ogni anno nella ricorrenza dell’11 settembre navigano lungo il Canal Grande issando a bordo una bandiera americana, con i rimorchiatori che innalzano i getti d’acqua al cielo.
Non è un’impresa facile remare stando in piedi una gondola dalla chiglia piatta lunga 33 piedi del peso di 800 libbre per sei ore al giorno, ma ciò che rende veramente unico lo spirito dei gondolieri in arrivo a New York è il fatto che sono tutti settantenni, anno più anno meno.
Una cerimonia per onorare i quattro gondolieri nelle loro annuali imprese intese “a non dimenticare” si terrà il giorno 8 ottobre a mezzogiorno presso il monumento Postcards situato a St. George a Staten Island.

martedì 20 settembre 2011

Tra venti giorni la Columbus Day Parade e l'Orchestra del Teatro Pettruzzelli per i 150 dell'Unione d'Italia








di Riccardo Chioni




Mancano esattamente venti giorni all’appuntamento con la 67.ma edizione della Columbus Day Parade, in calendario lunedì 10 ottobre con avvio a 47th Street alle 11,30 lungo il tragitto verso nord su Fifth Avenue, fino a raggiungere 72nd Street.
A guidare la parata con la fascia di Grand Marshal sarà il filantropo e businessman Joseph Plumeri, accompagnato da autorità statali, municipali e ospiti internazionali, oltre a dozzine di bande musicali, carri e rappresentanze dell’associazionismo e delle istituzioni presenti nell’area metropolitana.
La diretta tivù della parata è affidata all’emittente ABC (Canale 7) che raggiungerà oltre 7.5 milioni di famiglie nell’area compresa in 28 contee tra New York, New Jersey, Connecticut e Pennsylvania, oltre alla trasmissione live su Rai Internazionale.
Ma nessuna fortunata inquadratura o angolazione riesce a rendere palpabile entusiasmo e orgoglio di milioni di spettatori, italiani e non, con l’interminabile sventolio di migliaia di bandierine tricolori lungo la Quinta Avenue al passaggio della sfilata a cui partecipano decine di migliaia di persone.
Sul piccolo schermo i telespettatori saranno intrattenuti da due conduttori: la giornalista Maria Bartiromo e il cantante Joe Piscopo, mentre gli anchor di Eyewitness News, Ken Rosato e Lisa Colagrossi seguiranno in strada la parata.
La 67.ma parata del Columbus Day prevede la partecipazione di oltre 100 contingenti, alcuni dei quali in rappresentanza di località italiane e rispettivi dignitari.
Ad esibirsi di fronte al palco delle autorità a 69th Street sul tradizionale tappetto rosso vedremo la sensazionale Pia Toscano del programma American Idol originaria di Howard Beach, l’interprete chanteuse Giada Valenti, il tenore Michael Amante e i cantanti gemelli Will e Anthony Annunziata consacrati dal Wall Street Journal.
Ma il 2011 è anche l’anniversario, il 150.mo dell’Uninificazione d’Italia e la Columbus Citizens Foundation organizzatrice dei festeggiamenti in seno alle colombiadi newyorkesi, per l’occasione ha invitato alla più grande festa dell’orgoglio italiano e italoamericano d’America l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari diretta dal maestro e direttore musicale, Alberto Veronesi.
Per l’Orchestra del Petruzzelli si aprono le porte del Lincoln Center dove il 9 ottobre al Rose Theater terrà un concerto (ore 4 pm). I biglietti sono già in vendita al botteghino di Jazz at Lincoln Center o alla website www.jalc.org e per telefono a CenterCharge (212) 721-6500.
La scaletta del concerto comprende overture, intermezzi e arie tratte da opere di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini, Gioachino Rossi e Giuseppe Verdi con le interpretazioni di cantanti come i soprano Caroline Jones e Marina Shaguch e il tenore Massimiliano Pisapia.
“Siamo particolarmente lieti per la partecipazione dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli ai festeggiamenti per la celebrazione dell’Unità d’Italia con una performance a New York, la casa di milioni di persone che rivendicano orinigi italiane” ha dichiarato il presidente della Columbus Citizens Foundation, Frank Fusaro.
In risposta, il maestro Alberto Veronesi, direttore musicale dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, ha dichiarato che “l’Orchestra è onorata di venire a New York per il concerto commemorativo, a riconoscimento sia della bellezza dello sforzo individuale, che i magnifici risultati ottenuti dalle genti quando lavorano in armonia”.
Il maestro Veronesi, milanese di nascita, ha assunto la bacchetta da direttore dell’Orchestra del Petruzzelli quest’anno e ricopre lo stesso ruolo di direttore musicale dell’Opera Orchestra di New York e del Festival Pucciniano di Torre del Lago.
La Columbus Citizens Foundation, attraverso un vasto panorama di attività filantropiche e culturali, offre opportunità a studenti italoamericani meritevoli per il prosieuo degli studi mettendo a disposizione una varietà di programmi tra grant e borse di studio.
Per maggiori informazioni: www.columbuscitizensfd.org.
Durante il corrente anno scolastico la Fondazione con sede nella Upper Eashttp://www.blogger.com/img/blank.gift Side di Manhattan sta sottoscrivendo circa 2 milioni di dollari sottoforma di scholarship a oltre 500 studenti: un impegno annuale che affonda le sue radici nell’anno 1944.
Gli annali della storia della parata del Columbus Day ricordano la prima, datata 12 ottobre 1929, voluta dal businessman Generoso Pope editore del Progresso Italoamericano che guidò la sfilata da East Harlem, allora cuore della collettività di immigrati italiani, fino a Columbus Circle per celebrare l’esplorazione del Grande Navigatore, il contributo degli italoamericani allo sviluppo di New York e degli Stati Uniti. La parata fu seguita da un fundraising per aiutare gli immigrati italiani indigenti di New York City.


Nelle foto, dall'alto: il maestro Alberto Veronesi dirige l'Orchestra del Teatro Petruzzelli, un gruppo di famiglia alla parata dell'anno scorso, il maestro Alberto Veronesi e bandierine alla Columbus Day Parade 2010.


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domenica 18 settembre 2011

In migliaia al campeggio di protesta a Wall Street, l'anticamera delle "rivolte?"











di Riccardo Chioni




Anche se la Borsa ieri era chiusa, è stata comunque una giornata agitata a Wall Street, teatro di una manifestazione di protesta di massa che - secondo gli organizzatori - mette le tende per restare nel cuore della finanza a stelle e strisce.
Con lo slogan “#OccupyWallStreet” sono scesi a migliaia nella Lower Manhattan, sollecitati dal gruppo di hackers Anonymous e dalla rivista Adbusters a presentarsi a Wall Street dove hanno intenzione di piantare tende, cucine, barricate pacifiche per un campeggio di protesta ideato per restare sul luogo per diverse settimane.
La manifestazione programmata per le 12 di ieri è iniziata con poche centinaia di partecipanti, ma con una massiccia presenza di polizia, mentre col passare delle ore il numero è andato crescendo fino a migliaia di persone.
I dimostranti protestavano per l’influenza delle corporation e dei lobbyisti nel processo democratico del paese, chiedendo al presidente Obama la creazione di una commissione presidenziale mirata ad eliminare l’influenza dei dollari sui rappresentanti in politica a Washington.
I famoso Toro in bronzo di Arturo Di Modica mostrava il posteriore ai dimostranti relegati nel perimetro di Bowling Green dal cordone di polizia che impediva a chiunque di avvicinarsi alla Borsa.
“Siamo stanchi di assistere al porre il profitto prima delle esigenze base degli americani. La protesta a Wall Street è intesa a comunicare il concetto agli alti livelli della politica di Washington” ha dichiarato George, uno degli organizzatori.
Una protesta dalle diverse sfacettature: incontro yoga e meditazione, capannelli di gente impegnata in accese discussioni, giovani che scaricavano zaini e sacchi a pelo pronti ad affrontare il campeggio di protesta in una cornice piuttosto insolita come i canyon del potere economico.
Quasi nulla la presenza di cartelli e slogan di protesta: sull’unico, grande poster c’era scritto “Wall Street Is Our Street” per la manifestazione di occupazione che continuava a crescere di numero.
Tra i gruppi aderenti “We Are the 99 Percent” che ha messo in risalto alcune delle preoccupazioni dei dimostranti, tra cui il problema della salute con i poveri a cui è negato l’accesso alla medicina essenziale, l’aumento della disoccupazione vista come la conseguenza di una recessione causata e perpetuata dalle banche, l’aumento dei senzatetto e la per la perdita della casa da parte di milioni di americani.
“We Are the 99 Percent - hanno spiegato gli organizzatori - si riferisce alla ricchezza che è nelle mani dell’uno per cento di cittadini americani” e la protesta cade proprio nella settimana in cui il Census Bureau ha reso noto i dati che dimostrano come il livello di povertà nel paese sia arrivato a toccare i livelli più alti da 17 anni a questa parte.
C’è chi protesta contro la distruzione dell’ambiente, chi contro la carente istruzione scolastica, chi contro le tasse troppo alte, chi contro l’ingerenza delle autorità nella vita dei cittadini, chi invece lo fa contro la proliferazione delle armi e contro le guerre.
Uno dei gruppi organizzatori sul sitoweb ha scritto “un missile cruise può pagare lo stipendio di un insegnante per un anno” e ancora “abbiamo bisogno di lavoro, assicurazione sanitaria e istruzione! Basta ai contunui tagli al bilancio, basta a penitenziari e guerre”.
Tra le migliaia di dimostranti c’era anche chi si copriva il volto con fazzoletti colorari, chi invece indossava una ridicola maschera e chi, ancora, mostrava le spalle agli obiettivi, per sfuggire forse a schedature della polizia in divisa e in borghese che aveva pronto a fianco della manifestazione un cellulare per chi dovesse finire in manette.
Stando a quanto riferito dagli organizzatori, altre dimostrazioni di protesta ieri si sono svolte nel cuore di quartieri finanziari di Madrid, Milano, Londra e Parigi.
È l’anticamera delle “rivolte” che intravvede all’orizzonte il sindaco Michael Bloomberg? Venerdì mattina, durante il suo consueto appuntamento radiofonico con John Gambling, si è lasciato sfuggire una frase che a City Hall si sono subito precipitati a ridimensionare.
Il sindaco, rispondendo alla domanda di un ascoltatore su debito pubblico e disoccupazione, ha detto che le rivolte scoppiate oltreoceano potrebbero esplodere anche qui se non vengono creati posti di lavoro per disoccupati frustrati.
“Ci sono un sacco di ragazzi diplomati che non trovano lavoro e questo è ciò che è accaduto al Cairo, a Madrid e non vogliamo che si verifichino quelle rivolte anche qui” ha sottolineato Bloomberg.
“È solo un eufemismo” si sono precipitati a precisare a City Hall per quanto aveva appena detto il primo cittadino che da mesi suona il campanello d’allarme ai palazzi di Washington, criticando sonoramente il “partisanship” che regna nella capitale.
Intanto, la criminalità è in preoccupante aumento rispetto all’anno passato con omicidi cresciuti del 6.5 per cento, gli stupri del 32, i furti del 4 e le aggressioni del 5 per cento.
“Questo è l’inevitabile risultato della mancanza di sette mila agenti nell’organico della polizia” ha dichiarato il consigliere comunale Peter Vallone, mentre il numero degli abitanti che riceve “food stamps” è cresciuto del 67 per cento negli ultimi 4 anni.


Nelle foto: alcuni momenti della invasione di Wall Street.


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venerdì 16 settembre 2011

Avverato il sogno di Andrea Bocelli di cantare a Central Park, in 70 mila intonano buon compleanno


































































































































































































































































IMMAGINI DEL CONCERTO DI ANDREA BOCELLI & OSPITI A CENTRAL PARK


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Incontro del nuovo Console Generale con il Gruppo Esponenti Italiani











di Riccardo Chioni





Battesimo del nuovo Console Generale con la comunità dei rappresentanti di industria, finanza e istituzioni riuniti nel Gruppo Esponenti Italiani che hanno dato il benvenuto nella Big Apple a Natalia Quintavalle da pochi giorni insediatasi a Park Avenue.
Il presidente del Gei, Lucio Caputo nel consegnare al ministro Quintavalle la tradizionale statuetta “Friendship Award”, simbolo di amicizia tra Italia e Stati Uniti, ha riepilogato le fasi salienti della carriera della prima donna Console Generale della vasta circoscrizione di New York.
Caputo ha ricordato che il ministro Quintavalle era già stata qui a ricoprire un incarico presso la Missione alle Nazioni Unite per tre anni, dal 2004.
Nata a Pietrasanta in provincia di Lucca, laurea in Scienze politiche, ha iniziato la carriera politica nel 1986 al Mae, prima di essere nominata console a Tolosa in Francia, per poi arrivare a Riyadh in Arabia Saudita in qualità di primo segretario d’ambasciata.
“Durante gli ultimi dieci anni - ha sottolineato Caputo - il ministro Quintavalle è starta concentrata sulle Nazioni Unite. Inizialmente ha guidato le relazioni tra l’Onu e le agenzie specializzate a Ginevra e quindi ha rappresentato l’Italia alla Quinta Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la sua permanenza nella sede diplomatica newyorkese”.
Il neo Console Generale ha iniziato il suo intervento parlando del prestigio del suo nuovo incarico in inglese, per la presenza di ospiti americani.
“Avevo già percepito l’importanza del Gruppo Esponenti Italiani durante la mia precedente presenza qui per tre anni alla Missione all’Onu. Adesso - ha aggiunto il ministro -, con particolare onore ricopro l’incarico di Console Generale a New York, certamente uno dei più prestigiosi e importanti consolati, non solo per gli italiani che vivono qui, ma anche per il ruolo che la città rappresenta per imprenditori e società presenti qui”.
Prima donna alla guida del Consolato Generale, Natalia Quintavalle ha assicurato di avere accettato con orgoglio la sfida. “Per dimostrare - ha detto - che le donne possono anche essere migliori degli uomini” raccogliendo un caloroso applauso.
Ha annunciato che è in corso una strutturale riorganizzazione del sistema del trade italiano, ma ha assicurato che le nostre società non ne soffriranno.
“Al contrario - ha proseguito Quintavalle -, trovranno un più coerente approccio delle autorità italiane a sostegno del loro sviluppo”.
In chiusura il ministro si è rivolto al pubblico in italiano.
“Non solo perché è la lingua madre che condivido con molti di voi, ma perché considero che la promozione dell’uso della nostra lingua sia uno strumento importante di penetrazione culturale ed economica” ricevendo un secondo applauso.
Secondo il nuovo Console Generale bisogna re-inventare la promozione dell’Italia e non ci deve scoraggiare di fronte a scarsità finanziarie per iniziative, se le idee sono buone, - ha sostenuto - i fondi si trovano.
“Sarebbe inutile negare che l’aspirazione di noi che rappresentiamo l’Italia a prendere importanti iniziative qui per la promozione del nostro Paese, della nostra culturta e delle nostre imprese, trova un freno notevole nella relativa scarsità di risorse finanziarie a nostra disposizione. Ma non per questo dobbiamo rinunciarci. Dobbiamo solo aprire la nostra mente ad altre opzioni, cambiare il nostro approccio culturale e puntare veramente sull’importanza e l’attrattiva delle nostre iniziative. Sono convinta - ha concluso Quintavalle - che in questo caso le risorse non ci mancheranno”.


Nelle foto, in alto: Lucio Caputo e Natalia Quintavalle, sotto il Console Generale al podio.



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giovedì 15 settembre 2011

Prodotti alimentari e vini italiani trionfano con i cavalli Ferrari al Festival di Saratoga Springs











di Riccardo Chioni






L’Italia ha fatto un tris a Saratoga Springs. Presente per la terza volta in occasione del Wine and Food & Fall Ferrari Festival, l’Italian Trade Commission ha dato vita ad una serie di iniziative dirette a promuovere i prodotti alimentari autentici e i vini di qualità, ma soprattutto le sane abitudini alimentari per i bambini e, per i più grandi il lifestyle italiano.
I grandi vini, le specialità della cucina italiana sono stati i protagonisti del Festival che si rinnova ogni anno a Saratoga con un programma articolato in una serie di eventi intesi a far conoscere al pubblico americano i punti di forza del Made in Italy a tavola.
Durante la tre giorni a Saratoga Springs, l’Italian Trade Commission in collaborazione con il Saratoga Performing Arts Center, ha organizzato incontri commerciali, degustazioni con menù di alta cucina ed una serie di seminari tenuti da esperti americani.
Tra questi, una celebrità in cucina, Marcus Samuellson che ha guidato la dimostrazione culinaria Kids Cooking Revolution, utilizzando prodotti autentici italiani, imbastendo un dialogo con i bambini americani ed i loro genitori sull’importanza delle sane abitudini alimentari a tavola.
Nella rosa dei conoscitori intervenuti al Festival di Saratoga figurano il rinomato esperto di vino Kevin Zraly, l’affermato ‘guru’ dei formaggi autentici italiani Lou di Palo, oltre a Michael Wilson e Joe Campanile della rivista Cucina Italiana, i quali hanno dato vita ad un vivace incontro con appassionati americani di vini e prodotti alimentari che hanno preso parte ai seminari.
A migliaia hanno visitato il padiglione italiano situato nel parco del Arts Center per la presentazione di una selezione di vini pregiati, distillati e specialità alimentari, tutte punte dell’eccellenza del Made in Italy.
Alla cena di gala in apertura del Festival, il sindaco di Saratoga, Scott Johnson ha brindato all’eccellenza italiana, ufficializzando l’avvio della “Settimana della cucina e del vino italiano a Saratoga”.
Dopo l’ufficialità della cena, tanto per rimanere in tema di lifestyle italiano, la scena si è spostata in abito da sera all’appuntamento con un ‘After Party’ per celebrare la cultura italiana del cocktail, finalizzato a presentare il momento sociale, tipico della cultura e del lifestyle italiano, all’insegna delle ultime novità sfoderate dalle menti dei maestri italiani.
Il Festival di Saratoga è sinonimo di passione per auto sportive e lussuose, nuove e vintage con ferraristi provenienti da molte parti del Nord America per partecipare ad una corsa ad alta velocità lungo un percorso di decine di miglia nella suggestiva cornice degli Adirondacks.
Marcia White, presidente del Saratoga Performing Arts Center ha fatto osservare che “l’elevato livello di accreditamento raggiunto dal Festival è dovuto alla partecipazione italiana”.
“Il pubblico americano ha dimostrato di apprezzare qualità e varietà dei nostri prodotti, a conferma della loro leadership negli Stati Uniti. Il merito dei positivi risultati ottenuti - ha sottolineato Aniello Musella direttore esecutivo dell’ITC - va riconosciuto sicuramente ai nostri produttori ed al livello elevato di qualità dei loro prodotti, ma anche a tutti gli importatori, distributori e dettaglianti americani che danno quotidianamente un contributo importante per il successo dei prodotti italiani”.
È l’Italia dei primati che si è presentata agli oltre 3.500 benestanti visitatori del padiglione italiano del Festival. I prodotti agroalimentari e vini Made in Italy importati negli Stati Uniti ammontano a 3.2 miliardi di dollari, il nostro export dal 2009 è cresciuto del 2.35 per cento e siamo piazzati al sesto posto per prodotti vino e cibo presenti sul mercato americano.


Nelle foto, in alto: un modello delle tante Ferrari, lo chef Samuellson con i bambini, nel gruppo da sinistra Aniello Musella, Marcia White e Marcus Samuellson, un momento dell'asta benefica.


Foto: ITC