
di Riccardo Chioni
Il presidente Barack Obama è salito al podio all’Hilton Washington dove era in corso il gala della National Italian American Foundation sabato e ha detto “è bello vedere così tanti amici”, iniziando il suo discorso di dodici minuti in cui ha esaltato il ruolo degli italiani nel Paese da tempi antichi.
Calorosi gli applausi riservati al presidente Obama dalla platea di oltre duemila italoamericani e italiani presenti nella International Ballroom, quando ha iniziato chiedendosi “cosa sarebbe l’America senza il contrbuto degli italiani. Sono onorato di essere qui in occasione del mese della Cultura italiana e per commemorare il 150.mo anniversario dell’Unità d’Italia”.
Poi ha ringraziato la Niaf per l’impegno nel tramandare la stessa cultura alle nuove generazioni di italiani d’America.

Scherzando, girandosi di tanto in tanto verso il tavolo presidenziale per indicare gli ospiti illustri, ad un certo punto Obama ha aggiunto, già col sorriso sulle labbra.
“Devo fare una confessione: non ho alcun antenato italiano, non posso cucinare bene come le vostre nonne, Michelle mi ha messo a dieta, non so cantare come Sinatra quindi, l’unica cosa che vi posso offrire è il mio cognome che è Obama”, mandando il pubblico in visibilio.
Poi parlando della leader democratica Nancy Pelosi che lo aveva invitato al podio, il presidente ha aggiunto “sì, sono di parte. Non c’è dubbio che Nancy è stata la migliore italiana presidente che la Camera abbia mai avuto, ma credo che sarà la leader della Camera di nuovo nel 2013”.
Il presidente Obama ha salutato gli ambasciatori italiano Giulio Terzi di Sant’Agata e quello Americano a Roma, David Thorne e rivolgendosi a Terzi ha aggiunto “desidero ringraziarla per l’eccellente lavoro che sta svolgendo nel rappresentare il suo Paese”.

Passando a parlare dei rapporti tra i due paesi il presidente Obama ha affermato che “l’Italia è uno dei nostri maggiori alleati, uno dei membri fondatori della Nato”.
Il presidente ha quindi scandito i nomi italiani che compongono il suo gabinetto, tra cui Janet Napolitano “che ci protege ogni giorno”, lo “straordinario ministro della Difesa” Leon Panetta.

“Inoltre – ha proseguito Obama – sono innumerevoli gli italiani d’America che hanno combattuto per difendere il nostro Paese sin dal tempo dei Padri fondatori: dal capo di stato maggiore Odierno, fino al nostro eroe Salvatore Giunta al quale recentemente ho consegnato la più alta onorificenza del Paese, la Medal of Honor” mentre scrosciavano gli applausi.
L’America – ha detto ancora Obama - commemora con voi l’importante commemorazione dei 150 anni dell’Unificazione d’Italia e si è domandato “cosa sarebbe l’America oggi senza il contributo degli italiani. Senza Verrazzano, Brumidi e per la scienza cosa sarebbe senza Galileo, Da Vinci, senza registi come Capra, lo sport senza i campioni di tutti i tempi: Di Maggio, Lombardi e La Russa”, mentre qualcuno gli ha fatto osservare che una star del baseball era seduta dietro di lui e ha aggiunto “certamente, Mike Piazza”.

La riforma strutturale della legge sull’immigrazione è ancora lontana da venire, ma il presidente ha voluto sottolineaere il carattere dell’America ospitale, anche se non sempre in un passato lontano con gli italiani.
“Siamo sempre stati e saremo sempre una nazione di immigrati da ogni parte del mondo. Gli italiani sono venuti in America in carca di opportunità, sono venuti con poco appresso, molti hanno trovato un ambiente ostile, ma sono venuti ricchi di fede in Dio e di valori familiari. Non è mai stato facile, ma si sa che questo è il Paese che offre possibilità e gli italiani qui sono sempre ben accetti. Gli italiani non hanno mai aspettato che qualcuno li aiutasse e nello stesso tempo hanno arricchito l’intera nazione e hanno dimostrato anche agli americani che c’è un’America migliore per tutti. Anche se molti sono arrivati senza una istruzione – ha sottolineato -, si sono impegnati perché la ottenessero i loro figli. Perché un giorrno potrebbero diventare presidente della Camera o ministro alla Difesa, governatore o presidente degli Stati Uniti” ricevendo di nuovo un prolungato applauso.

Obama ha parlato anche dei problemi in casa e ha aggiunto “siamo in tempi difficili e milioni di americani sono in difficoltà, milioni senza lavoro e per molti il sogno che ha portato gli italiani su questa costa sta svanendo. Abbiamo molto lavoro da fare anche se sono tempi difficili e dobbiamo ricordarci che per le precedenti generazioni erano ancora più difficili”.
Il presidente ha concluso il suo intervento dicendo “Viva l’Italia”, andando a salutare gli ospiti del tavolo presidenziale, tra cui Santo Versace premiato dalla Niaf, il ministro Giorgia Meloni e l’ambasciatore Terzi.
Ha ricevuto il Niaf Award per Business la leader degli industriali Emma Marcegaglia, mentre a Santo Versace è andato il premio umanitario che gli è stato consegnato dall’onorevole Amato Berardi e al presidente della Msc Company Claudio Bozzo il premio per Business è stato consegnato dal capitano Arena.
Nelle foto, in alto il presidente Barack Obama alla Niaf, Obama saluta il ministro Meloni a fianco l'ambasciatore Terzi, Amato Berardi e Santo Versace, Emma Marcegaglia, Arena e Claudio Bozzo.
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