
di Riccardo Chioni
“Ha ammesso di avere ucciso Rita Morelli” hanno detto gli investigatori della polizia di East Harlem impegnati nella caccia all’assassino che la vigilia di Thanksgiving ha accoltellato la studentessa di Pescara Rita Morelli di 36 anni d’età nel suo studio appartamento al 205 East 120th Street.
I detective hanno rivelato alcuni sconcertanti dettagli relativi alle indagini, a partire dalla telefonata giunta al servizio d’emergenza “911” poco dopo l’uccisione di Rita Morelli, una telefonata anonima quasi incomprensibile che segnalava un cadavere.
“C’è il corpo di una persona morta là, un cadavere” aveva detto all’operatore del “911” l’uomo con un accentuato accento straniero dall’altro capo del telefono.
Da lì a poco il boyfriend che viveva con Rita Morelli faceva la macabra scoperta del corpo massacrato di coltellate sul pavimento: due fendenti al petto e uno alla gola, dopo che il suo aggressore aveva cercato di strangolarla.
L’esame del Dna confermerà la colpevolezza, ma gli investigatori da quasi una settimana erano in realtà impegnati a setacciare gli alibi delle persone elencate sulla rubrica telefonica di Rita e nel mucchio, alla fine, sono riusciti a pizzicare la persona che andavano cercando.
Con il cellulare di Rita rinvenuto nell’appartamento dove ha trovato la morte è stato possibile fare il riconoscimento vocale di Barakary Camara, l’anonimo che aveva chiamato il “911”.
La scientifica è riuscita a tracciare il segnale del cellulare di Camara, originario del Gambia nel WestAfrica, di 41 anni d’età residente in località Fordham nel Bronx, a due passi - hanno precisato gli investigatori - dal telefono pubblico da cui aveva effettuato la chiamata al “911”.
Gli investigatori del 25th Precint martedì hanno deciso di entrare in azione e fare visita a Camara nel suo appartamento al quarto piano della casa a Valentine Avenue per fargli scattare le manette.
Ma Camara alla vista degli agenti sull’uscio ha sprangato l’ingresso barricandosi in casa.
La polizia ha abbattuto la porta e gli agenti hanno scoperto che Camara stava cercando di procurarsi tagli allo stomaco, sdraiato sul divano del salotto, in un vano tentativo di togliersi la vita.
“Ha ammesso di avere ucciso Rita” è stato il laconico annuncio dei detective che dopo le cure dei sanitari lo hanno accusato di omicidio di secondo grado.
Non è stato reso noto il motivo della feroce uccisione di Rita, la polizia ha soltanto riferito che era un amico.
La giovane di Spoltore era arrivata a New York da cinque anni per studiare, interessata all’arte e le lingue, frequentava l’Hunter College e il prossimo anno prevedeva di diplomarsi.
Era una giovane molto impegnata alla maniera newyorkese, lavorava qualche giorno come cameriera al Caffé Buon Gusto nella Upper East Side, faceva tutoring a figli di italiani e condivideva l’appartamento affittato un anno fa a East Harlem con il suo boyfriend che lavorava come cuomo allo stesso ristorante.
L’arrivo della salma che attendono i genitori di Rita, Bruno e Mara era previsto per domani, ma per ritardi burocratici arriverà invece venerdì e il funerale è stato posticipato a sabato mattina nel paesetto natale dove tutti conoscono tutti.
Nelle foto, dall'alto: Rita Morelli (concessa dalla famiglia), l'edificio al 205 E 120th Street, l'ingresso del 25th Precint a East Harlem.
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