sabato 7 gennaio 2012

Comodi, ma non troppo in subway, per non finire dietro le sbarre









di Riccardo Chioni




È una tattica che spazientisce tanti quella adottata dalla poilizia della Big Apple: giudici, avvocati della pubblica difesa, ma soprattutto gli imputati, che si ritrovano dietro le sbarre per crimini che un tempo erano considerati gesti irrispettosi del galateo.
Il provvedimento adottato dalla polizia non è nuovo, risale al 2005, è nuova invece la strategia delle forze dell’ordine che adesso considerano criminali alcune scortesie, come poggiare i piedi su un sedile o occuparne più d’uno, punendo i trasgressori con l’arresto o contravvenzioni che si contano nell’ordine di migliaia.
È diventata addirittura una routine l’arresto di dozzine di passeggeri che allungano le gambe o si poggiano sul sedile a fianco al loro, in violazione dell’articolo 1050 del transit code che considera criminale anche il gesto di coloro che sostano troppo vicino alle porte delle carrozze.
L’anno che si è appena chiuso ha visto la polizia elevare 6 mila contravvenzioni al suddetto articolo con un’ammenda di 50 dollari, mentre per altri 1.600 passeggeri della subway la trasgressione è costata la nottata in cella, prima di comparire di fronte al giudice e tornare ai rispettivi impegni.
In molti casi i passeggeri sono stati ammanettati per precedenti con la giustizia, ma anche perché non erano in possesso di un documento di identificazione, altri invece si sono trovati al fresco senza un motivo plausibile, se non per aver violato il codice di comportamento nei budelli della subway.
Gli avvocati della pubblica difesa che accompagnano i trasgressori alle udienze davanti ai giudici non nascondono una certa insofferenza per una pratica che risulta essere una inutile perdita di tempo, energie e quattrini per tutti coloro che sono coinvolti nel procedimento giudiziario.
Gli avvocati sostengono che per la maggior parte gli arrestati che finiscono di fronte al giudice sono operai, spesso lavoranti nelle cucine dei ristoranti di Manhattan che rientrano dopo giornate estenuanti di lavoro che allungano le gambe per rilassarsi durante il viaggio di rientro.
Anche i giudici sembrano perdere la pazienza per l’eccessivo zelo di certi agenti che ammanettano padri di famiglia e operai per aver commesso scortesie.
Un esempio della risposta alla nuova strategia della polizia nelle aule dei tribunali è venuto dal giudice di Brooklyn Noach Dear che dopo la lettura del verbale dell’agente che aveva proceduto all’arresto, ha ordinato di rimettere in libertà un uomo che su un convoglio della linea “A” alla vigilia di Natale, passate le 3 di notte, si era accasciato occupando più d’un sedile, spingendo il giudice a dire “mi sembra che si sia perso il controllo tra rispatto del codice e umanità”.
Lo stesso giudice Dear e altri suoi colleghi di Brooklyn hanno stilato un documento in cui fanno osservare che gli arresti avvengono generalmente durante le ore notturne o alle prime luci dell’alba quando le carrozze dalla subway sono per la maggiore quasi deserte e assai di rado durante le ore di punta.
È una strategia del Nypd che alla lunga costa anche quattrini sia alla municipalità che ai contribuenti e gli esempi non mancano. A novembre la City ha sborsato 150 mila dollari al diabetico Juan Castillo che era stato arrestato per aver poggiato le gambe sul sedile in fronte a lui su una carrozza della subway in una sera di settembre per potersi iniettare l’insulina mentre si trovava a bordo della linea “F” sulla strada del lavoro.
Un agente lo ha ammanettato e portato in cella dove gli è stato negato l’accesso all’insulina per 30 ore, costringendolo a 2 giorni di ricovero in ospedale.
Attualmente è in corso la causa contro la municipalità intentata dal fattorino delle consegne trentenne Abdi Omar che all’inizio di settembre, alle 11 di sera era stato arrestato perché aveva messo i piedi sul sedile di fronte e per un ordine di arresto nei suoi confronti risultato inesistente, mentre veniva invece condotto presso il Bellevue Hospital per una visita psichiatrica.
La polizia difende il suo operato e spiega perché considera utile l’applicazione di una legge quasi scivolata nel dimeticatoio. Lo fa il portavoce del Nyps, Paul Browne il quale ha sostenuto che l’applicazione della legge rende più sicura la subway, anche perseguendo piccoli reati, favorendo così il miglioramento della qualità della vita.
E anche lui porta esempi dei risultati ottenuti. La strategia paga e lo dimostrano situazioni come quella incontrata dagli agenti in aprile quando hanno fermato un giovane di 19 anni per i piedi sul sedile, scoprendo che era ricercato per una serie di rapine.
Oppure, quello di un altro uomo avvicinato dagli agenti perché occupava più di un sedile, risultato poi ricercato per una rapina a mano armata.
Alcuni degli arresti sono effettuati da agenti di una squadra specializzata in assistenza ai senzatetto, ma secondo alcuni avvocati della pubblica difesa, a questi agenti risulta più facile arrestare qualcuno sonnecchiante nella subway con i piedi sul sedile, piuttosto che avere a che fare con l’umanità che vive negli anfratti dei budelli neri dentro i cartoni.

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