sabato 14 gennaio 2012

La tradizione italiana nelle cucine del mondo, 2012 anno dell'Ossobuco alla milanese








di Riccardo Chioni




Il quinto appuntamento con l’International Day of Italian Cuisines che ricorre il 17 prossimo, si presenta all’insegna del “Ossobuco in Gremolata alla Milanese” a cui spetta nel 2012 il compito di piatto forte interprete della promozione della tradizionale cucina italiana nel mondo.
In preparazione dell’evento di martedì prossimo, l’International Culinary Center of Italian Studies ha lanciato una due giorni dedicata alla cucina italiana di cui sono stati protagonisti master chef nella preparazione di una varietà di specialità.
Tra le varie attività divulgative si è svolta anche la competizione “Risotto World Summit” allestito con la partecipazione di alcuni dei più rinomati chef per la preparazione di risotti nelle versioni tradizionali e personalizzate, per celebrare forse il più emblematico piatto della cucina contemporanea nel mondo.
Durante la prima giornata della cucina italiana si è svolta una serie di master class con temi come “Made by Italian Hands” con dimostrazioni sull’artigianato in cucina, “innovazione e tradizione in pasticceria” sono stati trattati dallo chef Luca Fusto, mentre la “magia della pasta fresca” è stato il tema affrontato dallo chef Pietro Zito, “salami, salsiccia e co” ha visto protagonista il master butcher Simone Fracassi e per spiegare “il ruolo delle mani per una buona pizza” sono intervenuti i maestri pizzaioli Nicola Demo e Domenico Crolla.
Il secondo giorno è stato il trionfo di due master chef che vantano 2 stelle Michelin: Gennaro Esposito e Pino Cuttaia, due degli oltre 1.700 componenti del network virtuale di professionisti della cucina italiana fuori dall’Italia che reagiscono da anni contro le sistematiche falsificazioni dell’autenticità italiana.
E per questo, in previsione del Fifht Annual Day of Italian Cuisines, si è svolta la consueta cerimonia della consegna di riconoscimenti che sono stati assegnati a professionisti per il contribuito nella promozione del cibo, del vino e della cultura italiana nel mondo.
Il certificato di apprezzamento per l’eccezionale impegno nell’impiego di prodotti autentici e per la qualità della cucina a New York, è andato a Francesco Antonucci dell’omonimo ristorante, Sergio Bitigi di Macelleria, Scott Conant di Scarpetta, Frank De Carlo di Peasant, Kevin Garcia di Cesca, Mark Ladner di Del Posto, Fortunato Nicotra di Felidia, Dimitri Pauli e Gherardo Guarducci di Sant’Amboeus, Giancarlo Quadalti di Teodora, Gianfranco Sorrentino del Gattopardo, Marc Vetri di Vetri, Angelo Vivolo di Vivolo Cucina, Michael White di Marea, Marcello Russodivito di Marcello’s, Jessica Botta chef istruttore dell’Italian Stidies, Pino Luongo di Centolire e Fabio Trabocchi di Fiola.
Il master chef Gennaro Esposito del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense ha preparato per gli ospiti un menù di tutto rispetto iniziato con Cappesante con zuppa di arance, pesto di olive nere, pomodorini del Vesuvio e puntarelle alle alici di Cetara, seguite da risotto con cipolla ramata di Montoro, sauro bianco affumicato, alga croccante al profumo di limone e peperoncino, mantecato con Grana Padano.
La tradizione napoletana è stata servita sotto forma di minestra di pasta mista con piccoli pesci di scoglio e crostacei, mentre per secondo lo chef Esposito ha puntato sul baccalà con mantecato di patate allo zenzero e mille punti di frutta secca al profumo di colatura di alici.
Per chiudere col botto infine ha proposto il Babà napoletano al Rhum accompagnato da moscato.
L’International Day of Italian Cuisines è inteso a proteggere nel mondo i consumatori per assicurare loro che quando si recano a mangiare in un ristorante italiano è garantita autenticità, qualità della cucina italiana e non solo il nome, troppo spesso facciata di imitazioni o falsi clamorosi della tradizione della nostra cucina.
A salutare gli ospiti e la stampa, la fondatrice del International Culinary Center, Dorothy Cann Hamilton e il dean della School of Italian Studies, chef Cesare Casella che hanno sottolineato l’importanza dell’evento mondiale a difesa della tradizione e qualità italiana.


Nelle foto, dall'alto, da sinistra: Cesare Casella e Gennaro Esposito, Jessica Botta, Casella e Esposito durante la preparazione di Cappesante in zuppa di arancia, Dorothy Cann Hamilton e il ristoratore di San Domenico, Tony May premiato due anni fa nella giornata internazionale della cucina italiana.


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