martedì 24 gennaio 2012

L'ultima del costruttore edile Silverstein: uno shopping center di 7 piani al posto di una torre di 80 piani al Wtc












di Riccardo Chioni






Già sono stati coniati i sopranomi: il grattacielo più basso del mondo e la torre nr. 3 monca, affibbiati all’edificio di 80 piani del nuovo World Trade Center che l’impresario edile Larry Silverstein dovrebbe realizzare, ma che minaccia ora di ridurre a soli 7 piani da destinare peraltro a centro commerciale.
Un altro capriccio del developer newyorkese che per anni ha tenuto in scacco l’agenzia Port Authority proprietaria del fazzoletto di terra su cui sta sorgendo il nuovo Wtc, tra ritardi e problemi nel cantiere che stenta a dare alla luce la nuova torre di 80 piani che dovrebbe assumere il numero civico 3 World Trade Center.
Silverstein ha fatto sapere che se non si faranno avanti inquilini disposti ad occupare una buona parte dell’edificio la cui costruzione è stata avviata di recente, l’altezza sarà ampiamente revisionata portandola a 7 piani.
L’annuncio della Silverstein Properties è piombato al quartier generale del Port Authority, l’agenzia bi-statale proprietaria del terreno, come un fulmine a ciel sereno, senza produrre commenti in merito.
L’idea della riduzione di 73 piani per la torre nr. 3 è stata affidata da Silverstein a Crain’s New York Business che precisa l’intenzione di trasformare quello che avrebbe dovuto diventare un grattacielo uso uffici in uno shopping center.
Se da parte dei diretti interessati non giungono commenti, gli analisti del settore immobiliare ammettono che in un momento di crisi come l’attuale sarà difficile trovare qualche azienda disposta a spendere per stabilirsi al World Trade Center.
Lo ha dichiarato Peter Hennessy dell’agenzia immobiliare commerciale Cassidy Turley a Crain’s, il quale ha sottolineato che anche la volontà di inquilini titolati di impegnarsi in un ambiente come il World Trade Center è limitata, perché non intendono spendere un sacco di quattrini, precisando che il problema non è l’edificio stesso, piuttosto perché questo è la tendenza del mercato attuale.
Sarà questa l’ultima trovata di Larry Silverstein? L’ultima delle minacce che si trascinano da oltre un decennio? Per anni Silverstein e il Port Authority si sono battuti per decidere chi avrebbe dovuto finanziare la costruzione del nuovo World Trade Center, con l’imprenditore immobiliare che continuava a chiedere ulteriori investimenti pubblici o perlomeno garanzie finanziarie.
Si era giunti fino alla vigilia dell’appuntamento con il decimo anniversario dell’11 settemnbre 2001 per la stesura (nel 2010) di un accordo tra l’agenzia bi-statale e Silverstein che aveva accettato di sottoscrivere contratti di affitto di 400 mila p.q. di spazio-uffici nella torre nr. 3 per poter fruire di sovvenzioni e finanziamenti.
Adesso che la realizzazione della torre nr. 3 è in fase di innalzamento, ecco che Silverstein decide di bloccare i lavori, minacciando di fermarli al settimo piano, lasciando cadere l’idea iniziale di 73 piani sopra il grattacielo più basso del mondo.
Secondo Crain’s però non si è perso tempo al cantiere e sarebbero già state apportate modifiche sulla carta nel caso l’impresario edile decidesse di non procedere, lasciando gli altri 73 piani sovrastanti solo un’idea progettuale.
L’edificio al nr. 3 World Trade Center il cui costo si aggira su 1.2 miliardi di dollari avrebbe dovuto essere completato entro il 2015 con 2.8 milioni di p.q. di superficie adibiti ad uffici su 53 piani convenzionali e 5 destinati a mercati finanziari.
Sull’argomento è intervenuto il sindaco Michael Bloomberg, il quale ieri ha detto che Silverstein pone un problema che non esiste, in quanto non mancano i possibili inquilini della costruenda torre.


Nelle foto: i cantieri al nuovo World Trade Center.


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