
di Riccardo Chioni
La signora Joan Barnett, 58 anni d’età, assistente presso una scuola di Manhattan le deve aver pensate tutte le scuse per potersi godere una vacanza in Costa Rica e, alla fine, ha scelto la più clamorosa delle menzogne: la morte finta di una sua figlia.
Ma nell’era dell’informazione in tempo reale e del digitale, la signora ha commesso qualche imperdonabile erroruccio che ha fatto odorare la vicenda di bruciato agli occhi dei suoi superiori e, successivamente, degli investigatori.
Joan Barnett voleva a tutti i costi fruire di una settimana extra di vacanza durante il regolare periodo di scuola sotto il sole caraibico ed ha cercato di convincere i suoi superiori a concedergliela, dietro presentazione di un improvvisato certificato di morte di una delle sue figlie.
Il documento era stato preceduto dalle telefonate da Costa Rica delle figlie che annunciavano la triste notizia del trapasso alla Manhattan High School of Hospitality Management dove la Barnett svolgeva mansioni di “parent coordinator”.
Per completare il complotto tramato, la Barnett aveva disposto che una figlia chiamasse la scuola asserendo che a causa di un attacco cardiaco una figlia di Joan Bartnett era deceduta, seguita da un’altra chiamata più tardi da parte di un’altra figlia-complice che annunciava la partenza improvvisa della madre da New York e di un’altra dozzina di parenti che sarebbero giunti in Costa Rica per assistere al funerale.
All’amministrazione della Manhattan High School of Hospitality Management era giunto via fax il certificato di morte della figlia di Barnett, Xinia Daley Herman, come prevede il regolamento del sistema scolastico newyorkese per assenze relative a morte di parenti stretti.
Ma mentre la signora Barnett se la spassava sotto il sole caraibico, gli investigatori della scuola andavano a ficcare il naso in quel certificato che odorava di falso clamoroso.
Un’attenta lettura infatti mostrava che i caratteri indicanti la data del decesso non erano perfettamente allineati al resto della scrittura ed erano di grafica diversa, secondo quanto accertato dall’investigatore speciale del sistema scolastico Richard Condon.
È bastata una verifica attraverso il governo del Costa Rica con gli investigatori newyorkesi per accertare che il certificato di morte presentato da Barnett era falso e che il numero di serie riportato riguardava la scomparsa di un uomo avvenuta 6 anni prima.
Non emettiamo certificati di morte per qualcuno con 6 anni di anticipo, avrebbero dichiarato i funzionari di governo agli investigatori della scuola.
Ad aggravare la situazione della Barnett anche il fatto che s’era premurata di prenotare il viaggio del pianto per il funerale della figlia tre settimane precedenti la sua morte fasulla.
Sorpresa quindi quando la Barnett è tornata dopo il lutto in famiglia a scuola ed è stata affrontata dai superiori che le hanno mostrato le prove della sua madornale menzogna, alla quale però lei ha risposto con la presentazione di un altro certificato di morte, questa volta datato marzo 2010, uscito forse dalla collezione di un falsario.
Adesso la signora Barnett può sfoggiare la sua abbronzatura caraibica, ma ha dovuto dire addio al suo impiego da 37 mila dollari l’anno in seno alla scuola che l’ha messa all’uscio e trascinata in tribunale per falso dove si è dichiarata colpevole.
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