mercoledì 21 marzo 2012

Times Square contribuisce all'economia della City con 110 miliardi di dollari








di Riccardo Chioni




Chi l’ha vissuta, diciamo una trentina d’anni fa, di Times Square ricorda che era l’immagine di un luogo consigliato solo a chi cercava guai, la cartolina ricordo spedita solo per sconsigliarne la visita.
Ma a distanza di quasi tre decenni dall’avvio dell’ambizioso progetto di rilancio della piazza più famosa al mondo voluto dall’allora governatore Mario Cuomo, oggi la rinascita di Times Square sta dando i suoi frutti. Alla grande. Anche se per le migliaia di persone che lavorano nell’area di Times Square il brulichio ininterrotto di turisti che s’aggirano nella piazza trasformata in zona pedonale può creare qualche fastidio, forse alla luce dei brillanti risultati di uno studio, d’ora in poi vorrà invece regalare un sorriso, dal momento che ognuno qui contribuisce a produrre un posto di lavoro su dieci in tutta New York City.
Viva Times Square! Tramontati i tempi d’oro quando a Wall Street piovevano biglietti verdi, ora è il distretto che si estende agli isolati ai due lati di Broadway da 40th a 53rd Street a creare direttamente, o indirettamente, un posto di lavoro su dieci e sempre a Times Square si produce un dollaro su nove delle attività economiche della City.
La piazzetta al centro di Manhattan e al centro del mondo da sempre è un magnete per turisti, è una visita must per chi arriva a New York.
E per il commercio e i servizi del distretto l’affollamento quotidiano da anni si sta materializzando con una crescita esponenziale.
Secondo quanto accertato dallo studio commissionato alla HR&A Advisors dalla Times Square Alliance, nel fazzoletto di terra che corrisponde a malapena all’un per cento del territorio della più grande città della nazione vengono generate attività economiche annuali valutate 110 miliardi di dollari.
A guardarla dall’alto della popolare scalinata, la gente che frequenta Times Square sembra un tappeto di teste che si muove come una fiumana dal flusso ininterrotto.
C’è anche chi si piazza su una sedia o su una panchina ammaliato da immagini e luci della Via Lattea davanti ai 230 cartelloni elettronici che fanno da cornice a Times Square: solo questo uno spettacolo che caratterizza la piazzetta.
Per Tim Tompkins, presidente della Alliance, una sorta di camera di commercio del distretto di Times Square, bisogna allargare lo sguardo per comprendere il boom economico che sta vivendo la piazza al centro del mondo.
Più esattamente, si deve alzare il naso all’insù per capire lo sviluppo immobiliare di Times Square con la realizzazione, oltre che di nuovi hotel, anche di torri di cristallo che ospitano uffici di società d’ogni genere e di diverse nazionalità in cui lavorano decine di migliaia di persone: oltre 170 mila per essere precisi.
Lo studio ha inoltre appurato che a parte i ristoranti e negozi, teatri e attrazioni solitamente meta di visitatori che spendono, anche le 170 mila persone che frequentano Times Square per lavoro producono attività economica nel distretto, sostenendo 215 mila posti di lavoro in altre parti della città.
“Basta guardare verso l’alto per capire che Times Square si è diversificata - ha indicato Tompkins -, passando da distretto di intrattenimento ad uno dei maggiori distretti commerciali con 29 milioni di piedi quadrati di spazi adibiti ad uffici”.
Sempre secondo lo studio di HR&A Advisors, negli ultimi cinque anni Times Square ha fatto registrare una crescita economica doppia rispetto al resto della città.
Uno sguardo panoramico la dice lunga. Davanti ai botteghini di TKTS scorrono in permenenza lunghe code di visitatori che cercano di assicurarsi biglietti scontati dell’ultimo momento e anche questo tipo di turismo fa la sua parte nel complesso.
Infatti, ai visitatori provenienti da fuori città viene attribuito l’83 per cento delle vendite dei biglietti degli spettacoli di Broadway.
“Tutti gli anni - ha proseguito Tompkins - che sia Capodanno e per la parata di Macy’s, l’immagine di Times Square viene diffusa in tutto il mondo ed è un importante passaggio pubblicitario. Se riusciamo a portare qui ancora più turisti, riusciamo a creare più posti di lavoro e il bello è che non dobbiamo spendere un centesimo per convincerli”.
Allo sviluppo verticale di Times Square ha contribuito anche l’imprenditoria immobiliare di costruttori come Larry Silverstein (a cui è affidata anche la ricostruzione di ground zero) che nel distretto ha eretto grattacieli che ospitano appartamenti di lusso, in un mercato che fino a due decenni fa non esisteva e in cui nessuno azzardava investimenti.
“Times Square venti o trenta anni fa - ha aggiunto Tompkins - era la ragione predominante per non far visita a New York, oggi si viene per rilassarsi qui”.
Lo studio inoltre ha sottolineato che i visitatori che arrivano in città per assistere agli show di Broadway e visitare i musei, generalmente trascorrono due notti o più negli alberghi e spendono più di altri durante il soggiorno.


Nelle foto: alcune immagini di Times Square.

RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA (c)

1 commento:

  1. Insomma ora Times Square è diventata un'altra Disneyland. A me piaceva di più 30 anni fa.

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