di Riccardo Chioni
La processione con centinaia di persone che sorreggono camicette con i nomi delle 146 vittime del Triangle Shirtwaist Factory Fire procedendo per Mercer Street arriva all’angolo di Washington Place e Greet Street, di fronte all’edificio dove il 25 marzo 1911 si verifcò il tragico rogo in cui trovarono la morte giovani sartine immigrate, in gran parte di origine italiana.
Ieri si è svolta la commemorazione del terribile disastro industriale che 101 anni fa consumò la vita di 146 operai, uomini e donne in giovane età costrette a lavorare chiuse a chiave in quella trappola, fabbrica di camicette.
Per non dimenticare e contro la cultura dell’idifferenza. Questi i temi affrontati nella ricorrenza dal palco delle autorità, tra cui la presidente del consiglio comunale Christine Quinn, Noel Beasley presidente del sindacato Workers United, Michael Mulgrew presidente del saindacato degli insegnanti Uft e il comandante del borough del Fdny James Esposito.
“Ci sono forze - ha detto un rappresentante sindacale - che vorrebbero riportarci ai tempi bui, ma il movimento sindacale è qui per difendere i diritti acquisiti”, parlando di soggetti che ancora oggi hanno effetto sui lavoratori, la necessità di innalzare il livello di salute e sicurezza, gli attacchi nel settore privato nei confronti di personale sindacalizzato e il sostegno alla riforma dell’immigrazione.
Durante la cerimonia il mezzo Ladder 20 dei pompieri ha innalzato la scala verso il sesto piano dell’edificio, a dimostrare fino dove potevano arrivare i soccorsi al tempo, mentre le fiamme distruggevano l’ottavo, nono e decimo piano tra le urla disperate di chi si trovava intrappolato.
Visibile quest’anno la partecipazione di classi di studenti alla cerimonia, per tramandare alle giovani generazioni ricordo e significato della tragedia che ha dato vita all’azione sindacale e ai movimenti femminili.
Elen, 84 anni d’età, è scesa dal palco per salutare gli studenti. “Mi hanno commosso, è importante la loro presenza. Gli insegnati dovrebbero tutti portare i ragazzi, questo è un capitolo della nostra storia moderna”. E parlando con un ragazzo di 13 anni, aggiunge “toccate il cuore della gente”.
Tra la gente in processione c’è Lulu Pascale che nel 1999 avviò il rito della processione dei nomi sulle camicetta che si ripete in questa circostanza. “È importante per ricordare le 146 vittime in gran parte giovani donne. Le leggi sono cambiate, ma la strada è ancora lunga”.
In quanto al movimento femminile Lulu sostiene che si è assopito, ma aggiunge “vale sempre lo slogan: vogliamo rose e pane”.
Lulu Pascale risiede da sempre ad East Harlem e sorregge la camicetta che porta il nome di Serafina Saracino, morta nel rogo quando aveva 25 anni d’età, anche lei di Harlem.
Nicholas Villeda ha 13 anni, racconta che viene qua con la mamma da quando era piccolo perché il suo è un ricordo molto intenso.
Nicholas vive a Hopatcong nel New Jersey e ieri è tornato per depositare come tutti i parenti delle 146 vittime un garofano bianco ai piedi dell’edificio dove c’era una corona di fiori.
Quello che sa dell’immane tragedia umana Nicholas non lo ha imparato sui libri di testo di storia americana, glielo ha raccontato la nonna Mary in tutti i particolari.
Il bisnonno di Nocholas, Giuseppe Zito è stato uno dei due eroi operatori d’ascensore che riuscirono a portare in salvo quanta gente possibile.
“Il bisnonno - spiega Nicholas - era nato il primo settembre 1883, era originario del comune di Serre, in provincia di Salerno. Quel terribile giorno riuscì a salvare assieme al suo collega cento cinquanta persone. Era a New York da sei mesi, dopo essere tornato dall’Italia e aveva trovato lavoro nella Triangle Shirtwaste Factory”.
Nicholas sembra riveverli quei racconti dell’orrore e aggiunge: “Nonna Mary mi ha raccontato che nonno Giuseppe dovette fermare l’ascensore quando nella buca iniziarono a cadere i corpi delle sartine disperate che trovavano la morte. Vorrei che questa storia si leggesse sui libri di testo, ma a scuola si dice che ci sarà una menzione, solo una menzione in quelli dell’anno prossimo”.
Alla cerimonia ha partecipato, come ogni anno, anche Vincent Maltese residente a Bayside in Queens che nel disastro perse tre familiari: le zie Rosaria e Lucia e la bisnonna Caterina.
Quella del Triangle Shirtwaist Factory Fire è una tragedia che in città viene ricordata solo con una targa di piccole dimensioni affissa all’angolo di Washington Place ed è per colmare questo vuoto che un comitato si sta impegnando per realizzare un memoriale dedicato alle 146 vittime sul luogo in cui sono perite.
Nelle fotro, dall'alto: la processione con i nomi dell sartine, Crhistine Quinn, la scala dei pompieri elevata al 6o piano, Nicholas Villeda e un familiare deposita a terra un garofano bianco.
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