| Manifestazione ad Harlem lo scorso ottobre |
di Riccardo
Chioni
Quando nel 2002 l’amministrazione
Bloomberg diede il via alla pratica di polizia “Stop, Question and Frisk”, i
newyorkesi fermati e perquisiti furono poco più di 97 mila in quell’anno, ma durante
10 anni il numero è andato gradualmente lievitando in maniera esponenziale,
tanto che nel periodo gennaio-marzo 2012 si conta già nell’ordine di 203.500.
Venerdì sul tardi
il comando di polizia aveva fatto pervenire al consiglio comunale il rapporto
sulla pratica “Stop, Question and Frisk” nel periodo gennaio-marzo, i cui dati
indicano che le perquisizioni della polizia in strada sono aumentate rispetto
allo stesso periodo dell’anno scorso quando le persone fermate sono state 183.326.
E ieri, quando lo
stesso rapporto è stato rilasciato alla stampa e a organizzazioni locali, si è
riaccesa la polemica sull’efficacia e i danni che procura questa pratica di
polizia vista da alcuni come uno strumento che logora le relazioni tra comunità
di minoranze e forze dell’ordine.
In conclusione,
secondo il rapporto del dipartimento di polizia, la pratica “Stop, Question and
Frisk” ha prodotto un declino significativo di omicidi.
Se andrà come da
copione, alla fine dell’anno si conterà il numero minore da alcuni decenni a
questa parte, mentre nei primi 134 giorni del 2012 si registrano 129 omicidi.
E con la
pubblicazione del rapporto si sono riaccese le polemiche di sempre nei teatri
della politica e dei diritti civili, con i probabili candidati alla poltrona di
City Hall che dibattono sui valori affermati dalla pratica “Stop, Question and
Frisk”, sostenendo che altro non produce se non ruggine nel tessuto sociale
della città e la polizia.
Questo, perché la
detestata strategia si manifesta in maniera più evidente nei rioni dove vivono
minoranze, nonostante - secondo le statistiche - la criminalità in generale è
in netta diminuzione.
Lo ha denunciato
la New York Civil Liberties Union che mercoledì ha reso noto uno studio rilevato
lo scorso anno sulla pratica di polizia sostenendo che un numero straordinario
di persone innocenti ha subito perquisizioni in strada consentite dall’amministrazione
Bloomberg.
| Un cartello di protesta |
Lo studio
sottolinea che, mentre la popolazione nera e ispanica si conta nell’ordine del
4.7 per cento rispetto all’intera popolazione di New York City, i giovani in
età tra 14 e 24 anni rappresentano il 41.6 per cento delle persone fermate e
perquisite durante il 2011.
Un altro probabile
candidato alla poltrona del sindaco, la presidente del consiglio comunale
Christine Quinn, sabato dopo aver letto i dati del rapporto ha commentato “lo
spettacolare incremento richiede una riforma”.
“Il dipartimento
di polizia - ha precisato - deve continuare ad avere la possibilità di fermare
e perquisire la gente, ma dove è manifesto un ragionevole sospetto di attività
criminale. È chiaro - ha sottolineato la Qiunn - che non possiamo fermare e
perquisire oltre 700 mila newyorkesi senza provocare danni alle relazioni tra polizia
e comunità di minoranze”.
Sulla stessa
frequenza il public advocate Bill de Blasio, altro candidato allo scranno di
Bloomberg, il quale ha sostenuto che è il prodotto di una cultura di polizia.
“Il record di persone
fermate e perquisite senza plausibile motivo continua ad ampliare il varco
creatosi tra la popolazione di cui abbiamo bisogno per combattere la
crimibalità e la polizia”.
Poi de Blasio ha
sferzato l’affondo su Bloomberg. “Cosa pensate che sia? Questo è il risultato
dell’aggresiva pratica di City Hall sul comando di polizia, anche se va oltre
il necessario e l’effetto. Ebbene - ha concluso de Blasio - è giunta l’ora di
riportare questi numeri a cifre alla ragione”.
Nel 2011 la
polizia ha effettuato 685.724 fermi e perquisizioni, il numero maggiore
registrato dal 2002 quando iniziò la strategia Bloomberg-Kelly, ma ad oggi
siamo arrivati alla considerevole quota di circa 2.200 mila stop al giorno.
Sempre secondo i
dati resi noti dalla polzia soltanto un risicato 5 per cento delle persone
fermate è stato arrestato ed un altro 5 per cento ha ricevuto contravvenzioni.
Infuriata invece
Donna Lieberman direttrice esecutiva del gruppo Civil Liberties, la quale ha evidenziato
il fatto che 650 mila newyorkesi innocenti fermati e perquisiti escono da
questa umiliante esperienza senza neppure un’ammonizione. E su chi si manifesta
di più la pratica di polizia fuori controllo? Su uomini neri e latini”.
Lo conferma il
rapporto della polizia: il 54 per cento delle persone fermate è di colore, il
33 di origine latina, il 9 bianchi e il 3 asiatici.
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