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| Una immagine dell'edizione 2011 |
di Riccardo Chioni
Apre domani al Javits Convention Center la International Contemporary Furniture Fair, l’atteso appuntamento del design newyorkese a cui partecipano l’agenzia Ice e Confindustria Ceramica per il quarto anno consecutivo con il marchio Ceramics of Italy.
Le piastrelle italiane, ancora oggi, nonostante la difficile situazione, sono leader sul mercato statunitense godendo di una quota di assoluta predominanza pari al 35 per cento del totale, secondo i dati del Department of Commerce Usa.
L’anno scorso l’Italia ha esportato piastrelle negli Usa per un valore di 373 milioni di dollari su un totale di 1 miliardo e 80 milioni.
Abbiamo chiesto a Aniello Musella, direttore esecutivo dell’Ice negli Stati Uniti come si è organizzato il settore per continuare ad esere il primo della classe.
“Abbiamo questa posizione di primi della classe da moltissimi anni. Alcune aziende italiane si sono organizzate investendo negli Stati Uniti, producendo alcune linee di fascia di prezzo medio facendo qui una produzione”.
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| Il direttore dell'Ice Aniello Musella |
E chi ha investito sul pianeta America ha ottenuto i suoi buoni risultati.
“È stato rilevato che il 50 per cento della produzione americana - sostiene il direttore - è attribuibile a queste aziende italiane che hanno investito in stabilimenti produttivi negli Stati Uniti”.
La fiera al Javits Center che si conclude il 22 viene visitata ogni anno da 25 mila operatori specializzati, essendosi affermata negli anni come un appuntamento commerciale da non mancare per architetti, designer, importatori, distributori, dettaglianti e stampa del settore.
La International Contemporary Furniture Fair rappresenta un’ampia e unica vetrina sulle ultime tendenze dell’interior design e quindi un’occasione per promuovere le piastrelle italiane che hanno, come punti di vantaggio, tradizione e creatività, unite tuttavia sempre più alla ricerca tecnologica e all’innovazione del prodotto.
Quale è il mercato estero che l’Italia deve temere di più nel settore della ceramica?
“Noi ci posizioniamo in una fascia molto alta. In termini di metri quadri - precisa - non siamo leader di mercato, lo siamo in valore, invece in termini di quantità la Cina continua ad essere il paese che esporta di più. Questo dà un’indicazione che c’è un rapporto prezzo-qualità sicuramente diverso”.
Nello specifico del prezzo-qualità, Musella precisa che ci confrontiamo con la Spagna come paese più diretto, non tanto con la Cina e neppure con il Messico, che sono un po’ le realtà produttrici emerse negli ultimi anni.
“Nella fascia medio-alta il nostro competitor è la Spagna, la Cina riesce a produrre a costi più bassi, ma fa un prodotto standard. Ad esempio: il prezzo medio a metro quadro per la piastrella italiana è 20 dollari, il Messico invece la piazza a 6 dollari. Nonostante questo, la piastrella italiana riesce ad avere questo tipo successo” sottolinea Musella.
Allo stand disegnato per Ceramics of Italy dagli architetti milanesi Dante Donegani e Giovanni Lauda sono presenti 9 aziende italiane che presenteranno ciò che ha prodotto la genialità italiana.
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| Alcuni stand del padiglione italiano all'edizione 2011 |
“Il settore della ceramica è qualcosa che è completamente rivoluzionato, perché questo è un settore che ha dietro una ricerca tecnologica continua e siamo ad un livello molto distante da quella che è la piastrella di ceramica classica. Quelle presentate danno l’immagine di granito, di parquet che sembrano tali, ma che invece sono piastrelle”.
A sostegno della presenza delle aziende italiane in fiera, lunedì alle 4 pm Ceramics of Italy parteciperà al seminario organizzato dalla rivista di design Metropolis, un evento intitolato “Metropolis Dialogues at Icff: Surfaces Trends” a cui interverranno Susan Szenasy redattore capo di Metropolis Magazine, la interior designer Sarah Abdallah e Michael Suoni direttore di interior design dello studio di architettura Stonehill & Taylor.
Ceramics of Italy sarà presentata dall’architetto Mattew Grzywinski che utilizza le piastrelle italiane in modo estensivo nei suoi progetti, il quale parlerà dell’innovazione tecnologica dell’industria ceramica e delle tendenze nel design italiano, di ritorno dalla visita alla fiera mondiale italiana del settore.



Si è vero abbiamo un bel design,ma per vendere si ha bisogno di prodotti che costino poco.In questo la Cina c'insegna.Non si puo' dare da mangiare alla gente con l'elite.
RispondiEliminaE poi non è cosi' vero ,che non fanno belle piastrelle,sono disponibili piastrelle cinesi molto belle.Non capisco se i nostri prezzi sono determinati dai ricavi che i propietari vogliono mantenere come anni addietro ,o dai costi sostenuti per la produzione.
Mi risulta che la stessa piastrella in italia a seconda di chi la rivende ha vari prezzi.
In ogni caso è scandalosa la politica della delocalizzazione dopo avere svenduto la nostra tecnologia all'estero fregandosene delle conseguenze.
Vi sono stati anni che a Sassuolo giravano soldi tanti soldi, i propietari hanno solo sempre seguito la politica dell'arraffa subito,se ne fregavano di vendere macchinari e addestramento all'estero,l'importante era arricchirsi .E' scandaloso che aziende comeIRIS,MARAZZI,GARDENIA ecc...delocalizzano il lavoro e ricevano pure soldi per la cassa integrazione,quando le propieta' hanno sfruttato la comunità.
Quanto quadagnano ancora,a discapito degli altri,LO TROVO CRIMINALE....Questa gente dovrebbe restituire tutto cio' che ha preso e finire in galera,perche' l'Assopiastrelle non ne parla? quanti operai,impiegati licenziati che non potranno lavorare mai piu'?,quanti stipendi da fame o quanti contratti decenti?Si è vero ci sono le tasse e la crisi.....ma vi sarebbe lo stesso il modo di fare ripartire il mondo ceramico se questa gente fosse fermata,da nuove leggi .Accontentarsi un po' di piu' ,dare da lavorare agli autoctoni senza contratti capestro e l'economia ripartirebbe