venerdì 25 maggio 2012

Presentato all'Enit il resort Gran Melià Roma Villa Agrippina


Eugenio Magnani e Francesco Ascani








di Riccardo Chioni



È un luogo dove arte, ospitalità e benessere si sposano con una delle più esclusive aree della Città Eterna: una destinazione unica per architettura, giardini ed esclusive amenità offerte ai visitatori disposti a lasciarsi affascinare dalla città Caput Mundi, guardandola dall’hotel Gran Melià Roma Villa Agrippina.
Il resort, perché tale è la struttura alberghiera, è stato inaugurato lo scorso primo aprile, ma ha già raccolto notevoli consensi in un così breve periodo di apertura, sia tra la clientela, la stampa specializzata e gli operatori del mercato dell’ospitalità.
Detta con le parole del general manager Francesco Ascani, che ha presentato agli operatori americani l’hotel, Villa Agrippina ha già toccato il top nel mercato non tradizionale dell’ospitalità di lusso di Roma.
La presentazione è avvenuta nella sede dell’Enit a Rockefeller Center, ospitata dal direttore Eugenio Magnani, a cui hanno partecipato numerosi giornalisti della stampa americana specializzata e  operatori del settore turismo.
L’hotel Villa Agrippina è ubicato a via del Gianicolo, nel centro della Capitale in prossimità del Tevere, nel mezzo delle più importanti mete turistiche e dello shopping, ma anche un santuario invece per chi desidera uscire dal trambusto della città, anche se la domina dalla collina.
Veduta con piscina
Il luogo dove è stato eretto l’hotel trabocca di storia romana. Sorge infatti su quella che era la Villa Agrippina, madre di Nerone, di cui alcuni dei reperti archeologici sono esposti nella Library e in altre parti pubbliche dell’hotel che emerge dagli Orti Domiziani, il primo orto botanico urbano.
Unica anche l’architettura dell’hotel Villa Agrippina composto di 116 tra camere e suite, su una superficie di 10 mila mq disposti su 8 piani, ognuno con una tematica particolare, come tante gallerie con particolari di opere d’arte che si possono vedere nei musei più titolati.
Il Gran Melià Roma offre una varietà di ristoranti specializzati in cucina mediterranea e internazionale, tra cui il ristorante di ispirazione romana Vivavoce guidato dal celebrato chef Alfonso Iaccarino insignito con 2 stelle dalla Guida Michelin, mentre dalla terrazza panoramica sulla sommità si può godere una vista a 360 gradi realmente mozzafiato sulla Città Eterna.
“Le immagini, per quanto belle, non rendono giustizia” precisa il general manager, sottolineando che “dato lo stile resort dell’hotel nel centro della città con piscina, idromassaggio, bar, ristorante esterno oltre a quelli interni, è un albergo che va vissuto per fare l’esperienza di vivere in questo tipo di albergo”.
L’ingresso all’hotel sembra quello di una villa imperiale e già all’arrivo, ha racconta Ascani, rimangono impressionati dalla visione dell’insieme.
È sviluppato su 8 livelli, ma essendo situato su una collina ci sono delle camere che danno su una strada ed altre che guardano sul giardino o sulla città.
“Si può decidere di stare in un vicolo di Roma, oppure avere una veduta panoramica della Città Eterna, mentre guardando sulla piscina e il giardino si ha l’impressione di stare fuori città” ha aggiunto Ascani.
In pratica, attraversando via del Gianicolo, i visitatori si torveranno già in territorio vaticano, anche da alcune camere si vedono le mura vaticane, la cupola di San Pietro e Castel Sant’Angelo.
Si sa che a Roma basta alzare un sasso e si scopre un’antichità e così è capitato - racconta Ascani - durante la costruzione dell’hotel.
“Il palazzo che era quasi completamente distrutto appartiene ancora alla famiglia Torlonia, un vecchio conservatorio gestito dalle suore e una chiesa. In prossimità del giardino, per realizzare un parcheggio sotterraneo per 110 auto, sono state ritrovate le rovine di Villa Agrippina e la sovrintendenza ha bloccato tutto, fino a quando sono stati recuperati i reperti esposti ora in un museo romano”.


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