| Eugenio Magnani e Francesco Ascani |
di Riccardo
Chioni
È un
luogo dove arte, ospitalità e benessere si sposano con una delle più esclusive
aree della Città Eterna: una destinazione unica per architettura, giardini ed esclusive
amenità offerte ai visitatori disposti a lasciarsi affascinare dalla città
Caput Mundi, guardandola dall’hotel Gran Melià Roma Villa Agrippina.
Il resort, perché
tale è la struttura alberghiera, è stato inaugurato lo scorso primo aprile, ma
ha già raccolto notevoli consensi in un così breve periodo di apertura, sia tra
la clientela, la stampa specializzata e gli operatori del mercato dell’ospitalità.
Detta con le
parole del general manager Francesco Ascani, che ha presentato agli operatori
americani l’hotel, Villa Agrippina ha già toccato il top nel mercato non
tradizionale dell’ospitalità di lusso di Roma.
La presentazione
è avvenuta nella sede dell’Enit a Rockefeller Center, ospitata dal direttore
Eugenio Magnani, a cui hanno partecipato numerosi giornalisti della stampa americana
specializzata e operatori del settore
turismo.
L’hotel Villa
Agrippina è ubicato a via del Gianicolo, nel centro della Capitale in
prossimità del Tevere, nel mezzo delle più importanti mete turistiche e dello
shopping, ma anche un santuario invece per chi desidera uscire dal trambusto
della città, anche se la domina dalla collina.
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| Veduta con piscina |
Il luogo dove è
stato eretto l’hotel trabocca di storia romana. Sorge infatti su quella che era
la Villa Agrippina, madre di Nerone, di cui alcuni dei reperti archeologici
sono esposti nella Library e in altre parti pubbliche dell’hotel che emerge
dagli Orti Domiziani, il primo orto botanico urbano.
Unica anche l’architettura
dell’hotel Villa Agrippina composto di 116 tra camere e suite, su una
superficie di 10 mila mq disposti su 8 piani, ognuno con una tematica
particolare, come tante gallerie con particolari di opere d’arte che si possono
vedere nei musei più titolati.
Il Gran Melià
Roma offre una varietà di ristoranti specializzati in cucina mediterranea e
internazionale, tra cui il ristorante di ispirazione romana Vivavoce guidato
dal celebrato chef Alfonso Iaccarino insignito con 2 stelle dalla Guida
Michelin, mentre dalla terrazza panoramica sulla sommità si può godere una
vista a 360 gradi realmente mozzafiato sulla Città Eterna.
“Le immagini, per
quanto belle, non rendono giustizia” precisa il general manager, sottolineando che
“dato lo stile resort dell’hotel nel centro della città con piscina,
idromassaggio, bar, ristorante esterno oltre a quelli interni, è un albergo che
va vissuto per fare l’esperienza di vivere in questo tipo di albergo”.
L’ingresso all’hotel
sembra quello di una villa imperiale e già all’arrivo, ha racconta Ascani,
rimangono impressionati dalla visione dell’insieme.
È sviluppato su 8
livelli, ma essendo situato su una collina ci sono delle camere che danno su
una strada ed altre che guardano sul giardino o sulla città.
“Si può decidere
di stare in un vicolo di Roma, oppure avere una veduta panoramica della Città
Eterna, mentre guardando sulla piscina e il giardino si ha l’impressione di
stare fuori città” ha aggiunto Ascani.
In pratica,
attraversando via del Gianicolo, i visitatori si torveranno già in territorio
vaticano, anche da alcune camere si vedono le mura vaticane, la cupola di San
Pietro e Castel Sant’Angelo.
Si sa che a Roma
basta alzare un sasso e si scopre un’antichità e così è capitato - racconta
Ascani - durante la costruzione dell’hotel.
“Il palazzo che era
quasi completamente distrutto appartiene ancora alla famiglia Torlonia, un
vecchio conservatorio gestito dalle suore e una chiesa. In prossimità del
giardino, per realizzare un parcheggio sotterraneo per 110 auto, sono state
ritrovate le rovine di Villa Agrippina e la sovrintendenza ha bloccato tutto,
fino a quando sono stati recuperati i reperti esposti ora in un museo romano”.
RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA (c)

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