lunedì 21 maggio 2012

Rapporto New Jersey: un quarto dei residenti vive in stato di povertà







 


di Riccardo Chioni




Le due facce della medaglia dello Stato Giardino: se da un lato il New Jersey si rivela uno dei più ricchi stati dell’Unione, sull’altro mostra quasi un quarto della popolazione che vive in stato di povertà, mentre preoccupano le “shoccanti” rivelazioni di uno studio.
Secondo il rapporto reso noto ieri redatto dal Legal Service of New Jersey sulla base dei dati relativi al Censimento del 2010, un quarto della popolazione, vale a dire oltre 2 milioni di residenti, è considerata povera.
Al confronto con i precedenti rapporti annuali del Legal Service si rileva che nel 2010 quasi 150 mila persone si sono venute a trovare al livello di povertà, nonostante la recessione fosse rientrata da un anno.
Il presidente del Legal Service Melville Miller si è detto preoccupato per i dati relativi alla disoccupazione nel New Jersey che sta lievitando, trascinando anche durante quest’anno altri residenti nel vortice della povertà.
“La cosa più preoccupante - ha commentato Miller - è che a distanza di un paio d’anni dalla recessione la povertà sta aumentando e secondo le nostre proiezioni sta raggiungendo livelli mai registrati prima”.
Nella categoria dei poveri sono compresi coloro che portano a casa 36.620 dollari l’anno per una famiglia di tre componenti, il doppio di quanto stabilito a livello federale, in considerazione del fatto che nello Stato Giardino il costo della vita è a livelli più alti rispetto ad altri.
Preoccupante anche l’incremento del numero di giovani in età tra 18 e 24 anni che vivono in famiglie definite povere, schizzato al 39.1 per cento rispetto al 2006.
Senza parlare della disoccupazione tra coloro che hanno tra 20 e 24 anni,  che dal 8.8 del 2008 è aumentata del 14.8 nel 2011, nello Stato dove la media dei senza lavoro è del 9.1 per cento, più alta rispetto a quella nazionale del 8.1 per cento.
Toccante invece la situazione di vita in povertà di 619 mila bambini, praticamente un terzo dell’intera popolazione infantile del New Jersey.
Dati questi che la presidente del Advocate for Children del NJ, Cecilia Zalkind considera “shoccanti”.
In alcune contee, 5 per l’esattezza, il rapporto del Legal Service definisce povero il 30 per cento della popolazione: Essex, Hudson, Passaic, Atlantic e Cumberland.
A Camden, località tribolata e tristemente nota per la criminalità rampante, nel 2010 è stata raggiunta la percentuale del 62.9 di residenti considerati poveri, mentre nelle città come Newark (la più popolosa dello stato), New Brunswick, Passaic, Atlantic City, Bridgeton, Lakewood, Paterson e Trenton capitale, il 50 per cento dei residenti è rientrato nella categoria dei poveri.
In conclusione, il rapporto segnala che il 19.9 per cento dei latini nel New Jersey rientra nella classifica dei poveri, mentre tra gli afroamericani la percentuale è del 18.9 e del 5.8 per i bianchi.
La povertà dilagante tra buona parte della popolazione dello Stato Giardino non è tuttavia considerata dagli esperti lo specchio di quanto si sta verificando nel resto del paese, poiché nonostante sia il secondo stato più ricco dell’Unione, è anche anche uno dei più cari per viverci.
Oggi a Trenton si terrà un summit convocato dal gruppo Anti-Poverty Network per discutere sui preoccupanti risultati resi noti dal rapporto, soprattutto in merito a problemi come fame e lavoro, assieme a gruppi civici e rappresentanti eletti dello stato e municipalità. 
Il gruppo auspica inoltre di poter raccomandare particolari azioni al governatore Christie nella stesura della sua proposta di bilancio.

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