di Riccardo Chioni
Le due facce
della medaglia dello Stato Giardino: se da un lato il New Jersey si rivela uno
dei più ricchi stati dell’Unione, sull’altro mostra quasi un quarto della popolazione
che vive in stato di povertà, mentre preoccupano le “shoccanti” rivelazioni di
uno studio.
Secondo il
rapporto reso noto ieri redatto dal Legal Service of New Jersey sulla base dei
dati relativi al Censimento del 2010, un quarto della popolazione, vale a dire
oltre 2 milioni di residenti, è considerata povera.
Al confronto con i
precedenti rapporti annuali del Legal Service si rileva che nel 2010 quasi 150
mila persone si sono venute a trovare al livello di povertà, nonostante la
recessione fosse rientrata da un anno.
Il presidente del
Legal Service Melville Miller si è detto preoccupato per i dati relativi alla disoccupazione
nel New Jersey che sta lievitando, trascinando anche durante quest’anno altri
residenti nel vortice della povertà.
“La cosa più
preoccupante - ha commentato Miller - è
che a distanza di un paio d’anni dalla recessione la povertà sta aumentando e
secondo le nostre proiezioni sta raggiungendo livelli mai registrati prima”.
Nella categoria
dei poveri sono compresi coloro che portano a casa 36.620 dollari l’anno per
una famiglia di tre componenti, il doppio di quanto stabilito a livello federale,
in considerazione del fatto che nello Stato Giardino il costo della vita è a
livelli più alti rispetto ad altri.
Preoccupante
anche l’incremento del numero di giovani in età tra 18 e 24 anni che vivono in
famiglie definite povere, schizzato al 39.1 per cento rispetto al 2006.
Senza parlare
della disoccupazione tra coloro che hanno tra 20 e 24 anni, che dal 8.8 del 2008 è aumentata del 14.8 nel
2011, nello Stato dove la media dei senza lavoro è del 9.1 per cento, più alta rispetto
a quella nazionale del 8.1 per cento.
Toccante invece
la situazione di vita in povertà di 619 mila bambini, praticamente un
terzo dell’intera popolazione infantile del New Jersey.
Dati questi che
la presidente del Advocate for Children del NJ, Cecilia Zalkind considera “shoccanti”.
In alcune contee,
5 per l’esattezza, il rapporto del Legal Service definisce povero il 30 per
cento della popolazione: Essex, Hudson, Passaic, Atlantic e Cumberland.
A Camden,
località tribolata e tristemente nota per la criminalità rampante, nel 2010 è
stata raggiunta la percentuale del 62.9 di residenti considerati poveri, mentre
nelle città come Newark (la più popolosa dello stato), New Brunswick, Passaic,
Atlantic City, Bridgeton, Lakewood, Paterson e Trenton capitale, il 50 per
cento dei residenti è rientrato nella categoria dei poveri.
In conclusione,
il rapporto segnala che il 19.9 per cento dei latini nel New Jersey rientra
nella classifica dei poveri, mentre tra gli afroamericani la percentuale è del
18.9 e del 5.8 per i bianchi.
La povertà dilagante
tra buona parte della popolazione dello Stato Giardino non è tuttavia considerata
dagli esperti lo specchio di quanto si sta verificando nel resto del paese, poiché
nonostante sia il secondo stato più ricco dell’Unione, è anche anche uno dei
più cari per viverci.
Oggi a Trenton si
terrà un summit convocato dal gruppo Anti-Poverty Network per discutere sui
preoccupanti risultati resi noti dal rapporto, soprattutto in merito a problemi come fame e
lavoro, assieme a gruppi civici e rappresentanti eletti dello stato e
municipalità.
Il gruppo auspica inoltre di poter raccomandare particolari azioni
al governatore Christie nella stesura della sua proposta di bilancio.

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