giovedì 17 maggio 2012

Severino alla collettività: "Grazie per quello che fate per l'immagine del nostro Paese"


Il ministro Paola Severino al Consolato Generale di New York







di Riccardo Chioni



Paola Severino non ha assolutamente bisogno di presentazione: è un avvocato di successo, un professore universitario, da lei ho saputo che per il suo spiccato senso dello Stato ha lasciato questi due settori professionali che visibilmente la appassionano molto per rispondere positivamente all’appello del presidente Monti e diventare ministro della Giustizia”.
Così il console generale Natalia Quintavalle ha salutato l’arrivo del ministro Severino a Park Avenue per incontrare i rappresentanti della comunità italiana e italoamericana newyorkese.
“In questi giorni il ministro Severino è riuscito a conquistare attenzione, rispetto e simpatia di tutti i suoi interlocutori” ha proseguito Quintavalle che in merito all’incontro ha aggiunto “la nostra comunità è molto attenta alle proposte di riforma di cui si parla in Italia e, in particolare nel settore cruciale della Giustizia”.
Matilda Cuomo, Paola Severino, Natalia Quintavalle e Mario Cuomo
È quasi al termine di una giornata intensa e l’aspetta la cena dell’ambasciatore all’Onu Cesare Ragaglini, ma quando raggiunge il podio il ministro Severino appare rilassata davanti al pubblico che l’ha accolta con un caloroso applauso.
“Vorrei ringraziare in maniera particolarmente sentita voi per la vostra presenza e non soltanto per questo, ma per tutto quello che fate per l’immagine del nostro Paese. All’incontro con le donne italoamericane a Stanford - ha raccontato il ministro - ho già avuto modo di percepire una sensazione che oggi vedo rafforzata nella vostra presenza: questo vostro essere riusciti a mantenere le radici italiane, pur essendovi profondamente radicati nella realtà americana. Questa, è una caratteristica importantissima, unica e fondamentale. Il vostro legame con l’Italia: un legame che non si spezza, ma che non vi impedisce di essere proiettati nel paese in cui avete scelto di vivere e dove continuate l’opera che per molti di voi  hanno iniziato i genitori. Voi - ha sottolineato il Guardasigilli - diventate i testimoni dell’Italia, di come può essere l’Italia che lavora, che crede nel merito e voi avete creduto nel merito, siete figli di una generazione che ha creduto nel merito, nella cultura”.
Il ministro ha auspicato che gli italoamericani siano i portatori di un messaggio all’America: “Questo è un governo che crede fortemente nel merito, che crede dunque che in questo momento di crisi economica i valori fondati della nostra società debbano essere ancora più fortemente espressi”.
 Gli esponenti delle collettività italiana al Consolato Generale
Passando a relazionare sugli incontri avuti a Wall Street, il ministro ha deto di avere spiegato agli investiroti che “l’economia italiana è più solida di quella di altri paesi perché non vi è un eccesso di indebitamento da parte degli italiani. Ed è partendo da questa caratteristica - ha precisato - che noi cercheremo di rilanciare l’economia italiana nel mondo”.
Ha spiegato che dal governo sono stati chiesti grandi sacrifici agli italiani e di contribuire alla rinascita del Paese incidendo sulle loro fonti di reddito, cercando anche di risparmiare in termini di spesa da parte del governo.
“Ma questa è la prima fase e gli italiani ci hanno risposto bene, si sono dimostrati adeguati al sacrificio perché hanno capito che era importante. Ma adesso - ha sottolineato il ministro - dobbiamo passare alla fase due: quella della crescita, della ripresa dello sviluppo economico, perché credo fortemente che l’Italia sia un paese che deve risorgere da questo punto di vista, deve riprendere le proprie attività, deve intensificare le proprie capacità economiche e portarle tutte a compimento. Sia nel mercato interno che in quello estero”.
Il ministro con l'ambasciatore all'Onu Cesare Ragaglini in conferenza stampa
Il Guardasigilli ha assicurato che lo sviluppo della della giustizia favorirà anche la ripresa economica “e questo è in contributo che sto cercando di dare al nostro governo”.
Passando a parlare della riunione di ieri alle Nazioni Unite dei paesi latino-americani, il ministro ha spiegato che il tema sarà la lotta alla criminalità organizzata, “un settore nel quale l’Italia ha dato tanto, in termini di persone e di legislazione”.
“In termini di persone - ha osservato - vorrei ricordare il ruolo di Giovanni Falcone, un grande giudice ucciso dalla mafia assieme a Borsellino, che era molto conosciuto in America. I suoi rapporti con l’Fbi credo che siano noti a tutti, era apprezzatissimo per la lotta e l’efficacia, per gli effeti della sua lotta contro la criminalità organizzata”.
Falcone aveva avuto una intuizione importante, aveva capito che la mafia andava colpita nei suoi interessi economici e che dunque la pista  da seguire era quella di seguire i patrimoni,  sequestrare, confiscare i profitti e renderli utili allo stato, restituiti ai cittadini, ha sostenuto il ministro.
Il ministro Severino col segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon
“Questo è il modello che vado a presentare a paesi che devono combattere la lotta contro la criminalità organizzata, così come noi l’abbiamo combattuta. La Guardia di Finanza terrà dei corsi insieme alle polizie di questi paesi per dare l’apporto della nostra espreienza e della nostra legislazione. Un apporto importante di cui andiamo orgogliosi” ha detto il ministro.
In conclusione ha toccato il tema della lungua e cultura e dell’importanza della collettività italoamericana nella diffusione negli Stati Uniti.
“Siete voi l’elemento che potrà diffondere e mantenere lingua e cultura italiana. Oltre questo messaggio forte che il governo vi manda, che è un messaggio di grandissima vicinanza, di riconoscimento dell’importanza che voi avete per il nostro paese, per la nostra cultura e per l’importanza del messaggio che avete sempre portato con voi in questa grande nazione, riveste anche per noi”.


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