| Il ministro della Giustizia Paola Severino durante la conferenza stampa al Consolato Generale a Park Avenue |
di Riccardo Chioni
Seconda
giornata newyorkese fitta di appuntamenti per il ministro della Giustizia Paola
Severino che ieri ha iniziato il martedì Downtown con l’appuntamento alla City
Family Court, prima di recarsi alla Borsa a Wall Street e terminare al
Consolato Generale dove è stata salutata dagli esponenti della comunità.
Nel primo
incontro alla New York City Family Court il Guardasigilli ha avuto un colloquio
con il giudice amministrativo Edwina Richardson per un confronto e una verifica
sui Tribunali della famiglia operanti da sempre negli Stati Uniti con un
modello molto apprezzato.
| Severino all'incontro con la Noiaw |
I risultati di questo
incontro serviranno al ministro Severino per gettare le basi di una auspicata
adozione dello stesso modello anche in Italia dove - ha sostenuto - “l’intera
cultura legale richiede un cambiamento”, ideato come foro specializzato sui
problemi della famiglia, del matrimonio e i rapporti genitori-figli.
All’ora di pranzo
il ministro Severino a Wall Street ha incontrato il Ceo del NYSE Duncan
Niederauer che al termine della tavola rotonda con investitori americani l’ha
accompagnata ad una visita alla Borsa durante le contrattazioni.
Il “road show”
del ministro nel cuore della finanza è mirato ad assicurare che la ripresa economica in Italia punta
anche su una giustizia più efficiente, spiegando i nuovi Tribunali delle
imprese e le riforme già varate nel settore civile, con l’obiettivo di garantire
maggiore affidabilità e quindi maggiori prospettive agli investitori esteri.
La lungaggine dei
processi e le lentezze della giustizia italiana rappresentano infatti un
notevole freno all’afflusso di capitali e investimenti stranieri nel nostro
paese.
Per questo il
Guardasigilli ha voluto presentare la novità italiana dei Tribunali delle
imprese, un altro passo per rendere più snelle le controversie legali, guardato
con interesse dalla comunità finanziaria nell’ambito dei rapporti tra l’Italia
e gli investitori americani.
| Cianfaglione, Severino, Riotta e Daddio |
Il giorno
precedente, durante la visita in Connecticut, accompagnato dal console generale
Natalia Quintavalle, il ministro della Giustizia aveva avuto anche un incontro
con alcune rappresentanti della National Organization of Italian American Women
in un ristorante della capitale Hartford.
Alla riunione,
oltre alla presidente dell’Associazione Jo-Ann Daddio e alla fondatrice e chair
Aileen Riotta, era presente anche il presidente del Comites di NY e Ct,
Quintino Cianfaglione, immerso in un’atmosfera conviviale al
femminile.
Le donne della
Noiaw hanno voluto salutare il primo ministro della Giustizia italiano donna,
ma soprattutto condividere una gioviale tavolata al ristorante con uno dei più
celebrati avvocati e docenti di legge, assieme alle rappresentanti dell’Ordine
degli avvocati dello Stato del Connecticut, come fosse una rimpatriata tra conoscenti
di antica data.
Durante gli
incontri con la stampa il ministro ha sostenuto che in Italia è necessario
cambiare l’intera cultura legale. “Si ricorre troppo ai tribunali e i
procedimenti sono eccessivamente lunghi” ha precisato.
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| Il Ceo del NYSE Niederauer col ministro a Wall Street |
L’Italia è al
quarto posto tra i paesi più litigiosi dei 38
dell’Europa con 4.768 dispute per 100 mila abitanti, qualcosa come 2.8
milioni di nuovi casi inoltrati solo lo scorso anno, mentre i tribunali civili sono
in arrestrato di 5.5 milioni di casi.
Nel 2010 la Corte
europea dei Diritti umani ha bacchettato l’Italia 53 volte per violazione dell’articolo
della Convenzione europea a protezione del diritto ad un processo giusto e in
44 occasioni la condanna riguardava l’eccessiva lungaggine del procedimento.
Secondo gli studi
effettuati dalla World Bank in Italia occorrono 1.210 giorni per la procedura
giudiziaria di un caso, mentre in Germania si risolve in 394 giorni.
Oggi il
Guardasigilli partecipa alla Conferenza presso le Nazioni Unite con i ministri
della Giustizia e degli Esteri dell’America Centrale sul crimine transnazionale
e nell’occasione incontra il presidente dell’Assemblea Generale, Nassir
Abdulaziz Al-Nasser.
Il percorso a
ostacoli della riforma della giustizia in Italia comporta numerose difficoltà e
non è prevedibile che si realizzi in un relativo breve periodo di tempo, per
questo a chi le chiede quanto veloce sarà il parto, il ministro Severino strappato
alla cattedra da Monti risponde in inglese soridendo “I am no miracle worker”.
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