mercoledì 16 maggio 2012

Severino a Wall Street: "La ripresa in Italia punta anche su una giustizia efficiente"


Il ministro della Giustizia Paola Severino durante la conferenza stampa al Consolato Generale a Park Avenue







di Riccardo Chioni

Seconda giornata newyorkese fitta di appuntamenti per il ministro della Giustizia Paola Severino che ieri ha iniziato il martedì Downtown con l’appuntamento alla City Family Court, prima di recarsi alla Borsa a Wall Street e terminare al Consolato Generale dove è stata salutata dagli esponenti della comunità.
Nel primo incontro alla New York City Family Court il Guardasigilli ha avuto un colloquio con il giudice amministrativo Edwina Richardson per un confronto e una verifica sui Tribunali della famiglia operanti da sempre negli Stati Uniti con un modello molto apprezzato.
Severino all'incontro con la Noiaw
I risultati di questo incontro serviranno al ministro Severino per gettare le basi di una auspicata adozione dello stesso modello anche in Italia dove - ha sostenuto - “l’intera cultura legale richiede un cambiamento”, ideato come foro specializzato sui problemi della famiglia, del matrimonio e i rapporti genitori-figli.
All’ora di pranzo il ministro Severino a Wall Street ha incontrato il Ceo del NYSE Duncan Niederauer che al termine della tavola rotonda con investitori americani l’ha accompagnata ad una visita alla Borsa durante le contrattazioni.
Il “road show” del ministro nel cuore della finanza è mirato ad  assicurare che la ripresa economica in Italia punta anche su una giustizia più efficiente, spiegando i nuovi Tribunali delle imprese e le riforme già varate nel settore civile, con l’obiettivo di garantire maggiore affidabilità e quindi maggiori prospettive agli investitori esteri.
La lungaggine dei processi e le lentezze della giustizia italiana rappresentano infatti un notevole freno all’afflusso di capitali e investimenti stranieri nel nostro paese.
Per questo il Guardasigilli ha voluto presentare la novità italiana dei Tribunali delle imprese, un altro passo per rendere più snelle le controversie legali, guardato con interesse dalla comunità finanziaria nell’ambito dei rapporti tra l’Italia e gli investitori americani.
Cianfaglione, Severino, Riotta e Daddio
Il giorno precedente, durante la visita in Connecticut, accompagnato dal console generale Natalia Quintavalle, il ministro della Giustizia aveva avuto anche un incontro con alcune rappresentanti della National Organization of Italian American Women in un ristorante della capitale Hartford.
Alla riunione, oltre alla presidente dell’Associazione Jo-Ann Daddio e alla fondatrice e chair Aileen Riotta, era presente anche il presidente del Comites di NY e Ct, Quintino Cianfaglione, immerso in un’atmosfera conviviale al femminile.
Le donne della Noiaw hanno voluto salutare il primo ministro della Giustizia italiano donna, ma soprattutto condividere una gioviale tavolata al ristorante con uno dei più celebrati avvocati e docenti di legge, assieme alle rappresentanti dell’Ordine degli avvocati dello Stato del Connecticut, come fosse una rimpatriata tra conoscenti di antica data.
Durante gli incontri con la stampa il ministro ha sostenuto che in Italia è necessario cambiare l’intera cultura legale. “Si ricorre troppo ai tribunali e i procedimenti sono eccessivamente lunghi” ha precisato.
Il Ceo del NYSE Niederauer col ministro a Wall Street
L’Italia è al quarto posto tra i paesi più litigiosi dei 38  dell’Europa con 4.768 dispute per 100 mila abitanti, qualcosa come 2.8 milioni di nuovi casi inoltrati solo lo scorso anno, mentre i tribunali civili sono in arrestrato di 5.5 milioni di casi.
Nel 2010 la Corte europea dei Diritti umani ha bacchettato l’Italia 53 volte per violazione dell’articolo della Convenzione europea a protezione del diritto ad un processo giusto e in 44 occasioni la condanna riguardava l’eccessiva lungaggine del procedimento.
Secondo gli studi effettuati dalla World Bank in Italia occorrono 1.210 giorni per la procedura giudiziaria di un caso, mentre in Germania si risolve in 394 giorni.
Oggi il Guardasigilli partecipa alla Conferenza presso le Nazioni Unite con i ministri della Giustizia e degli Esteri dell’America Centrale sul crimine transnazionale e nell’occasione incontra il presidente dell’Assemblea Generale, Nassir Abdulaziz Al-Nasser.
Il percorso a ostacoli della riforma della giustizia in Italia comporta numerose difficoltà e non è prevedibile che si realizzi in un relativo breve periodo di tempo, per questo a chi le chiede quanto veloce sarà il parto, il ministro Severino strappato alla cattedra da Monti risponde in inglese soridendo “I am no miracle worker”. 


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