| La facciata del Consolato Generale illuminata con i colori della bandiera la sera della Festa della Repubblica |
di Riccardo
Chioni
Teatro, vino,
turismo e jazz hanno caratterizzato la seconda parte della intensa giornata
della Festa della Repubblica a New York ricca di avvenimenti che, come gran
finale, si è conclusa con la suggestiva illuminazione tricolore del Consolato
Generale.
Il pomeriggio del
2 Giugno è iniziato a teatro con gli studenti del Liceo della Scuola d’Italia
che al campus della Upper East Side hanno presentato la commedia “L’Anfitrione”
di Plauto recitata in italiano, inglese e latino.
Nel frattempo a
Park Avenue venivano consegnate dal Console Generale le onorificenze assegnate
dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come consuetudine nella
Festa della Repubblica.
| Alphonse D'Amato, Natalia Quintavalle e Richard Nasti |
È stato il console
generale Natalia Quintavalle a consegnarle a Jerome Eisenberg, Grande Ufficiale
Ordine della Stella d’Italia; a Stephen Masden, Ufficiale Ordine al Merito
della Repubblica; a Louis Vele, Cavaliere Ordine della Stella d’Italia; a
Filomena Ricciardi, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica e a Richard
Nasti, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica.
Nella palazzina
dell’agenzia per la promozione all’estero Ice, angolo East 67th Street e
Madison Avenue, si svolgeva l’ultimo di quattro seminari degustativi intitolato
“United Wines of Italy”.
| Alessandra Rotondi durante l'ultimo dei 4 seminari |
Elaborato dalla
sommelier e giornalista toscana Alessandra Rotondi, il seminario nella scaletta
del folto cartellone di avvenimenti era inteso come unico appuntamento del primo
pomeriggio, ma il grande numero di adesioni pervenute all’Ice ha imposto
addirittura quattro repliche.
“Ho giocato un po’
con le parole nel dare il titolo a questo seminario. Perché United Wines of
Italy? Dopo studi - ha raccontato Alessandra Rotondi - ho verificato che il
Risorgimento italiano è stato fatto da tanti personaggi di cui noi in questa
occasione ne ricordiamo due: Camillo Cavour e Bettino Ricasoli che vollero e
crearono i due vini che hanno reso e rendono ancora famosa l’Italia nel mondo:
il Barolo e il Chianti”.
| Aniello Musella presenta le bottiglie di vino storiche |
Cavour voleva -
per ragioni diplomaticahe - un vino rosso nobile da servire agli ospiti mentre
si creava l’Italia, intanto la sua amica e filantropa marchesa Jiuliette
Colbert si sposava con il marchese di Barolo della casa Falletti e Torino
diveniva capitale prescelta, mentre il Barolo si imponeva sulla tavola dei
grandi.
In Toscana, qualche
anno Bettino Ricasoli, pure lui impegnato in politica, assunse l’incarico di
primo ministro lasciato vacante in seguito alla morte di Cavour, imponendosi
con il suo pugno duro, tanto da attirarsi il soprannome di “barone di ferro”
che adorava la campagna, non la politica.
Anche il barone del
Castello di Brolio voleva un suo vino che stupisse, un vino perfetto contenuto
in una formula scritta nel 1872 e rimasta tale fino al 2006, “segno che era
modernissima” ha sottolineato la sommelier.
| Il quartetto del concerto jazz all'Istituto di Cultura |
Due personaggi
chiave della nostra storia, due visionari anche in cantina, ma con una non trascurabile
differenza: il barone Ricasoli disponeva di selezionati vigneti, mentre il
primo ministro conte di Cavour poteva solo produrlo il vino.
“La storia d’Italia,
il Risorgimento italiano è stato fatto da due personaggi appassionati del vino -
ha osservato Alessandra Rotondi - e non possiamo parlare d’Italia senza questi
due vini: Barolo e Chianti che rendono l’Italia famosa nel mondo”.
| Eugenio Magnani durante il "Viaggio in Italia" |
Ha spiegato
quella che ha definito “esagerata” affluenza di pubblico al fatto che gli
americani sono appassionati alla storia e la giornalista ha concluso dicendo “dobbiamo
puntare su questo patrimonio che abbiamo”.
In mostra al
seminario alcune bottiglie di vino storiche da far impazzire i collezionisti. “Ad
iniziare da una bottiglia del Castello di Nipozzano del 1864, poi un Brunello
di Montalcino del 1945 e infine un Brolio Chianti del 1949. Mi è sembrato
opportuno in questo seminario storico sul vino presentare questi gioielli del
vino italiano di una volta” ha sottolineato il direttore dell’Ice Aniello
Musella.
Al Consolato
Generale intanto il direttore dell’Enit, Eugenio Magnani aveva allestito una
promozione personalizzata dedicata al turismo in Italia visto nell’ottica di quattro
diverse tematiche.
| Gli ospiti durante il saluto del Console Generale |
Mentre fuori splendeva
un pomeriggio soleggiato, la scalinata dell’Istituto di Cultura si era
trasformata in un loggione di teatro con la gente seduta tra i piani, pigiata
fino al salone zeppo di persone per il concerto “Dall’Italia all’America: un
grande abbraccio nel jazz”, eseguito da
Linda Oh, Sylvia Cuenca, Daniela Schaechter e Ada Rovatti.
Al termine è
seguito il ricevimento al Consolato Generale aperto dalle voci del baritono
Lawrence Harris e Rosa D’Imperio che hanno intonato gli inni americano,
italiano ed europeo tra due Carabinieri in alta uniforme.
“Ci avviamo alla
chiusura di questa giornata ricca di eventi che abbiamo voluto offrire agli
italiani e agli amici dell’Italia per festeggiare la Festa della Repubblica. L’abbiamo
chiamato viaggio nelle eccellenze della cultura italiana, un viaggio nel tempo,
nei luoghi e nelle forme artistiche e culturali del nostro paese” ha esordito
il ministro Quintavalle.
| Il console generale Natalia Quintavalle |
Il Console Generale
ha detto di aver voluto lanciare l’idea di un programma così articolato, animata
dal desiderio di riportare l’attenzione della collettività sulle sedi
istituzionali della presenza italiana a New York: Ice, Enit, Istituto di Cultura
e Scuola d’Italia.
“Certo - ha concluso
il ministro Quintavalle -, quando abbiamo immaginato questa giornata di festa
non pensavamo che proprio in questi giorni una regione del nostro paese, l’Emilia
Romagna si sarebbe trovata in una situazione di grande sofferenza, a seguito
del terremoto che ha causato perdite di vite umane e danni gravissimi all’economia
e al patrimonio architettonico e artistico dell’area”.
Al termine gli
ospiti che uscivano hanno trovato la piacevole sorpresa di vedere la facciata
del Consolato Generale coi colori della bandiera: un’immagine spettacolare che
ha illuminato Park Avenue di Tricolore.
RIPRODUZIONE DELLE FOTO VIETATA (c)
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