lunedì 4 giugno 2012

Rassegna di eccellenze italiane nel giorno della Festa della Repubblica


La facciata del Consolato Generale illuminata con i colori della bandiera la sera della Festa della Repubblica



di Riccardo Chioni

Teatro, vino, turismo e jazz hanno caratterizzato la seconda parte della intensa giornata della Festa della Repubblica a New York ricca di avvenimenti che, come gran finale, si è conclusa con la suggestiva illuminazione tricolore del Consolato Generale.
Il pomeriggio del 2 Giugno è iniziato a teatro con gli studenti del Liceo della Scuola d’Italia che al campus della Upper East Side hanno presentato la commedia “L’Anfitrione” di Plauto recitata in italiano, inglese e latino.
Nel frattempo a Park Avenue venivano consegnate dal Console Generale le onorificenze assegnate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come consuetudine nella Festa della Repubblica.
Alphonse D'Amato, Natalia Quintavalle e Richard Nasti
È stato il console generale Natalia Quintavalle a consegnarle a Jerome Eisenberg, Grande Ufficiale Ordine della Stella d’Italia; a Stephen Masden, Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica; a Louis Vele, Cavaliere Ordine della Stella d’Italia; a Filomena Ricciardi, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica e a Richard Nasti, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica.
Nella palazzina dell’agenzia per la promozione all’estero Ice, angolo East 67th Street e Madison Avenue, si svolgeva l’ultimo di quattro seminari degustativi intitolato “United Wines of Italy”.
Alessandra Rotondi durante l'ultimo dei 4 seminari
Elaborato dalla sommelier e giornalista toscana Alessandra Rotondi, il seminario nella scaletta del folto cartellone di avvenimenti era inteso come unico appuntamento del primo pomeriggio, ma il grande numero di adesioni pervenute all’Ice ha imposto addirittura quattro repliche.
“Ho giocato un po’ con le parole nel dare il titolo a questo seminario. Perché United Wines of Italy? Dopo studi - ha raccontato Alessandra Rotondi - ho verificato che il Risorgimento italiano è stato fatto da tanti personaggi di cui noi in questa occasione ne ricordiamo due: Camillo Cavour e Bettino Ricasoli che vollero e crearono i due vini che hanno reso e rendono ancora famosa l’Italia nel mondo: il Barolo e il Chianti”.
Aniello Musella presenta le bottiglie di vino storiche
Cavour voleva - per ragioni diplomaticahe - un vino rosso nobile da servire agli ospiti mentre si creava l’Italia, intanto la sua amica e filantropa marchesa Jiuliette Colbert si sposava con il marchese di Barolo della casa Falletti e Torino diveniva capitale prescelta, mentre il Barolo si imponeva sulla tavola dei grandi.
In Toscana, qualche anno Bettino Ricasoli, pure lui impegnato in politica, assunse l’incarico di primo ministro lasciato vacante in seguito alla morte di Cavour, imponendosi con il suo pugno duro, tanto da attirarsi il soprannome di “barone di ferro” che adorava la campagna, non la politica.
Anche il barone del Castello di Brolio voleva un suo vino che stupisse, un vino perfetto contenuto in una formula scritta nel 1872 e rimasta tale fino al 2006, “segno che era modernissima” ha sottolineato la sommelier.
Il quartetto del concerto jazz all'Istituto di Cultura
Due personaggi chiave della nostra storia, due visionari anche in cantina, ma con una non trascurabile differenza: il barone Ricasoli disponeva di selezionati vigneti, mentre il primo ministro conte di Cavour poteva solo produrlo il vino.
“La storia d’Italia, il Risorgimento italiano è stato fatto da due personaggi appassionati del vino - ha osservato Alessandra Rotondi - e non possiamo parlare d’Italia senza questi due vini: Barolo e Chianti che rendono l’Italia famosa nel mondo”.
Eugenio Magnani durante il "Viaggio in Italia"
Ha spiegato quella che ha definito “esagerata” affluenza di pubblico al fatto che gli americani sono appassionati alla storia e la giornalista ha concluso dicendo “dobbiamo puntare su questo patrimonio che abbiamo”.
In mostra al seminario alcune bottiglie di vino storiche da far impazzire i collezionisti. “Ad iniziare da una bottiglia del Castello di Nipozzano del 1864, poi un Brunello di Montalcino del 1945 e infine un Brolio Chianti del 1949. Mi è sembrato opportuno in questo seminario storico sul vino presentare questi gioielli del vino italiano di una volta” ha sottolineato il direttore dell’Ice Aniello Musella.
Al Consolato Generale intanto il direttore dell’Enit, Eugenio Magnani aveva allestito una promozione personalizzata dedicata al turismo in Italia visto nell’ottica di quattro diverse tematiche.
Gli ospiti durante il saluto del Console Generale
Mentre fuori splendeva un pomeriggio soleggiato, la scalinata dell’Istituto di Cultura si era trasformata in un loggione di teatro con la gente seduta tra i piani, pigiata fino al salone zeppo di persone per il concerto “Dall’Italia all’America: un grande abbraccio nel jazz”,  eseguito da Linda Oh, Sylvia Cuenca, Daniela Schaechter e Ada Rovatti.
Al termine è seguito il ricevimento al Consolato Generale aperto dalle voci del baritono Lawrence Harris e Rosa D’Imperio che hanno intonato gli inni americano, italiano ed europeo tra due Carabinieri in alta uniforme.
“Ci avviamo alla chiusura di questa giornata ricca di eventi che abbiamo voluto offrire agli italiani e agli amici dell’Italia per festeggiare la Festa della Repubblica. L’abbiamo chiamato viaggio nelle eccellenze della cultura italiana, un viaggio nel tempo, nei luoghi e nelle forme artistiche e culturali del nostro paese” ha esordito il ministro Quintavalle.
Il console generale Natalia Quintavalle
Il Console Generale ha detto di aver voluto lanciare l’idea di un programma così articolato, animata dal desiderio di riportare l’attenzione della collettività sulle sedi istituzionali della presenza italiana a New York: Ice, Enit, Istituto di Cultura e Scuola d’Italia.
“Certo - ha concluso il ministro Quintavalle -, quando abbiamo immaginato questa giornata di festa non pensavamo che proprio in questi giorni una regione del nostro paese, l’Emilia Romagna si sarebbe trovata in una situazione di grande sofferenza, a seguito del terremoto che ha causato perdite di vite umane e danni gravissimi all’economia e al patrimonio architettonico e artistico dell’area”.
Al termine gli ospiti che uscivano hanno trovato la piacevole sorpresa di vedere la facciata del Consolato Generale coi colori della bandiera: un’immagine spettacolare che ha illuminato Park Avenue di Tricolore. 


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